“Un giorno perfetto per innamorarsi”

Ogni volta che leggo un libro, io mi affeziono, inevitabilmente, ai suoi personaggi, siano essi simpatici o antipatici, siano buoni o cattivi, mi affeziono alla storia, alla trama, se ben costruita e allo stile dello scrittore o della scrittrice di turno, se ben presentato.

Anna Premoli è una garanzia e questo l’ho capito dal suo primo libro che ho avuto modo di leggere tempo fa. In realtà, devo ancora recuperarne diversi ma, un passo alla volta, credo di poterci riuscire.

Questa storia mi ha catturata subito, sia perché è accattivante nel vero senso della parola, sia perché è realizzata con un’attenzione minuziosa e una grande professionalità, una grande cura nei dettagli, per le ricerche che concernono un tema molto attuale come lo shale gas e la sua produzione, sia perché contiene una storia d’amore, comica per certi aspetti, ma romantica per altri alla quale è davvero difficile resistere. Avevo questo libro da tanto, ma sono riuscita a leggerlo solo ora.

Kayla è una giornalista molto chic che ama la vita notturna di New York della quale racconta tutto: locali e tendenze, peccato che il suo capo, a un certo punto, decida di farla partire per l’Arkansas, in una zona che lei conosce bene, in quanto la sua famiglia proviene proprio da lì dove, sotto copertura, deve indagare sulle perforazioni del sottosuolo per il suo sfruttamento che comporta l’inquinamento delle falde acquifere e un grosso scacco matto alla protezione dell’ambiente di Heber Springs. In quel paesino la protagonista avrà modo di ritrovare sua zia Jill, ma soprattutto di conoscere Greyson.

Chi è realmente Greyson?

Non crederete certo che ve lo sveli qui io in questa recensione! Ad ogni modo vi assicuro che l’incontro dei due, nonché tutte le loro scene sono una più esilarante dell’altra e daranno il via a una vera e propria storia d’amore in piena regola, prima basata sull’attrazione fisica, inevitabile, quando Kayla si ritrova innanzi a un uomo che sa il fatto suo in tutti i sensi e sia da parte di quest’ultimo, che invece è molto più riservato, ma non per questo immune al fascino femminile.

Cosa accadrà quando due caratteri tanto forti cominceranno a scontrarsi per le questioni più futili, secondo voi?

Un giorno perfetto per innamorarsi di Anna Premoli

L’unica cosa che posso dirvi è legata al magnifico stile letterario della Premoli che sa davvero il fatto suo, che ha una scrittura asciutta, bene impostata, fluente, accattivante, in alcuni punti ricercata e molto interessante. Impossibile non apprezzare e soprattutto non affezionarsi a una scrittrice tanto brava. Avrete capito, in pratica, che sono una sua fan in piena regola, per la serie “Se la Premoli non ci fosse, bisognerebbe inventarla…”

Una volta, tanto tempo fa, ho avuto il privilegio di intervistarla per un blog e sono speranzosa circa il fatto di poter bissare questa interessante esperienza, magari in occasione della sua prossima pubblicazione prevista per Gennaio 2018.

Il titolo? “Non ho tempo per amarti” che uscirà, per l’esattezza, il prossimo 4 Gennaio 2018.

In bocca al lupo da noi del Pink Cafè!

Tiziana Iaccarino.

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Con “LAS 0906 il codice” si apre l’evento “numero0” di un’iniziativa tutta Pink.

Con l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” oggi apriamo degli eventi tutti Pink che riguarderanno anche altre autrici e che si apriranno il mese di Dicembre in attesa delle festività.

Abbiamo pensato di festeggiare, parlando di autrici in gamba, di spessore, con una bella carriera alle spalle o magari intraprendenti e tenaci, che ben conoscete e che si sono fatte apprezzare nel tempo grazie alle loro opere e alla loro verve.

L’evento che ho soprannominato “numero0” oggi è un esperimento per parlare della mia opera e vi darà un esempio di come saranno anche sui social e qui sul sito le giornate poi dedicate anche alle autrici che The Pink Cafè ha selezionato per parlare di loro.

