Con “LAS 0906 il codice” si apre l’evento “numero0” di un’iniziativa tutta Pink.

Con l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” oggi apriamo degli eventi tutti Pink che riguarderanno anche altre autrici e che si apriranno il mese di Dicembre in attesa delle festività.

Abbiamo pensato di festeggiare, parlando di autrici in gamba, di spessore, con una bella carriera alle spalle o magari intraprendenti e tenaci, che ben conoscete e che si sono fatte apprezzare nel tempo grazie alle loro opere e alla loro verve.

L’evento che ho soprannominato “numero0” oggi è un esperimento per parlare della mia opera e vi darà un esempio di come saranno anche sui social e qui sul sito le giornate poi dedicate anche alle autrici che The Pink Cafè ha selezionato per parlare di loro.

Ma intanto, addentriamoci in una storia d’altri tempi, in tutti i sensi. In una storia, quella di “LAS 0906” in cui avremo la possibilità di viaggiare attraverso il tempo e di scoprire i misteri che ruotano attorno alla “Storia della tenuta che guarda Es Malgrat”, ma capirete meglio di cosa stiamo parlando, leggendo l’opera.

In questo racconto si avvicenderanno due coppie distinte per motivi e tempi diversi, che ci trascineranno nelle loro vicende più intime e tormentate alla ricerca di una verità che, forse, sarà davvero difficile scoprire.

Amore, passione, libertà, sogni, desideri, sospetti, bugie, segreti, maledizioni e vendette sono gli ingredienti di una storia che non ha niente a che fare con quelle da me precedentemente scritte, per cui spero davvero di sorprendervi piacevolmente in questa nuova avventura letteraria.

SINOSSI.

Isola di Maiorca, Spagna. 9 Giugno 2014.

La famiglia Santis è proprietaria di un’antica tenuta costruita, a picco sul mare, su una delle zone rocciose più belle dell’isola di Maiorca, ma è all’oscuro di ciò che la casa nasconda da secoli.

Lorena e Alberto non sanno che i genitori, a loro volta, tacciono intorno a una verità arrivata a sconvolgere la loro vita, simultaneamente a una serie di coincidenze targate tutte da una stessa incisione: “LAS 0906”.

Che cos’è quel codice e dove li porterà?

Alberto crederà di avere tra le mani una rivelazione sconvolgente, ma forse sarà troppo tardi quando, insieme a Lorena, dovrà avere a che fare con un’amara sorpresa.

Lorena, dal canto suo, non sa che un nemico può nascondersi dietro il volto di chiunque e dovrà lottare per riconquistare l’agognata serenità.

L’amore sarà in grado di aiutarla a buttarsi alle spalle un passato che trascina le catene di una prigione senza via di fuga?

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Quale sarà il segreto della tenuta che guarda Es Malgrat sull’isola di Maiorca? Quali sono le bugie che sono state raccontate ai protagonisti principali: Lorena e Alberto. Ma soprattutto chi sono Damian e Leya?

Lo scoprirete tra le pagine di questa storia che si rivelerà una sorta di puzzle pronto a farvi scoprire un disegno ben diverso da quello che, forse, vi eravate immaginati all’inizio.

Oggi vi parlerò della storia con estratti, sondaggi, giochi e quant’altro sul gruppo e sulla pagina ufficiale The Pink Cafè, in modo che due persone possano vincere una copia digitale della stessa (in formato pdf o epub a scelta) e ringrazio quanti leggeranno questa storia e la recensiranno, ma ricordate…

Non aver paura di chi ti dice la verità. Temi chi te la nasconde.

LAS 0906 il codice” è disponibile in eBook con anche l’offerta Kindle Unlimited e in cartaceo su Amazon.

Link: https://www.amazon.it/LAS-0906-codice-Tiziana-Iaccarino-ebook/dp/B077FYHNVS/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1511170471&sr=8-1 .

Grazie a tutte le persone che mi sosterranno.

Tiziana Iaccarino.

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L’autrice Silvia Pillin si racconta al Pink Cafè.

Questa volta mi fa molto piacere poter parlare al nostro club con una autrice simpatica e interessante: Silvia Pillin.

La conosco pochissimo e avevo voglia di intavolare con lei una qualche conversazione, magari di farle qualche domanda, di conoscerla e farvela conoscere.

Quindi, ho pensato di proporle questa intervista per The Pink Cafè che ospita autrici in grado di farsi apprezzare sia per il loro talento che per la loro umanità.

Silvia ha pubblicato già alcuni romanzi tra i quali spuntano due storie molto interessanti che vorrei porre alla vostra attenzione: “Ti voglio bene lo stesso” e “Non un romanzo erotico”, ma parliamone direttamente con lei.

Ciao Silvia, grazie di aver accettato questa intervista per noi. Cominciamo dall’inizio. Quando hai scoperto che ti piaceva scrivere?

RISPOSTA:

Prima di scoprire che mi piaceva scrivere, ho scoperto che mi piaceva leggere. È stata una decisione razionale presa verso i 12 anni quella di diventare capace di creare mondi e suscitare emozioni con le parole. Ma parafrasando Dorothy Parker posso dire che non mi piace scrivere, mi piace aver scritto.

Qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

La prima “opera” che ho reputato compiuta nell’ambito della scrittura è stato un racconto scritto verso i 18 anni. L’emozione che ho provato mettendo la parola fine a quel racconto di poche pagine è stata potentissima. Penso che Dio al termine della creazione non si sia sentito più soddisfatto di me.

Che genere di autrice sei? Come ti definiresti per farti conoscere?

RISPOSTA:

Sono un’autrice schizofrenica poliedrica, ho scritto una guida turistica di Vienna, città in cui ho abitato per sei anni, due manuali di scrittura pubblicati da Zandegù Editore, diversi romanzi young adult che ho messo su Wattpad (piattaforma su cui è possibile leggere gratuitamente), un romanzo chick lit e uno “sentimentale”. Ho scritto anche un libro per bambini dai 10 anni. Insomma, non ho ancora trovato un genere in cui sentirmi a mio agio.

Parliamo dell’opera “Ti voglio bene lo stesso”. Cosa racconta?

RISPOSTA:

È un romanzo molto malinconico e introspettivo che parla di sentimenti. Non è un romanzo rosa perché non ha il classico lieto fine, e la struttura che alterna capitoli in terza persona al tempo presente, a capitoli in prima persona al passato, non è tipica del genere.

Banalmente potrebbe essere definita una storia di tradimento, ma credo che sia piuttosto un romanzo di formazione sentimentale, un percorso interiore attraverso cui la protagonista – Azzurra – trova una risposta temporanea alla domanda: “cos’è l’amore?”. Ovviamente non vuole essere una risposta definitiva né universale, solo una delle risposte possibili.

Quella che mi ha incuriosito di più è stata, invece, “Non un romanzo erotico”. Di che genere è? Ci racconti qualcosa, senza svelare troppo, della storia?

Non è un romanzo erotico di Silvia Pillin

RISPOSTA:

Non un romanzo erotico” è un romanzo chick lit. È una storia leggera e divertente in cui la protagonista – traduttrice di romanzi erotici – racconta le sue vicissitudini lavorative e sentimentali.

Credo che alla fine sia anche un prendersi gioco di un certo tipo di romanzo erotico, quello privo di trama e introspezione, che altro non è che un’accozzaglia di scene di sesso interpretate da contorsionisti del Cirque du Solei.

È stato divertente mettere in scena lo scollamento tra la vita sessuale molto piatta della traduttrice-protagonista, e la narrazione spinta che si trova a tradurre.

Qual è il genere letterario a cui preferisci dedicarti?

RISPOSTA:

Credo che sia la narrativa contemporanea. Non leggo e non scrivo per evadere dalla realtà, ma per comprenderla, per approfondirla, per darle un senso, per capire la natura umana. È una cosa che mi sento dire spesso che i miei romanzi sono cervellotici/introspettivi/cerebrali, ed è una cosa che mi fa davvero piacere.

Penso che il dovere della letteratura sia quello di far cambiare/riflettere/crescere/pensare chi legge. Questo non significa che dobbiamo tutti scrivere tomi pallosissimi, anzi. Penso che, chi riesce a raggiungere quell’obiettivo facendo sorridere e intrattenendo, ha vinto.

Cosa stai scrivendo attualmente, cosa ci dovremo aspettare da te nel prossimo futuro?

RISPOSTA:

Dopo aver abbandonato un abbozzo di romanzo sulla corsa (una delle mie passioni) sto sviluppando l’idea per un romanzo distopico. Ma non sono un’autrice molto prolifica e veloce, ed essendo l’idea ancora in fase embrionale so che mi ci vorranno molti mesi per riuscire a darle forma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera!

RISPOSTA:

Grazie a te per il tempo che mi hai dedicato e per le domande davvero interessanti. Mi ha fatto davvero piacere rispondere a quest’intervista!

