“Whatever happens”: qualunque cosa accada. Una storia giovane e moderna.

Ho apprezzato questa storia dalle sue prime pagine. Per quanto l’autrice abbia confessato che era stata un’opera giovanile che ha recuperato in seguito, per svilupparla in un racconto più articolato (infatti, potrete trovare alla fine dell’eBook la versione breve della storia stessa con la quale aveva partecipato a un concorso molti anni fa), io ho trovato, come sempre, il suo stile impeccabile, risoluto, riconoscibile in quanto molto bene articolato, ricco di dettagli interessanti (e chi mi conosce, sa bene che amo le descrizioni) e soprattutto con una proprietà di linguaggio poco comune.

Quando acquisto un’opera di Monica Portiero vado a colpo sicuro, perché conosco il suo stile, so bene che sia in grado di creare storie diverse da quelle che si trovano in giro, ma soprattutto che sono raccontate con minuzia e professionalità e un grado di conoscenza degli argomenti che tratta sempre molto alto.

La Portiero ha sempre affermato che, oltre ad amare la scrittura, adora la lettura, è una persona molto preparata, professionale, intraprendente e attenta al dettaglio. Legge molto, si informa, si documenta, si prepara, studia. Un vero scrittore è tale soprattutto se ha una preparazione adeguata alla sua tenace voglia di migliorare, di sviluppare una carriera degna di nota.

Questa autrice scrive divinamente. Io la consiglio a chi ama le storie ben fatte, diverse dalle solite e soprattutto bene articolate, dove si nota da subito che la scrittrice è veramente brava e preparata.

LA STORIA.

La storia di Dot e Aiden mi ha colpito molto, in quanto mi sono detta dall’inizio, come poi si viene a scoprire nella storia stessa, che doveva essere accaduto qualcosa di rilevante il 4 Aprile, per le vicende narrate tra i due protagonisti. Questa data ricorre in tutto il racconto ma, alla fine dell’eBook, si scoprirà avere una certa rilevanza anche per l’autrice.

Dot e Aiden fanno parte di un gruppo musicale: i The Mask e vivono le stesse emozioni tra alti e bassi.

Dot che, in realtà, si chiama Gloria, è una chitarrista talentuosa, da sempre innamorata di Aiden, e subirà un cambiamento dall’inizio alla fine, diventando una persona consapevole di sé, dei suoi sentimenti e di ciò che può offrirle la vita e la carriera. Aiden è fidanzato con Casey, una ragazza stupida, viziata, capricciosa, ma soprattutto appiccicosa, troppo per i gusti dei componenti del gruppo, anche se nessuno osa replicare, neanche il manager dei ragazzi, Frank. Tutti tacciono, in pratica innanzi alla presenza fin troppo invadente della ragazza. Aiden, però, non ne sembra davvero innamorato, anche se va avanti per la sua strada e non può minimamente immaginare cosa lo aspetti in seguito.

Dot custodisce un segreto che la lega al ragazzo e soprattutto alla data: 4 Aprile.

Non voglio spoilerare, perché dovrete scoprire che cosa è successo in quella data e perché Dot ha tutte le intenzioni di nascondere il suo segreto. Ma la domanda è: ce la farà al prospetto di Aiden? Un ragazzo tanto attraente e volitivo, forte e osannato dalle fans da far perdere la testa a qualunque donna gli possa girare attorno?

Whatever happens di Monica Portiero

Questa storia è giovane, fresca, moderna (per quanto l’autrice abbia confessato di averla scritta molti anni fa) e sicuramente adatta a un pubblico che ama le opere leggere, di un certo tipo, ma soprattutto intraprendenti e ben scritte.

Se avessi potuto mettere dieci stelle, lo avrei fatto. Ripeto, ormai per me Monica Portiero è una garanzia e ogni volta che esce una sua opera io la compro a colpo sicuro, soprattutto se essa appartiene al genere che piace a me, come in questo caso.

Complimenti!

Tiziana Iaccarino.

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“Marito in affitto”, una commedia spassosa dalla prima all’ultima pagina.

