Con “LAS 0906 il codice” si apre l’evento “numero0” di un’iniziativa tutta Pink.

Con l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” oggi apriamo degli eventi tutti Pink che riguarderanno anche altre autrici e che si apriranno il mese di Dicembre in attesa delle festività.

Abbiamo pensato di festeggiare, parlando di autrici in gamba, di spessore, con una bella carriera alle spalle o magari intraprendenti e tenaci, che ben conoscete e che si sono fatte apprezzare nel tempo grazie alle loro opere e alla loro verve.

L’evento che ho soprannominato “numero0” oggi è un esperimento per parlare della mia opera e vi darà un esempio di come saranno anche sui social e qui sul sito le giornate poi dedicate anche alle autrici che The Pink Cafè ha selezionato per parlare di loro.

Ma intanto, addentriamoci in una storia d’altri tempi, in tutti i sensi. In una storia, quella di “LAS 0906” in cui avremo la possibilità di viaggiare attraverso il tempo e di scoprire i misteri che ruotano attorno alla “Storia della tenuta che guarda Es Malgrat”, ma capirete meglio di cosa stiamo parlando, leggendo l’opera.

In questo racconto si avvicenderanno due coppie distinte per motivi e tempi diversi, che ci trascineranno nelle loro vicende più intime e tormentate alla ricerca di una verità che, forse, sarà davvero difficile scoprire.

Amore, passione, libertà, sogni, desideri, sospetti, bugie, segreti, maledizioni e vendette sono gli ingredienti di una storia che non ha niente a che fare con quelle da me precedentemente scritte, per cui spero davvero di sorprendervi piacevolmente in questa nuova avventura letteraria.

SINOSSI.

Isola di Maiorca, Spagna. 9 Giugno 2014.

La famiglia Santis è proprietaria di un’antica tenuta costruita, a picco sul mare, su una delle zone rocciose più belle dell’isola di Maiorca, ma è all’oscuro di ciò che la casa nasconda da secoli.

Lorena e Alberto non sanno che i genitori, a loro volta, tacciono intorno a una verità arrivata a sconvolgere la loro vita, simultaneamente a una serie di coincidenze targate tutte da una stessa incisione: “LAS 0906”.

Che cos’è quel codice e dove li porterà?

Alberto crederà di avere tra le mani una rivelazione sconvolgente, ma forse sarà troppo tardi quando, insieme a Lorena, dovrà avere a che fare con un’amara sorpresa.

Lorena, dal canto suo, non sa che un nemico può nascondersi dietro il volto di chiunque e dovrà lottare per riconquistare l’agognata serenità.

L’amore sarà in grado di aiutarla a buttarsi alle spalle un passato che trascina le catene di una prigione senza via di fuga?

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Quale sarà il segreto della tenuta che guarda Es Malgrat sull’isola di Maiorca? Quali sono le bugie che sono state raccontate ai protagonisti principali: Lorena e Alberto. Ma soprattutto chi sono Damian e Leya?

Lo scoprirete tra le pagine di questa storia che si rivelerà una sorta di puzzle pronto a farvi scoprire un disegno ben diverso da quello che, forse, vi eravate immaginati all’inizio.

Oggi vi parlerò della storia con estratti, sondaggi, giochi e quant’altro sul gruppo e sulla pagina ufficiale The Pink Cafè, in modo che due persone possano vincere una copia digitale della stessa (in formato pdf o epub a scelta) e ringrazio quanti leggeranno questa storia e la recensiranno, ma ricordate…

Non aver paura di chi ti dice la verità. Temi chi te la nasconde.

LAS 0906 il codice” è disponibile in eBook con anche l’offerta Kindle Unlimited e in cartaceo su Amazon.

Link: https://www.amazon.it/LAS-0906-codice-Tiziana-Iaccarino-ebook/dp/B077FYHNVS/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1511170471&sr=8-1 .

Grazie a tutte le persone che mi sosterranno.

Tiziana Iaccarino.

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L’autrice Silvia Pillin si racconta al Pink Cafè.

Questa volta mi fa molto piacere poter parlare al nostro club con una autrice simpatica e interessante: Silvia Pillin.

La conosco pochissimo e avevo voglia di intavolare con lei una qualche conversazione, magari di farle qualche domanda, di conoscerla e farvela conoscere.

Quindi, ho pensato di proporle questa intervista per The Pink Cafè che ospita autrici in grado di farsi apprezzare sia per il loro talento che per la loro umanità.

Silvia ha pubblicato già alcuni romanzi tra i quali spuntano due storie molto interessanti che vorrei porre alla vostra attenzione: “Ti voglio bene lo stesso” e “Non un romanzo erotico”, ma parliamone direttamente con lei.

Ciao Silvia, grazie di aver accettato questa intervista per noi. Cominciamo dall’inizio. Quando hai scoperto che ti piaceva scrivere?

RISPOSTA:

Prima di scoprire che mi piaceva scrivere, ho scoperto che mi piaceva leggere. È stata una decisione razionale presa verso i 12 anni quella di diventare capace di creare mondi e suscitare emozioni con le parole. Ma parafrasando Dorothy Parker posso dire che non mi piace scrivere, mi piace aver scritto.

Qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

La prima “opera” che ho reputato compiuta nell’ambito della scrittura è stato un racconto scritto verso i 18 anni. L’emozione che ho provato mettendo la parola fine a quel racconto di poche pagine è stata potentissima. Penso che Dio al termine della creazione non si sia sentito più soddisfatto di me.

Che genere di autrice sei? Come ti definiresti per farti conoscere?

RISPOSTA:

Sono un’autrice schizofrenica poliedrica, ho scritto una guida turistica di Vienna, città in cui ho abitato per sei anni, due manuali di scrittura pubblicati da Zandegù Editore, diversi romanzi young adult che ho messo su Wattpad (piattaforma su cui è possibile leggere gratuitamente), un romanzo chick lit e uno “sentimentale”. Ho scritto anche un libro per bambini dai 10 anni. Insomma, non ho ancora trovato un genere in cui sentirmi a mio agio.

Parliamo dell’opera “Ti voglio bene lo stesso”. Cosa racconta?

RISPOSTA:

È un romanzo molto malinconico e introspettivo che parla di sentimenti. Non è un romanzo rosa perché non ha il classico lieto fine, e la struttura che alterna capitoli in terza persona al tempo presente, a capitoli in prima persona al passato, non è tipica del genere.