Ma intanto, addentriamoci in una storia d’altri tempi, in tutti i sensi. In una storia, quella di “LAS 0906” in cui avremo la possibilità di viaggiare attraverso il tempo e di scoprire i misteri che ruotano attorno alla “Storia della tenuta che guarda Es Malgrat”, ma capirete meglio di cosa stiamo parlando, leggendo l’opera.

In questo racconto si avvicenderanno due coppie distinte per motivi e tempi diversi, che ci trascineranno nelle loro vicende più intime e tormentate alla ricerca di una verità che, forse, sarà davvero difficile scoprire.

Amore, passione, libertà, sogni, desideri, sospetti, bugie, segreti, maledizioni e vendette sono gli ingredienti di una storia che non ha niente a che fare con quelle da me precedentemente scritte, per cui spero davvero di sorprendervi piacevolmente in questa nuova avventura letteraria.

SINOSSI.

Isola di Maiorca, Spagna. 9 Giugno 2014.

La famiglia Santis è proprietaria di un’antica tenuta costruita, a picco sul mare, su una delle zone rocciose più belle dell’isola di Maiorca, ma è all’oscuro di ciò che la casa nasconda da secoli.

Lorena e Alberto non sanno che i genitori, a loro volta, tacciono intorno a una verità arrivata a sconvolgere la loro vita, simultaneamente a una serie di coincidenze targate tutte da una stessa incisione: “LAS 0906”.

Che cos’è quel codice e dove li porterà?

Alberto crederà di avere tra le mani una rivelazione sconvolgente, ma forse sarà troppo tardi quando, insieme a Lorena, dovrà avere a che fare con un’amara sorpresa.

Lorena, dal canto suo, non sa che un nemico può nascondersi dietro il volto di chiunque e dovrà lottare per riconquistare l’agognata serenità.

L’amore sarà in grado di aiutarla a buttarsi alle spalle un passato che trascina le catene di una prigione senza via di fuga?

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Quale sarà il segreto della tenuta che guarda Es Malgrat sull’isola di Maiorca? Quali sono le bugie che sono state raccontate ai protagonisti principali: Lorena e Alberto. Ma soprattutto chi sono Damian e Leya?

Lo scoprirete tra le pagine di questa storia che si rivelerà una sorta di puzzle pronto a farvi scoprire un disegno ben diverso da quello che, forse, vi eravate immaginati all’inizio.

Oggi vi parlerò della storia con estratti, sondaggi, giochi e quant’altro sul gruppo e sulla pagina ufficiale The Pink Cafè, in modo che due persone possano vincere una copia digitale della stessa (in formato pdf o epub a scelta) e ringrazio quanti leggeranno questa storia e la recensiranno, ma ricordate…

Non aver paura di chi ti dice la verità. Temi chi te la nasconde.

LAS 0906 il codice” è disponibile in eBook con anche l’offerta Kindle Unlimited e in cartaceo su Amazon.

Link: https://www.amazon.it/LAS-0906-codice-Tiziana-Iaccarino-ebook/dp/B077FYHNVS/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1511170471&sr=8-1 .

Grazie a tutte le persone che mi sosterranno.

Tiziana Iaccarino.

L’autrice Silvia Pillin si racconta al Pink Cafè.

Questa volta mi fa molto piacere poter parlare al nostro club con una autrice simpatica e interessante: Silvia Pillin.

La conosco pochissimo e avevo voglia di intavolare con lei una qualche conversazione, magari di farle qualche domanda, di conoscerla e farvela conoscere.

Quindi, ho pensato di proporle questa intervista per The Pink Cafè che ospita autrici in grado di farsi apprezzare sia per il loro talento che per la loro umanità.

Silvia ha pubblicato già alcuni romanzi tra i quali spuntano due storie molto interessanti che vorrei porre alla vostra attenzione: “Ti voglio bene lo stesso” e “Non un romanzo erotico”, ma parliamone direttamente con lei.