Tiziana Iaccarino.

Simona Liubicich ci racconta la sua passione per l’editoria.

Simona Liubicich è una di quelle poche, pochissime autrici ad avere un’esperienza editoriale davvero molto, ma molto corposa, ricca e assolutamente interessante.

Autrice di lungo corso, ha alle spalle di certo un bellissimo percorso che magari scopriremo in questa chiacchierata, parlando delle sue opere, delle sue passioni, dei generi che preferisce, delle sue collaborazioni, della sua intraprendenza e della voglia di fare sempre meglio.

Simona, tra l’altro, vanta pubblicazioni con case editrici come Harper Collins Italia e Harlequin Mondadori, oltre che con molte altre e in regime di auto pubblicazione, ha collaborato anche con case editrici medie e agenzie letterarie, ma andiamo con ordine.

Ciao Simona, grazie per aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. A me piacerebbe parlare della tua carriera. Quando hai iniziato a scrivere seriamente con l’intenzione di pubblicare e qual è stata la tua primissima opera?

RISPOSTA:

Ciao ragazze! Vi ringrazio davvero di cuore dell’invito che mi avete fatto; è bello chiacchierare delle mie passioni, di quello che amo con tutte voi.

Diciamo che ho sempre scritto, fin da piccola amavo tenere appunti, frasi sulla mitica “Smemoranda” degli anni 80 al liceo, un nove d’italiano e letteratura di cui andavo orgogliosa (perché la mia prof non ha mai messo un 10).

Ho sempre tenuto nel cassetto dei sogni racconti e scritti, anche brevi, ma l’idea vera è nata durante la Guerra del Golfo quando, ispirata dalle notizie che seguivo costantemente tramite i media, buttai giù quello che diventò il mio primo romanzo: la storia tra un’infermiera volontaria italiana e un marine americano in Iraq. Lo pubblicai con una CEAP, non me ne vergogno. Non conoscevo ancora l’ambiente editoriale e le CE. Il SP era ancora poco diffuso, ma fu meglio così, perché non era affatto un’opera decente.

Mi dovetti tirare su le maniche e iniziare a studiare tecnica di scrittura, corsi e quando mi iscrissi, nel 2010, alla “Vie en rose” di Roma, conobbi quello che era il vero ambiente del romance e in particolar modo tre persone: Mariangela Camocardi – la Queen – con la quale instaurai da subito un rapporto di affetto e amicizia che dura tutt’oggi. Terri Casella Melville, che fu fondamentale alla partenza del mio primo storico, dandomi consigli e bacchettate preziosissime. Alessandra Bazardi, che mi spronò insieme a Mariangela ad andare avanti con il mio progetto, a non mollare. Così ci provai davvero e fu difficile, molto difficile: “Seduzione e vendetta” divenne il titolo e prenotai al Women Fiction Festival di Matera gli incontri con gli editor di quelle che erano le CE che contavano. Era settembre del 2011 e dopo tre mesi dai colloqui quasi non ci pensai più, ma il 23 dicembre il mio telefono squillò: HARLEQUIN MONDADORI mi convocò e con mia totale incredulità, acquistò i diritti del libro. Avevo firmato il primo contratto con una CE famosa, ma non fu per niente semplice: tutto in salita. Dovetti migliorare la scrittura, imparare ancora, studiare, essere umile e accettare tanti, ma tanti consigli di chi ne sapeva più di me, in primis Andrea Franco (scrittore Mondadori) che si occupò dell’editing del mio secondo libro per HM. Ne seguirono altri tre, l’ultimo “Lo smeraldo di Londra”, edito un anno fa. Quest’anno purtroppo, per i miei problemi di salute, non è uscito nulla, vedremo il prossimo…

Quali sono i generi che ami scrivere e quali quelli che preferisci leggere?

RISPOSTA:

Ho iniziato con il Regency, ma la passione l’ho incontrata con il Vittoriano, un connubio perfetto. Amo la storia inglese e il periodo della regina Vittoria.

Leggere? Ovviamente Vittoriano, ma amo anche il Medievale e il Paranormal, nonché l’Horror. Una lettrice abbastanza caleidoscopica, direi.

Tu hai pubblicato storie molto romantiche, alcune anche storiche, erotiche e fantasy. Una di esse s’intitola “Lo smeraldo di Londra” pubblicato da Harper Collins Italia in digitale. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra” è il libro che mi è più caro, quello che come autrice definirei la mia opera migliore. Come noto con molto dispiacere (e non ne avete colpa di certo), voi pensate sia stato pubblicato solo in digitale, invece è uscito prima in cartaceo in tutte le edicole italiane, come tutti i miei libri – solo successivamente in e-book – ma per una serie di fattori che non sono mai riuscita a comprendere, non gli è stata data la visibilità che avrei voluto e tanta fatica e lavoro sono andati sprecati (con mia grande adirazione). Per questo invito chi mi legge a prenderlo, perché lo amo molto e ci ho messo davvero tanto sudore per scriverlo, credendoci.

TRAMA.

Londra, 1904 – È una notte di pensieri, quella di Jude Arkell di FitzRoy, fratello del duca di Grafton. Di ritorno da una battuta di caccia nell’Hampshire, presta soccorso a una carrozza incidentata. Non crede ai suoi occhi quando, aprendo lo sportello, si trova dinanzi la donna più bella su cui abbia mai posato lo sguardo. Lei è Evangeline Rosewood ed è in fuga da Londra e dal suo ex amante, Brock Grummermore, un malvivente della peggior specie che la considerava di sua proprietà. Evangeline ha bisogno di un posto dove passare la notte e Jude si offre di ospitarla nella villa di proprietà del fratello. Da subito tra i due la passione è palpabile, tanto che esplode selvaggia appena rimangono soli nelle lussuose stanze. Lei si lascia trascinare in un turbine irrefrenabile di sensazioni mai provato, convinta che, sebbene con rammarico, non rivedrà mai più Jude. Ma il crudele Brock rivuole a ogni costo il suo smeraldo prezioso, la donna che ha avuto l’ardire di lasciarlo, e per questo Evangeline avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile per salvarsi.

Una delle opere che sembrano più interessanti, però, s’intitola “Ossessione color cremisi” che è stata pubblicata sia in digitale che in cartaceo nella collana Harlequin da Mondadori. Ci parli della storia?

RISPOSTA:

Ossessione color cremisi” è un libro che ha dato il via alla passione vittoriana, edito in tutte le librerie italiane, una storia tinta di giallo (come lo Smeraldo), ambientata nel periodo di Jack lo Squartatore. Per scriverlo mi sono dovuta documentare in maniera molto profonda e fare ricerche dettagliate sulle vicissitudini del seriale, avendo usato i veri nomi delle vittime e ricreato le scene com’erano state descritte al tempo. Non ultima, l’ambientazione della Londra dei bassifondi, del quartiere di Whitechapel, delle condizioni della gente e della situazione lavorativa terribile per chi apparteneva alla classe sociale disagiata.

La mia protagonista è una nobile, la figlia di un barone, ma allo stesso tempo un’erborista laureata, una donna che ha studiato e quindi malvista dalla società. È una filantropa, aiuta i poveri e questo le procurerà non pochi problemi, insieme a un padre dispotico che la vuole dare in moglie a un essere spregevole. Ma l’amore è sempre nascosto dietro l’angolo e Olivia rischierà grosso per conquistarlo…

Ossessione color cremisi di Simona Liubicich

TRAMA.

Londra, 1888. Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle rive del Tamigi. Né le più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo Squartatore si annida nell’ombra. Né le dame dell’alta società vittoriana, schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti. Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si opponga con tutte le sue forze. D’altra parte Olivia è una ribelle per natura. Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l’uomo che desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se Ethan si trova d’accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e scandalosa lady di tutta l’Inghilterra.

La tua opera più recente è stata “Una moglie da conquistare”, in regime di self-Publishig, come anche diverse altre. Ci racconti questa scelta?

RISPOSTA:

Il SP è un mondo dove chi ha la capacità di scrivere bene, può ritagliarsi un posto al sole. All’inizio non ci credevo molto, ma ho dovuto cambiare idea, perché il mio primo romanzo, un natalizio spin off di “Ossessione color cremisi” ha venduto migliaia di copie. Così ho voluto sperimentare ancora e devo dire che ha funzionato, i miei libri vendono bene e alcuni sono stati tradotti per il mercato e-book spagnolo e portoghese, riscuotendo ancor maggior successo.

Che opinione hai del Self-Publishig?

RISPOSTA:

Ottima, ma bisogna saperlo usare e soprattutto, saper scrivere. Non si può minimamente pensare di buttare giù una storia e gettarla nella mischia così, alla bene e meglio. I miei libri sono tutti editati e controllati con scrupolo prima di essere pubblicati. Si deve lavorare seriamente per i propri lettori e per se stessi.

