Marilena Barbagallo arriva in libreria e all’estero.

È una delle giovani autrici italiane più interessanti. Si è fatta conoscere un passo alla volta, riuscendo a conquistare schiere di lettrici adoranti innanzi ai protagonisti delle sue storie e soprattutto alle sue novità editoriali.

La conosciamo come l’autrice della serie di romance “My” dai titoli: “My Boss”, “My Passion”, “My Love” “My Life” e “My secret”, ma anche grazie a “Lui vuole tutto” e “Lei vuole tutto”. Inoltre, è stata scelta da una nota casa editrice per arrivare in libreria con l’opera “Oscuro” e ora arriverà anche sul mercato estero con il titolo in Inglese “He wans it all” (“Lui vuole tutto”) in uscita l’8 Novembre su tutte le piattaforme digitali nazionali e internazionali, ma parliamo direttamente con l’autrice di tutte queste novità e soprattutto dei suoi sogni e delle sue aspettative in merito a quanto vi abbiamo raccontato.

Ciao Marilena, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei cominciare col chiederti quando hai iniziato a scrivere esattamente e quale è stata la tua prima opera letteraria.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te per l’intervista. Ho iniziato a scrivere quando mi hanno regalato il mio primo diario segreto. Fin da bambina, mi divertivo a trascrivere pensieri, poesie, aforismi ed eventi che accadevano nella mia vita. Col tempo, i diari sono aumentati, insieme al desiderio di scrivere. Per me la scrittura è sempre stata una valvola di sfogo, ma anche un vero e proprio bisogno. È qualcosa che fa parte di me e non posso farne a meno. Scrivere è sempre stato qualcosa di personale e intimo, fino a quando, un po’ per gioco e un po’ perché mi annoiavo terribilmente, ho deciso di scrivere il mio primo libro. Ho iniziato con il genere fantasy e, da quel momento, non mi sono più fermata. Il mio primo libro si intitola I DANNATI Il Richiamo dell’Ossidiana ed è il primo volume di una trilogia.

Come è nata la serie “My” che tanto successo ha riscosso?

RISPOSTA:

Marilena Barbagallo

Dopo aver scritto una trilogia in cui parlavo di vampiri e streghe, ho avvertito il desiderio di scrivere una storia più realistica e contemporanea. Essendo molto legata alle mie origini, ho tratto spunto dalla realtà in cui vivo, quindi ho ambientato la serie in Sicilia, soffermandomi sul tema della mafia. Volevo dimostrare quanto potesse essere sorprendente un personaggio negativo come quello mafioso e ho cercato di dare una sorta di riscatto sia alla mia terra, che al mio protagonista. La serie My rappresenta sicuramente la svolta nel mio stile. È stata una vera e propria palestra in cui, libro dopo libro, ho imparato a districarmi nel mondo della scrittura, sia dal punto di vista tecnico che più in generale. Chi ha letto tutti i volumi e quelli successivi, ha visto la crescita, il cambiamento e ha seguito, insieme a me, passo dopo passo, il percorso che sto seguendo tuttora, ovvero quello di un genere più forte: il dark romance. È stato con My Secret, l’ultimo volume della serie My, che ho capito quale fosse il genere più adatto a me.

Lui vuole tutto” e “Lei vuole tutto” sono stati enormi successi. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Questa duologia è stata una sorpresa per me. Quando l’ho scritta avevo paura di essere fraintesa. Il protagonista, Krum, è di certo un personaggio negativo, un anti eroe, uno di quegli uomini da condannare, da isolare. La storia tratta argomenti molto forti che io ho cercato di non esasperare e rendere alla portata di tutti e ha una trama molto intricata che ha richiesto tante ricerche. Molte dinamiche che ci sono all’interno della storia sono considerate tabù, perciò non è stato semplice cercare di rimanere all’interno di certi confini. La setta segreta, che fa riferimenti alla Massoneria, o l’argomento della pedofilia, così come quello della tratta di esseri umani, hanno richiesto parecchia cura nella stesura. La cosa sorprendente è stata vedere che le lettrici hanno amato tanto un personaggio oscuro e controverso come Krum. Credevo venisse interpretato come il carnefice, invece, per molti, lui è una vittima, atipica, ma vittima.

Come sei arrivata alla traduzione di “Lui vuole tutto”? Come e dove si troverà in Lingua Inglese? Tradotto in Inglese “He wants it all” in uscita l’8 Novembre.

