Jessica Maccario diventa direttore della collana editoriale Starlight di Pub.me.

Jessica Maccario è una delle poche autrici che, a mio avviso, è riuscita a farsi notare sul web grazie alle sue opere letterarie, oltre che tante iniziative di promozione personali e professionali.

Laureata in Beni Culturali Archivistici e Librari a Torino, ha sempre collaborato con case editrici per la parte valutativa dei manoscritti, si è occupata delle pubbliche relazioni e ha continuato nella sua carriera di giovane autrice costante e intraprendente.

Ora è stata scelta dalla nota piattaforma italiana Pub.me per dirigere la collana Starlight che si occuperà di valutare tutte le opere fantasy per la pubblicazione sulla detta piattaforma.

Pub.me, tra l’altro, è un’impresa che sta crescendo in modo molto interessante, in quanto il suo editore, Roberto Incagnoli, ha ideato un progetto che coinvolge professionalmente figure giovani ed entusiaste all’idea della realizzazione di collane editoriali che seguano e accompagnino i giovani autori nella pubblicazione dei loro testi.

Magari parleremo ancora di questa nuova e interessante realtà italiana con le altre direttrici delle altre collane di Pub.me, ma ora ci apprestiamo a conoscere meglio Jessica Maccario.

Ciao Jessica, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti subito, quando sei nata in qualità di autrice e con cosa hai cominciato?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a voi per la disponibilità! Ho iniziato a scrivere durante le scuole medie, il mio primo romanzo rosa risale a quegli anni, poi ho continuato a farlo per passione durante le scuole superiori. Lo facevo nei ritagli di tempo, impiegandoci anni a finire un libro. Si può dire che ho cominciato a sentirmi scrittrice solo dopo la pubblicazione del fantasy “Insieme verso la libertà”, scelto da Bibliotheka edizioni durante un concorso. Dopo la sua uscita, mi sono trovata quasi travolta da tutti gli avvenimenti. Molti colleghi mi hanno aiutata a superare le difficoltà e le critiche mi hanno aperto un mondo, perché mi hanno permessa di avvicinarmi all’editing e di capire cosa volesse dire fare un lavoro serio sul proprio scritto, migliorando anche come stile. Solo allora penso di aver compreso cosa volesse dire scrivere e pubblicare. Da allora ho deciso di puntare sul self-publishing, di affidarmi a editor e beta di fiducia, di trattarlo a tutti gli effetti come lavoro. Nei periodi in cui non avevo altri lavori al di là della scrittura, mi mettevo a scrivere ogni giorno, per ore. Il cambiamento, rispetto a prima, è stato notevole per me e mi ha permesso anche di partecipare a tante antologie con altri autori. Dopodiché ho pubblicato il seguito del fantasy, “La spada degli elfi”, e la duologia romantica “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, che mi ha preso mesi di ricerche per quanto riguarda l’ambientazione della storia ad Amsterdam e in Canada e la parte relativa alla lettura di un diario in Francia. Poi sono passata a un libro più corto, il romantic suspense “Io ti libererò”, dove gli sforzi sono stati soprattutto sul mantenere un equilibro tra il rosa e il giallo/thriller.

In questi ultimi mesi, infine, mi sono concentrata sulla versione aggiornata del primo fantasy e sull’uscita del terzo, che conclude la trilogia de “Gli Elementali”.

Che tipo di autrice sei e quale genere prediligi?

RISPOSTA:

I generi che mi hanno spinta a scrivere sono il rosa e il fantasy. Le mie storie sono prettamente romantiche, puntano sul realismo e spesso sui temi sociali. Ad esempio ho trattato i temi dell’omosessualità, dell’emarginazione, della droga, ma anche altri più quotidiani come l’amore, le difficoltà familiari, l’importanza delle amicizie, la solitudine. Emergono anche il mio amore per i libri, i viaggi e la cucina. Con il romantic suspense ho voluto fare un esperimento, perché è un genere che mi piace molto leggere e al quale ho deciso di approcciarmi con il libro “Io ti libererò”. Ne uscirà un altro prossimamente, dal titolo “Io ti salverò”, con protagonisti due personaggi secondari di quel romanzo.

Quando hai cominciato a collaborare con case editrici per la valutazione e promozione degli emergenti?

RISPOSTA:

Nel 2012, quando ho visto che Libro Aperto cercava valutatori. Inizialmente ne sapevo poco, ho cercato di dare il mio contributo principalmente come lettrice, poi ho iniziato a capire cosa cercavano gli editori e in particolare l’esperienza con la Butterfly mi ha aiutata molto, Argeta è una persona seria e mette il cuore in tutto quello che fa, le sono grata per le occasioni che mi ha dato. Sono rimasta con lei fino allo scorso anno e per un certo periodo anche con la Ruota edizioni. Ho preso parte infine ad altri comitati di valutazione nati in occasioni di contest creati in collaborazione con dei blog, tutte esperienze che rifarei da capo.