Se tu volessi consigliare un’opera ai lettori per scoprirti in qualità di autrice. Quale consiglieresti?

RISPOSTA:

Lo smeraldo di Londra”.

Tu hai collaborato anche con diverse case editrici. Come ti sei trovata e quale ruolo ricoprivi?

RISPOSTA:

Ho collaborato con Delos Books come consulente editoriale per romanzi erotici, scrivendo anche un manuale di scrittura erotica con consigli in vendita su Amazon – oltre a numerose pubblicazioni per la sua CE.

Con Franco Forte mi sono trovata molto bene, purtroppo la mia malattia non mi ha permesso di continuare a fare tutto.

Ho collaborato anche per la rivista Pink Magazine di Cinzia Giorgio, scrivendo diversi articoli e intervistando un famoso chirurgo oncologico dello IEO di Milano.

Per il blog Logokrisia ho pubblicato un articolo sulla mia malattia, anche piuttosto crudo.

Se potessi tornare indietro, c’è qualcosa che non rifaresti, nel corso della tua carriera?

RISPOSTA:

Ci proverei molto prima, è l’unica cosa che cambierei.

Quale sarà la tua prossima opera e soprattutto a quale genere apparterrà?

RISPOSTA:

Il prossimo è il romanzo natalizio che uscirà il 20 dicembre.

Sto lavorando al seguito de lo Smeraldo che s’intitolerà “Il diamante di Londra”, a un noir e un’opera letteraria che non si può definire del tutto romance.

Insomma, una montagna di roba!

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a voi tutte e un bacio grandissimo!

Tiziana Iaccarino.

Manuela Chiarottino ci presenta: “Sex Toys e Mucho Amor”.

Manuela Chiarottino è una delle autrici più amate e seguite sui social network e dai lettori che pescano nuovi talenti sul web.

Abbiamo avuto modo di apprezzarla in numerose occasioni, quando pubblicava commedia leggera o storie più impegnative, ma sempre molto generose per i suoi lettori, lasciando apprezzare le sue doti artistiche e umane in modo ampio.

In questa intervista parleremo, però, della sua opera nuova di zecca che si intitola “Sex Toys e Mucho Amor” e sembra una storia molto moderna, giovane, frizzante e allegra, ma ce ne parlerà direttamente l’autrice.

Ciao Manuela, grazie di aver accettato questa intervista a The Pink Cafè. Vorrei subito chiederti quando è nata la trama di questa storia.

RISPOSTA:

Avevo voglia di scrivere una storia d’amore frizzante e anche un po’… piccante. Ero reduce da un corso di spagnolo, ebbene sì, amo questa lingua ma sono come Serena nella storia e se leggete il romanzo capirete cosa significa, e ho avuto l’ispirazione per il personaggio di Alejandro. Ho voluto anche un po’ scherzare sull’erotismo, renderlo divertente e in più… confesso… alcuni episodi sono accaduti davvero, come la scena di Serena davanti a un albero di Natale sparso per tutto il pavimento. Sì, sono io, e invece di Paco c’era il mio gattone Ronfo che saltava di qua e di là come un matto.

Come è nato il titolo “Sex Toys e Mucho Amor”?

RISPOSTA:

Diciamo che nella storia c’è mucho amor… caliente amor… ma compaiono anche dei sex toys, di ogni forma e colore. Confesso che mi sono dovuta documentare sull’argomento, ma per le lettrici questo e altro. Questi innocui, si fa per dire, oggettini, causeranno sorprese ed equivoci a non finire.

Sex Toys e Mucho Amor di Manuela Chiarottino

Da cosa nasce l’idea di parlare di Sex Toys?

RISPOSTA:

Non posso proprio svelare tutto, ma posso dire che Serena è ahimè senza lavoro e per arrivare a fine mese scrive sotto pseudonimo dei racconti erotici per delle riviste. Un giorno si offre di cercare dei costumi particolari per la sua vicina, la stessa che le commissiona dei racconti personalizzati per colorare un matrimonio un po’ fiacco. Capita così in un sex shop e… Ecco, mi fermo qui, non mi picchiate.

Chi è realmente Serena, la protagonista di questa storia?

RISPOSTA:

Serena è una ragazza dolce, insicura e a volte imbranatella, che ama il suo gatto Paco, prova ammirazione e un’affettuosa invidia per la sua amica Flor, perché non si crede bella e sicura quanto lei. In realtà Serena saprà essere intraprendente e determinata al momento giusto.

Secondo te, è possibile vivere avendo realmente due identità come la protagonista?

RISPOSTA:

Noi scrittrici prima poi o cediamo al richiamo dello pseudonimo o almeno ci pensiamo, quindi in quel senso sì, è possibile. Le sue due identità in fondo si limitano a quello, una parte più peperina come scrittrice e una più angelica per papà e mamma, anche se poi in realtà la mamma…

Che tipo di autrice sei? Come ti definiresti a chi ancora non ti conosce?

RISPOSTA:

Amo scrivere storie e amo parlare di sentimenti. A parte questo posso spaziare dal romance classico a quello MM, a tematica lgbt per intenderci, allo chick-lit fino al noir erotico. Vario a seconda dell’umore, del periodo che sto vivendo e della voglia di sperimentare.

Qual è la storia che hai scritto e alla quale sei più legata?

RISPOSTA:

Devo rispondere due. La prima è un classico romance, “Ancora prima di incontrarti”, edito da Rizzoli per la collana YouFeel. In quel romanzo c’è qualcosa di me, nel carattere timido e insicuro della protagonista che man mano prende consapevolezza di sé e comprende cosa significa amare davvero e soprattutto essere amata. E poi devo svelare che il prologo è un mio ricordo d’infanzia. La seconda è “Due passi avanti, un passo indietro”, edito da Amarganta. Un romance MM che parla di crescita personale ed è una denuncia alla discriminazione, oltre a essere un’intensa storia d’amore. Entrambi mi hanno dato molte soddisfazioni.

Infine, il futuro. Cosa ti riserverà? A cosa stai lavorando attualmente e quali saranno gli argomenti e il genere letterario a cui ti dedicherai?

RISPOSTA:

Ho alcuni progetti in ballo per il nuovo anno, su generi diversi, ma per scaramanzia non dico ancora niente. Nel frattempo continuo a scrivere, in questo periodo ho molte idee che mi girano per la testa e devo cercare di fermarle prima che fuggano.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie di cuore a te per lo spazio e viva il lupo.

Tiziana Iaccarino.

Anisa Gjikdhima presenterà per la prima volta i suoi libri in libreria.

Anisa Gjikdhima è una delle nuove voci letterarie italiane più amate e seguite sui social network, dove ha trovato un’ampia schiera di aficionados che apprezzano le sue opere e soprattutto amano i protagonisti che crea.

Anisa ha una bella carriera in ascesa e continua a farsi apprezzare grazie alla sua verve e instancabile tenacia.

Autrice poliedrica, ma soprattutto molto professionale e attenta, ama i libri e realizza storia che incantano, che fanno sognare, che portano le lettrici a chiederne “ancora”.

Anisa si è fatta conoscere grazie a opere che molti di voi già conosceranno, dalla nota trilogia: “Dimmi quello che vuoi”, “Dimmi che mi vuoi” e “Dimmi che mi ami” scoperta e pubblicata dalla collana You Feel di Rizzoli, per poi passare a opere d’impatto come “Bello ma dannato”, alla serie “Moya” costituita dai volumi “A ogni costo”, “Sei solo mia” e alla serie “Falco” con i volumi “Dark Man” e “Cruel Man”.

Anisa, tra l’altro, ha la sua prima presentazione letteraria venerdì 17 novembre al Bookstore Mondadori di Castellamare di Stabia dalle ore 18:30 in occasione della quale presenterà i volumi “Dark Man” e “Cruel Man” e l’evento sarà moderato dal giornalista Pierluigi Fiorenza.

Parliamone direttamente con lei al Pink Cafè!

Ciao Anisa, grazie di aver accettato questa intervista. Come ti senti in prossimità della tua primissima presentazione in libreria?

RISPOSTA:

Grazie a te per l’opportunità. Come mi sento? Sono in ANSIA. Il mio essere riservata mi ha impedito sino ad oggi di incontrare i lettori, ma ho deciso di dare una svolta. Quando molti lettori esprimono il desiderio di voler conoscere da vicino la scrittrice delle storie che loro amano, non puoi rimanere indifferente. Ho da sempre avuto un bel rapporto con i lettori e posso dirti che sono felice di incontrarli. Loro credono che sia io ad aver fatto molto per loro regalando sogni ed emozioni, ma non tutti sanno che per me i lettori hanno fatto molto, ci sono stati quando ne avevo più bisogno.