RISPOSTA:

Quando creo un personaggio, mi affeziono talmente tanto a lui che, nella mia testa, spesso, diventa reale. Per me i miei libri sono come delle vere e proprie creature. Sono molto affezionata a Krum e alla sua storia, così tanto che ho deciso di dargli un’altra opportunità. Ero convinta che meritasse di più, che fosse una storia adatta a un pubblico più esteso. Pensavo già da tempo di tradurre uno dei miei romanzi, ma spesso è bene aspettare il momento giusto, proporsi con la storia giusta e Lui vuole tutto era adatto per quest’avventura. Ovviamente, il romanzo è andato bene in Italia, perciò c’erano le basi concrete per intraprendere il progetto della traduzione. Così come è necessaria molta cura nella pubblicazione di un libro in italiano, lo è soprattutto per un libro tradotto. Il progetto si è rivelato molto ambizioso e dispendioso anche a livello economico. Il tempo da dedicare alla promozione è tantissimo. All’estero c’è un quantitativo di blog impressionante, ma le soddisfazioni sono tante. A prescindere da come andrà, ci tenevo a fare questa esperienza che, sicuramente, non sarà l’ultima.

He wants it all di Marilena Barbagallo

Sei stata “scoperta” con l’opera “Oscuro” da una nota casa editrice che ti porterà in libreria. Ci racconti come è andata?

RISPOSTA:

Non è stata la prima volta. È capitato anche in altri casi di essere contattata da case editrici. Aspettavo l’occasione migliore, quella che desideravo io, e quando è arrivata, ovviamente, per me è stata la realizzazione di un sogno. È accaduto pochi giorni dopo l’uscita di Oscuro. Hanno letto il romanzo e dopo qualche mese ho firmato il contratto.

So che la tua opera arriverà in tutte le librerie a Marzo 2018. Ci racconti cosa ti aspetti da questa nuova esperienza editoriale?

RISPOSTA:

Più o meno so già cosa potrebbe accadere. Conosco l’esperienza di altre autrici. In ogni caso, mi aspetto di imparare tanto, soprattutto grazie alla stretta collaborazione con lo staff. Sono una persona che cerca di trarre sempre il lato positivo di ogni esperienza e cerco di non soffermarmi mai sugli aspetti negativi. Più che aspettarmi qualcosa, direi che ho molte speranze. Spero di raggiungere più lettori e di farmi conoscere anche dagli amanti della letteratura che non sono presenti in rete e che non utilizzano i social. Il resto è ancora tutto un mistero. Anche questa sarà una vera e propria avventura.

Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questi tuoi progetti artistici?

RISPOSTA:

Chi leggerà Desiderio oscuro (nuovo titolo di Oscuro), dovrà aspettarsi di tutto, perché in questo romanzo c’è davvero tutto. Oscurità, passione, sangue, lacrime, colpi di scena… Il seguito è ancora peggio, ma per ora non posso parlarne. Posso dirvi che più di un anno fa ho scritto un romanzo che non so se vedrà mai la luce. Spero tanto di potervene parlare in futuro. Per quanto riguarda He wants it all, le lettrici straniere dovranno aspettarsi… semplicemente Krum. Povere loro.

Quali sono i sogni che vorresti ancora realizzare? Cosa conservi nel cassetto?

RISPOSTA:

Nella vita, per fortuna, ho sempre raggiunto i miei obiettivi. Qualche progetto ha avuto successo, qualche altro un po’ meno e altri sono stati un fiasco, ma con l’impegno e il sacrificio, ho sempre realizzato i miei sogni. Anche quando non si ha successo c’è comunque la soddisfazione di aver raggiunto un obbiettivo. Per il momento, il mio sogno è quello di continuare a scrivere, di riuscire a conquistare qualche lettore anche all’estero e di continuare a far bene in Italia. Nel cassetto, come dicevo prima, conservo un romanzo che mi ha tenuta sveglia per mesi, una storia molto forte, talmente tanto che è rimasta accantonata per più di un anno. Chissà perché…

Grazie per la tua cortese attenzione e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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“Ho tutto di te” il nuovo racconto erotico di Alessandra Paoloni.

Il 31 ottobre è uscito il nuovo racconto erotico “Ho tutto di te”, scritto da Alessandra Paoloni e pubblicato da Delos Digital.

Se qualcuno ha letto “L’amante del boia”, la storia erotica che la scrittrice aveva pubblicato diverso tempo fa con la stessa casa editrice, allora saprà o scoprirà che questo è il sequel.