Quando ho iniziato a leggere questa commedia mi sono subito detta che fosse una vera e propria novità, perché l’autrice ha abituato i suoi lettori ad altri generi.

Questa storia ha un appeal diverso e il lettore stesso può approcciarsi a essa in modo fresco e leggero. La parola più giusta per definirla è: spassosa dalla prima all’ultima pagina con tanto di scene comiche, bizzarre, incontri inaspettati, colpi di scena, sorprese e tanto sano e puro divertimento.

Anastasia è stata assunta da un’importante azienda milanese e per questo motivo si trasferisce dalla sua regione di origine, la Sicilia, nel capoluogo lombardo dove cambierà completamente vita.

Dovrà adeguarsi a una serie di abitudini e modi di pensare diversi da quelli a cui era abituata al sud, in compagnia delle sue nuove colleghe e amiche da cui scoprirà delle differenze tra nord e sud che vi faranno davvero sbellicare dalle risate e su cui, tra l’altro, rifletterete.

La parte divertente e che fungerà da motore per il resto della storia, arriverà nel momento in cui la protagonista riceve una telefonata dai suoi genitori in Sicilia. Non vi anticipo altro, ma vi posso assicurare che la richiesta che sua madre le farà, sarà assolutamente legittima, anche se scatenerà l’idea bizzarra di una protagonista geniale, moderna, divertente e… pasticciona!

Insomma, provate a divertirvi anche voi con Anastasia e… il bel Mark (eh sì, perché dovete sapere che il belloccio di turno è proprio dietro l’angolo ad aspettare lei, e voi!)

Marito in affitto di Tiziana CazzieroQuesta è una commedia da leggere tutto d’un fiato, perché ricca di battute, scene, situazioni e momenti davvero esilaranti che vi porteranno a un epilogo che si rivelerà una vera sorpresa.

Se avessi potuto premiarla con dieci stelle, lo avrei fatto.

Tiziana Cazziero, continua così!

Tiziana Iaccarino.

“Proibito Amarti”. Una storia che merita di essere consigliata, letta, regalata, riletta, ripresa e certamente trasmessa con il passaparola.

Quando ho iniziato a leggere questa storia sono riuscita a entrare quasi subito tra le pagine che raccontano le vicende della protagonista, Cassandra. Probabilmente è l’effetto che offre il racconto alla prima persona, tipo di scelta che, da autrice e anche da lettrice, ho sempre particolarmente apprezzato e amato.

Leggendo la storia di Cassandra, però, ho provato una sensazione molto forte, che mi è capitato pochissime volte ovvero quella di sentirmi parte della vita della protagonista, di vivere con lei i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue paure, le sue angosce e i suoi dubbi.

Mi sono detta… “ogni lettrice può sentirsi come Cassandra, soprattutto se ama la scrittura.”

Cassandra, infatti, è una scrittrice e come tale ci fa entrare all’interno di un settore che, chi scrive realmente, conosce bene, ma non è stato questo genere di familiarità a farmela apprezzare e sentire tanto vicina, quanto la riuscita sensazione di grande umanità che l’ha resa vera agli occhi di chi la legge. Cassandra è vera e si sente. Lo si percepisce, rigo dopo rigo.

L’autrice si è impegnata molto per renderci partecipi della vita di questa scrittrice in crisi con se stessa e con gli altri, dal passato divenuto off limits a causa di una tragedia e dal futuro incerto, perché qualcuno si era degnato di metterle i bastoni fra le ruote, in modo da danneggiarne la carriera. Ma non è di questo che dobbiamo parlare ora. Ma di altro.

Di Ben.

Chi è Benjamin, in realtà?

Un ragazzo molto più giovane della protagonista. Un suo studente all’interno del corso di scrittura creativa nel quale lei deve fare la tutor. Un incontro inaspettato, ma forse deciso dal destino o chissà da cosa e i due restano senza fiato, si scrutano dal primo momento, si studiano a dovere, si tengono lontani fino a quando è possibile farlo, senza rendersi conto dello sforzo da compiere per negare l’attrazione e la voglia di offrirsi all’altro, senza alcuna ritrosia.