Parlaci ora dei tuoi romanzi. Scegline uno in particolare di cui parlare e dicci perché dovremmo leggerlo.

RISPOSTA:

È difficile sceglierne uno soltanto, ma quello a cui sono più affezionata è senza dubbio “In volo con te”, che continua nel seguito “Questo viaggio è per sempre”, il libro in cui ho messo maggiormente me stessa. La protagonista è Giulia, una donna che si trova ad affrontare la partenza del marito e la necessità di spiegare alla sua adorata bimba il loro rapporto e il motivo per cui se n’è andato: la sua omosessualità. Nel corso dei due libri si vede l’evoluzione dei sentimenti della donna, dalla rabbia alla sofferenza, dalla sua fragilità alla forza che le persone attorno le danno per rimettersi in gioco sia nella vita privata che in quella lavorativa. Inoltre è stato bello parlare di amore e caratterizzare i vari personaggi. Penso che il sentirsi diverso o essere trattato tale dalla società sia un tema importante sul quale riflettere. Questa duologia ne racchiude tanti e mi ha permesso di mettere molte parti di me, è una storia che invoglia a riflettere ma che si pone anche come romantica.

Tu sei un’appassionata di genere fantasy, vero?

foto Jessica

RISPOSTA:

Sono una lettrice onnivora, ma il fantasy è tra le letture che ho sempre prediletto, insieme al rosa. Ho amato molte saghe, sia epic che urban fantasy, adoro le ambientazioni che creano gli scrittori e trovo che sia il genere in cui i personaggi possono essere caratterizzati meglio. Due serie che ho divorato in pochissimo tempo e che si aggiudicano i primi posti della mia classifica personale sono Night Huntress di Jeaniene Frost e The Dark Elements di Jennifer Armentrout.

Come scrittrice mi sono avvicinata a questo genere durante le scuole superiori, in un periodo in cui sentivo il particolare bisogno di distaccarmi dalla mia realtà e di pensare a un mondo inventato, che mi facesse sognare un po’. Dall’inizio alla fine della scrittura della trilogia sono passati più di dieci anni, intervallati da mesi in cui mi sono dedicata interamente ad altri libri, infatti lo stile e l’ideazione del primo libro sono molto differenti nel secondo e ancora di più nel terzo. Motivo per cui ho deciso di fare un aggiornamento del primo, per cercare di risistemarlo con gli occhi di adesso. Questa storia parla di amore, amicizia ma soprattutto della vita degli Elementali, creature del bosco con la capacità di controllare un elemento (aria, acqua, terra e fuoco), di cui il protagonista Peter conosce l’esistenza in modo abbastanza casuale, scoprendo che la sua migliore amica Angelica gli ha sempre tenuto nascosto il suo segreto.

Le vicende si fanno più intricate nel terzo e ultimo libro, “L’amore non si arrende”, in uscita il 19 di novembre. Qui i personaggi che entrano in gioco sono tanti, le relazioni cambiano, si svelano altri segreti e le vicende si svolgono in parallelo in due diverse città. Il libro termina con una visione di questi personaggi anni dopo, per far capire al lettore cos’è accaduto, ma il finale lascia un velo di mistero.

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“Gli effetti collaterali dell’amore”, la nuova storia di Anna Nicoletto.

Anna Nicoletto è un’autrice di Padova che ama la lettura e la scrittura, vive di libri, pizza e amore.

Ha iniziato il suo percorso editoriale da self-publisher e poi è stata scoperta da una casa editrice nota che le ha portato in libreria l’opera “Gli effetti collaterali delle fiabe” (Piemme Edizioni), in seguito ha proseguito il suo percorso con una nuova, magica storia dal titolo “Gli effetti collaterali dell’amore” pubblicato in self-publishing.

Vorrei conoscerla meglio e farvela conoscere attraverso questa intervista, in modo da sapere cosa ci aspetterà scoprire dai suoi libri.

Ciao Anna, ti ringrazio infinitamente di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei iniziare da dove e da quando ti sei messa a scrivere.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana! La scrittura nasce dall’immenso amore per la lettura. Leggo sin da quando sono piccola e già allora, accanto a improbabili professioni, annunciavo che da grande avrei fatto “la scrittrice”. Tra il dire e il fare ci sono state un milione di pagine scritte e poi stracciate. Non che le pagine stracciate, ora, siano sparite. Ma almeno adesso sono la minoranza!

La tua primissima opera è stata..?