Banalmente potrebbe essere definita una storia di tradimento, ma credo che sia piuttosto un romanzo di formazione sentimentale, un percorso interiore attraverso cui la protagonista – Azzurra – trova una risposta temporanea alla domanda: “cos’è l’amore?”. Ovviamente non vuole essere una risposta definitiva né universale, solo una delle risposte possibili.

Quella che mi ha incuriosito di più è stata, invece, “Non un romanzo erotico”. Di che genere è? Ci racconti qualcosa, senza svelare troppo, della storia?

Non è un romanzo erotico di Silvia Pillin

RISPOSTA:

Non un romanzo erotico” è un romanzo chick lit. È una storia leggera e divertente in cui la protagonista – traduttrice di romanzi erotici – racconta le sue vicissitudini lavorative e sentimentali.

Credo che alla fine sia anche un prendersi gioco di un certo tipo di romanzo erotico, quello privo di trama e introspezione, che altro non è che un’accozzaglia di scene di sesso interpretate da contorsionisti del Cirque du Solei.

È stato divertente mettere in scena lo scollamento tra la vita sessuale molto piatta della traduttrice-protagonista, e la narrazione spinta che si trova a tradurre.

Qual è il genere letterario a cui preferisci dedicarti?

RISPOSTA:

Credo che sia la narrativa contemporanea. Non leggo e non scrivo per evadere dalla realtà, ma per comprenderla, per approfondirla, per darle un senso, per capire la natura umana. È una cosa che mi sento dire spesso che i miei romanzi sono cervellotici/introspettivi/cerebrali, ed è una cosa che mi fa davvero piacere.

Penso che il dovere della letteratura sia quello di far cambiare/riflettere/crescere/pensare chi legge. Questo non significa che dobbiamo tutti scrivere tomi pallosissimi, anzi. Penso che, chi riesce a raggiungere quell’obiettivo facendo sorridere e intrattenendo, ha vinto.

Cosa stai scrivendo attualmente, cosa ci dovremo aspettare da te nel prossimo futuro?

RISPOSTA:

Dopo aver abbandonato un abbozzo di romanzo sulla corsa (una delle mie passioni) sto sviluppando l’idea per un romanzo distopico. Ma non sono un’autrice molto prolifica e veloce, ed essendo l’idea ancora in fase embrionale so che mi ci vorranno molti mesi per riuscire a darle forma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera!

RISPOSTA:

Grazie a te per il tempo che mi hai dedicato e per le domande davvero interessanti. Mi ha fatto davvero piacere rispondere a quest’intervista!

Tiziana Iaccarino.

“Sai tenere un segreto?”

Sai tenere un segreto?” è il più recente libro della Kinsella che ho letto. Una storia divertente, ma anche significativa che ha un messaggio ben preciso per chi la legge.

Innanzitutto, va detto che adoro questa scrittrice, perché è una delle pochissime che abbia l’enorme capacità di tenermi incollata alle pagine dall’inizio alla fine e quando hai concluso la lettura del libro, ne vuoi ancora, dici allarmata “E adesso? Io ho bisogno di Kinsella! Ancora Kinsella, datemi ancora qualcosa della Kinsella!”

È così che mi sento ogni volta che ultimo la lettura di una sua opera, divento praticamente una “Kinsella-dipendente”, amo le sue storie, adoro come le scrive, sa come rendere ogni racconto accattivante al punto da farti continuare, pagina dopo pagina, fino alla fine in pochissimo tempo, e sa sempre dove vuole portarti.

Questa è la storia di Emma, una ragazza come tante, semplice ma intraprendente che è impiegata in una azienda nella quale spera di fare carriera, cioé di passare da assistente a responsabile marketing. Un bel passaggio che le costerà fatica, ma anche tante lezioni da imparare, soprattutto per una come lei che non sempre dice la verità, ma che non chiameremmo bugiarda… lei nasconde solo dei piccoli segreti. Preferisce tenere per sé le cose che pensa possano dare fastidio agli altri, ma soprattutto cerca di non rivelare davvero i suoi gusti o di non rivelare i suoi vari modi di vendicarsi a chi le gioca dei tiri mancini. Cosa c’è di più comprensibile, in alcuni casi? Tutti viviamo circondati da persone che preferiscono sentirsi dire ciò che vogliono loro e non sempre ciò che davvero noi pensiamo di loro.

Il problema è che questo modo di agire, spesso, e nel modo più inconsueto, può ritorcercisi contro, in quanto l’occasione di essere “sgamati” può arrivare proprio quando non ce la aspettiamo.

A Emma capita durante un volo. Lei ha il terrore di volare, e senza sapere quali saranno le conseguenze, durante una o più turbolenze e qualche drink di troppo, a causa della paura di morire, decide di raccontare al passeggero seduto accanto a lei tutti i segreti della sua vita, ma proprio tutti: dal tipo di mutandine che porta fino alle bugie raccontate al fidanzato, per passare a ciò che combina sul posto di lavoro.

Già il lavoro, gioie e dolori!

Solo in seguito Emma scoprirà che la persona a cui ha raccontato proprio tutto della sua vita, si tratta del grande capo della sua azienda e da lì cominciano i guai… ma non vi racconto altro, per non togliere, a chi ancora non ha letto questa storia, la soddisfazione di gustarsela fino in fondo.

Quindi, il messaggio di questa volta è…. quanto è giusto dire davvero ciò che si pensa e nasconderlo infinite volte?

Quanto può essere conveniente da una parte e assolutamente deleterio dall’altra?

Emma, in un certo senso, pagherà tutti i suoi errori e capirà l’importanza di ridurre il meno possibile le bugie, che chiama “segreti”, per non ferire il prossimo e, in fondo, per non finire nei pasticci.

Sai tenere un segreto di Sophie Kinsella

Anche questa storia è conclusa e io non vedo l’ora di passare alla prossima.

Kinsella forever!

P.S. Le copertine inglesi sono davvero stupende. Quelle italiane dovrebbero rendere giustizia a una delle scrittrici più amate e seguite al mondo!

Tiziana Iaccarino.

Simona Liubicich ci racconta la sua passione per l’editoria.