Sono contenta di poterne parlare qui a The Pink Cafè che recensisce ben volentieri queste opere e soprattutto segue con attenzione e affetto scrittrici di talento come Alessandra.

Ma veniamo alla storia di cui sopra.

SINOSSI.

Ho tutto di te di Alessandra PaoloniIl patto tra Maire e il boia non è ancora arrivato alla fine: il corpo della ragazza, in cambio della protezione dell’uomo. Ma quando il boia è costretto a lasciare il villaggio per seguire il suo re, per andare a tagliare la testa a un ribelle di un luogo non troppo lontano, Worth chiede a Maire di seguirlo. Il boia non sa che così scatenerà la curiosità e i capricci di Re Urien, il quale vorrà giacere con Maire e provare a strapparla al suo uomo, anche solo per una notte. Worth allora dovrà prendere una decisione: cedere la ragazza al re, per non diventare uno dei ribelli a cui i soldati darebbero la caccia, oppure fare chiarezza finalmente sui propri sentimenti e ammettere che Maire per lui vale più di qualsiasi altra cosa?

DATI:

Titolo: “Tutto di te”

Autore: Alessandra Paoloni

Genere: erotico

Lunghezza: Racconto lungo

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2017

Editore: Delos Digital

Venduto da: in tutti gli store on line

Pagine: 32

Prezzo: € 1,99

Ve lo consiglio perché è una storia davvero appassionante.

 

Tiziana Iaccarino.

Le scrittrici Corinne Savarese e Lidia Ottelli pubblicano un’opera a quattro mani.

Chi ama leggere e segue le nuove leve, conosce bene i loro nomi, perché Corinne Savarese e Lidia Ottelli sono due dei nomi più noti della giovane letteratura italiana contemporanea.

La prima si è fatta apprezzare grazie alla stesura di opere molto divertenti, di genere comico che sono state in vetta alle classifiche di vendita più note nella categoria Humour. Ricordiamo i suoi titoli più apprezzati “Cara cognata, ti odio!” uscita nel 2013 e “Finché suocera non ci separi” pubblicata nel 2014 per poi arrivare a due opere molto apprezzate dai titoli “(Es)senza di te” e “Una str…ega sotto l’albero” pubblicate all’interno della collana digitale YouFeel dalla Rizzoli fino alla nuova autoproduzione dal titolo “Mister Cupido”.

Lidia Ottelli, invece, ha un percorso leggermente diverso. Dopo il boom di consensi ottenuti dalla sua prima opera “Odio l’amore, ma forse no” è approdata in tutte le librerie d’Italia sotto la targa Newton & Compton Editori, diventando una delle autrici italiane più apprezzate. A questa storia, infatti, sono seguite anche: “Fino all’ultimo battito” ed “Emma in Love” pubblicate sempre dalla stessa casa editrice.

Adesso le due autrici hanno deciso di scrivere una storia a quattro mani di cui scopriremo presto il titolo e la trama e ne parlano a The Pink Cafè, in questa doppia intervista.

Ciao ragazze, grazie per aver accettato di raccontare questa vostra nuova avventura letteraria. Vorrei chiedere a entrambe quando è avvenuto e come è stato il vostro incontro.

CORINNE:

Ciao Tiziana. Prima di tutto permettimi di ringraziarti per questo salotto letterario che hai creato. Per noi è un enorme piacere.

Io e Lidia ci siamo scoperte all’alba delle nostre carriere editoriali. A quei tempi non c’erano tutte le uscite che ci sono adesso e tra di noi ci si conosceva tutte. È stata subito simpatia reciproca. Il genere si assomigliava e ci siamo prese fin dall’inizio.

LIDIA:

Ciao, grazie a te per l’invito.

Il nostro incontro è partito molti anni fa. Io conoscevo Corinne tramite il mio blog e da lì, abbiamo subito avuto un feeling letterario incredibile.

Io ho letto tutto di lei e lei di me. Mi piace il suo stile e mi piace come affronta il mondo letterario.

Diciamo che il mio blog, è stato l’artefice di questo incontro.

Come e da chi è partita l’idea di scrivere una storia a quattro mani?

