La casa dei meravigliosi tramonti” è un romanzo che mi ha ispirato subito all’acquisto, sia invogliata dal titolo che dalla copertina e, a completare il quadro, certamente dalla sinossi.

La storia di Lottie Foster può essere, forse, la storia di molte ragazze di oggi, ancora prese con l’avventura della propria vita, senza sapere cosa fare esattamente in futuro e soprattutto in che direzione andare.

A volte, penso che se non ci fossero le famiglie, i genitori in particolare a indirizzare e ad aiutare i figli, per questi ultimi sarebbe molto più difficile e complicato riuscire a realizzarsi nella vita.

Lottie ha avuto sua nonna e poi l’amica di sua nonna Gwen a cui era molto affezionata e che, una volta scomparse, si trova a ricordare con affetto, senza minimamente immaginare che una delle due le abbia lasciato una consistente eredità.

L’eredità si chiama Cuckoo Cottage ed è una bellissima tenuta appartenente a Gwen dove la piccola Lottie andava spesso in vacanza in estate e dove ha trascorso i momenti più felici del suo passato.

Lottie ancora non sa cosa la aspetta nel momento in cui l’avvocato le fa sapere che avrà un posto tutto suo in cui costruire le fondamenta per un buon futuro perché Gwen, in realtà, le ha lasciato molto di più di un cottage, le ha lasciato la possibilità di avere un’attività lavorativa indipendente.

La casa dei meravigliosi tramonti di Heidi Swain

La storia è semplice e senza pretese.

La storia comincia in modo divertente, leggero, senza particolari colpi di scena, almeno fino a quando Lottie non scopre ciò che l’attende e in seguito, forse, si dirada in una narrazione ancora più lenta.

La vita in campagna, in fondo, non è proprio ciò che Lottie immaginava per il proprio futuro, anche se conoscerà persone magnifiche e affidabili, altre meno interessanti e poi… l’amore.

Il racconto è di quasi quattrocento pagine, nella cura di ogni dettaglio, nel racconto quotidiano di una ragazza che ha voglia di conquistarsi il suo posto nel mondo, di trovare se stessa e di capire cosa voglia farne.

La storia poi diventa più interessante quando entra in gioco l’interesse per la natura, l’amore e le amicizie, forse gli unici elementi in grado di farle pesare meno la sua nuova situazione.

L’opera è carina, piacevole nella lettura e bene strutturata, scorre limpida ma, a volte, noiosa per quel che concerne il mio gusto personale, in quanto avrei voluto un ritmo più incalzante, qualcosa di meno banale, di meno… prevedibile, a dirla tutta.

Ad ogni modo si può consigliare come sana lettura a tutti, in particolar modo a chi ama la narrativa semplice.

Questa recensione, forse, risulterà un po’ tiepida ma, per quanto buona la storia e per quanto apprezzabile nei contenuti, non mi ha particolarmente entusiasmata, per cui sì la reputo buona e la consiglio, ma non posso dire che mi abbia coinvolta o che la possa reputare un capolavoro da lode.

Tiziana Iaccarino.

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