Vita, storie e pensieri di una Aliena” è una novella che l’autrice Emma Altieri ha scritto basandosi, a quanto pare, su una storia reale o forse su richiesta di chi questo racconto lo ha vissuto.

L’opera è scritta in prima persona dalla protagonista femminile che si chiama Silvia e racconta gli anni dei suoi amori adolescenziali, ma anche le tante avventure per trovare il vero amore.

È una novella molto fresca e giovane, ma che ho trovato, per quelli che sono i miei gusti da lettrice, alquanto semplice e superficiale nella stesura.

Vita, storie e pensieri di una Aliena di Emma Altieri

A mio avviso esistono due tipi di critici letterari e lettori.

C’è chi apprezza storie prive di dettagli e descrizioni, facendosi bastare la semplice conoscenza dei fatti così come sono raccontati, nella loro genuina semplicità e senza alcuna pretesa all’interno di una novella o di un romanzo che sia e chi preferirebbe, invece, essere accompagnato per mano dallo scrittore lungo il sentiero nel quale può vivere le emozioni che legge in modo palpabile come se le vivesse in prima persona.

Io penso che, quando si parla di narrativa, fossero anche cento pagine, sia fondamentale arrivare alle viscere di una storia, raccontandola al meglio per farla conoscere nei suoi dettagli, in modo che il lettore non solo immagini fino a un certo punto ciò che legge ma veda anche, aiutato dallo scrittore, ciò che legge.

Una storia carina, ma semplicistica.

La storia di Silvia è molto carina, se presa senza alcuna aspettativa, senza pretese per intenderci, ma io avevo letto anche altre storie dell’autrice (mi riferisco alla Smartness Series di tre volumi belli corposi e appassionanti) e avevo un metro di giudizio che, forse, non tutti potevano avere sul suo modo di scrivere e sulla sua voglia di farlo.

Ho trovato questa storia scritta molto “alla buona”, senza grandi scossoni, né troppe emozioni, un racconto semplice dettato dalla voglia, forse, di sperimentare un’avventura letteraria diversa dalle solite, non saprei, ma non la giudico all’altezza delle capacità della scrittrice, che sono ben altre.

Scritta molto bene, questa novella, non mi ha trasmesso niente, in alcuni punti mi ha annoiato e ho fatto fatica a leggerla fino in fondo, a essere sincera.

Questo tipo di storia non appartiene al modo di raccontare della scrittrice, secondo me, per cui mi ha molto sorpresa la scelta di pubblicazione che ha fatto.

Nelle sue precedenti opere avevo trovato un ardore, un entusiasmo, un fuoco, una passione e una capacità descrittiva e colloquiale che non ho trovato in questa storia.

Ho avuto la forte sensazione che neanche la scrittrice fosse convinta della stesura di questa storia, ma è una mia impressione e un mio giudizio personale.

Quando leggo, io cerco le emozioni, la sorpresa, i colpi di scena, la voglia di continuare fino alla fine, di non staccarmi dalle pagine del libro fino a chiuderlo invece, in alcuni casi, non trovo che poca voglia di esporre “i fatti”, come in questa opera.

Apprezzo molto l’autrice e so che sa e può fare di meglio, per cui la invito a seguire le sue capacità e il suo istinto e a non farsi influenzare da nessuno, ma soprattutto a non accontentare richieste altrui che non rispecchiano le sue potenzialità.

Scrivere significa anche gettare la propria anima, nuda e cruda, su un foglio bianco, non solo semplice “raccontare”.

Tiziana Iaccarino.

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