Ciao Silvia, grazie di aver accettato questa intervista per noi. Cominciamo dall’inizio. Quando hai scoperto che ti piaceva scrivere?

RISPOSTA:

Prima di scoprire che mi piaceva scrivere, ho scoperto che mi piaceva leggere. È stata una decisione razionale presa verso i 12 anni quella di diventare capace di creare mondi e suscitare emozioni con le parole. Ma parafrasando Dorothy Parker posso dire che non mi piace scrivere, mi piace aver scritto.

Qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

La prima “opera” che ho reputato compiuta nell’ambito della scrittura è stato un racconto scritto verso i 18 anni. L’emozione che ho provato mettendo la parola fine a quel racconto di poche pagine è stata potentissima. Penso che Dio al termine della creazione non si sia sentito più soddisfatto di me.

Che genere di autrice sei? Come ti definiresti per farti conoscere?

RISPOSTA:

Sono un’autrice schizofrenica poliedrica, ho scritto una guida turistica di Vienna, città in cui ho abitato per sei anni, due manuali di scrittura pubblicati da Zandegù Editore, diversi romanzi young adult che ho messo su Wattpad (piattaforma su cui è possibile leggere gratuitamente), un romanzo chick lit e uno “sentimentale”. Ho scritto anche un libro per bambini dai 10 anni. Insomma, non ho ancora trovato un genere in cui sentirmi a mio agio.

Parliamo dell’opera “Ti voglio bene lo stesso”. Cosa racconta?

RISPOSTA:

È un romanzo molto malinconico e introspettivo che parla di sentimenti. Non è un romanzo rosa perché non ha il classico lieto fine, e la struttura che alterna capitoli in terza persona al tempo presente, a capitoli in prima persona al passato, non è tipica del genere.

Banalmente potrebbe essere definita una storia di tradimento, ma credo che sia piuttosto un romanzo di formazione sentimentale, un percorso interiore attraverso cui la protagonista – Azzurra – trova una risposta temporanea alla domanda: “cos’è l’amore?”. Ovviamente non vuole essere una risposta definitiva né universale, solo una delle risposte possibili.

Quella che mi ha incuriosito di più è stata, invece, “Non un romanzo erotico”. Di che genere è? Ci racconti qualcosa, senza svelare troppo, della storia?

Non è un romanzo erotico di Silvia Pillin

RISPOSTA:

Non un romanzo erotico” è un romanzo chick lit. È una storia leggera e divertente in cui la protagonista – traduttrice di romanzi erotici – racconta le sue vicissitudini lavorative e sentimentali.

Credo che alla fine sia anche un prendersi gioco di un certo tipo di romanzo erotico, quello privo di trama e introspezione, che altro non è che un’accozzaglia di scene di sesso interpretate da contorsionisti del Cirque du Solei.

È stato divertente mettere in scena lo scollamento tra la vita sessuale molto piatta della traduttrice-protagonista, e la narrazione spinta che si trova a tradurre.

Qual è il genere letterario a cui preferisci dedicarti?

RISPOSTA:

Credo che sia la narrativa contemporanea. Non leggo e non scrivo per evadere dalla realtà, ma per comprenderla, per approfondirla, per darle un senso, per capire la natura umana. È una cosa che mi sento dire spesso che i miei romanzi sono cervellotici/introspettivi/cerebrali, ed è una cosa che mi fa davvero piacere.

Penso che il dovere della letteratura sia quello di far cambiare/riflettere/crescere/pensare chi legge. Questo non significa che dobbiamo tutti scrivere tomi pallosissimi, anzi. Penso che, chi riesce a raggiungere quell’obiettivo facendo sorridere e intrattenendo, ha vinto.

Cosa stai scrivendo attualmente, cosa ci dovremo aspettare da te nel prossimo futuro?

RISPOSTA:

Dopo aver abbandonato un abbozzo di romanzo sulla corsa (una delle mie passioni) sto sviluppando l’idea per un romanzo distopico. Ma non sono un’autrice molto prolifica e veloce, ed essendo l’idea ancora in fase embrionale so che mi ci vorranno molti mesi per riuscire a darle forma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera!