Spero di passare una piacevole serata in loro compagnia, non voglio immaginarla come una presentazione, ma come un ritrovo tra amici.

Come ha accolto la libreria una presentazione organizzata da una self per opere autopubblicate?

RISPOSTA:

La libreria era entusiasta, sapevano del mio percorso ed è stato bello organizzare insieme la presentazione.

Parlaci, dunque, di queste tue opere: “Dark Man” e “Cruel Man” che fanno parte della serie “Falco”, se non erro. Raccontaci chi è il protagonista maschile e a che tipo di genere appartiene questa storia.

RISPOSTA:

Nella serie Falco niente è come sembra, i personaggi sono al tempo stesso angeli diabolici e diavoli angelicati di difficile identificazione. Quattro protagonisti, ognuno con una propria storia da raccontare, un passato che legherà le loro vite per sempre. La serie Falco è strutturata in modo da poter dare la possibilità a tutti i personaggi di raccontarsi. Il genere è Dark Romance, ma mi piace pensare che in un romanzo voglio inserire diversi generi.

Qual è stata la tua opera letteraria più seguita e apprezzata dal pubblico?

RISPOSTA:

Sicuramente “Bello ma dannato”, la mia prima opera. Ho iniziato la stesura su Wattpad nel 2015, in pochi mesi aveva milioni di letture e non riuscivo a crederci. Una volta sistemato e pubblicato su Amazon il successo del romanzo è aumentato. “Bello ma dannato” è l’inizio di tutto, una storia nata per caso, in un momento particolare della mia vita. È stata la mia ancora di salvezza.

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Quale sarà il prossimo volume della serie “Falco”?

RISPOSTA:

La serie Falco prosegue con Kasandra, il titolo è ancora segreto. Ogni volume è autoconclusivo e parla di uno dei componenti della famiglia allargata. In “Dark Man”, abbiano letto la storia di Carlos Gardosa, in “Cruel Man” (in uscita a fine novembre) si parla di Damian Montero. Mancano all’appello Kasandra e Kris.

Che tipo di autrice ti senti? Come ti definiresti?

RISPOSTA:

Poliedrica. Mi piace pensare fuori dagli schemi e non mi pongo limiti. Se domani voglio scrivere un fantasy lo farò, perché mi fa stare bene. Non seguo la moda del momento, scrivo ciò che voglio e che mi soddisfa.

Anisa ha una smodata passione per…?

RISPOSTA:

La lettura e la scrittura in primis. Poi seguono diverse passioni come lo sport, i viaggi, l’arte e la moda.

Infine, un’anticipazione gustosa. Dacci uno spunto per immaginare cosa scriverai in futuro.

RISPOSTA:

Quando avrò terminato la serie Falco voglio pubblicare una storia d’amore che ho scritto molti anni fa. È una storia molto particolare. Lascio solo tre parole che rappresentano ciò che ho in mente. Respira. Resisti. Vivi.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te Tiziana. A presto

Tiziana Iaccarino.

Maria Marano si racconta al Pink Cafè.

L’ho invitata al Pink Cafè per farla bere e sapere tutto di lei! No, scherzo, ovviamente! Maria Marano è una delle giovani autrici che si sta facendo conoscere sul web con intraprendenza e tenacia, tante storie interessanti e una buona promozione artistica e personale.

Mi fa piacere parlare di lei e delle sue opere, perché penso che sia una ragazza in gamba in grado di offrire molto a chi ama leggere.

Alcuni suoi titoli sono davvero interessanti, ancora non ho avuto modo di leggerli, ma Maria sa renderli molto appetibili agli occhi del pubblico.

Magari ce ne parlerà di persona, così potrà presentarli al meglio.

Ciao Maria, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei che cominciassimo da quando hai iniziato a scrivere. Raccontaci cosa hai realizzato e come sei giunta ad autopubblicarti.

RISPOSTA:

Ciao a tutti, grazie a Tiziana per questa bellissima esperienza e opportunità. Scrivo dai tempi delle scuole medie, anche se precisamente la passione per la scrittura vera e propria è nata alle superiori, dove vinsi un concorso di scrittura. Ricordo che dovevamo inventare una storia a tema, trascrivere nero su bianco tutto ciò che la nostra immaginazione ci suggerisse. Devo dire che fu molto bello, un’esperienza che incrementò ulteriormente la mia voglia di creare storie.

Ho provato a proporre i miei lavori a svariate case editrici, ma mi chiedevano soldi e alcuni non mi hanno neanche risposta, ammetto che mi ero demoralizzata quasi del tutto, ma poi granzie al mio fidanzato ho preso in considerazione di autopubblicarmi su Amazon, così eccomi qui!

Ho pubblicato più di un libro, non perché io scriva in modo veloce o frettoloso, ma semplicemente perché avevo rinchiuso tutti i miei sogni una cartella sul pc, ed ora vederli online è una delle più belle cose che possa esistere.

Qual è stata la tua primissima opera letteraria?

RISPOSTA:

La mia primissima storia è stata pubblicata sotto pseudonimo. Trattava un argomento molto delicato, bullismo e stupro di gruppo. Argomenti molto forti e ai giorni nostri, purtroppo, presenti e sempre più in crescita. Però nel mio racconto ho cercato di trasmettere anche la voglia di rialzarsi, accettarsi, dimenticare, ma soprattutto ritornare a vivere. L’amore e l’amicizia sono sentimenti che padroneggiano in questo mio racconto, e successivamente negli altri che poi ho pubblicato a mio nome.

Parlaci dell’opera “Non si è mai troppo soli”.

RISPOSTA:

Questa è un’opera a cui tengo moltissimo, una storia che mi ha fatto emozionare, una storia che ho sentito fin sotto la pelle.

Sadie, una ragazza costretta a subire ogni tipo di violenza dal suo patrigno, una madre assente e un padre scomparso. L’unica cosa che ancora riesce a farla rialzare e andare avanti è la sua sorellina, perché Sadie sa bene che la piccola ha solo lei al mondo. Ma tutto poi cambia quando incontra Hunter, un ragazzo che riesce a guardare oltre le apparenze, un ragazzo determinato ad aiutarla, un ragazzo capace di farla sentire al sicuro, non più sola.

In questo racconto ho cercato di trasmettere a tutte le mie lettrici e lettori che nella vita non bisogna mai arrendersi, che non è un male farsi aiutare, ma soprattutto che l’amore, quello vero, riesce ad abbattere ogni barriera.

Non lasciarmi andare” e “Il mio ossigeno sei tu” sono due opere uscite lo scorso febbraio, hanno a che fare l’una con l’altra o sono due storie a se stanti?

RISPOSTA:

Uscite nello stesso mese, ma “Il mio ossigeno sei tu” è stato scritto molto prima, infatti lo stile è molto diverso. In questa storia parlo di un intreccio tra famiglie, un padre padrone, capace di abusare della sua piccola bambina e della sua figliastra. Parla di due ragazzi legati da un destino avverso, che nell’incontrarsi trovano l’amore e il desiderio di appartenersi e di aiutarsi l’un l’altro. I due protagonisti, Neith e Kendra, molto simili, determinati, passionali e forti.

Mentre “Non lasciarmi andare” è una storia dominata dal destino e da qualcosa di ispiegabilmente surreale. Due ragazzi, Carolyne e Brayan, si incontrano per puro caso, lui dottore e lei paziente, ma tra i due ci sono ricordi e sensazioni passate, che non hanno logica e spiegazione. In questo racconto ho voluto far trasparire il fatto che l’amore duri nel tempo, che quando si ama si è disposti a perdonare, che un tradimento può essere cancellato, che si può cambiare.

E poi c’è stata a Marzo l’uscita dell’opera “Scegli di restare”. Un titolo che colpisce. Ci racconti qualcosa della storia?

RISPOSTA:

È una storia d’amore, nata da un fatale colpo di fulmine. Alessia e Giorgio, lei giovane e con tanti sogni nel cassetto, lui un ragazzo benestante, con un futuro più roseo che mai. Ma le loro vite sono destinate a cambiare, lei incinta di un ragazzo che non ne vuole sapere nulla, mentre la sua famiglia la ripudia e non accetta la sua scelta di tenere il bambino. Lui subisce una perdita grave, i suoi genitori muoiono in un incidente d’auto, costringendo il ragazzo a prendere le redini dell’azienda di famiglia, accantonando definitivamente i suoi sogni. Un incontro casuale, una notte di passione, e tutto cambia.

Giorgio cerca di conquistarla con ogni mezzo, lui è disposto ad amare entrambi incondizionatamente. Dopo una dura lotta, lei cede, ma un incidente sconvolge nuovamente le loro vite. Giorgio rischia di perdere di nuovo qualcuno che ama. Un susseguirsi di emozioni e di sentimenti forti e intensi, una storia ricca di valori.