Simona Liubicich è una di quelle poche, pochissime autrici ad avere un’esperienza editoriale davvero molto, ma molto corposa, ricca e assolutamente interessante.

Autrice di lungo corso, ha alle spalle di certo un bellissimo percorso che magari scopriremo in questa chiacchierata, parlando delle sue opere, delle sue passioni, dei generi che preferisce, delle sue collaborazioni, della sua intraprendenza e della voglia di fare sempre meglio.

Simona, tra l’altro, vanta pubblicazioni con case editrici come Harper Collins Italia e Harlequin Mondadori, oltre che con molte altre e in regime di auto pubblicazione, ha collaborato anche con case editrici medie e agenzie letterarie, ma andiamo con ordine.

Ciao Simona, grazie per aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. A me piacerebbe parlare della tua carriera. Quando hai iniziato a scrivere seriamente con l’intenzione di pubblicare e qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

Ciao ragazze! Vi ringrazio davvero di cuore dell’invito che mi avete fatto; è bello chiacchierare delle mie passioni, di quello che amo con tutte voi.

Diciamo che ho sempre scritto, fin da piccola amavo tenere appunti, frasi sulla mitica “Smemoranda” degli anni 80 al liceo, un nove d’italiano e letteratura di cui andavo orgogliosa (perché la mia prof non ha mai messo un 10).

Ho sempre tenuto nel cassetto dei sogni racconti e scritti, anche brevi, ma l’idea vera è nata durante la Guerra del Golfo quando, ispirata dalle notizie che seguivo costantemente tramite i media, buttai giù quello che diventò il mio primo romanzo: la storia tra un’infermiera volontaria italiana e un marine americano in Iraq. Lo pubblicai con una CEAP, non me ne vergogno. Non conoscevo ancora l’ambiente editoriale e le CE. Il SP era ancora poco diffuso, ma fu meglio così, perché non era affatto un’opera decente.

Mi dovetti tirare su le maniche e iniziare a studiare tecnica di scrittura, corsi e quando mi iscrissi, nel 2010, alla “Vie en rose” di Roma, conobbi quello che era il vero ambiente del romance e in particolar modo tre persone: Mariangela Camocardi – la Queen – con la quale instaurai da subito un rapporto di affetto e amicizia che dura tutt’oggi. Terri Casella Melville, che fu fondamentale alla partenza del mio primo storico, dandomi consigli e bacchettate preziosissime. Alessandra Bazardi, che mi spronò insieme a Mariangela ad andare avanti con il mio progetto, a non mollare. Così ci provai davvero e fu difficile, molto difficile: “Seduzione e vendetta” divenne il titolo e prenotai al Women Fiction Festival di Matera gli incontri con gli editor di quelle che erano le CE che contavano. Era settembre del 2011 e dopo tre mesi dai colloqui quasi non ci pensai più, ma il 23 dicembre il mio telefono squillò: HARLEQUIN MONDADORI mi convocò e con mia totale incredulità, acquistò i diritti del libro. Avevo firmato il primo contratto con una CE famosa, ma non fu per niente semplice: tutto in salita. Dovetti migliorare la scrittura, imparare ancora, studiare, essere umile e accettare tanti, ma tanti consigli di chi ne sapeva più di me, in primis Andrea Franco (scrittore Mondadori) che si occupò dell’editing del mio secondo libro per HM. Ne seguirono altri tre, l’ultimo “Lo smeraldo di Londra”, edito un anno fa. Quest’anno purtroppo, per i miei problemi di salute, non è uscito nulla, vedremo il prossimo…

Quali sono i generi che ami scrivere e quali quelli che preferisci leggere?

RISPOSTA:

Ho iniziato con il Regency, ma la passione l’ho incontrata con il Vittoriano, un connubio perfetto. Amo la storia inglese e il periodo della regina Vittoria.

Leggere? Ovviamente Vittoriano, ma amo anche il Medievale e il Paranormal, nonché l’Horror. Una lettrice abbastanza caleidoscopica, direi.

Tu hai pubblicato storie molto romantiche, alcune anche storiche, erotiche e fantasy. Una di esse s’intitola “Lo smeraldo di Londra” pubblicato da Harper Collins Italia in digitale. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra” è il libro che mi è più caro, quello che come autrice definirei la mia opera migliore. Come noto con molto dispiacere (e non ne avete colpa di certo), voi pensate sia stato pubblicato solo in digitale, invece è uscito prima in cartaceo in tutte le edicole italiane, come tutti i miei libri – solo successivamente in e-book – ma per una serie di fattori che non sono mai riuscita a comprendere, non gli è stata data la visibilità che avrei voluto e tanta fatica e lavoro sono andati sprecati (con mia grande adirazione). Per questo invito chi mi legge a prenderlo, perché lo amo molto e ci ho messo davvero tanto sudore per scriverlo, credendoci.

TRAMA.

Londra, 1904 – È una notte di pensieri, quella di Jude Arkell di FitzRoy, fratello del duca di Grafton. Di ritorno da una battuta di caccia nell’Hampshire, presta soccorso a una carrozza incidentata. Non crede ai suoi occhi quando, aprendo lo sportello, si trova dinanzi la donna più bella su cui abbia mai posato lo sguardo. Lei è Evangeline Rosewood ed è in fuga da Londra e dal suo ex amante, Brock Grummermore, un malvivente della peggior specie che la considerava di sua proprietà. Evangeline ha bisogno di un posto dove passare la notte e Jude si offre di ospitarla nella villa di proprietà del fratello. Da subito tra i due la passione è palpabile, tanto che esplode selvaggia appena rimangono soli nelle lussuose stanze. Lei si lascia trascinare in un turbine irrefrenabile di sensazioni mai provato, convinta che, sebbene con rammarico, non rivedrà mai più Jude. Ma il crudele Brock rivuole a ogni costo il suo smeraldo prezioso, la donna che ha avuto l’ardire di lasciarlo, e per questo Evangeline avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile per salvarsi.

Una delle opere che sembrano più interessanti, però, s’intitola “Ossessione color cremisi” che è stata pubblicata sia in digitale che in cartaceo nella collana Harlequin da Mondadori. Ci parli della storia?