RISPOSTA:

Il primo romanzo che ho scritto è e resterà un inedito. Come anche il secondo. Sono state prove, esercizi che contenevano degli spunti buoni, ma che in generale non erano adeguati a una pubblicazione, tanto che non li ho mai nemmeno proposti a nessuno.

Invece la prima storia romance pubblicata è stata edita da Delos Digital e si intitola “Non è lui”; è una novella chick-lit che racconta le vicende di Sabrina, uno dei personaggi secondari del libro “Gli effetti collaterali delle fiabe”.

Come è andato il salto alla Piemme Edizioni?

RISPOSTA:

È andato bene: è stato un passaggio utile per capire come funziona una grande realtà editoriale, per vedere da vicino come i professionisti lavorano su un testo, in che modo si integrano tra di loro per far trovare al lettore un buon libro sugli scaffali.

Cosa ci racconti ne “Gli effetti collaterali delle fiabe”?

RISPOSTA:

Gli effetti collaterali delle fiabe” è la storia di Melissa, una neolaureata in ingegneria piena di talento ma disoccupata, e di come con fatica combatte contro i preconcetti propri e altrui per realizzarsi sul lavoro e in amore. Un aiuto considerevole glielo fornisce Stefano, l’erede di un’azienda domotica di successo internazionale, un bel figliolo brillante e intelligente. È una storia piuttosto classica che mescola ironia, romanticismo e un pizzico di angst, partendo dall’assunto che le fiabe ci hanno dato delle aspettative smisurate e che spesso, più che le fiabe in sé, a contare nella realtà sono gli effetti collaterali che ci rimangono appiccicati addosso.

Gli effetti collaterali dell’amore” è il sequel o un’opera del tutto diversa?

Gli effetti collaterali dell'amore di Anna Nicoletto

RISPOSTA:

Gli effetti collaterali dell’amore” è la storia di Caterina, sorella del sopraccitato Stefano. È autoconclusivo e può essere letto indipendentemente. Chi ha già letto il primo romanzo potrà ritrovare Melissa e Stefano come personaggi secondari e sbirciare come stanno procedendo le cose tra di loro.

Pubblicato in self-publishing questa storia ha una copertina stupenda, che mi ha colpito subito. Ci racconti della storia e soprattutto della bellissima copertina?

RISPOSTA:

Parla del primo amore, della difficoltà del percorrere la propria strada e di quanto a volte possono essere tortuose le seconde possibilità.

La protagonista è Caterina, una lifestyle blogger con una carriera in ascesa, una forza della natura dal carattere impulsivo e testardo, generosa, bravissima a elargire ottimi consigli agli altri e a non seguirne nessuno per se stessa. Caterina parte dall’Italia verso l’assolata Los Angeles per lavoro e le circostanze la riportano da James, il suo ex ragazzo. L’anno e mezzo di lontananza ha un impatto devastante e da lì contenere i ricordi sarà sempre più difficile, perché la vicinanza imprevista li costringerà ad affrontare quello che ancora provano l’una per l’altro.

La cover nasce proprio dalla storia: la coppia scelta assomiglia molto a come ho immaginato i due protagonisti, c’è la loro complicità e sullo sfondo si intravede uno scorcio del Molo di Santa Monica, uno degli scenari del romanzo. Io la trovo perfetta per Caterina e James!

Ci sarà anche la versione cartacea? Aspetto quella!

RISPOSTA:

Sì, ci sarà anche la versione cartacea e arriverà poco dopo l’uscita dell’e-book.

Che tipo di autrice sei? In che genere ti piace districarti?

RISPOSTA:

La parte bella dell’essere self è che puoi scegliere cosa scrivere, come farlo e quando pubblicare, quindi quello che scrivo è esattamente quello che ho voglia di scrivere. Finora sono state storie rosa, ma in passato ho scritto anche libri di altri generi che al momento sono inediti. Come autrice cerco di essere costante e organizzata, anche se poi mi ritrovo a sgarrare dalle mie stesse scalette!

Infine, i tuoi progetti. Cosa devono aspettarsi i tuoi lettori in futuro?

RISPOSTA:

Per il 2018 sono in arrivo altri effetti collaterali! In primavera uscirà con una nuova veste ampliata e rivista la novella attualmente edita da Delos. E poi, visto che ne “Gli effetti collaterali dell’amore” c’è un personaggio secondario che ha sofferto parecchio e che merita un po’ di riscatto, scriverò la sua storia che al momento è in fase di progettazione.

Dopo essere guariti dagli effetti collaterali, voleremo a San Francisco per una storia romance ad ambientazione estera. Insomma, l’agenda è fitta!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazia a te, Tiziana, e crepi il lupo!

Tiziana Iaccarino.

Flora Gallert ci racconta la sua avventura editoriale.

Flora Gallert è un’autrice che si è fatta conoscere grazie a una costanza e a una tenacia poco comuni.