Quale sarà la tua prossima pubblicazione e di cosa tratterà?

RISPOSTA:

La mia prossima pubblicazione si intitolerà “Il custode del nostro amore”, una storia d’amore, ma nello stesso tempo divertente e con qualche piccola nota di suspance.

Per farvi capire di cosa tratterà, vi lascio la sinossi:

Chiara è una ragazza giovane, esuberante, pasticciona e molto romantica. Crede nel vero amore, quello capace di farti battere forte il cuore e tremare le ginocchia, attualmente però il suo compagno di vita è Eros, un adorabile cane, pigrone e anche molto impiccione.

Chiara vive e lavora a Napoli per una grande casa editrice come curatore editoriale; ama profondamente questo lavoro, ma continua a metterlo a rischio con continui ritardi, purtroppo è più forte di lei, è una ritardataria cronica.

Da sempre è segretamente innamorata del suo collega Alessandro, sino al giorno in cui insperatamente anche lui sembra accorgersi di lei. Finalmente la vita sembra sorriderle, crede di aver trovato la sua anima gemella; finalmente la sua adorata nonnina smetterà di infastidirla con i continui tentativi di maritarla con il primo che capita.

Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, un malinteso con la sua coinquilina la obbligherà a condividere il suo appartamento con un ragazzo, Manuel, un tipo chiuso, irascibile e troppo schietto. Manuel metterà a dura prova il suo autocontrollo e la sua pazienza. Continui litigi e battibecchi non faranno altro che aumentare la reciproca attrazione, che sarà alimentata ulteriormente da Eros, il quale ha visto nella coppia un qualcosa di speciale, qualcosa di unico, qualcosa di vero.

Ma non sarà per nulla facile scalfire il cuore di Manuel, che ha perso completamente la fiducia nelle persone. Non crede più nelle promesse e nelle parole urlate al vento, ma soprattutto nell’amore.

Il custode del nostro amore di Maria Marano

Che genere di autrice sei? Come ti ritieni?

RISPOSTA:

Penso di essere una (neo)scrittrice che ascolta principalmente il suo istinto, e molto spesso mi faccio trasportare dalle emozioni e dai personaggi che descrivo, ritrovandomi perfettamente in loro. Cerco di essere attenta nella forma, anche se spesso commetto errori, ma sto cercando di migliorare e trovare un mio stile. Penso di usare molto la semplicità, anche se le mie storie spesso affrontano temi e situazioni molto difficili, e purtroppo presenti nella vita reale.

Qual è il genere che preferisci leggere e quale quello che, invece, preferisci scrivere?

RISPOSTA:

Amo leggere qualsiasi genere: Rosa, Giallo, Erotico, Storico ecc…Mi piace molto scrivere Romance o Young Adult, ma in questo periodo sto provando anche a scrivere un erotico e non escludo un giallo in un mio prossimo lavoro.

Ancora una domanda: cosa ci aspetta nell’anno nuovo dalla tua produzione letteraria?

RISPOSTA:

Ho un progetto che mi frulla in testa già da un po’, posso solo dire che sarà di certo un Romance, ma diviso tra fantasia e realtà.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Eleonora Mandese sta per arrivare con “Il destino a portata di App”.

Eleonora Mandese è una di quelle autrici che scopri poco alla volta, un testo dietro l’altro.

Ha pubblicato già diverse opere dai titoli “I seguaci di Ipnos” (2013), “Bastardi!” (2014), “In fuorigioco per te” (agosto, 2016), “Cercasi fidanzato per Natale” (novembre 2016) e ora sta per arrivare con l’opera “Il destino a portata di App”. Titolo molto carino, moderno, giovane e cover fresca e brillante.

Eleonora in questa intervista ci parlerà della sua carriera, delle sue opere, della sua novità editoriale e dei suoi sogni.

Ciao Eleonora, grazie di aver accettato di parlare al Pink Cafè. Vorrei chiederti quando è nata la tua passione per la scrittura.

RISPOSTA:

È nata con me il 7 luglio 1995! Ho sempre amato scrivere, ma non pensavo di riuscire a concretizzare questa passione in una professione. Ho pubblicato il mio primo romanzo a puntate nel 2004, ma il vero esordio è stato nel 2014 quando la CE UteLibri mi ha proposto il primo contratto.

Qual è stata la tua primissima opera e come è stata accolta dai tuoi primi lettori?

RISPOSTA:

La mia prima opera è stata un romanzo fantasy, “I seguaci di Ipnos: L’incubo”, edito da UteLibri. Il fantasy non è mai stato il mio genere, eppure ho esordito proprio con quello! Grazie a UteLibri ho partecipato per due anni di fila al Lucca Comics&Games come autrice ed è stata un’esperienza meravigliosa.

Quanto è stato difficile farsi notare da una casa editrice? So che hai pubblicato con la Butterfly Edizioni.

RISPOSTA:

Penso di essere stata molto fortunata. Quando ho terminato la stesura del mio primo libro avevo diciotto anni e conoscevo poco e niente di questo mondo, eccetto la divisione tra editori a pagamento e non. UteLibri mi ha contattato quasi subito e ho ricevuto altre due proposte, tra cui la partecipazione alla trasmissione televisiva Masterpiece. Ho optato per UteLibri, scelta che non ho mai rimpianto.

La Butterfly Edizioni è arrivata subito dopo la partecipazione al concorso ilmioesordio2015 al quale ero arrivata in finale con quella che era l’opera “Tutta colpa del pallone”. La Butterfly mi ha accolta come un gatto e mi ha portata con sé aiutandomi a raggiungere molti più lettori di quanto mai mi sarei immaginata. Un’esperienza incredibile!

Parlaci ora della tua nuova opera letteraria “Il destino a portata di App”. Ho notato per caso la cover e ho visto che è in uscita il 12 novembre. Ti va di raccontarci la trama?

RISPOSTA:

Certo!

Jessica Bonomi è una studentessa fuorisede a Milano.

Ossessionata dallo shopping compulsivo e costantemente alla ricerca di soldi che non ha, studia ogni giorno un metodo nuovo per contrarre debiti e allontanare il più possibile l’idea del futuro.

Ad un passo dalla laurea non supera il suo ultimo esame e, piuttosto che ammettere di essere un fallimento, progetta di architettare una falsa festa di laurea mentre prova a cercare lavoro.

Dopo migliaia di curricula inviati a vuoto e nessun tipo di riscontro, un uomo con dei buffi mocassini color noce si accorge di lei e le lascia il suo biglietto da visita.

Adriano Quercetti è il fondatore di Foodster, un’applicazione che promette di partire dallo schermo per far ritornare la gente alla vita reale.

Jessica non rappresenta soltanto una novità, ma è qualcosa di diverso che è pronto a scontrarsi con i fantasmi del suo passato riaccendendo in lui ciò che pensava di aver definitivamente perso…

Il resto lo scoprirete il 12 novembre!

Il destino a portata di App di Eleonora Mandese

Che tipo di autrice sei? Come ti definiresti?

RISPOSTA:

Ironica e fuori di testa. Ogni mio libro ha sempre qualcosa di particolare, quest’ultimo si incentra su una App che è realmente in fase di realizzazione. Insomma, mi piace andare fuori dagli schemi…

Qual è il genere che preferisci e con il quale ti districhi meglio?

RISPOSTA:

Il Chick lit! Mi piace che le mie protagoniste siano ironiche, leggere e spontanee proprio come me nella vita di tutti i giorni.

Raccontaci ora i tuoi sogni. Estraine uno dal cassetto e dicci quale tiri fuori per primo.

RISPOSTA:

Mi laureerò a dicembre in Lettere Moderne e il mio sogno per il futuro è riuscire a frequentare un Master in Editoria per poter affinare le mie tecniche di scrittura e le mie conoscenze in questo campo. Incrocio le dita!

Per il resto… diventare ricca, incredibilmente ricca! (ride*)

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Barbara Anderson si racconta al Pink Cafè.

Barbara Anderson è una lettrice e scrittrice molto appassionata. Si è fatta conoscere sui social per la sua socievolezza, la sua simpatia, la sua verve, il suo modo di giocare, postare, parlare di sé e della sua famiglia, il suo modo di essere davvero molto “social”, come si usa dire oggi e quindi permettere alle persone che non la conoscono di persona, di familiarizzare con lei, benché molto lontana.

Barbara, infatti, vive su una ridente e bellissima isola dell’Irlanda e spesso ci regala anche bellissime foto del luogo in cui vive. Forse sarà proprio il luogo in cui vive a ispirarla tanto?

Lei è anche una recensionista molto interessante, in quanto lettrice che ama districarsi tra generi diversi. Collabora con il gruppo “Letture sale e pepe” e sa il fatto suo.