Lei che non ha mai creduto al colpo di fulmine e lui che scopre di volerla, sarà la lotta intestina più forte che potrete scoprire all’interno di una coppia in cui troverete una grossa differenza di età: lei quarant’anni e lui venticinque. Ma, che lo si voglia o meno, quindici anni di differenza, sono tanti, tantissimi e la società li ignora solo quando è l’uomo a essere più adulto, ma se è lei quella più attempata, per modo di dire, in questo caso, lo scandalo è a portata di mano.

Eppure in questa storia si respira un’aria familiare. C’è qualcosa di più, qualcosa che non riesco a esprimere nel migliore dei modi. Io mi sono sentita parte integrante di questa storia, leggendola, sono entrata nella vita dei protagonisti, ho visto i luoghi in cui si sono incontrati, li ho guardati negli occhi quando loro si fissavano e ho sentito parole sofferte, ma vere, forti e a volte ribelli, eppure assolutamente straordinarie.

La scrittura è come un amante, a volte ti inebria, altre ti fa disperare.

Ci sono parole scritte dall’autrice Tiziana Cazziero che restano dentro, che hanno costruito le fondamenta di una bellissima storia come questa ma che, allo stesso tempo, raccontano qualcosa di molto più profondo e veritiero di ciò che si possa immaginare.

E poi ci sono loro, due protagonisti appassionati, ma apparentemente diversi. Lei è adulta, una donna in carriera, sola, disperata, dal passato oscuro, un passato da dimenticare e lui… Ben come Cassandra ha i suoi fantasmi eppure è più bravo a nasconderlo… lui si innamorerà follemente e lei dovrà cedere, perché quando l’amore ti chiama, non puoi ignorare la sua voglia di renderti sua.

Proibito Amarti di Tiziana CazzieroAveva un odore inebriante, capace di farmi ubriacare di lui al solo pensiero di noi due nudi, insieme, rapiti dal piacere carnale.

Lo stile della scrittrice è inconfondibile, dettagliato, come piace a me, deciso, spesso articolato, a volte più fluido, e si lascia apprezzare in tutta la sua consapevole maturità.

Questa storia è tra le più belle che Tiziana Cazziero abbia mai scritto. Avevo pianto leggendo “Amore tormentato“, sono entrata a vivere nella storia con i suoi protagonisti e sentendomi parte integrante di essa in “Proibito Amarti” e… scusate se è poco.

L’autrice sa bene quali tasti toccare per emozionare, commuovere, far pensare e ritornare sui propri passi.

Non voglio spoilerare, ma questa storia contiene anche dei tosti e sani colpi di scena, di quelli che non vi aspettereste, leggendola, ma quando arrivate alla fine, saprete che la lettura vi ha dato qualcosa che non possedevate all’inizio.

Una storia che merita di essere consigliata, letta, regalata, riletta, ripresa e certamente trasmessa con il passaparola.

Credetemi.

Tiziana Iaccarino.

Il finale che ha coronato una bella storia.

Quest’opera corona degnamente la storia di Luisa e Leonardo che avevamo avuto modo di conoscere nella prima parte “E tu quando lo fai un figlio”.

Ritroviamo due personaggi che mi sono stati simpatici dal primo momento, che mi hanno insegnato a sorridere sempre e comunque, di tutto, anche nie momenti più difficili, perché l’autrice non ha mai nascosto quanto questa storia fosse vera. Quindi quanto è lei che dovevamo ammirare.

Io, Lui e il Bebé” è la storia che corona l’amore già forte che persiste all’interno di una famiglia più unito di prima, dopo aver avuto la primogenita.

Io lui e il bebe di Tiziana CazzieroQuesta storia racconta e insegna con leggerezza estrema, così come faceva il volume precedente, quanto sia importante affrontare le problematiche della vita con il sorriso.

La leggerezza è un elemento fondamentale e un compagno di vita insostituibile che ho trovato all’interno della vita di Luisa e Leonardo, i quali non si sono mai sconfortati, ma hanno lottato con decisione e intraprendenza per affrontare le avversità della vita.