In questa intervista potremmo raccontarvi della sua carriera da scrittrice, come abbiamo fatto altre volte, ma ho pensato potesse farle piacere parlare, invece, delle sue esperienze nel dietro le quinte del settore editoriale o meglio in vesti ben diverse da quelle di autrice, perché Flora ha sempre avuto un sogno: aprire una casa editrice e lavorare in questo ambiente.

Quando mi raccontò questo desiderio, pensai fosse un’impresa tanto affascinante quanto ardua perché, come ben saprete, l’editoria tradizionale italiana non naviga in buone acque, anche se si spera sempre che le cose cambino in meglio.

In Italia saprete che la pressione fiscale è molto alta, che i rischi per un giovane imprenditore sono tanti, che i libri sono difficili da vendere, che le tasse sono enormi, per cui credo che una scelta del genere sia sempre molto coraggiosa e interessante.

In attesa di realizzare questo sogno, Flora ha avuto occasione di arricchire il suo curriculum e soprattutto le sue esperienze nel settore.

Prima è arrivata la proposta della Omnia One Group Edizioni per una collaborazione diretta con l’editore e, in seguito, dalla piattaforma pubme.me sulla quale si autopubblicava già come autrice, ma sarà lei stessa a raccontarci questa parte delle sue attività.

Ciao Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono molto contenta di poterne parlare, perché penso tu stia facendo un percorso formidabile in questo settore. Io sono la prima a dire sempre che è fondamentale l’esperienza, non solo in qualità di autori, ma nel dietro le quinte di questo lavoro. La scrittura, infatti, come ho sempre detto, è un lavoro a tutti gli effetti.

Vorrei chiederti, innanzitutto, come e da dove nasce la tua voglia di diventare editore.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, innanzitutto grazie per la tua bellissima presentazione!

La mia voglia di diventare editore nasce dal mio amore per i libri e per la scrittura, sono sempre stata affascinata da tutto il processo che c’è dietro le quinte e che porta un manoscritto a diventare bestseller. Devo ringraziare il self publishing, perché mi ha dato la possibilità di toccare con mano tutti i passaggi, proprio perché nel self sei editore di te stessa. Mi piaceva scrivere, ma mi piaceva anche scegliere la cover e curare tutta la fase di marketing. Per me non è mai stato un peso la promozione dei miei libri, ma un vero piacere. Infatti, quale autore ha successo? Chi si diverte con i propri protagonisti e potrei citare Marilena Barbagallo e le sue Krum Chat (divertentissime), Ava Lohan con le sue card e te… con il tuo Rasoio e Ceretta!

Quando ti è arrivata la prima proposta di collaborazione editoriale dalla Omnia One Group Edizioni, cosa hai pensato? Hai accettato subito?

RISPOSTA:

Allora, diciamo che è avvenuto tutto in modo casuale: io e la mia collega stavamo chattando (anzi… spettegolando) e a un certo punto abbiamo iniziato a parlare del mondo dell’editoria. Le ho raccontato un po’ della mia esperienza di autrice e della mia voglia di lavorare nel mondo dell’editoria. Lei, allora, mi ha proposto di presentare una relazione e così sono entrata a far parte dello staff.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Omnia One Group Edizioni?

RISPOSTA:

Il mio ruolo era (al momento non collaboro più con questa CE) quello di aiutare gli autori nella promozione, utilizzando soprattutto i social.

So che hai scritto anche una storia a quattro mani con l’editore Claudia Crocioni. Da dove e come è nata questa idea?

RISPOSTA:

È nata per puro divertimento e perché io e Claudia siamo sempre state in sintonia e perché entrambe amiamo scrivere.

Successivamente hai ricevuto una nuova proposta di collaborazione dalla piattaforma pubme.me sulla quale ti autopubblicavi e avevi già esperienza. Cosa ti è stato chiesto?

RISPOSTA:

Mi è stato chiesto di gestire una collana, di scegliere il genere che desideravo e di darle un nome.

Qual è il tuo ruolo, allo stato attuale, all’interno della redazione pubme.me?

RISPOSTA:

Gestisco la collana occupandomi di tutto: valutazione manoscritti, editing e creazione copertina (in questi ultimi due campi mi affido a dei professionisti validi tra cui Miriam Rizzo in qualità di editor e Loredana –https://www.facebook.com/lgbookcovers/ – che è la grafica delle bellissime cover).

So che hai creato una vera e propria collana per la piattaforma, chiamandola collana floreale dal tuo nome. Come è stata accolta questa idea dai responsabili della pubme.me e dagli autori?

RISPOSTA:

Nessuno si è opposto, avevo piena libertà di scelta, Floreale nasce dall’unione del mio pseudonimo e del mio nome (Flora+Alessandra).