Negli ultimi tempi sono uscite tre sue opere scritte in coppia con Alberto Guerrini. La prima si intitolava “Fallo per me” e la seconda L’isola dei desideri” e la piu recente “Se tu non fossi qui”.


Ciao Barbara, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Avevo davvero voglia di chiacchierare un po’ con te. Come è arrivata l’idea di scrivere e soprattutto in coppia. Chi è Alberto Guerrini?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, innanzitutto grazie per avermi inviatata qui al Pink Caffe, ti dirò che la collaborazione con Alberto è stata decisamente fortuita, casuale.

Avevo letto uno dei suoi romanzi e durante una mia visita ad un gruppo fb letterario trovai Alberto Guerrini che aveva postato un suo commento riguardo al suo ultimo romanzo e presi parte a quella conversazione, chiedendogli se avesse mai pensato di scrivere romanzi insieme ad un autrice femminile.

Avevo letto i suoi romanzi e mi erano piaciuti moltissimo, ma avevo spesso notato nel genere erotico, in generale, una forte incidenza maschile o femminile nelle descrizioni delle scene hot e anche dei sentimenti e delle emozioni e trovavo spesso piccole incongruenze qualora l’autore fosse un uomo o una donna.

Premetto che ho sempre amato scrivere e che mi sono sempre dilettata nel mettere nero su bianco delle storie che non avevo, pero’ mai pubblicato.

Le scrivevo per me, per diletto, per hobby e ho iniziato a farlo da quando avevo 12 anni e trascorrevo ore davanti alla macchina da scrivere (eh si, la preistoria proprio) a creare nuove storie e racconti.

Così Alberto mi ha contattato in privato chiedendomi se fossi una scrittrice; gli dissi che non lo ero, ma che amavo scrivere.

Alberto mi chiese se avevo voglia di provare a scrivere una storia insieme a lui e tadaaaa’ ne abbimo scritte tre, stiamo lavorando sulla quarta e ne abbiamo in mente moltissime altre.

Abbiamo voglia di dimostrare ai lettori la nostra abilità di utilizzare l’eros non come elemento unico ed essenziale delle nostre storie, ma complementare.

Da quanto tempo collabori come recensionista per “Letture sale e pepe” e come ti trovi nel ruolo di recensionista? Che tipo di critica sei?

RISPOSTA:

Collaboro al blog di “Letture sale e pepe” da oltre un anno e mi piace molto il mio ruolo di recensionista.

Mi considero prima di tutto un accanita lettrice di ogni genere letterario (pur conservando, ovviamente, le mie piccole preferenze) ed imparo moltissimo da ciò che leggo scritto da altri autori ed autrici.

Soprattutto mi piace, (te lo confesso), osservare il modo in cui gli autori si pongono nei confronti dei lettori, del pubblico che li segue, ma anche e soprattutto dei propri colleghi.

Non sono una recensionista presuntuosa e saccente, ma una lettrice che, nel corso degli anni, (sono vicina a Matusalemme), ha sviluppato esperienza nel dare giusto peso e giusto valore al lavoro che c’è dietro la stesura di una storia.

Non amo le recensioni mirate a distruggere un autore, ma sono a favore delle recensioni sincere ed obiettive che mettano in evidenza i punti forti di un autore ed i punti su cui l’autore stesso deve dedicare più tempo per migliorarsi.

Le recensioni sono un servizio in favore sia degli autori che dei lettori e ogni genere letterario va rispettato e trattato con la stessa attenzione.

Io amo a prescindere la voglia e il desiderio di una persona che decide di dedicarsi alla scrittura indipendentemente che questa abbia un naturale talento o solo una forte passione. L’ unica cosa importante per chi ama scrivere e vuole dedicarsi a questa attività è leggere, leggere tanto e di tutto e soprattutto investire nella cura dell’editing della storia.

Inutile dirlo, ma anche grandi come King, Sparks, Kinsella ecc hanno tutti un editor professionista che controlla e corregge le loro storie.

Bisogna avere un pochino di umiltà e capire che non si scrive da soli, ma c’è un grosso lavoro di gruppo dietro ogni storia: editors, grafico, beta reader, blogger etc.

Raccontaci ora del tuo ruolo di scrittrice. Come è nata la storia “Fallo per me”? A che genere appartiene e perché hai deciso di scrivere a quattro mani?

RISPOSTA:

Fallo per me” è una spy story a tasso erotico, ma che sfiora con delicatezza emozioni e sentimenti come l’amore e anche l’amicizia.

La storia è nata per caso, siamo partiti dalla protagonista Marina, una ragazza giovane che lavora in un bar e che non riesce a finire l’Università, ha un passato tormentato, ha avuto una relazione clandestina con il padre del suo migliore amico ed ha sofferto moltissimo quando si è trovata ad affrontare la realtà.

Lui non avrebbe mai lasciato la moglie per lei.

Marina vive con la sua migliore amica in un piccolo appartamento e si troverà coinvolta in una serie di plot illegali dove la vittima inconsapevole principale sarà se stessa presa nel mirino di una crudele vendetta. E da lì si articola una storia molto particolare ed avvincente.

Non avrei mai immaginato un giorno di scrivere un romanzo e tanto meno di farlo a quattro mani, ma ti assicuro che non potrei fare altrimenti; io ed Alberto siamo molto affiatati, nonostante i tremila chilometri che ci dividono e insieme ci completiamo.

Non ho nessuna intenzione di cambiare partner di scrittura (sono una fedele di natura) e nemmeno voglia di scrivere da sola, mi piace e mi diverte il continuo stimolo che mi da creare queste storie a quattro mani.

Perché ho scelto di scrivere a quattro mani? Perché nella vita quando capita l’opportunità di fare qualcosa che ami, va assolutamente colta ed io l’ho fatto. Era il momento giusto.

Il mio, il nostro.

Ora parliamo, invece, dell’opera “Se tu non fossi qui”. Copertina molto particolare. Il genere è?

Se tu non fossi qui Barbara Anderson Alberto Guerrini

RISPOSTA:

Se tu non fossi qui” è un genere Romance a tutti gli effetti ovviamente erotico e dedicato ad un pubblico adulto, con un tocco di paranormal.

Una storia completamente diversa dalle due precedenti.

Dolcissima e molto molto romantica, ambientata in un Irlanda (la mia Irlanda) di oggi, ma con radici molto molto antiche.

Una cosa che io ed Alberto amiamo è dimostrare ai lettori la nostra abilità di spaziare tra vari generi letterari, mantenendo sempre l’erotismo come base nelle nostre storie.

Come pensi che il pubblico abbia preso l’idea di proporre queste tue storie? Cosa pensi abbiano detto?

RISPOSTA:

Il pubblico che ci conosce e si segue ha apprezzato ed apprezza le nostre storie, abbiamo avuto moltissimi riscontri positivi da lettori, case editrici e bloggers e questo ci dà la forza ed il coraggio di continuare sulla nostra strada. Ovviamente siamo due autori emergenti, dotati di una spiccata fantasia e siamo consapevoli che la strada da fare è lunga e non priva di sacrifici e anche delusioni; ma siamo disposti a metterci in gioco. Vogliamo imparare, vogliamo crescere, ma soprattutto vogliamo scrivere.

La cosa di cui sono molto contenta è che molti lettori non amanti del genere erotico hanno amato le nostre storie e ci chiedono di scriverne ancora.

Spesso ci sono enormi pregiudizi che aleggiano intorno al genere erotico. Alcuni pensano che sia nato da “50 sfumature di grigio”, peccato che la letteratura erotica ha radici molto antiche e sia io che Alberto siamo nati quasi 50 anni prima che 50 sfumature fosse stato scritto. L’eros fa parte della nostra vita ed è inutile negarlo o confonderlo con la pornografia.

Se tu dovessi esprimere un giudizio critico sulle tue stesse opere, cosa diresti? Beccheresti qualche difetto oppure no?

RISPOSTA:

Caspita che domanda! È come chiedere ad una mamma quanto è bello il suo bambino e come dice la canzone: “ogni scarrafone è bello a mamma sua”.

Nel momento in cui io ed Alberto decidiamo di scrivere la parola fine ad una storia e di pubblicarla tramite casa editrice o self publishing, siamo convinti di aver dato il meglio di noi stessi e aspettiamo siano i nosti lettori a dirci dove dobbiamo raffinare la nostra scrittura, cosa piace di più o di meno, cosa vorrebbero leggere e cosa no.

Posso dire che dal primo romanzo a quello recentemente pubblicato siamo cresciuti moltissimo e sono certa che chi ci segue e ci apprezza noterà queste piccole sottili differenze.

Ogni storia scritta è fine a se stessa, nessuna è uguale alla precedente e sono tutte storie autoconclusive, ma soprattutto ogni storia ha una sorpresa per il lettore.