RISPOSTA:

Ossessione color cremisi” è un libro che ha dato il via alla passione vittoriana, edito in tutte le librerie italiane, una storia tinta di giallo (come lo Smeraldo), ambientata nel periodo di Jack lo Squartatore. Per scriverlo mi sono dovuta documentare in maniera molto profonda e fare ricerche dettagliate sulle vicissitudini del seriale, avendo usato i veri nomi delle vittime e ricreato le scene com’erano state descritte al tempo. Non ultima, l’ambientazione della Londra dei bassifondi, del quartiere di Whitechapel, delle condizioni della gente e della situazione lavorativa terribile per chi apparteneva alla classe sociale disagiata.

La mia protagonista è una nobile, la figlia di un barone, ma allo stesso tempo un’erborista laureata, una donna che ha studiato e quindi malvista dalla società. È una filantropa, aiuta i poveri e questo le procurerà non pochi problemi, insieme a un padre dispotico che la vuole dare in moglie a un essere spregevole. Ma l’amore è sempre nascosto dietro l’angolo e Olivia rischierà grosso per conquistarlo…

Ossessione color cremisi di Simona Liubicich

TRAMA.

Londra, 1888. Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle rive del Tamigi. Né le più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo Squartatore si annida nell’ombra. Né le dame dell’alta società vittoriana, schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti. Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si opponga con tutte le sue forze. D’altra parte Olivia è una ribelle per natura. Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l’uomo che desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se Ethan si trova d’accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e scandalosa lady di tutta l’Inghilterra.

La tua opera più recente è stata “Una moglie da conquistare”, in regime di self-Publishig, come anche diverse altre. Ci racconti questa scelta?

RISPOSTA:

Il SP è un mondo dove chi ha la capacità di scrivere bene, può ritagliarsi un posto al sole. All’inizio non ci credevo molto, ma ho dovuto cambiare idea, perché il mio primo romanzo, un natalizio spin off di “Ossessione color cremisi” ha venduto migliaia di copie. Così ho voluto sperimentare ancora e devo dire che ha funzionato, i miei libri vendono bene e alcuni sono stati tradotti per il mercato e-book spagnolo e portoghese, riscuotendo ancor maggior successo.

Che opinione hai del Self-Publishig?

RISPOSTA:

Ottima, ma bisogna saperlo usare e soprattutto, saper scrivere. Non si può minimamente pensare di buttare giù una storia e gettarla nella mischia così, alla bene e meglio. I miei libri sono tutti editati e controllati con scrupolo prima di essere pubblicati. Si deve lavorare seriamente per i propri lettori e per se stessi.

Se tu volessi consigliare un’opera ai lettori per scoprirti in qualità di autrice. Quale consiglieresti?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra”.

Tu hai collaborato anche con diverse case editrici. Come ti sei trovata e quale ruolo ricoprivi?

RISPOSTA:

Ho collaborato con Delos Books come consulente editoriale per romanzi erotici, scrivendo anche un manuale di scrittura erotica con consigli in vendita su Amazon – oltre a numerose pubblicazioni per la sua CE.

Con Franco Forte mi sono trovata molto bene, purtroppo la mia malattia non mi ha permesso di continuare a fare tutto.

Ho collaborato anche per la rivista Pink Magazine di Cinzia Giorgio, scrivendo diversi articoli e intervistando un famoso chirurgo oncologico dello IEO di Milano.

Per il blog Logokrisia ho pubblicato un articolo sulla mia malattia, anche piuttosto crudo.

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che non rifaresti, nel corso della tua carriera?

RISPOSTA:

Ci proverei molto prima, è l’unica cosa che cambierei.

Quale sarà la tua prossima opera e soprattutto a quale genere apparterrà?

RISPOSTA:

Il prossimo è il romanzo natalizio che uscirà il 20 dicembre.

Sto lavorando al seguito de lo Smeraldo che s’intitolerà “Il diamante di Londra”, a un noir e un’opera letteraria che non si può definire del tutto romance.

Insomma, una montagna di roba!

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a voi tutte e un bacio grandissimo!

Tiziana Iaccarino.

Manuela Chiarottino ci presenta: “Sex Toys e Mucho Amor”.

Manuela Chiarottino è una delle autrici più amate e seguite sui social network e dai lettori che pescano nuovi talenti sul web.

Abbiamo avuto modo di apprezzarla in numerose occasioni, quando pubblicava commedia leggera o storie più impegnative, ma sempre molto generose per i suoi lettori, lasciando apprezzare le sue doti artistiche e umane in modo ampio.

In questa intervista parleremo, però, della sua opera nuova di zecca che si intitola “Sex Toys e Mucho Amor” e sembra una storia molto moderna, giovane, frizzante e allegra, ma ce ne parlerà direttamente l’autrice.

Ciao Manuela, grazie di aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. Vorrei subito chiederti quando è nata la trama di questa storia.

RISPOSTA:

Avevo voglia di scrivere una storia d’amore frizzante e anche un po’… piccante. Ero reduce da un corso di spagnolo, ebbene sì, amo questa lingua ma sono come Serena nella storia e se leggete il romanzo capirete cosa significa, e ho avuto l’ispirazione per il personaggio di Alejandro. Ho voluto anche un po’ scherzare sull’erotismo, renderlo divertente e in più… confesso… alcuni episodi sono accaduti davvero, come la scena di Serena davanti a un albero di Natale sparso per tutto il pavimento. Sì, sono io, e invece di Paco c’era il mio gattone Ronfo che saltava di qua e di là come un matto.

Come è nato il titolo “Sex Toys e Mucho Amor”?

RISPOSTA:

Diciamo che nella storia c’è mucho amor… caliente amor… ma compaiono anche dei sex toys, di ogni forma e colore. Confesso che mi sono dovuta documentare sull’argomento, ma per le lettrici questo e altro. Questi innocui, si fa per dire, oggettini, causeranno sorprese ed equivoci a non finire.

Sex Toys e Mucho Amor di Manuela Chiarottino

Da cosa nasce l’idea di parlare di Sex Toys?

RISPOSTA:

Non posso proprio svelare tutto, ma posso dire che Serena è ahimè senza lavoro e per arrivare a fine mese scrive sotto pseudonimo dei racconti erotici per delle riviste. Un giorno si offre di cercare dei costumi particolari per la sua vicina, la stessa che le commissiona dei racconti personalizzati per colorare un matrimonio un po’ fiacco. Capita così in un sex shop e… Ecco, mi fermo qui, non mi picchiate.