Quante proposte di valutazione ricevete ogni giorno?

RISPOSTA:

Dipende dai giorni e anche dal periodo, in alcuni giorni me ne arrivano di più perché, magari, c’è qualche sponsorizzazione in atto!

Come basi le tue valutazioni sui manoscritti che ricevi?

RISPOSTA:

Solitamente li valuto io però, vista la quantità, ho chiesto aiuto a persone fidate, che mi conoscono. Una di queste è mia sorella, molto appassionata di letteratura e che al momento frequenta il corso di laurea in Lettere Moderne. Lei mi prepara una scheda riassumendomi il manoscritto, la sua opinione, la coerenza semantica e stilistica.

So che hai scelto anche una grafica bravissima, Loredana di LG Book Covers, la quale realizzerà tutte le cover per le pubblicazioni della tua collana. Direi una scelta eccellente. Ti va di parlarcene?

RISPOSTA:

Loredana è bravissima, una persona molto disponibile che ha capito fin da subito quali sono le mie esigenze. Le sue cover sono fantastiche e hanno riscosso un vero successo.

Tra l’altro, tu ricopri anche un ruolo fondamentale, a mio avviso: sei una promotrice social molto in gamba. Utilizzerai queste tue qualità anche per gli autori che scegli di pubblicare?

Collana floreale di Flora Gallert.

RISPOSTA:

Grazie! Infatti quella della promozione è la parte che preferisco, io entro in atto dopo la pubblicazione del romanzo (delle scelte di marketing – ovviamente – vengono fatte anche prima: sono molto importanti il titolo, la cover e la sinossi).

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Essendo comunque all’inizio di questa esperienza, non posso ancora prevedere il mio futuro. La mia speranza resta, quindi, quella di poter continuare a lavorare nel mondo dell’editoria, potermi dedicare a esso completamente e poter vivere con i libri.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Malia Delrai: da Roman alla Delrai Edizioni, la scoperta e l’emozione, i sogni realizzati dall’autrice e l’attività imprendioriale dell’editrice.

Malia Delrai è un nome conosciutissimo, ormai, quindi evito di presentarvela perché penso che tutti sappiate di chi stiamo parlando.

Lei nasce come un’autrice che si è fatta conoscere dal grande pubblico sul web grazie a opere molto intraprendenti dal punto di vista narrativo e soprattutto seduttive per le lettrici più romantiche e sognatrici, grazie alla generosa virilità di personaggi maschili alquanto attraenti e soprattutto sopra le righe.

Si può dire che la serie “Piacere Russo” l’abbia consacrata all’attenzione generale di un pubblico molto vasto sul web, in quanto Roman ha conquistato centinaia di migliaia di lettrici attraverso la sua storia, ma sono tantissime le opere pubblicate e già apprezzate dal pubblico: da “Lezione di carne” ad “Amore da inchiostro: un romanzo per amarti – un editor per amarti”.

A un certo punto della sua carriera autorale, Malia si è resa conto evidentemente delle potenzialità che aveva a fronte di una fetta di una notorietà che le perveniva grazie a opere che erano state molto apprezzate e ha deciso di intraprendere la carriera imprenditoriale ovvero quella da editore, aprendo la casa editrice Delrai Edizioni.

Giovane, innovativa, moderna, intraprendente, tenace, testarda, molto attiva e soprattutto forte del consenso di un pubblico che già la amava tanto come autrice, Malia si è resa uno degli editori più giovani e apprezzati e sta contribuendo alla grande all’ascesa della sua casa editrice sul panorama editoriale italiano.

Malia Delrai

In questa intervista parliamo direttamente con lei, in quanto possiamo scoprire molte cose che ancora non conosciamo e magari apprezzare ancora di più la donna, l’autrice, l’editore e la collega (autrice).

Ciao Malia, grazie per aver accettato questa intervista, sono molto contenta che tu possa raccontarti al club letterario “The Pink Cafè”, perché ti seguiamo da tanto e ti ammiriamo molto per il tuo coraggio e il tuo impegno nell’editoria.

Raccontaci, però, come sei nata innanzitutto come autrice. Quando hai iniziato a scrivere e cosa?

RISPOSTA:

Ho iniziato a scrivere “seriamente” nel lontano 2008. Cavolo, quanto tempo! Tanti motivi mi hanno spinta, ma soprattutto il fatto che stessi cominciando a leggere romanzi appassionanti e in un certo senso mi spingevano a esprimere la mia opinione in merito. Infatti ho iniziato con le fan fiction, mi piacevano tantissimo e poi sono finita agli “originali”, ossia ai romanzi. Il primo che ho scritto è stato “Soffio di Cotone”, ancora inedito oggi, ma che molti già conoscono, poi c’è stato “Lezione di Carne”, pubblicato in self e “Anime di Sangue”, pubblicato, ma ritirato dal commercio. Ehi, quanti romanzi pubblicavo all’inizio!