Hanno avuto la loro bambina e sono riusciti a riunire la famiglia alla fine una storia che contiene elementi di amore e dolore, passione e desiderio, sana allegria e tanta consapevolezza. Quella di poter esser utili anche ad altri. Quella di fungere, anche attraverso la lettura di storie come questa, da esempio a chi magari vive la stessa esperienza.

Grazie all’autrice per aver aggiunto una ciliegina squisita a questa bellissima storia. Dolce e tenera, ma piacevole e divertente, allo stesso tempo. E non è da tutti, direi.

Tiziana Iaccarino.

“Autumn in love”, una storia di Flora Gallert.

Come sempre sono molto lenta nella lettura e soprattutto nella realizzazione delle recensioni, perché vorrei scriverle come si deve, ma alla fine posso dirmi soddisfatta, se poi riesco a concludere degnamente una storia, soprattutto se si tratta di una collega che stimo molto come Flora Gallert.

Autumn in love” è una storia che ho iniziato qualche tempo fa e, per quanto breve, ci ho messo molto a concluderne la lettura, a causa della mia pigrizia, ma anche perché, avendo molte storie in lettura, ho rallentato un po’ con tutte.

Vorrei parlarvi di questa storia che è fatta di molto dolore, di emozioni, di vite ai margini della società, di miserie umane e di ragazzi che sembrano abbandonati a se stessi. Qui c’è, in particolare, una coppia di ragazzi che crescono insieme, in una provincia disadattata e piena di difficoltà, tra gente che si droga o si ribella alla propria miseria compiendo atti estremi.

Non vorrei entrare troppo nel dettaglio perché, di solito, sto attenta a non spoilerare, ma questi due ragazzi mi hanno colpito molto.

Ho pensato che ci siano molti giovani ai giorni nostri che vivono nelle loro stesse condizioni familiari disastrate. Questi sono ragazzi che spesso smettono di andare a scuola per lavorare, magari per farsi coinvolgere nei lavori “di strada”, quelli del malaffare per portare dei soldi facili a casa, ma si evince che c’è sempre un sentimento di fondo. Il sentimento verso la famiglia di origine, verso gli amici, verso le persone a loro care, quelle a loro sempre vicine, quelle a loro complici, quelle che si sostengono, comunque vada la vita.

A volte, in questi ambienti disastrati, dove la strada diventa la casa di giovani che hanno avuto un’infanzia e un’adolescenza davvero difficili, accadono anche dei miracoli legati ai sentimenti. A volte sboccia l’amore più pulito e innocente, quello fatto delle cose più semplici, quello che vuole tenere il resto del mondo fuori all’involucro invisibile che si costruiscono per difendere i loro sentimenti ed è proprio ciò che accade tra Daniel e Jennifer. Un amore prima infantile, poi adolescenziale, in seguito maturo, che cresce, si aiuta, si apprezza, si sostiene, si rende conto di quanto l’altro sia importante e di quanto lo si voglia accanto a sé.

Autumn in love di Flora GallertQuesta storia mi ha sconcertata in certi punti e fatto riflettere in altri, per le tematiche sociali trattate, molto forti e, allo stesso tempo, attuali. Non è semplice immedesimarsi nei protagonisti se non si è vissuto in situazioni tanto disastrate come le loro, all’interno di famiglie sfasciate e circondati da persone che vivono alla giornata.

Il titolo “Autumn in love” riporta il periodo dell’anno in cui comincia tutto per i protagonisti, l’autunno rimandato alla loro frequentazione, ai loro sentimenti, al loro voltare pagina, alla loro nuova vita. Titolo azzeccato, trama interessante. Troppo breve, ma molto attuale. Tristemente attuale.

Tiziana Iaccarino.

Quando l’incontro è in maschera.

Per la prima volta, leggendo un’opera di Monica Schianchi, ho avuto da subito un’ottima impressione, la stessa di una lettrice che si trova a scoprire un’autrice da seguire.

Incontri in maschera” è un’opera che ho trovato molto coinvolgente sia per la storia in sé, ben strutturata e con una trama avvincente, che nella costruzione dei personaggi.

Uno sfondo erotico credibile si interseca molto bene con una vicenda anche molto realistica e credibile, attraverso gli occhi di Altea, una donna del 2030. Esatto. Avete capito bene. L’autrice ha deciso di ambientare la storia in quest’anno. Nel futuro. Una scelta che ho reputato coraggiosa e interessante.