Che tipo di lettrice e di autrice sei? Quali generi ami?

RISPOSTA:

Sono un autrice poliedrica e multicromatica, mi considero una fonte inesauribile di idee e sono un’impulsiva, quando mi viene l’ispirazione parto in quarta e non mi fermo più.

I miei generi preferiti sono: Thriller, Romance, Erotici e Storici.

Non sono una fanatica del fantasy ma, grazie alla mia attività di blogger, ho letto dei romanzi che, se non fosse stato per il blog, non avrei mai letto, scoprendo autori bravissimi che amo e che seguo e di cui acquisto ogni romanzo che pubblicano.

Infine, novità per il futuro? Ci proporrai altro?

RISPOSTA:

Oh sì, sentirete ancora parlare di me… di noi e lo dico non tanto come una minaccia, ma come una promessa.

Stiamo lavorando su una nuova storia anche questa completamente diversa dalle precedenti e ne abbiamo in programma moltissime altre.

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Marilena Barbagallo arriva in libreria e all’estero.

È una delle giovani autrici italiane più interessanti. Si è fatta conoscere un passo alla volta, riuscendo a conquistare schiere di lettrici adoranti innanzi ai protagonisti delle sue storie e soprattutto alle sue novità editoriali.

La conosciamo come l’autrice della serie di romance “My” dai titoli: “My Boss”, “My Passion”, “My Love” “My Life” e “My secret”, ma anche grazie a “Lui vuole tutto” e “Lei vuole tutto”. Inoltre, è stata scelta da una nota casa editrice per arrivare in libreria con l’opera “Oscuro” e ora arriverà anche sul mercato estero con il titolo in Inglese “He wans it all” (“Lui vuole tutto”) in uscita l’8 Novembre su tutte le piattaforme digitali nazionali e internazionali, ma parliamo direttamente con l’autrice di tutte queste novità e soprattutto dei suoi sogni e delle sue aspettative in merito a quanto vi abbiamo raccontato.

Ciao Marilena, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei cominciare col chiederti quando hai iniziato a scrivere esattamente e quale è stata la tua prima opera letteraria.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te per l’intervista. Ho iniziato a scrivere quando mi hanno regalato il mio primo diario segreto. Fin da bambina, mi divertivo a trascrivere pensieri, poesie, aforismi ed eventi che accadevano nella mia vita. Col tempo, i diari sono aumentati, insieme al desiderio di scrivere. Per me la scrittura è sempre stata una valvola di sfogo, ma anche un vero e proprio bisogno. È qualcosa che fa parte di me e non posso farne a meno. Scrivere è sempre stato qualcosa di personale e intimo, fino a quando, un po’ per gioco e un po’ perché mi annoiavo terribilmente, ho deciso di scrivere il mio primo libro. Ho iniziato con il genere fantasy e, da quel momento, non mi sono più fermata. Il mio primo libro si intitola I DANNATI Il Richiamo dell’Ossidiana ed è il primo volume di una trilogia.

Come è nata la serie “My” che tanto successo ha riscosso?

RISPOSTA:

Marilena Barbagallo

Dopo aver scritto una trilogia in cui parlavo di vampiri e streghe, ho avvertito il desiderio di scrivere una storia più realistica e contemporanea. Essendo molto legata alle mie origini, ho tratto spunto dalla realtà in cui vivo, quindi ho ambientato la serie in Sicilia, soffermandomi sul tema della mafia. Volevo dimostrare quanto potesse essere sorprendente un personaggio negativo come quello mafioso e ho cercato di dare una sorta di riscatto sia alla mia terra, che al mio protagonista. La serie My rappresenta sicuramente la svolta nel mio stile. È stata una vera e propria palestra in cui, libro dopo libro, ho imparato a districarmi nel mondo della scrittura, sia dal punto di vista tecnico che più in generale. Chi ha letto tutti i volumi e quelli successivi, ha visto la crescita, il cambiamento e ha seguito, insieme a me, passo dopo passo, il percorso che sto seguendo tuttora, ovvero quello di un genere più forte: il dark romance. È stato con My Secret, l’ultimo volume della serie My, che ho capito quale fosse il genere più adatto a me.

Lui vuole tutto” e “Lei vuole tutto” sono stati enormi successi. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Questa duologia è stata una sorpresa per me. Quando l’ho scritta avevo paura di essere fraintesa. Il protagonista, Krum, è di certo un personaggio negativo, un anti eroe, uno di quegli uomini da condannare, da isolare. La storia tratta argomenti molto forti che io ho cercato di non esasperare e rendere alla portata di tutti e ha una trama molto intricata che ha richiesto tante ricerche. Molte dinamiche che ci sono all’interno della storia sono considerate tabù, perciò non è stato semplice cercare di rimanere all’interno di certi confini. La setta segreta, che fa riferimenti alla Massoneria, o l’argomento della pedofilia, così come quello della tratta di esseri umani, hanno richiesto parecchia cura nella stesura. La cosa sorprendente è stata vedere che le lettrici hanno amato tanto un personaggio oscuro e controverso come Krum. Credevo venisse interpretato come il carnefice, invece, per molti, lui è una vittima, atipica, ma vittima.

Come sei arrivata alla traduzione di “Lui vuole tutto”? Come e dove si troverà in Lingua Inglese? Tradotto in Inglese “He wants it all” in uscita l’8 Novembre.

RISPOSTA:

Quando creo un personaggio, mi affeziono talmente tanto a lui che, nella mia testa, spesso, diventa reale. Per me i miei libri sono come delle vere e proprie creature. Sono molto affezionata a Krum e alla sua storia, così tanto che ho deciso di dargli un’altra opportunità. Ero convinta che meritasse di più, che fosse una storia adatta a un pubblico più esteso. Pensavo già da tempo di tradurre uno dei miei romanzi, ma spesso è bene aspettare il momento giusto, proporsi con la storia giusta e Lui vuole tutto era adatto per quest’avventura. Ovviamente, il romanzo è andato bene in Italia, perciò c’erano le basi concrete per intraprendere il progetto della traduzione. Così come è necessaria molta cura nella pubblicazione di un libro in italiano, lo è soprattutto per un libro tradotto. Il progetto si è rivelato molto ambizioso e dispendioso anche a livello economico. Il tempo da dedicare alla promozione è tantissimo. All’estero c’è un quantitativo di blog impressionante, ma le soddisfazioni sono tante. A prescindere da come andrà, ci tenevo a fare questa esperienza che, sicuramente, non sarà l’ultima.

He wants it all di Marilena Barbagallo

Sei stata “scoperta” con l’opera “Oscuro” da una nota casa editrice che ti porterà in libreria. Ci racconti come è andata?

RISPOSTA:

Non è stata la prima volta. È capitato anche in altri casi di essere contattata da case editrici. Aspettavo l’occasione migliore, quella che desideravo io, e quando è arrivata, ovviamente, per me è stata la realizzazione di un sogno. È accaduto pochi giorni dopo l’uscita di Oscuro. Hanno letto il romanzo e dopo qualche mese ho firmato il contratto.

So che la tua opera arriverà in tutte le librerie a Marzo 2018. Ci racconti cosa ti aspetti da questa nuova esperienza editoriale?

RISPOSTA:

Più o meno so già cosa potrebbe accadere. Conosco l’esperienza di altre autrici. In ogni caso, mi aspetto di imparare tanto, soprattutto grazie alla stretta collaborazione con lo staff. Sono una persona che cerca di trarre sempre il lato positivo di ogni esperienza e cerco di non soffermarmi mai sugli aspetti negativi. Più che aspettarmi qualcosa, direi che ho molte speranze. Spero di raggiungere più lettori e di farmi conoscere anche dagli amanti della letteratura che non sono presenti in rete e che non utilizzano i social. Il resto è ancora tutto un mistero. Anche questa sarà una vera e propria avventura.

Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questi tuoi progetti artistici?

RISPOSTA:

Chi leggerà Desiderio oscuro (nuovo titolo di Oscuro), dovrà aspettarsi di tutto, perché in questo romanzo c’è davvero tutto. Oscurità, passione, sangue, lacrime, colpi di scena… Il seguito è ancora peggio, ma per ora non posso parlarne. Posso dirvi che più di un anno fa ho scritto un romanzo che non so se vedrà mai la luce. Spero tanto di potervene parlare in futuro. Per quanto riguarda He wants it all, le lettrici straniere dovranno aspettarsi… semplicemente Krum. Povere loro.

Quali sono i sogni che vorresti ancora realizzare? Cosa conservi nel cassetto?