RISPOSTA:

Grazie a te per il tempo che mi hai dedicato e per le domande davvero interessanti. Mi ha fatto davvero piacere rispondere a quest’intervista!

Tiziana Iaccarino.

Simona Liubicich ci racconta la sua passione per l’editoria.

Simona Liubicich è una di quelle poche, pochissime autrici ad avere un’esperienza editoriale davvero molto, ma molto corposa, ricca e assolutamente interessante.

Autrice di lungo corso, ha alle spalle di certo un bellissimo percorso che magari scopriremo in questa chiacchierata, parlando delle sue opere, delle sue passioni, dei generi che preferisce, delle sue collaborazioni, della sua intraprendenza e della voglia di fare sempre meglio.

Simona, tra l’altro, vanta pubblicazioni con case editrici come Harper Collins Italia e Harlequin Mondadori, oltre che con molte altre e in regime di auto pubblicazione, ha collaborato anche con case editrici medie e agenzie letterarie, ma andiamo con ordine.

Ciao Simona, grazie per aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. A me piacerebbe parlare della tua carriera. Quando hai iniziato a scrivere seriamente con l’intenzione di pubblicare e qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

Ciao ragazze! Vi ringrazio davvero di cuore dell’invito che mi avete fatto; è bello chiacchierare delle mie passioni, di quello che amo con tutte voi.

Diciamo che ho sempre scritto, fin da piccola amavo tenere appunti, frasi sulla mitica “Smemoranda” degli anni 80 al liceo, un nove d’italiano e letteratura di cui andavo orgogliosa (perché la mia prof non ha mai messo un 10).

Ho sempre tenuto nel cassetto dei sogni racconti e scritti, anche brevi, ma l’idea vera è nata durante la Guerra del Golfo quando, ispirata dalle notizie che seguivo costantemente tramite i media, buttai giù quello che diventò il mio primo romanzo: la storia tra un’infermiera volontaria italiana e un marine americano in Iraq. Lo pubblicai con una CEAP, non me ne vergogno. Non conoscevo ancora l’ambiente editoriale e le CE. Il SP era ancora poco diffuso, ma fu meglio così, perché non era affatto un’opera decente.

Mi dovetti tirare su le maniche e iniziare a studiare tecnica di scrittura, corsi e quando mi iscrissi, nel 2010, alla “Vie en rose” di Roma, conobbi quello che era il vero ambiente del romance e in particolar modo tre persone: Mariangela Camocardi – la Queen – con la quale instaurai da subito un rapporto di affetto e amicizia che dura tutt’oggi. Terri Casella Melville, che fu fondamentale alla partenza del mio primo storico, dandomi consigli e bacchettate preziosissime. Alessandra Bazardi, che mi spronò insieme a Mariangela ad andare avanti con il mio progetto, a non mollare. Così ci provai davvero e fu difficile, molto difficile: “Seduzione e vendetta” divenne il titolo e prenotai al Women Fiction Festival di Matera gli incontri con gli editor di quelle che erano le CE che contavano. Era settembre del 2011 e dopo tre mesi dai colloqui quasi non ci pensai più, ma il 23 dicembre il mio telefono squillò: HARLEQUIN MONDADORI mi convocò e con mia totale incredulità, acquistò i diritti del libro. Avevo firmato il primo contratto con una CE famosa, ma non fu per niente semplice: tutto in salita. Dovetti migliorare la scrittura, imparare ancora, studiare, essere umile e accettare tanti, ma tanti consigli di chi ne sapeva più di me, in primis Andrea Franco (scrittore Mondadori) che si occupò dell’editing del mio secondo libro per HM. Ne seguirono altri tre, l’ultimo “Lo smeraldo di Londra”, edito un anno fa. Quest’anno purtroppo, per i miei problemi di salute, non è uscito nulla, vedremo il prossimo…

Quali sono i generi che ami scrivere e quali quelli che preferisci leggere?