Chi è realmente Serena, la protagonista di questa storia?

RISPOSTA:

Serena è una ragazza dolce, insicura e a volte imbranatella, che ama il suo gatto Paco, prova ammirazione e un’affettuosa invidia per la sua amica Flor, perché non si crede bella e sicura quanto lei. In realtà Serena saprà essere intraprendente e determinata al momento giusto.

Secondo te, è possibile vivere avendo realmente due identità come la protagonista?

RISPOSTA:

Noi scrittrici prima poi o cediamo al richiamo dello pseudonimo o almeno ci pensiamo, quindi in quel senso sì, è possibile. Le sue due identità in fondo si limitano a quello, una parte più peperina come scrittrice e una più angelica per papà e mamma, anche se poi in realtà la mamma…

Che tipo di autrice sei? Come ti definiresti a chi ancora non ti conosce?

RISPOSTA:

Amo scrivere storie e amo parlare di sentimenti. A parte questo posso spaziare dal romance classico a quello MM, a tematica lgbt per intenderci, allo chick-lit fino al noir erotico. Vario a seconda dell’umore, del periodo che sto vivendo e della voglia di sperimentare.

Qual è la storia che hai scritto e alla quale sei più legata?

RISPOSTA:

Devo rispondere due. La prima è un classico romance, “Ancora prima di incontrarti”, edito da Rizzoli per la collana YouFeel. In quel romanzo c’è qualcosa di me, nel carattere timido e insicuro della protagonista che man mano prende consapevolezza di sé e comprende cosa significa amare davvero e soprattutto essere amata. E poi devo svelare che il prologo è un mio ricordo d’infanzia. La seconda è “Due passi avanti, un passo indietro”, edito da Amarganta. Un romance MM che parla di crescita personale ed è una denuncia alla discriminazione, oltre a essere un’intensa storia d’amore. Entrambi mi hanno dato molte soddisfazioni.

Infine, il futuro. Cosa ti riserverà? A cosa stai lavorando attualmente e quali saranno gli argomenti e il genere letterario a cui ti dedicherai?

RISPOSTA:

Ho alcuni progetti in ballo per il nuovo anno, su generi diversi, ma per scaramanzia non dico ancora niente. Nel frattempo continuo a scrivere, in questo periodo ho molte idee che mi girano per la testa e devo cercare di fermarle prima che fuggano.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie di cuore a te per lo spazio e viva il lupo.

Tiziana Iaccarino.

Anisa Gjikdhima presenterà per la prima volta i suoi libri in libreria.

Anisa Gjikdhima è una delle nuove voci letterarie italiane più amate e seguite sui social network, dove ha trovato un’ampia schiera di aficionados che apprezzano le sue opere e soprattutto amano i protagonisti che crea.

Anisa ha una bella carriera in ascesa e continua a farsi apprezzare grazie alla sua verve e instancabile tenacia.

Autrice poliedrica, ma soprattutto molto professionale e attenta, ama i libri e realizza storia che incantano, che fanno sognare, che portano le lettrici a chiederne “ancora”.

Anisa si è fatta conoscere grazie a opere che molti di voi già conosceranno, dalla nota trilogia: “Dimmi quello che vuoi”, “Dimmi che mi vuoi” e “Dimmi che mi ami” scoperta e pubblicata dalla collana You Feel di Rizzoli, per poi passare a opere d’impatto come “Bello ma dannato”, alla serie “Moya” costituita dai volumi “A ogni costo”, “Sei solo mia” e alla serie “Falco” con i volumi “Dark Man” e “Cruel Man”.

Anisa, tra l’altro, ha la sua prima presentazione letteraria venerdì 17 novembre al Bookstore Mondadori di Castellamare di Stabia dalle ore 18:30 in occasione della quale presenterà i volumi “Dark Man” e “Cruel Man” e l’evento sarà moderato dal giornalista Pierluigi Fiorenza.

Parliamone direttamente con lei al Pink Cafè!

Ciao Anisa, grazie di aver accettato questa intervista. Come ti senti in prossimità della tua primissima presentazione in libreria?

RISPOSTA:

Grazie a te per l’opportunità. Come mi sento? Sono in ANSIA. Il mio essere riservata mi ha impedito sino ad oggi di incontrare i lettori, ma ho deciso di dare una svolta. Quando molti lettori esprimono il desiderio di voler conoscere da vicino la scrittrice delle storie che loro amano, non puoi rimanere indifferente. Ho da sempre avuto un bel rapporto con i lettori e posso dirti che sono felice di incontrarli. Loro credono che sia io ad aver fatto molto per loro regalando sogni ed emozioni, ma non tutti sanno che per me i lettori hanno fatto molto, ci sono stati quando ne avevo più bisogno.

Spero di passare una piacevole serata in loro compagnia, non voglio immaginarla come una presentazione, ma come un ritrovo tra amici.

Come ha accolto la libreria una presentazione organizzata da una self per opere autopubblicate?

RISPOSTA:

La libreria era entusiasta, sapevano del mio percorso ed è stato bello organizzare insieme la presentazione.

Parlaci, dunque, di queste tue opere: “Dark Man” e “Cruel Man” che fanno parte della serie “Falco”, se non erro. Raccontaci chi è il protagonista maschile e a che tipo di genere appartiene questa storia.

RISPOSTA:

Nella serie Falco niente è come sembra, i personaggi sono al tempo stesso angeli diabolici e diavoli angelicati di difficile identificazione. Quattro protagonisti, ognuno con una propria storia da raccontare, un passato che legherà le loro vite per sempre. La serie Falco è strutturata in modo da poter dare la possibilità a tutti i personaggi di raccontarsi. Il genere è Dark Romance, ma mi piace pensare che in un romanzo voglio inserire diversi generi.

Qual è stata la tua opera letteraria più seguita e apprezzata dal pubblico?

RISPOSTA:

Sicuramente “Bello ma dannato”, la mia prima opera. Ho iniziato la stesura su Wattpad nel 2015, in pochi mesi aveva milioni di letture e non riuscivo a crederci. Una volta sistemato e pubblicato su Amazon il successo del romanzo è aumentato. “Bello ma dannato” è l’inizio di tutto, una storia nata per caso, in un momento particolare della mia vita. È stata la mia ancora di salvezza.

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Quale sarà il prossimo volume della serie “Falco”?