Qual è stata la prima storia che hai pubblicato e come l’hai fatta conoscere a un vasto pubblico?

RISPOSTA:

Vasto”? Booooooooooh. Non ho la risposta, sai? Per me, probabilmente, ancora non ho ottenuto un così “vasto” pubblico. Alla fine non so bene di che numeri si parli, ma probabilmente vorrei che le mie storie fossero conosciutissime, ancora di più. Pretendo troppo? Forse sì, forse è così. Però mi piacerebbe da autrice essere in tutte le librerie italiane, avere questo tipo di impatto. Sì, mi piacerebbe, però ammetto che non sia per niente facile. Continua a leggere Malia Delrai: da Roman alla Delrai Edizioni, la scoperta e l’emozione, i sogni realizzati dall’autrice e l’attività imprendioriale dell’editrice.

L’autrice Francesca Baldacci si racconta.

Francesca Baldacci è un’autrice di lungo corso che ha una carriera davvero strabiliante alle spalle. Ha una lunghissima esperienza come giornalista e articolista. Ma non solo! Ha iniziato a pubblicare racconti a ventun’anni e ha all’attivo molte collaborazioni anche importanti. Ha scritto per Mondadori il libro “Una casa per Sissi” pubblicato nel 1981, ha collaborato (e ancora collabora) con molte riviste per le quali scrive racconti e storie appassionanti, ha lavorato per una rivista di calcio per quattordici anni ed è pubblicata dalla Sperling&Kupfer che l’ha portata anche all’estero con il bestseller “Vacanze da Tiffany“. Ma parliamo direttamente con lei in questa intervista esclusiva per “The Pink Cafè”, così la conoscerete meglio.

1. Ciao Francesca, vorrei chiederti innanzitutto quando è iniziato il tuo amore per la scrittura.

RISPOSTA:

Il mio amore per la scrittura è nato… non ricordo quando esattamente, ma non sapevo ancora scrivere! E dettavo storie a mia sorella. Avevo circa quattro anni!

2. Per te cosa significa scrivere?

RISPOSTA:

Scrivere per me è la vita, ogni giorno di più. Le idee non mi mancano mai, e quando non riesco a scrivere mi sento… completamente persa!


3. Hai iniziato seriamente a occuparti di scrivere da quando e per quale attività precisamente?

RISPOSTA:

Da ragazzina scrivevo tanto, riempivo i cassetti. Una prof mi consigliò di inviare qualche racconto a una rivista, ma ho aspettato anni, prima di farlo! Quando ci sono riuscita ho ottenuto presto una risposta, e ho pubblicato il mio primo racconto su “Bolero Teletutto” nell’agosto 1979, avevo ventun anni… grazie a una redattrice fantastica, Cristina Maza!


4. Il tuo primo romanzo, o racconto come si intitolava e quando è stato pubblicato.

RISPOSTA:

Il mio primo racconto si intitolava “È tutto risolto” e fra l’altro lo avevo scritto tre anni prima!

Il primo romanzo invece l’ho pubblicato un paio d’anni dopo, nel 1981, “Una casa per Sissi”, nella collana “I Rosa Mondadori”, attualmente in ebook!


5. Tu ti sei autopubblicata tanto… ci racconti il tuo rapporto con l’autopubblicazione? Dove nasce, da cosa e con cosa è nato?

Vacanze da Tiffany di Francesca BaldacciRISPOSTA:

L’autopubblicazione nasce un po’ dalla mia esigenza di sentirmi libera di scrivere storie che sono “mie”, com’è stato per “Vacanze da Tiffany” e prima ancora da “Il principe della notte”, che è una fiaba d’amore… Oppure di pubblicare storie come “Ciao Luca” e “L’amica americana”: il primo, già pubblicato con una agenzia letteraria tedesca, ma che avevo scritto da ragazzina, e il secondo approvato anni fa per i Rosa Mondadori, ma mai pubblicato per la chiusura della collana!


6. A un certo punto hai avuto un grosso successo con l’opera “Vacanze da Tiffany” che a me piacque molto. Ci racconti questa tua esperienza?

RISPOSTA:

“Vacanze da Tiffany” è stata una scommessa personale: erano usciti molti romanzi che recavano nel titolo la parola “Tiffany” e io cercavo nella trama qualcosa che ricordasse l’amatissimo film, viste anche le varie cover che lo ricordavano. Invece, zero! Ho voluto rendere giustizia a “Colazione da Tiffany” scrivendo una storia che fosse un omaggio al film-culto. Da qui il suo grande successo, nato dal passaparola, evidentemente! A dieci giorni dalla sua uscita sono stata contattata dalla Sperling & Kupfer, avevano letto il mio romanzo e ne erano entusiaste!
Continua a leggere L’autrice Francesca Baldacci si racconta.