RISPOSTA:

Ho iniziato con il Regency, ma la passione l’ho incontrata con il Vittoriano, un connubio perfetto. Amo la storia inglese e il periodo della regina Vittoria.

Leggere? Ovviamente Vittoriano, ma amo anche il Medievale e il Paranormal, nonché l’Horror. Una lettrice abbastanza caleidoscopica, direi.

Tu hai pubblicato storie molto romantiche, alcune anche storiche, erotiche e fantasy. Una di esse s’intitola “Lo smeraldo di Londra” pubblicato da Harper Collins Italia in digitale. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra” è il libro che mi è più caro, quello che come autrice definirei la mia opera migliore. Come noto con molto dispiacere (e non ne avete colpa di certo), voi pensate sia stato pubblicato solo in digitale, invece è uscito prima in cartaceo in tutte le edicole italiane, come tutti i miei libri – solo successivamente in e-book – ma per una serie di fattori che non sono mai riuscita a comprendere, non gli è stata data la visibilità che avrei voluto e tanta fatica e lavoro sono andati sprecati (con mia grande adirazione). Per questo invito chi mi legge a prenderlo, perché lo amo molto e ci ho messo davvero tanto sudore per scriverlo, credendoci.

TRAMA.

Londra, 1904 – È una notte di pensieri, quella di Jude Arkell di FitzRoy, fratello del duca di Grafton. Di ritorno da una battuta di caccia nell’Hampshire, presta soccorso a una carrozza incidentata. Non crede ai suoi occhi quando, aprendo lo sportello, si trova dinanzi la donna più bella su cui abbia mai posato lo sguardo. Lei è Evangeline Rosewood ed è in fuga da Londra e dal suo ex amante, Brock Grummermore, un malvivente della peggior specie che la considerava di sua proprietà. Evangeline ha bisogno di un posto dove passare la notte e Jude si offre di ospitarla nella villa di proprietà del fratello. Da subito tra i due la passione è palpabile, tanto che esplode selvaggia appena rimangono soli nelle lussuose stanze. Lei si lascia trascinare in un turbine irrefrenabile di sensazioni mai provato, convinta che, sebbene con rammarico, non rivedrà mai più Jude. Ma il crudele Brock rivuole a ogni costo il suo smeraldo prezioso, la donna che ha avuto l’ardire di lasciarlo, e per questo Evangeline avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile per salvarsi.

Una delle opere che sembrano più interessanti, però, s’intitola “Ossessione color cremisi” che è stata pubblicata sia in digitale che in cartaceo nella collana Harlequin da Mondadori. Ci parli della storia?

RISPOSTA:

Ossessione color cremisi” è un libro che ha dato il via alla passione vittoriana, edito in tutte le librerie italiane, una storia tinta di giallo (come lo Smeraldo), ambientata nel periodo di Jack lo Squartatore. Per scriverlo mi sono dovuta documentare in maniera molto profonda e fare ricerche dettagliate sulle vicissitudini del seriale, avendo usato i veri nomi delle vittime e ricreato le scene com’erano state descritte al tempo. Non ultima, l’ambientazione della Londra dei bassifondi, del quartiere di Whitechapel, delle condizioni della gente e della situazione lavorativa terribile per chi apparteneva alla classe sociale disagiata.

La mia protagonista è una nobile, la figlia di un barone, ma allo stesso tempo un’erborista laureata, una donna che ha studiato e quindi malvista dalla società. È una filantropa, aiuta i poveri e questo le procurerà non pochi problemi, insieme a un padre dispotico che la vuole dare in moglie a un essere spregevole. Ma l’amore è sempre nascosto dietro l’angolo e Olivia rischierà grosso per conquistarlo…

Ossessione color cremisi di Simona Liubicich

TRAMA.

Londra, 1888. Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle rive del Tamigi. Né le più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo Squartatore si annida nell’ombra. Né le dame dell’alta società vittoriana, schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti. Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si opponga con tutte le sue forze. D’altra parte Olivia è una ribelle per natura. Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l’uomo che desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se Ethan si trova d’accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e scandalosa lady di tutta l’Inghilterra.