RISPOSTA:

La serie Falco prosegue con Kasandra, il titolo è ancora segreto. Ogni volume è autoconclusivo e parla di uno dei componenti della famiglia allargata. In “Dark Man”, abbiano letto la storia di Carlos Gardosa, in “Cruel Man” (in uscita a fine novembre) si parla di Damian Montero. Mancano all’appello Kasandra e Kris.

Che tipo di autrice ti senti? Come ti definiresti?

RISPOSTA:

Poliedrica. Mi piace pensare fuori dagli schemi e non mi pongo limiti. Se domani voglio scrivere un fantasy lo farò, perché mi fa stare bene. Non seguo la moda del momento, scrivo ciò che voglio e che mi soddisfa.

Anisa ha una smodata passione per…?

RISPOSTA:

La lettura e la scrittura in primis. Poi seguono diverse passioni come lo sport, i viaggi, l’arte e la moda.

Infine, un’anticipazione gustosa. Dacci uno spunto per immaginare cosa scriverai in futuro.

RISPOSTA:

Quando avrò terminato la serie Falco voglio pubblicare una storia d’amore che ho scritto molti anni fa. È una storia molto particolare. Lascio solo tre parole che rappresentano ciò che ho in mente. Respira. Resisti. Vivi.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te Tiziana. A presto

Tiziana Iaccarino.

Angela Parise ci racconta la sua novità: “Il romanzo del quinquennio” (Delos Digital).

Angela Parise è una di quelle autrici che si è fatta apprezzare dai lettori sul web, poco alla volta, una storia dietro l’altra, riuscendo a stimolare la loro curiosità tramite opere diverse tra loro e molto interessanti.

Ricordiamo, per esempio, “Un biglietto di sola andata per Berlino”, “Il fatidico giorno prima”, “Il buio e la luce”, “La cena della Vigilia: se vuoi parlare usa la mia voce”.

Ora Angela riparte alla grande con un progetto molto interessante per Delos Digital che si intitola “Il romanzo del quinquennio” e raccoglie tre volumi intitolati rispettivamente “Magic Dance” in cui racconta la Prima Superiore, “Life on Mars?” della Seconda Superiore e “China Girl” della Terza Superiore. In pratica è una serie in cui si raccontano gli anni più belli della vita nei cinque anni di liceo.

Ciao Angela, sono contenta che tu abbia accettato di parlare di questa tua novità al Pink Cafè. Innanzitutto ti chiedo, come ti è venuta in mente questa serie.

RISPOSTA:

In realtà, il progetto è venuto in mente nel tempo: in origine la storia doveva essere quella di Fabiana che, da adulta, parlava di sé da ragazza. Poi ho cambiato idea e ne è uscita la serie.

Il romanzo del quinquennio” è una serie autobiografica?

RISPOSTA:

Ni. O perlomeno, mi sono divertita a spulciare nel mio passato scolastico nel creare una storia del tutto nuova e molto fresca (almeno spero). Questo però lo faccio sempre: vado sempre a pescare nel mio vissuto.

Cosa racconti in ciascun volume?

RISPOSTA:

Il romanzo è diviso per classi: come noterete nel corso delle prossime uscite, abbiamo semplicemente pensato di dedicare ogni volume ad una classe. Si parte dalla prima fino alla quinta e in ogni volume si raccontano le vicende salienti dell’anno in corso.

Come ha accolto la casa editrice questo tipo di progetto?

RISPOSTA:

A dire la verità, questa divisione è stata una scelta dell’editore: in principio, il romanzo era stato presentato per intero. Poi, ragionandoci su, fare questo tipo di pubblicazione ci è sembrata un’idea divertente. Anzi, ti dirò di più: il romanzo è nato alcuni anni fa ed era totalmente differente da quello che presento. Un accurato lavoro di editing lo ha trasformato in una cosa del tutto diversa da quella che era in origine.

La serie proseguirà con altri volumi o è costituita solo da queste tre parti?

RISPOSTA:

La serie consta di cinque puntate, ognuna intitolata con una canzone di David Bowie. Si parte da queste tre, e si termina fra cinque settimane con la quinta superiore.

Si dice che c’è solo una protagonista in questi volumi? Chi è? Ce ne parli?

RISPOSTA:

Protagonisti ce ne sono diversi. Voce narrante, una sola. Fabiana, detta “Ziggy” che è la mia eroina, nel senso che la troviamo in prima superiore ancora molto bambina e in quinta superiore… oh beh, lo vedrete. Poi, la classe è numerosa, ci sono le amiche del cuore, il fidanzato, i genitori, i professori, la compagna cattiva…. Insomma, è un bel minestrone!

Il romanzo del quinquennio di Angela Parise

Ti chiedo, infine, quali sono i tuoi progetti per il futuro.

RISPOSTA:

Ogni volta credo di saperlo e ogni volta mi rendo conto di fare un salto nel buio. Ogni libro è una storia a sé; io pubblico col contagocce e tutte le volte, la pubblicazione arriva dopo un lungo periodo di ragionamenti vari e di penitenze. Non ti so rispondere: sarebbe facile dire “voglio sfondare”: ci proviamo in tante, ma la situazione della nostra editoria è nota a tutte. Faccio un passo alla volta, continuo a scrivere e quel che verrà, lo prenderemo volentieri.

Grazie per la tua cortesia e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Gli eventi autunnali a sorpresa del nostro “clublog” sono un regalo tutto Pink.

The Pink Cafè aprirà degli eventi autunnali molto interessanti e a favore delle autrici talentuose, giovani, intraprendenti, tenaci, emergenti, ma anche affermate.

Questi eventi saranno mirati alla promozione delle loro opere e soprattutto di loro come artisti, in modo da sfruttare l’occasione per parlare, in modo accurato, della loro carriera.

Ogni evento sarà diverso da un altro e riguarderà una sola autrice e la sua carriera che verrà ripercorsa in una serie di tappe, coinvolgendo sia il gruppo social che la Pagina ufficiale The Pink Cafè dove scoprirete di cosa parliamo.

Il primo sperimental-evento che chiameremo, per una sorta di scaramanzia, “numero 0”, in via del tutto sperimentale, appunto, ma che darà il via a tutti gli altri, quelli veri per la precisione, (le date e le autrici a cui ci dedicheremo saranno A SORPRESA), lanciato attraverso la pagina The Pink Cafè, riguarda l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” con il quale spero di premiare le persone che ci seguono anche attraverso questo club letterario.