CORINNE:

Io e Lidia abbiamo avuto sempre un rapporto molto diretto, senza troppi giri di parole. Ricordo bene il giorno in cui le scrissi: “Ho un’idea pazza che mi frulla per la testa… scriviamo un libro a quattro mani, io e te. Che ne pensi?” Non dovetti nemmeno convincerla. Fu immediata. Dopo cinque minuti eravamo al telefono a buttare giù la trama, a grandi linee, che poi ha preso forma col passare del tempo. È stato un divertimento assoluto!

LIDIA:

L’idea è stata di Corinne. Mi scrisse su WhatsApp semplicemente un “voglio scrivere a 4 mani, che ne dici?”

Io dissi subito di sì.

Abbiamo iniziato dal nulla, senza pensare a nulla. Abbiamo inventato una storia che si è evoluta ogni capitolo.

Lo so, siamo pazze! Ma le cose improvvise sono le migliori.

Come si intitola la vostra storia e a quale genere appartiene?

Non so se odiarti o amarti di L.Ottelli e C.Savarese

CORINNE:

Il titolo originale era un altro. Generalmente io mi innamoro dei titoli. Spesso capita addirittura che scriva un romanzo a partire da un titolo, ma qui è stato diverso. Chi mi conosce (e Lidia l’ha scoperto e mi ha odiata fino all’osso, credo) sa che sono molto pignola, così un giorno la poveretta, non potendone più del mio analizzare ogni cosa, mi scrisse “Corinne! Non so se odiarti o amarti!” ovviamente fu molto velata, ma sono sicura avrebbe voluto strozzarmi. È per questo che ci vogliamo così bene.

LIDIA:

Il genere è un Contemporary Romance molto divertente.

Il titolo è “Non so se odiarti o amarti”.

Ti racconto un piccolo aneddoto. Inizialmente il titolo non era questo. Un giorno, mentre facevo l’editing, scrissi un post su Facebook a Corinne. “Corinne, non so se odiarti o amarti”.

Lei mi contattò immediatamente dicendomi: mi piace quello come titolo.

Da lì, il titolo è cambiato.

Potete raccontarci qualche aneddoto che riguarda quest’opera? Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questo connubio?

CORINNE:

Come tu sai, Tiziana, io scrivo di notte, perché con quattro figli di giorno mi è quasi impossibile lavorare. Be’, con Lidia ci siamo fatte delle risate incredibili al telefono. Ore intere per ogni capitolo, per delinearne la trama, con continue interruzioni per colpa mia. Lidia ha avuto una pazienza infinita, ma è stata davvero un’avventura che non dimenticherò.

Ps: l’abbigliamento dettagliato del pompiere stripper è tutto merito di Lidia, perché io, all’alba della mia età, non sono ancora mai andata a vedere uno strip, ma ho promesso che recupererò presto. Prestissimo.

LIDIA:

Aneddoti ce ne sono mille! Ci siamo chiamate infinite volte, abbiamo scritto tutte le trame per ogni capitolo via cellulare o via Facebook. Al telefono facevamo un sacco di risate. Abbiamo messo un insieme di situazioni che ci sono capitate e altre che sarebbe meglio evitare…

Ogni volta che finivamo un capitolo, ce lo spedivamo e ridevamo e facevamo commenti stupidi, che è meglio censurare.

Se doveste definirvi come autrici, quale aggettivo usereste?

CORINNE:

Mmm, non saprei, davvero. Posso lasciare che mi definiscano le lettrici?

LIDIA:

Difficile… forse versatile.

Qual è il vostro genere letterario preferito?

CORINNE:

Vado a periodi, in base alle emozioni che ho al momento e a quello di cui ho bisogno per superarlo. Passo dalle commedie romantiche alla narrativa. Ho una vita abbastanza piena e ricca e non sempre mi riesce di leggere romanzi troppo pesanti, anzi, mi aspetto che la lettura sia per me un mondo dove rifugiarmi, che mi faccia stare bene.

LIDIA:

Io amo follemente urban fantasy e il paranormal. Mi piace il mistero del fantasy.

Infine, raccontateci un sogno, uno qualunque, che vorreste realizzare e al quale non avete avuto ancora modo o tempo di dedicarvi.

CORINNE:

Il mio sogno nel cassetto è arrivare a scrivere una sceneggiatura per un film o una serie tv. È solo un sogno, però. Ma sognare non costa nulla…

LIDIA:

Il mio sogno l’ho realizzato quando ho visto il mio libro in libreria. Ora ho altri sogni, ma sono più personali e forse più noiosi.