La tua opera più recente è stata “Una moglie da conquistare”, in regime di self-Publishig, come anche diverse altre. Ci racconti questa scelta?

RISPOSTA:

Il SP è un mondo dove chi ha la capacità di scrivere bene, può ritagliarsi un posto al sole. All’inizio non ci credevo molto, ma ho dovuto cambiare idea, perché il mio primo romanzo, un natalizio spin off di “Ossessione color cremisi” ha venduto migliaia di copie. Così ho voluto sperimentare ancora e devo dire che ha funzionato, i miei libri vendono bene e alcuni sono stati tradotti per il mercato e-book spagnolo e portoghese, riscuotendo ancor maggior successo.

Che opinione hai del Self-Publishig?

RISPOSTA:

Ottima, ma bisogna saperlo usare e soprattutto, saper scrivere. Non si può minimamente pensare di buttare giù una storia e gettarla nella mischia così, alla bene e meglio. I miei libri sono tutti editati e controllati con scrupolo prima di essere pubblicati. Si deve lavorare seriamente per i propri lettori e per se stessi.

Se tu volessi consigliare un’opera ai lettori per scoprirti in qualità di autrice. Quale consiglieresti?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra”.

Tu hai collaborato anche con diverse case editrici. Come ti sei trovata e quale ruolo ricoprivi?

RISPOSTA:

Ho collaborato con Delos Books come consulente editoriale per romanzi erotici, scrivendo anche un manuale di scrittura erotica con consigli in vendita su Amazon – oltre a numerose pubblicazioni per la sua CE.

Con Franco Forte mi sono trovata molto bene, purtroppo la mia malattia non mi ha permesso di continuare a fare tutto.

Ho collaborato anche per la rivista Pink Magazine di Cinzia Giorgio, scrivendo diversi articoli e intervistando un famoso chirurgo oncologico dello IEO di Milano.

Per il blog Logokrisia ho pubblicato un articolo sulla mia malattia, anche piuttosto crudo.

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che non rifaresti, nel corso della tua carriera?

RISPOSTA:

Ci proverei molto prima, è l’unica cosa che cambierei.

Quale sarà la tua prossima opera e soprattutto a quale genere apparterrà?

RISPOSTA:

Il prossimo è il romanzo natalizio che uscirà il 20 dicembre.

Sto lavorando al seguito de lo Smeraldo che s’intitolerà “Il diamante di Londra”, a un noir e un’opera letteraria che non si può definire del tutto romance.

Insomma, una montagna di roba!

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a voi tutte e un bacio grandissimo!

Tiziana Iaccarino.

Gli eventi autunnali a sorpresa del nostro “clublog” sono un regalo tutto Pink.

The Pink Cafè aprirà degli eventi autunnali molto interessanti e a favore delle autrici talentuose, giovani, intraprendenti, tenaci, emergenti, ma anche affermate.

Questi eventi saranno mirati alla promozione delle loro opere e soprattutto di loro come artisti, in modo da sfruttare l’occasione per parlare, in modo accurato, della loro carriera.

Ogni evento sarà diverso da un altro e riguarderà una sola autrice e la sua carriera che verrà ripercorsa in una serie di tappe, coinvolgendo sia il gruppo social che la Pagina ufficiale The Pink Cafè dove scoprirete di cosa parliamo.

Il primo sperimental-evento che chiameremo, per una sorta di scaramanzia, “numero 0”, in via del tutto sperimentale, appunto, ma che darà il via a tutti gli altri, quelli veri per la precisione, (le date e le autrici a cui ci dedicheremo saranno A SORPRESA), lanciato attraverso la pagina The Pink Cafè, riguarda l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” con il quale spero di premiare le persone che ci seguono anche attraverso questo club letterario.