Qual è il prezzo migliore per un eBook?

Cosa decide il prezzo di un libro digitale? I casi e le possibilità possono essere innumerevoli, spesso dati dal mercato e dalle tendenze del momento, dalla fama dell’autore, dall’importanza della casa editrice (se parliamo di titoli pubblicati da una casa editrice), dall’attrattiva che quella storia o quell’autore hanno su di sé, dall’ideale di successo che ipotizzano le ricerche di mercato e dal marketing, ovviamente.
I libri digitali, ormai, sono diffusissimi e, probabilmente, oggi rappresentano una grossa fetta del mercato editoriale italiano, ben consapevole che c’è un pubblico vastissimo dietro all’acquisto tramite un click (parliamo di milioni e milioni di persone), molto più rapido, semplice, indolore, economico e sbrigativo della classica visita in una libreria.
I libri digitali, conosciuti anche come eBook, sono molto più economici di quelli di carta, per un motivo più che ovvio e la vendita di e-reader ha incrementato lo stesso giro di affari della rivoluzione digitale editoriale mondiale.
Spesso gli eBook pubblicati dalle case editrici, che siano piccole, medie o grosse, hanno sempre un prezzo superiore a quelli autopubblicati dagli scrittori emergenti.
Se una casa editrice può arrivare a un prezzo che sfiora € 9,99 per la versione digitale di un libro scritto da uno scrittore importante e conosciuto, magari tradotto in tutto il mondo, ci sono pure prezzi che partono da almeno € 1,99 per chi ha voglia di far conoscere, invece, l’autore che deve ancora farsi le ossa.
eBookMa su quali basi stabiliscono il prezzo del loro eBook gli autori emergenti?
Sul numero delle pagine, sul lavoro svolto nel corso della stesura, su una questione di marketing o sul proprio seguito?
Spesso viene seguito il prezzo minimo di € 0,99 centesimi che è sempre più quotato, perché si ha paura di rischiare? Qual è il prezzo minimo e massimo più giusto da adottare?
Io mi sono detta, tante volte, che è colpa nostra, di noi autrici, ad aver abituato troppo spesso la gente alla “promozione gratuita” e al prezzo troppo basso. Non perché ci siamo volute sminuire, ma perché magari quel prezzo ci era utile per farci conoscere e per vendere meglio.
Certo che un eBook che costa dai € 0,99 ai € 1,99 massimo vende ovviamente molto di più di quelli che superano € 2,99 fino a prezzi esagerati.
Parlando con alcune autrici del nostro club “The Pink Cafè”, mi sono resa conto che i pareri sono diversi.

Ecco cosa hanno detto alcune di loro!

Barbara Morgan. “Io ho messo i miei a 2,99. Non perché credo che valgano più degli altri, anzi… Ma perché voglio dare un “valore” al mio lavoro, che meriti o meno lo decideranno i lettori.”

Jessica Maccario. “Anch’io tendo a mettere un prezzo più alto in base alle pagine che ha il libro, i romanzi brevi a € 0,99 e gli altri arrivo fino a € 1,99 (la duologia l’ho messa a € 1,49 per distinguerla).”

Tiziana Cazziero. “Argomento spinoso, in effetti, io metto qualcosa sopra i € 0,99, questo prezzo solo per i racconti, ma per i romanzi mi sto orientando su € 1,50 – € 1,99, vado per numero pagine di più.”

Elisabetta Modena. “Anch’io opto per scegliere il prezzo in base alla lunghezza del file: sulle 150.000 battute (circa 100 pagine) sto a € 0,99 centesimi (è il caso dei romanzi rosa), sulle 250.000 battute e più € 1,99.”

Marilena Barbagallo. “Io non vado mai oltre € 1.99 e forse sbaglio, ma non me la sento di aumentare il prezzo.”

Silvia Castellano. “Non è una questione semplice e più volte mi sono trovata a discutere su questo argomento con altri autori e anche con alcuni lettori. Sono d’accordo con te, Tiziana, quando dici che è “colpa” delle autrici che hanno abituato troppo bene i lettori. E ritengo che purtroppo ciò abbia condotto a una svalutazione generale dei romanzi autopubblicati.”

Laura Cassitto. “Credo che tu abbia ragione, i lettori si sono abituati troppo bene. Spesso si trovano libri che con fatica si possono definire tali, ma in linea generale il self si fa “il mazzo” dato che cura tutto da solo. Editing compreso.”