Grazie ancora per l’ospitalità! Saluto tutti i tuoi lettori a cui vorrei dire che il Self Publishing non è poi quella brutta bestia che tutti pensano che sia.

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, Tiziana, è stato un piacere essere tua ospite.

Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per la tua carriera e alla prossima.

Un saluto a tutte le lettrici – Corinne.

Tiziana Iaccarino.

Flora Gallert ci racconta la sua avventura editoriale.

Flora Gallert è un’autrice che si è fatta conoscere grazie a una costanza e a una tenacia poco comuni.

In questa intervista potremmo raccontarvi della sua carriera da scrittrice, come abbiamo fatto altre volte, ma ho pensato potesse farle piacere parlare, invece, delle sue esperienze nel dietro le quinte del settore editoriale o meglio in vesti ben diverse da quelle di autrice, perché Flora ha sempre avuto un sogno: aprire una casa editrice e lavorare in questo ambiente.

Quando mi raccontò questo desiderio, pensai fosse un’impresa tanto affascinante quanto ardua perché, come ben saprete, l’editoria tradizionale italiana non naviga in buone acque, anche se si spera sempre che le cose cambino in meglio.

In Italia saprete che la pressione fiscale è molto alta, che i rischi per un giovane imprenditore sono tanti, che i libri sono difficili da vendere, che le tasse sono enormi, per cui credo che una scelta del genere sia sempre molto coraggiosa e interessante.

In attesa di realizzare questo sogno, Flora ha avuto occasione di arricchire il suo curriculum e soprattutto le sue esperienze nel settore.

Prima è arrivata la proposta della Omnia One Group Edizioni per una collaborazione diretta con l’editore e, in seguito, dalla piattaforma pubme.me sulla quale si autopubblicava già come autrice, ma sarà lei stessa a raccontarci questa parte delle sue attività.

Ciao Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono molto contenta di poterne parlare, perché penso tu stia facendo un percorso formidabile in questo settore. Io sono la prima a dire sempre che è fondamentale l’esperienza, non solo in qualità di autori, ma nel dietro le quinte di questo lavoro. La scrittura, infatti, come ho sempre detto, è un lavoro a tutti gli effetti.

Vorrei chiederti, innanzitutto, come e da dove nasce la tua voglia di diventare editore.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, innanzitutto grazie per la tua bellissima presentazione!

La mia voglia di diventare editore nasce dal mio amore per i libri e per la scrittura, sono sempre stata affascinata da tutto il processo che c’è dietro le quinte e che porta un manoscritto a diventare bestseller. Devo ringraziare il self publishing, perché mi ha dato la possibilità di toccare con mano tutti i passaggi, proprio perché nel self sei editore di te stessa. Mi piaceva scrivere, ma mi piaceva anche scegliere la cover e curare tutta la fase di marketing. Per me non è mai stato un peso la promozione dei miei libri, ma un vero piacere. Infatti, quale autore ha successo? Chi si diverte con i propri protagonisti e potrei citare Marilena Barbagallo e le sue Krum Chat (divertentissime), Ava Lohan con le sue card e te… con il tuo Rasoio e Ceretta!

Quando ti è arrivata la prima proposta di collaborazione editoriale dalla Omnia One Group Edizioni, cosa hai pensato? Hai accettato subito?

RISPOSTA:

Allora, diciamo che è avvenuto tutto in modo casuale: io e la mia collega stavamo chattando (anzi… spettegolando) e a un certo punto abbiamo iniziato a parlare del mondo dell’editoria. Le ho raccontato un po’ della mia esperienza di autrice e della mia voglia di lavorare nel mondo dell’editoria. Lei, allora, mi ha proposto di presentare una relazione e così sono entrata a far parte dello staff.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Omnia One Group Edizioni?

RISPOSTA:

Il mio ruolo era (al momento non collaboro più con questa CE) quello di aiutare gli autori nella promozione, utilizzando soprattutto i social.

So che hai scritto anche una storia a quattro mani con l’editore Claudia Crocioni. Da dove e come è nata questa idea?

RISPOSTA:

È nata per puro divertimento e perché io e Claudia siamo sempre state in sintonia e perché entrambe amiamo scrivere.

Successivamente hai ricevuto una nuova proposta di collaborazione dalla piattaforma pubme.me sulla quale ti autopubblicavi e avevi già esperienza. Cosa ti è stato chiesto?

RISPOSTA:

Mi è stato chiesto di gestire una collana, di scegliere il genere che desideravo e di darle un nome.