L‘evento è dedicato all’uscita della mia opera di genere Thriller suspense “LAS 0906 il codicein pre-order già oggi 14 novembre su Amazon e disponibile in formato eBook e per i clienti Kindle Unlimited da lunedì prossimo: 20 novembre. Ma ci sarà anche il cartaceo già disponibile in settimana e pronto a stupirvi con una storia fuori dagli schemi.

Nell’evento, un fortunato vincitore potrà riceve a casa in anteprima assoluta l’opera in cartaceo che sarà poi disponibile sulla piattaforma di e-commerce questa stessa settimana.

Vi aspettiamo, quindi, al mio nuovo evento tutto suspense.

Teaser

PARTECIPA QUI:

Link: https://www.facebook.com/events/1636699039731118 .

Tiziana Iaccarino.

Una gara tutta Pink per le autrici.

A The Pink Cafè abbiamo pensato di organizzare una gara di cover natalizie in prossimità delle Feste tra le autrici che si proporranno nel nostro gruppo.

Le autrici che faranno parte del nostro gruppo e che pubblicheranno una storia tutta natalizia, quindi, potranno partecipare alla gara di cover che organizzeremo in modo pubblico tra le persone che si proporranno.

Accetteremo nella gara solo le autrici che entraranno a far parte del nostro gruppo su Facebook e che, conseguentemente, si offriranno con la rispettiva cover sotto al post nel quale parliamo di questa iniziativa.

Se raggiungeremo un numero minimo di quattro partecipanti, apriremo un evento pubblico nel quale tutti gli invitati potranno votare la cover che preferiscono sul social.

L’autrice vincitrice ovvero colei che nella gara sarà stata la più votata, avrà diritto a una giornata di promozione sul gruppo e sulla Pagina The Pink Cafè, a un’intervista sul nostro sito e a una sorpresa tutta natalizia di cui non parliamo ancora.

Vi aspettiamo, quindi, al gruppo “The Pink Cafè” e alla nostra gara!

gara natalizia


Per consentire un accesso facilitato al gruppo, vi chiediamo solo di entrare tra i contatti delle due amministratrici: Tiziana Cazziero e Tiziana Iaccarino.
Grazie.

The Pink Cafè, il gruppo è qui.

Link: https://www.facebook.com/groups/1734696166800286/?ref=bookmarks .

Tiziana Iaccarino.

Un club pink? Direi più voglia di raccogliersi in tondo.

file5421245874248Ciao a tutti!
Oggi si apre il club letterario “The Pink Cafè” e siamo orgogliose, sia io che Tiziana Cazziero di aprire le danze, metaforicamente parlando, ma se questo fosse un locale vero e proprio, direi “aprire le porte” e inaugurare la nostra prima serata insieme.
Non sappiamo quando e come sia nata precisamente questa idea. Il Pink Cafè è un gruppo che si è ampliato nel tempo e ha accolto e raccolto molte autrici, rigorasamente donne, non perché abbiamo qualcosa contro gli uomini, ma abbiamo pensato per una volta, egoisticamente, forse, a noi… pink ladies, quelle a cui piace fantasticare di più, sognare, mettersi in gioco, ma non troppo sul serio e se si può ironizzare, quindi diventare persino irriverenti e poco avvezze ai convenevoli di ogni genere, meglio ancora. Fatto sta che questo club immaginario ci ha permesso di conoscere tante persone straordinarie, tutte accomunate dalla voglia di condividere la passione per l’arte e, in particolar modo, per la scrittura.
Scrivere, dopotutto, ci permette di raccontare meglio il nostro animo e ciò che ce lo smuove in qualche modo, di far sapere agli altri come interpretiamo il mondo che ci circonda e come vorremmo che fosse, magari riassumendolo semplicemente in una storia scritta.
Questo benvenuto personale è dedicato a chi ci segue e soprattutto a chi ci sostiene e farà parte dell’idea che “club letterario” significa “sogno comune”, ogni tanto da brindare, ogni tanto da annusare, assaggiare, gustare, magari descrivere, raccontare, per continuare a divertirsi facendo ciò che amiamo.

Tiziana Iaccarino.