L‘evento è dedicato all’uscita della mia opera di genere Thriller suspense “LAS 0906 il codicein pre-order già oggi 14 novembre su Amazon e disponibile in formato eBook e per i clienti Kindle Unlimited da lunedì prossimo: 20 novembre. Ma ci sarà anche il cartaceo già disponibile in settimana e pronto a stupirvi con una storia fuori dagli schemi.

Nell’evento, un fortunato vincitore potrà riceve a casa in anteprima assoluta l’opera in cartaceo che sarà poi disponibile sulla piattaforma di e-commerce questa stessa settimana.

Vi aspettiamo, quindi, al mio nuovo evento tutto suspense.

Teaser

PARTECIPA QUI:

Link: https://www.facebook.com/events/1636699039731118 .

Tiziana Iaccarino.

Jessica Maccario diventa direttore della collana editoriale Starlight di Pub.me.

Jessica Maccario è una delle poche autrici che, a mio avviso, è riuscita a farsi notare sul web grazie alle sue opere letterarie, oltre che tante iniziative di promozione personali e professionali.

Laureata in Beni Culturali Archivistici e Librari a Torino, ha sempre collaborato con case editrici per la parte valutativa dei manoscritti, si è occupata delle pubbliche relazioni e ha continuato nella sua carriera di giovane autrice costante e intraprendente.

Ora è stata scelta dalla nota piattaforma italiana Pub.me per dirigere la collana Starlight che si occuperà di valutare tutte le opere fantasy per la pubblicazione sulla detta piattaforma.

Pub.me, tra l’altro, è un’impresa che sta crescendo in modo molto interessante, in quanto il suo editore, Roberto Incagnoli, ha ideato un progetto che coinvolge professionalmente figure giovani ed entusiaste all’idea della realizzazione di collane editoriali che seguano e accompagnino i giovani autori nella pubblicazione dei loro testi.

Magari parleremo ancora di questa nuova e interessante realtà italiana con le altre direttrici delle altre collane di Pub.me, ma ora ci apprestiamo a conoscere meglio Jessica Maccario.

Ciao Jessica, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti subito, quando sei nata in qualità di autrice e con cosa hai cominciato?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a voi per la disponibilità! Ho iniziato a scrivere durante le scuole medie, il mio primo romanzo rosa risale a quegli anni, poi ho continuato a farlo per passione durante le scuole superiori. Lo facevo nei ritagli di tempo, impiegandoci anni a finire un libro. Si può dire che ho cominciato a sentirmi scrittrice solo dopo la pubblicazione del fantasy “Insieme verso la libertà”, scelto da Bibliotheka edizioni durante un concorso. Dopo la sua uscita, mi sono trovata quasi travolta da tutti gli avvenimenti. Molti colleghi mi hanno aiutata a superare le difficoltà e le critiche mi hanno aperto un mondo, perché mi hanno permessa di avvicinarmi all’editing e di capire cosa volesse dire fare un lavoro serio sul proprio scritto, migliorando anche come stile. Solo allora penso di aver compreso cosa volesse dire scrivere e pubblicare. Da allora ho deciso di puntare sul self-publishing, di affidarmi a editor e beta di fiducia, di trattarlo a tutti gli effetti come lavoro. Nei periodi in cui non avevo altri lavori al di là della scrittura, mi mettevo a scrivere ogni giorno, per ore. Il cambiamento, rispetto a prima, è stato notevole per me e mi ha permesso anche di partecipare a tante antologie con altri autori. Dopodiché ho pubblicato il seguito del fantasy, “La spada degli elfi”, e la duologia romantica “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, che mi ha preso mesi di ricerche per quanto riguarda l’ambientazione della storia ad Amsterdam e in Canada e la parte relativa alla lettura di un diario in Francia. Poi sono passata a un libro più corto, il romantic suspense “Io ti libererò”, dove gli sforzi sono stati soprattutto sul mantenere un equilibro tra il rosa e il giallo/thriller.

In questi ultimi mesi, infine, mi sono concentrata sulla versione aggiornata del primo fantasy e sull’uscita del terzo, che conclude la trilogia de “Gli Elementali”.

Che tipo di autrice sei e quale genere prediligi?

RISPOSTA:

I generi che mi hanno spinta a scrivere sono il rosa e il fantasy. Le mie storie sono prettamente romantiche, puntano sul realismo e spesso sui temi sociali. Ad esempio ho trattato i temi dell’omosessualità, dell’emarginazione, della droga, ma anche altri più quotidiani come l’amore, le difficoltà familiari, l’importanza delle amicizie, la solitudine. Emergono anche il mio amore per i libri, i viaggi e la cucina. Con il romantic suspense ho voluto fare un esperimento, perché è un genere che mi piace molto leggere e al quale ho deciso di approcciarmi con il libro “Io ti libererò”. Ne uscirà un altro prossimamente, dal titolo “Io ti salverò”, con protagonisti due personaggi secondari di quel romanzo.

Quando hai cominciato a collaborare con case editrici per la valutazione e promozione degli emergenti?

RISPOSTA:

Nel 2012, quando ho visto che Libro Aperto cercava valutatori. Inizialmente ne sapevo poco, ho cercato di dare il mio contributo principalmente come lettrice, poi ho iniziato a capire cosa cercavano gli editori e in particolare l’esperienza con la Butterfly mi ha aiutata molto, Argeta è una persona seria e mette il cuore in tutto quello che fa, le sono grata per le occasioni che mi ha dato. Sono rimasta con lei fino allo scorso anno e per un certo periodo anche con la Ruota edizioni. Ho preso parte infine ad altri comitati di valutazione nati in occasioni di contest creati in collaborazione con dei blog, tutte esperienze che rifarei da capo.

Parlaci ora dei tuoi romanzi. Scegline uno in particolare di cui parlare e dicci perché dovremmo leggerlo.