Mi sono anche chiesta, in realtà, come saranno le donne tra tredici anni. Come quelle di oggi o più evolute? Più indipendenti, socialmente, avanti intendo dire o come ai nostri giorni?

La risposta non l’avrò mai, ma la protagonista di quest’opera mi è sembrata una donna molto libera di fare scelte di vita aperte, a volte discutibili, altre apprezzabili.

Incontri in maschera di Monica SchianchiAltea è una donna che non ha timori né inibizioni, che fa esperienze sessuali forti e diverse, che si lascia andare alla trasgressione, che apprezza gli uomini gentili ai quali, però, non crede più, almeno non prima di incontrare un certo Federico.

Ma niente in questa storia è realmente come sembra e lo scoprirete andando avanti con le pagine, un passo alla volta, capitolo dopo capitolo.

Passiamo a parlare dello stile narrativo: molto scorrevole, fluido, incalzante, in alcuni punti l’autrice ha voluto soffermarsi sulle tematiche affrontate dalla protagonista che è una docente universitaria. Queste tematiche sono strettamente legate alla letteratura che ho apprezzato, se non fossero state tanto, troppo dettagliate in alcuni punti e che, pertanto, ho trovato forzata come scelta in quel tipo di contesto narrativo.

Personalmente avrei apprezzato solo un accenno alle tematiche universitarie trattate dalla protagonista, in quanto non aggiungono e non tolgono alla trama niente e la storia stessa non ne ha bisogno, a mio avviso. Si vede che l’autrice è preparata o almeno si è molto documentata in materia, ma ha voluto forzare la mano in alcune pagine che, nel contesto più leggero di una trama decisamente rilassante, andavano lasciate più al caso.

A parte questo, penso sia un’opera molto piacevole, in grado di catturare da subito il lettore e che, quindi, merita di esser consigliata a tutti.

A proposito… non so se lo abbia già fatto, ma io suggerirei all’autrice uno spin-off tutto dedicato a Mister K. e non vi dico altro, perché dovrete leggere la storia per scoprire chi è Mister K. !

Tiziana Iaccarino.

“Spogliami l’anima” è una storia che sa come denudare l’anima.

Questa storia mi ha colpita al primo colpo d’occhio a partire dalla copertina che, come ho sempre sostenuto, deve essere il biglietto da visita giusto per ogni storia, poi la trama e a seguire l’intera opera.
Vi anticipo subito che è una storia molto forte, per niente semplice, in quanto tratta un argomento tanto attuale quanto delicato che è la violenza sulle donne.
La protagonista, Layla, subisce una violenza atroce da giovanissima, atto che avrà delle conseguenze sul resto della sua vita: una figlia in arrivo e l’abbandono da parte di una famiglia di origine che non accetta la sua scelta di portare avanti una gravidanza indesiderata.
Mi sono chiesta chissà quante ragazze madri esistano al mondo, quante donne hanno subito la stessa terribile esperienza e soprattutto quante, tra loro, hanno fatto la stessa scelta di Layla. Perché, dopotutto, tenere un figlio concepito da uno stupro è un gesto coraggioso che smuove molte coscienze. Non è semplice scegliere e non si sa mai quale sia la decisione giusta da prendere, anche se si dovrebbe dire, giusto per liquidare in fretta la questione, che si debba sempre scegliere la vita.
Eppure chi parla spesso, non sa realmente cosa dice, perché mettersi nei panni di una donna che ha subito l’umiliazione e la violenza è una delle cose più difficili al mondo, secondo me.
L’autrice ha avuto la capacità di raccontare questa storia con grande tatto, soprattutto perché vi ha inserito una storia d’amore d’impatto, in grado di alleggerire tutto il contesto che, diversamente, sarebbe risultato molto più drammatico e pesante anche per il lettore.
Nella vita di Layla, infatti, entrerà Alexander, un aitante pediatra che riconoscerà negli occhi meravigliosi di lei quelli di una persona che pensa di aver già incontrato nella vita, da qualche parte, anche se non sa dove e come.
E qui evito di farvi spoiler e di anticiparvi altro, perché la storia va letta e merita.
L’unica cosa che avrei preferito trovare nella storia è una descrizione ampliata nel dettaglio dei personaggi e della trama in sé. Mi sarebbe piaciuto avere a disposizione molte più pagine da leggere, trovare un ampliamento che raccontasse la personalità dei protagonisti e soprattutto una storia d’amore che nascesse molto più a rilento, con maggiore calma. Ho trovato l’impatto amoroso troppo frettoloso tra i due, quando si incontrano, in quanto ho cercato di pensare a come sarebbe potuta essere nella realtà una storia del genere, data la sua profonda credibilità, e mi sono detta che se l’autrice avesse descritto il tutto con maggiore calma e minuzia, l’opera sarebbe stata ancora migliore.
Questo è un mio personale giudizio, naturalmente.
Certamente va premiato il coraggio di raccontare una storia non semplice.

