Avevo acquistato questo romanzo molto tempo fa, non ricordo neanche quando sia uscito esattamente, ma a me piace far così: se un libro cattura la mia attenzione, lo acquisto (in ebook o in cartaceo) e poi lo conservo per quando avrò il tempo di leggerlo. In questo modo raccolgo dei libri molto carini e interessanti, scoprendo in seguito delle letture davvero piacevoli.

Siamo nello Yorkshire, in Inghilterra, dove le radure a volte hanno colori spenti e il cielo è spesso plumbeo, in una cittadina che ospita pochi abitanti e qualche famigliola.

Della Cartwright deve occuparsi del funerale di sua madre, Kitty, una donna molto forte e volitiva, una persona eccezionale che ha saputo gestire, a modo suo, una famiglia composta da tre figli e un marito che poi l’ha abbandonata per un’altra.

I fratelli di Della, Jeff e Roxanne, non sembrano essere mai nelle condizioni ideali per poter aiutare la prima, nei momenti in cui ce ne sarebbe bisogno, per cui la nostra protagonista si ritrova spesso da sola ad affrontare gli eventi più difficili e sconcertanti della propria esistenza.

Una famiglia sparpagliata non è ciò di cui si ha bisogno perché, in fondo, tutti noi associamo alla parola famiglia, un nucleo di persone unite dall’affetto e dai legami di sangue, un nucleo bene affiatato e coeso, ma spesso non è così, purtroppo.

Jeff e Roxanne hanno le loro vite indipendenti, lontane dal paesino in cui vive Della e dove si è spenta la loro madre Kitty, per cui sembra inevitabile che ad occuparsi di ogni cosa sia la terza.

Così Della, pur essendo una donna sposata e con una figlia, deve far fronte a una serie di incombenze che sembrano futili ma che, in realtà, non lo sono per niente: dove vanno e cosa rimane degli oggetti cari di una persona che ci ha lasciati?

A loro tre, la madre Kitty ha lasciato in eredità il cottage in cui sono cresciuti da bambini e una bellissima, enorme, particolare, affascinante collezione di libri di cucina, tutti quelli che Kitty amava usare per sperimentare nuovi piatti, per invogliare i suoi figli a mangiare quando erano piccoli o per riconquistare l’amore di un marito che, invece, l’ha poi abbandonata.

A parte gioielli di famiglia e gingilli vari, in un cottage che ha l’aspetto di un luogo trasandato nel quale, invece, ci sono ancora tanti ricordi e tanto amore, Della sa che quei magnifici libri di cucina un po’ datati, magari anche sporchi di sughi e farina, di sapori e aromi strani, che risultano sparpagliati per la casa, hanno un valore enorme perché sua madre li collezionava, li custodiva, li sfogliava, li consultava ogni volta che ne aveva bisogno, ma soprattutto li amava e le tenevano compagnia anche nei momenti più difficili.

Della ricorda molti di quei volumi sparpagliati sul ripiano della cucina, perché erano di aiuto quando in casa si aveva bisogno di un’idea per la realizzazione di un piatto particolare, di una cena speciale, di un compleanno, di un evento indimenticabile.

Della è affezionata ai libri che le ricordano la figura di sua madre e soprattutto le permettono di sentirla più vicina a sé, anche ora che non c’è più. In fondo un distacco forzato tanto angosciante e doloroso deve pur essere assuefatto da una soluzione in grado di risvegliare pensieri di nuovo positivi, volti al domani, al futuro, per poter andare avanti.

In una circostanza poco piacevole, nel corso della quale Della si rende conto che nessuno in famiglia sosterrà la bizzarra idea di tenere i libri della mamma, perché sono quasi mille e occupano spazio inutile, visto che il cottage di Kitty sarà messo in vendita, l’unica soluzione sembra quella di far rivivere la passione della mamma grazie a una nuova attività, qualcosa che restituisca a Della la possibilità di dimostrare che può superare ogni dolore le si prospetti lungo il cammino.

E i dolori per lei sembrano essere continui, quando anche una grande delusione in famiglia, sembra affacciarsi nella sua vita.

Adesso evito di spoilerare ma, come avrete capito, questa storia è davvero ricca di emozioni e sentimenti, di angoli nostalgici nei quali ritrovare i propri, quando il lettore è in grado di riconoscersi in Della e nella sua solitudine.

Della, in fondo, è il riflesso della parte di noi che si sente spesso da sola, che si ritrova ad affrontare le situazioni più impensabili da sola e soprattutto che deve superare i drammi della vita senza l’appoggio e la comprensione di chi le è intorno.

Una piccola libreria molto speciale di Ellen Berry

Eppure le emozioni e soprattutto i sentimenti, quelli buoni, devono prendere sempre il sopravvento, devono far ascoltare la propria voce, perché riportano la nostalgia a casa, nell’angolo del cuore in cui la custodiamo.

Credo che, in fondo, un po’ tutti abbiamo dei ricordi di quando la mamma ci preparava un dolce, magari aiutata da un ricettario ormai vecchio, sporco di polvere e aromi, spiegazzato, sottolineato e consultato fino a consumarne le pagine e quei momenti resteranno per sempre impressi nella nostra memoria, perché ci facevano sentire parte di un focolare caldo e dolce, di un amore che si trasmetteva di genitore in figlio, di un angolo di casa, la cucina, che era il luogo di ritrovo e magari di condivisione più bello.

Ecco, la storia di Della mi ha trasmesso innumerevoli sensazioni e grandi ricordi anche nostalgici di un passato tanto lontano nel tempo da sembrare appartenere a un’altra vita, ma mi ha coinvolta appieno nelle sue vicende e nel suo grande sogno: aprire una libreria dedicata esclusivamente alla vendita di libri di cucina, in cui ricette, sapori, odori e sperimenti diventano il motivo per il quale una donna adulta riesce a trovare di nuovo se stessa e una buona motivazione per andare avanti, anche quando si sente più sola. E pensare che siano stati dei libri a cui era particolarmente legata ad averla aiutata è davvero una bellissima cosa.

Consiglio questo libro a chi vuole lasciarsi coccolare dall’idea che aveva del proprio focolare domestico quando era bambino, dalla voglia di crescere tra dolcezze culinarie e coccole, in una cucina sempre calda con una mamma dolce e appassionata di ricette.

Questo romanzo mi ha riscaldata, pagina dopo pagina, in questi giorni d’autunno.

Tiziana Iaccarino.

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