RISPOSTA:

Nella vita, per fortuna, ho sempre raggiunto i miei obiettivi. Qualche progetto ha avuto successo, qualche altro un po’ meno e altri sono stati un fiasco, ma con l’impegno e il sacrificio, ho sempre realizzato i miei sogni. Anche quando non si ha successo c’è comunque la soddisfazione di aver raggiunto un obbiettivo. Per il momento, il mio sogno è quello di continuare a scrivere, di riuscire a conquistare qualche lettore anche all’estero e di continuare a far bene in Italia. Nel cassetto, come dicevo prima, conservo un romanzo che mi ha tenuta sveglia per mesi, una storia molto forte, talmente tanto che è rimasta accantonata per più di un anno. Chissà perché…

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Carmen Rucci, appassionata di viaggi e libri, si racconta al Pink Cafè.

Carmen Rucci è un’autrice metà pugliese e metà siciliana. È appassionata di viaggi (ha vissuto in Gran Bretagna, in particolar modo) e ama i libri, li scrive, li presenta nel corso di eventi, è critica televisiva per NHK world, la TV nazionale giapponese e collabora con librerie, cinema e radio.

In questa intervista esclusiva, ci parlerà di sé, della sua esperienza in Inghilterra, ma soprattutto della sua passione per la letteratura e per l’ambito delle comunicazioni.

Ciao Carmen, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei cominciare con il chiederti il motivo per il quale ti sei spostata in Gran Bretagna.

RISPOSTA:

Dopo la laurea ho voluto approfondire l’Inglese, che è senza dubbio la lingua più conosciuta al mondo.

L’inglese mi avrebbe permesso di spostarmi più facilmente in qualunque parte del mondo, oltre a darmi più possibilità di lavorare come giornalista. Questo è stato uno dei periodi più eccitanti dopo tanto studio, fra chiacchiere e canzoni in riva al Tamigi, il lavoro divertente di cameriera, nuovi amici e tante avventure ogni giorno.

Tornata in Italia, dopo un’intensa esperienza per quotidiani e mensili, ho capito che dovevo studiare il linguaggio giornalistico nella nazione che, a mio parere, lo padroneggia, così ho conseguito un master in giornalismo alla London school of Journalism”. Praticamente un sogno… ragazze e ragazzi oltre che insegnanti accomunati dalla mia stessa passione: la scrittura e la comunicazione.

Da lì sono nate collaborazioni rocambolesche con Channel 4, radio e giornali. Sono arrivata anche ad imbucarmi all’interno dell’emittente televisiva britannica Channel 4 per vincere una scommessa col direttore responsabile di un’importante trasmissione tv. Il premio in palio: lavorare per loro.

Come e quando nasci in qualità di autrice?

RISPOSTA:

È difficile rispondere a questa domanda. Infatti da quando a 8 anni ho avuto il mio primo ‘diario personale’ non ho fatto altro che riempirlo di storie avventurose per poi farlo leggere a tutti: i miei segreti sulla bocca di tutti.

Hai dichiarato una passione per l’Isola di Man. Cosa ci facevi? Ce lo racconti?

RISPOSTA:

La mia storia inizia come quella della mia protagonista di Tutto in 1 Anno”, una ragazza che non vuole farsi sconfiggere dalla vita e decide di mettersi in gioco spedendo un curriculum che verrà aperto nella lontana India da un pugliese come la protagonista.

Dopo un colloquio esilarante e incomprensibile la mia avventura lavorativa inizia in quest’isola tanto bella quanto sconosciuta e, dato il mio carattere curioso ed estroverso… e anche un po’ pasticcione, non poteva non diventare un romanzo che ha venduto 300 copie cartacee solo in Puglia e non so quante copie e-book.

Qual è il tuo quadro generale della Gran Bretagna? Come ce ne parleresti in questo momento?

RISPOSTA:

È da un po’ che non vivo più stabilmente in Gran Bretagna. Quando ci ho vissuto io la sensazione era di grande possibilità. Bastava essere testardi, molto testardi e mettersi in gioco. Ho anche presentato sfilate internazionali di moda pur non capendoci niente di fashion ecc.

Ora la sensazione che mi arriva dall’Italia è di chiusura e questo non mi piace.

Ma passiamo a parlare di te come autrice. “Tutto in un anno” è il tuo primo libro ed è stato tradotto anche in Inglese. Di cosa parla?

RISPOSTA:

Tutto in 1 Anno” è una commedia romantica a due voci: a parlare contemporaneamente, rivelando pensieri spesso opposti da ciò che si è appena detto, sono Domizia, una ragazza alla sua prima esperienza di lavoro, lontana da amici e famiglia e Guido, un mega manager di una multinazionale del petrolio del doppio degli anni della ragazza.

L’anno è il 2001, quello della caduta delle Torri Gemelle e della minaccia terroristica, ma i due protagonisti, due pugliesi all’estero, superano con esilarante ironia ogni disavventura, mostrandoci la bellezza della vita nascosta nelle piccole cose.

Quasi tutta la storia si svolge a Man, un’isola celtica e vichinga e non potevano mancare bellissime descrizioni di paesaggi che ricordano l’Irlanda e un po’ la Scozia e poi il mare e il vento circondano e sembrano guidare i passi di Domizia e Guido.

Passiamo ora all’opera più recente “Domizia va in Giappone”. Come è nata?

Domizia va in Giappone di Carme Rucci

RISPOSTA:

Domizia va in Giappone” nasce da una critica di mia madre mentre preparavo con l’ambasciata del Giappone a Roma ‘Giappone Svelato’, una quattro giorni barese per celebrare i 150 anni di amicizia fra Italia e Giappone. Ero molto orgogliosa e mia madre mi fa: “Sì, ma tu che ci guadagni?”

Ho provato a rispondere che era un evento prestigioso di cui si sarebbe parlato non solo in Puglia, ma poi ho capito che mia madre aveva inesorabilmente ragione… come tutte le mamme. Così, mentre preparavo l’evento, “Domizia va in Giappone” ha preso forma e ha fissato in una guida d’amore e turistica tutto quello che amo e che conosco di questo lontano e poetico paese di cui ormai parlo settimanalmente in eventi, radio e riviste, poiché l’interesse per il paese del Sol Levante raccoglie sempre più ‘adepti’!

Perché questa volta hai scelto il Giappone?

RISPOSTA:

È una domanda che mi hanno fatto in molti. Ti rispondo con il secondo capitolo: ‘Perché proprio il Giappone?’

Scartando la straordinaria coincidenza di mia madre che aveva scelto come regalo per il parto, dalla sua di mamma, una bellissima vestaglia modello kimono dai variopinti fiori stilizzati…

…Girava per casa di mia nonna a Siracusa un vecchio ed elegante album dalle pagine scure su cui erano fissate le foto di delicate giapponesine in coppia a due giovani e forti marinai, (ricordavano Frank Sinatra e Gene Kelly…) e poi pagode svettanti fra pini quasi disegnati, donne con kimono che salutavano compite e languide da sotto un’alta nave in partenza da un molo.

… Dei due marinai uno era veramente bello, con occhi chiari, forse verdi, che brillavano dalle foto sbiadite, sembrava Errol Flynn e non era mio nonno, che invece ricordava il nostrano Rodolfo Valentino. Il bel marinaio dagli occhi del mare era suo fratello. Erano stati imbarcati assieme e avevano combattuto vicino le coste del Giappone, spedendo a mia nonna le stoffe dei paracadute, così la mia mamma bambina finì con l’indossare le più preziose camicine di seta, mai viste prima e dopo lo sbarco degli americani a Fontane Bianche.’

Chi è Domizia?

RISPOSTA:

Domizia è il mio alterego. Incarna la mia curiosità, le mie paure stupide o la mia fiducia incrollabile per il mondo e tutti i suoi abitanti. Domizia è un archetipo del modo giusto di affrontare la vita: con un sorriso, nonostante gli imprevisti.

I tuoi libri rispecchiano in parte anche te o la tua vita?

RISPOSTA:

È ovvio. Continuo ad avvisare amici e conoscenti che tutto quello che mi raccontano, se interessante, andrà ad incastonarsi in un mio romanzo. Un passante, una persona antipatica e ovviamente mie avventure, specie le più assurde diventano storie.

Come ti definiresti in qualità di autrice?

RISPOSTA:

Mi piace narrare racconti calati in un preciso contesto storico. Il mio stile è quello di una commedia, ma frutto di lunghe ricerche. Mi piace conoscere bene quello di cui parlo. Credo che siano i particolari a fare muovere in modo realistico i personaggi nello spazio e nel tempo.

Ricordiamo a tutti il tuo sito ufficiale per conoscerti meglio: www.carmenrucci.com

RISPOSTA:

Mi permetto di ricordare anche https://goo.gl/Yxiq6P è il booktrailer di “Tutto in 1 Anno” ed è fra i finalisti come migliore booktrailer al Milano Trailer Filmfest e il 12 ottobre saprò se ho vinto contro Saviano e compagnia bella! Grazie Tiziana e grazie a tutto il gruppo.

Grazie per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.