Quando un romance manca di phatos lo si evince dal distacco con il quale l’autore o l’autrice di turno lo ha scritto, impostando una trama standard che poco ha a che fare con la personalità di chi lo ha scritto.

Cosa intendo per trama standard? Intendo una trama che contiene degli stereotipi vincenti che, al giorno d’oggi, in letteratura vanno di moda e quindi in vendita come il pane: il belloccio scapestrato e magari con problemi con la giustizia piuttosto che il ricco rampollo di una famiglia importante o magari il delinquente senza pietà, ma con muscoli bene in vista e tanta voglia di spassarsela con una donna da tormentare.

Questi sono gli stereotipi dei personaggi maschili che si notano spesso nei romance, per quanto riguarda le ragazze invece si passa a parlare delle sottomesse o delle ingenue e forse anche un po’ delle stupide, oltre che delle vittime di amori sbagliati e delle piagnucolose bambinotte poco cresciute che vogliono fare le donne mature pur non essendolo.

Ecco, rientrare in questi stereotipi e soprattutto raccontare storie in cui questi tipi di personaggi si alternano in situazioni assurde o poco credibili, magari violente e sconcertanti, significa spesso fare cassa in quello che è il mercato del digitale contemporaneo per quel che concerne la vendita di ebook (sia autopubblicati che con case editrici), ma non rendere giustizia davvero alle chances che uno scrittore può avere con il coraggio di scrivere storie molto più personalizzate ed emotivamente coinvolgenti, perché magari vi è coinvolto in primis.

Ho letto, tempo fa, un articolo di giornale, nel quale ci si lamentava della scarsezza con la quale oggi gli scrittori emergenti si propongono ai lettori: troppi stereotipi o magari niente di interessante, magari la quotidianità nuda e cruda come si presenta nella loro stessa vita.

Insomma, non c’è una via di mezzo, un modo per equilibrare le cose all’interno di un genere, come quello romantico, che può offrire sfumature molto più adeguate alle aspettative dei suoi lettori e quindi ancora più interessanti, se fossero rese credibili.

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Un libro dovrebbe da una parte aprire le menti e istruire, insegnare, invitare alla riflessione, emozionare e sensibilizzare le persone su determinati argomenti, ma dall’altra anche entrare in sintonia con chi li legge e fare in modo che vi si rispecchi in qualche modo, riconoscendo pregi e difetti di ogni essere umano.

I romance hanno il compito di far sognare il lettore, ma anche di invitarlo alla riflessione, all’emozione di un concetto importante come l’amore, in modo adeguato alle esigenze di una società in continua evoluzione.

Si tende, spesso, a sperimentare sul mercato stereotipi standard solo perché si ha la consapevolezza che essi possano far cassa, far fatturare, andare bene sul mercato, ma quel che il lettore, stanco di ritrovarsi sempre le stesse storie sugli scaffali, anche degli store on line, non troverà nei romanzi che trattano gli stessi argomenti, lo cercherà in un altro genere di narrativa e a quel punto a perderci saranno soltanto gli scrittori, sia self-publisher che le case editrici predisposte a presentare un prodotto sempre fine a se stesso o molto simile ad altri prototipi solo per una questione economica.

Tiziana Iaccarino.

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