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Tiziana Iaccarino.

“Napoli – New York Amore al peperoncino”.

Ho iniziato a leggere questa storia, attratta dal titolo, lo ammetto. Da napoletana, dopotutto, non poteva essere diversamente. Mi conquistava l’idea di una commedia leggera ambientata tra la mia città e New York in un ambiente stuzzicante come quello gastronomico che non guastava di certo.
La storia di Mary Jane e Rick mi ha conquistata da subito. Lei è una chef napoletana emigrata negli Stati Uniti e lui un imprenditore texano che acquista il ristorante dove la ragazza lavora. Lui ama la natura e sembra inizialmente un po’ “buzzurro”, ma simpatico, attraente e piacevole, sa il fatto suo e conquista alla grande la protagonista che sembra subito attratta dalla sua prestanza fisica, anche se non lo ammetterebbe mai, neanche con la sua migliore amica, Sandy.
In questa simpatica e piacevole commedia ogni dettaglio è studiato a dovere, messo lì per favorire l’evolversi degli eventi, per assecondarli, migliorarli, riuscire a calcare l’onda di una storia che conquista davvero.
napoli-new-york-amore-al-peperoncino-di-michela-piazza-e-pamela-boiocchiTra fornelli e piatti piccanti, simpatiche scenette, incontri proibiti e divertenti, sentimenti semplici e valori umani veri, quest’opera è riuscita a portarmi per mano tra le pagine della vita dei suoi personaggi con gentilezza e attenzione, permettendomi di ritrovare spaccati della realtà partenopea che tanto mi appartiene e scoprire un mondo nuovo come quello americano che ancora non conosco.
Le tradizioni culinarie così come quelle quotidiane delle origini di Mary Jane appartengono sempre alla vita di chi è emigrato. non si possono cancellare le origini, non si può dimenticare la provenienza e le tradizioni che hanno caratterizzato la vita di ciascuno. Mary Jane non le dimentica e cerca di coinvolgere il suo texano in un mondo che non conosce, perché l’arte culinaria a Napoli è cultura e modo di vivere, oltre che passione e amore.
Tra i due scoppia l’amore, anche se non mancheranno i battibbecchi, le incomprensioni, gli equivoci, la voglia di conoscersi e rincorrersi, magari di scoprirsi ancora più attratti e innamorati di quel che si pensava.
Le autrici sono state molto capaci e risultano bene affiatate, perché lo stile è univoco e non sembra per niente appartenere a due penne diverse, ma a una sola. Questo fa capire che quando due bravi talenti uniscono le loro forze, possono amalgamare molto bene le loro doti artistiche e umane.
Brave!

Tiziana Iaccarino.

ROSSO.