RISPOSTA:

È difficile sceglierne uno soltanto, ma quello a cui sono più affezionata è senza dubbio “In volo con te”, che continua nel seguito “Questo viaggio è per sempre”, il libro in cui ho messo maggiormente me stessa. La protagonista è Giulia, una donna che si trova ad affrontare la partenza del marito e la necessità di spiegare alla sua adorata bimba il loro rapporto e il motivo per cui se n’è andato: la sua omosessualità. Nel corso dei due libri si vede l’evoluzione dei sentimenti della donna, dalla rabbia alla sofferenza, dalla sua fragilità alla forza che le persone attorno le danno per rimettersi in gioco sia nella vita privata che in quella lavorativa. Inoltre è stato bello parlare di amore e caratterizzare i vari personaggi. Penso che il sentirsi diverso o essere trattato tale dalla società sia un tema importante sul quale riflettere. Questa duologia ne racchiude tanti e mi ha permesso di mettere molte parti di me, è una storia che invoglia a riflettere ma che si pone anche come romantica.

Tu sei un’appassionata di genere fantasy, vero?

foto Jessica

RISPOSTA:

Sono una lettrice onnivora, ma il fantasy è tra le letture che ho sempre prediletto, insieme al rosa. Ho amato molte saghe, sia epic che urban fantasy, adoro le ambientazioni che creano gli scrittori e trovo che sia il genere in cui i personaggi possono essere caratterizzati meglio. Due serie che ho divorato in pochissimo tempo e che si aggiudicano i primi posti della mia classifica personale sono Night Huntress di Jeaniene Frost e The Dark Elements di Jennifer Armentrout.

Come scrittrice mi sono avvicinata a questo genere durante le scuole superiori, in un periodo in cui sentivo il particolare bisogno di distaccarmi dalla mia realtà e di pensare a un mondo inventato, che mi facesse sognare un po’. Dall’inizio alla fine della scrittura della trilogia sono passati più di dieci anni, intervallati da mesi in cui mi sono dedicata interamente ad altri libri, infatti lo stile e l’ideazione del primo libro sono molto differenti nel secondo e ancora di più nel terzo. Motivo per cui ho deciso di fare un aggiornamento del primo, per cercare di risistemarlo con gli occhi di adesso. Questa storia parla di amore, amicizia ma soprattutto della vita degli Elementali, creature del bosco con la capacità di controllare un elemento (aria, acqua, terra e fuoco), di cui il protagonista Peter conosce l’esistenza in modo abbastanza casuale, scoprendo che la sua migliore amica Angelica gli ha sempre tenuto nascosto il suo segreto.

Le vicende si fanno più intricate nel terzo e ultimo libro, “L’amore non si arrende”, in uscita il 19 di novembre. Qui i personaggi che entrano in gioco sono tanti, le relazioni cambiano, si svelano altri segreti e le vicende si svolgono in parallelo in due diverse città. Il libro termina con una visione di questi personaggi anni dopo, per far capire al lettore cos’è accaduto, ma il finale lascia un velo di mistero.

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“Maledetta”, una storia forte e coraggiosa.

Quando ho iniziato a leggere questa storia, mi sono resa subito conto che era diversa dalle precedenti che avevo letto dell’autrice Tiziana Cazziero.

Maledetta” è una storia diversa sia per il genere che per il contenuto. Mi ha sorpreso dall’inizio la scelta dell’autrice, in quanto in quest’opera tratta un argomento inusuale, entrando nel dettaglio quando racconta la passione per la danza della protagonista.

Adeline è una ballerina classica a cui viene spezzato il sogno di diventare una grande étoile in giro per il mondo.

Una tragedia la cambierà per il resto della vita ma, soprattutto, la trasformerà in Maledetta, un’altra donna. Una persona che ha il coraggio di ricominciare sotto mentite spoglie, continuando a ballare, ma non più sul palcoscenico di un teatro, quanto in un night club dove si esibirà in un’attività nuova: la Pole Dance.

So che l’autrice Tiziana Cazziero si è molto documentata intorno a questa disciplina artistica e sportiva di indiscusso valore. Esiste, infatti, un mondo legato a questa attività che non tutti conoscono bene e al quale, per raccontare la vita di Maledetta, l’autrice ha dovuto dedicarsi in modo coscienzioso, per parlare al meglio.

La storia, infatti, offre al lettore dei punti importanti di descrizione dell’attività intrapresa dalla protagonista che raccontano molto bene gli sforzi della stessa nel cambiare la sua vita.

Una scelta dura e coraggiosa. Ho pensato, infatti, che questa storia andasse scoperta poco alla volta, perché darne un giudizio affrettato, non sarebbe stato obiettivo in quanto, andando avanti nelle vicende in essa narrate, ci si sarebbe scontrati con un racconto molto più intricato.

Proseguendo nella lettura, ci si imbatterà in meno dettagli inerenti la disciplina con cui la protagonista ha scelto di danzare e più nei sentimenti che emergeranno, un capitolo alla volta, fino ad arrivare alla parte più emotiva e più forte della parte drammatica.

In questa storia ci sono vite che si intrecciano magistralmente, creando uno scenario che non è ciò che sembra dall’inizio, in quanto non tutto ciò in cui si imbatte il lettore corrisponde all’idea che si può fare a priori.

Questo romance suspense, come è stato definito dall’autrice, racconta una storia forte, dura, rude e fuori dagli schemi nella quale, a un certo punto, vi troverete invischiati in una situazione complessa e dolorosa che ha poche vie di uscita.

La scelta di una trama tanto complessa è precisa e la si scopre nel tempo. All’autrice va riconosciuto il coraggio dimostrato nel raccontare una storia che non le avrei mai attribuito, come le ho detto anche privatamente, ma che mi ha piacevolmente sorpreso per la maestria con la quale è stata in grado di architettarla.

Qui la scrittrice è diventata anche architetto di una struttura complessa, di una trama che difficilmente si sarebbe potuta districare, se non si avevano i mezzi e le capacità per farlo.

Maledetta” mi ha colpito anche per il coraggio e la scelta della collega di scrivere una storia sopra le righe, in parte tecnica per quel che concerne i punti in cui si parla di Pole Dance e in parte drammatica, per quanto concerne i sentimenti, ma soprattutto intricata.

Maledetta di Tiziana Cazziero

Quest’opera, in realtà, vi chiederà il coraggio di adattarvi a una prospettiva di narrazione diversa da quelle a cui l’autrice vi ha abituato in precedenza.

La consiglio a chi ama le storie forti, dai temi dettagliati e dai sentimenti preponderanti, senza pregiudizi.

Tiziana Iaccarino.