Steffy Galan. ” Io mi sono basata sul numero delle pagine, ma anche sul fatto che ci ho lavorato tanto per rieditarlo rispetto alla prima pubblicazione. Credo che € 0,99 centesimi vada bene per un racconto, per un romanzo secondo me da € 1,99 in su in base al numero di pagine e al contenuto(per es. se si sono fatte tante ricerche ecc).”

Ludovica G. Mancini. “Io metto sempre € 1,99 perché sono self e penso che di più non si incentivi all’acquisto, magari poi per un racconto si scende a € 0,99 (ma al momento non ho ancora pubblicato racconti).”

Emily Pigozzi. “Se ci si vuol far conoscere bisogna stare sotto i due euro. Innegabile, i lettori sono abituati bene e con la scelta vastissima che c’è a prezzi molto bassi, senza contare promo o altro, difficilmente spenderanno di più per un’esordiente.”

Virginia Rainbow Autrice. “Io mi regolo in base al numero delle pagine.”

E voi… cosa ne pensate?

Tiziana Iaccarino.

Una chiacchierata al Pink Cafè con Anna Premoli.

Anna Premoli è una delle scrittrici più apprezzate e conosciute del momento. Nata in Croazia, ma naturalizzata in Italia, si è laureata in Economia dei mercati finanziari all’Università Bocconi di Milano.
Ha una carriera professionale interessante che si muove nel settore finanziario, lavorando prima per la J.P. Morgan e poi per una banca privata.
Ha iniziato a dedicarsi alla scrittura con l’opera “Ti prego lasciati odiare” che è stata autopubblicata nel 2012, fino a essere acquisita dalla Newton Compton Editori e vincere addirittura la 62ª edizione del Premio Bancarella.
A seguire sono scaturiti successi intitolati: “Come inciampare nel Principe Azzurro”, “Finché amore non ci separi”, “Tutti i difetti che amo di te”, “Un giorno perfetto per innamorarsi” e “L’amore non è mai una cosa semplice” sempre con Newton Compton Editori.
Per me è una gioia e un onore intervistare un’autrice tanto seguita e amata, perché si è fatta conoscere e apprezzare per la sua verve e certamente per il suo indiscusso talento.

Ciao Anna, grazie mille per aver accettato un’intervista per il club letterario “The Pink Cafè”.
So che la tua prima opera letteraria è nata nel corso della tua prima gravidanza, è vero? E cosa o chi ti ha ispirato la storia?

RISPOSTA:

È vero che ho iniziato a scrivere durante la gravidanza per svagarmi, ma contrariamente a quello che si pensa, il primissimo libro che ho scritto è stato “Come inciampare nel principe azzurro”. “Ti prego lasciati odiare” è venuto subito dopo, in un momento della mia vita in cui davvero non aspiravo affatto a farmi pubblicare. Ho iniziato per gioco, convinta che non sarei mai arrivata alla fine della stesura. La storia è nata per caso, in un momento in cui ero sotto il forte influsso dei drama coreani e avevo disperatamente bisogno di scaricare lo stress. Avevo questi personaggi che mi vagavano per la mente con tale insistenza da convincermi a prendere in mano un pc per provare a raccontare la loro storia.

Con l’opera “Ti prego lasciati odiare” hai anche vinto il Premio Bancarella. Che effetto ti ha fatto questo traguardo alla prima pubblicazione?

RISPOSTA:

anna_premoli-250x396Sono rimasta incredula per parecchio tempo. Più che essere felice per me stessa, ricordo che ero davvero contenta per la casa editrice, che si è prodigata in modo incredibile per il mio libro, e per il genere rosa in sé. Ero stufa di sentir sempre e solo parlare del rosa come di un genere strappalacrime per donnette con problemi esistenziali. La vittoria al Bancarella è stata invece l’ufficializzazione, il riconoscimento per un intero genere che sostiene in buona parte in fatturato delle case editrici d’oggi e che tratta in termini attuali i problemi delle donne. Il rosa è oggi quanto di più femminista possa esserci e io ne sono fiera.

Quali aspettative c’erano, in seguito, rispetto alla prima opera, per quelle a venire? Cosa ti dicevano le persone e quali commenti ricevevi in merito?

RISPOSTA:

La cosa veramente bella riguardo allo scrivere per passione e non per professione, come io ho continuato a fare perché non mi sono mai convertita a fare sul serio la scrittrice, è che le aspettative non ci sono. O almeno il mio editore mi ha capito e ha saputo non farmele mai pesare. Io scrivo quello che voglio, quando voglio. Ho completa libertà. E anche la mia scelta di non essere presente sui social ha limitato molto il brusio di sottofondo che inevitabilmente si crea quando si pubblica un nuovo romanzo. Sono invece in contatto via email con un sacco di lettrici assolutamente deliziose, che davvero non so come ringraziare per l’affetto.

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