Ero titubante se recensire quest’opera. Il motivo è semplice. Ho avuto il sospetto che fosse autobiografica e mi ha imbarazzato, ma non solo… l’esperienza raccontata mi ha fatto un attimo pensare.
Rosso” è la prima storia erotica autopubblicata dall’autrice Sherry Loà. Italiana, ma ha uno pseudonimo e sembra si sia cimentata nella stesura di una storia nella quale avrebbe raccontato quel che non avrebbe mai sperimentato (ma le sarebbe piaciuto).
Dunque, Luana… alter ego dell’autrice, è una ragazza italiana che va a fare la cameriera in un locale aperto da amici a Londra, lì conosce un uomo misterioso che fa sempre la stessa ordinazione: tè rosso e scones (tipico dolce inglese) e sembra fissarla. La ragazza ne sembra affascinata e ha occasione di conoscerlo per caso ma, allo stesso modo, è dubbiosa. Non sa se fidarsi, è pur sempre uno sconosciuto, anche se ne sembra quasi attratta dal primo momento.
In questo modo, inizia tra loro una storia di sesso allo stato puro… sesso fine a se stesso e, in parte, provocatorio e sperimentale per lei, e qui quando vi dico “sesso sperimentale” non posso anticiparvi molto, ma dirvi che il tipo sa farci e sembra sia in grado di farla godere anche in modi insoliti e con l’utilizzo di “oggetti insoliti”. Se pensate a qualche sexy toy vi sbagliate di grosso… anzi, direi qualcosa di molto, ma molto più naturale e, in parte, forse persino più eccitante, non saprei.

A un certo punto, però, qualcosa o qualcuno, per la precisione una nuova presenza, sembra sconvolgere le aspettative di Luana nei confronti di quell’uomo dal passato scomodo alle spalle, un passato nel quale la parola sesso è quasi proibita, perché usata per distruggere una relazione che sembra tornare a tormentarlo.

cover

Adam, questo il nome dell’uomo, nasconde ben altro, in effetti, dietro la sua aria seriosa e compiaciuta, la sua elegante disinvoltura e il suo sorriso ammaliante, le sue mani da pianista, leggere, delicate e sicure, il suo sguardo penetrante e la voce profonda e virile, e solo Luana sarà in grado di scoprirlo, tra una scena a luci rosse e l’altra, dove le aspettative proibite del lettore, vi assicuro, saranno più che assecondate.

Non so se può piacere questa storia, ma penso sia interessante quel che c’è dietro. Penso che l’autrice avrebbe potuto sviluppare meglio il passato dell’uomo, in modo da rivelarne anche i lati oscuri e, allo stesso modo, rendere la storia più completa e ricca di dettagli.
Ma sarete voi a giudicare, forse, meglio di me.

Tiziana Iaccarino.

Una novella da leggere assolutamente!

Non aspetterò che te” è il titolo della nuova novella della scrittrice Alessandra Paoloni, in digitale per Newton Compton Editori.
Una storia dalle tinte forti e tanta passione. Questa è la storia di Clarissa, una donna in carriera che ritrova, dopo lungo tempo, un compagno di scuola completamente cambiato. Un uomo che non avrebbe mai riconosciuto prima, in altre occasioni, ma di cui scopre l’esistenza solo da adulta. Il motivo della sua “scoperta” è dovuto in primis alla passione e al fervore che l’uomo mette nei loro incontri da subito emozionanti e passionali, eccitanti e trasgressivi.
In realtà, lui l’ha sempre desiderata, lei invece se ne innamora poco alla volta, fino a scoprire un segreto e soprattutto il passato scomodo di quell’uomo totalmente cambiato.
La domanda è: Clarissa riuscirà a vivere una storia d’amore tanto tortuosa e soprattutto a redimere Lorenzo?
La passione, non-aspettero-che-te-di-alessandra-paolonila trasgressione, il brivido, l’eccitazione, il sospetto, l’angoscia, la voglia di ricominciare, il desiderio di possedere l’altro, il gioco delle parti e due ruoli scomodi che si trovano ai poli opposti e per questo si attraggono alla follia.
Uno stile inconfondibile quello della Paoloni, una penna diventata una garanzia per chi ne conosce le doti letterarie, l’umanità, l’intraprendenza, la tenacia, la passione di chi ama davvero la scrittura e ha realizzato questo e molti altri sogni, andando avanti alla grande.
Posso solo consigliarvi di non lasciarvi scappare nessun testo di Alessandra Paoloni, perché è un’autrice che merita davvero. Credetemi.
A questa storia attribuisco anche la lode. Complimenti!

Tiziana Iaccarino.