Qual è il tuo ruolo, allo stato attuale, all’interno della redazione pubme.me?

RISPOSTA:

Gestisco la collana occupandomi di tutto: valutazione manoscritti, editing e creazione copertina (in questi ultimi due campi mi affido a dei professionisti validi tra cui Miriam Rizzo in qualità di editor e Loredana –https://www.facebook.com/lgbookcovers/ – che è la grafica delle bellissime cover).

So che hai creato una vera e propria collana per la piattaforma, chiamandola collana floreale dal tuo nome. Come è stata accolta questa idea dai responsabili della pubme.me e dagli autori?

RISPOSTA:

Nessuno si è opposto, avevo piena libertà di scelta, Floreale nasce dall’unione del mio pseudonimo e del mio nome (Flora+Alessandra).

Quante proposte di valutazione ricevete ogni giorno?

RISPOSTA:

Dipende dai giorni e anche dal periodo, in alcuni giorni me ne arrivano di più perché, magari, c’è qualche sponsorizzazione in atto!

Come basi le tue valutazioni sui manoscritti che ricevi?

RISPOSTA:

Solitamente li valuto io però, vista la quantità, ho chiesto aiuto a persone fidate, che mi conoscono. Una di queste è mia sorella, molto appassionata di letteratura e che al momento frequenta il corso di laurea in Lettere Moderne. Lei mi prepara una scheda riassumendomi il manoscritto, la sua opinione, la coerenza semantica e stilistica.

So che hai scelto anche una grafica bravissima, Loredana di LG Book Covers, la quale realizzerà tutte le cover per le pubblicazioni della tua collana. Direi una scelta eccellente. Ti va di parlarcene?

RISPOSTA:

Loredana è bravissima, una persona molto disponibile che ha capito fin da subito quali sono le mie esigenze. Le sue cover sono fantastiche e hanno riscosso un vero successo.

Tra l’altro, tu ricopri anche un ruolo fondamentale, a mio avviso: sei una promotrice social molto in gamba. Utilizzerai queste tue qualità anche per gli autori che scegli di pubblicare?

Collana floreale di Flora Gallert.

RISPOSTA:

Grazie! Infatti quella della promozione è la parte che preferisco, io entro in atto dopo la pubblicazione del romanzo (delle scelte di marketing – ovviamente – vengono fatte anche prima: sono molto importanti il titolo, la cover e la sinossi).

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Essendo comunque all’inizio di questa esperienza, non posso ancora prevedere il mio futuro. La mia speranza resta, quindi, quella di poter continuare a lavorare nel mondo dell’editoria, potermi dedicare a esso completamente e poter vivere con i libri.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“La moglie segreta” è un libro di Gill Paul.

Qual è il vostro genere preferito? Quale vi porterete in vacanza o sotto l’ombrellone? Quale di solito comprate, che sia con un semplice click on line o andando in libreria?

Qualunque siano i tipi di libri che vi piacciono questo incuriosisce di certo: “La moglie segreta” è una storia di Gill Paul che è stato un vero successo in Inghilterra.

Ambientato tra il 1914 e il 2016 questa storia potrebbe davvero conquistarvi.

La scena comincia nel 1914, quando la famiglia Romanov si trova in una situazione alquanto incerta in una Russia che è al collasso economico e sociale. Tatiana è innamorata di un ufficiale di cavalleria, ma la loro storia d’amore sarà alquanto contrastata.

Di loro si saprà qualcosa?

La moglie segreta di Gill PaulArriviamo nel 2016 quando Kitty Fisher deve lasciaere Londra per volare a New York, dovepresso il cottage del nonno, sulle rive del lago Akanabee, scopre qualcosa di inaspettato.

Questo vuol essere un semplice consiglio di lettura, in quanto crediamo che possiate scoprire una storia davvero meritevole e molto interessante.

Gill Paul, l’autrice, è nata e cresciuta in Scozia, ma vive a Londra dove si dedica con successo all’attività di scrittrice e lavora nel settore editoriale.

Consiglio libroso a cura di Tiziana Iaccarino

Quanto conta e cosa comporta oggi essere un “influencer”?

È probabile che abbiate notato questa parola negli ultimi tempi legata alle blogger e al mondo social, perché la parola “influencer” sta entrando nel nostro vocabolario sempre più spesso.

Chi è e cosa fa un “influencer”?

Tutti noi siamo sempre più “social”, ormai, in quanto navighiamo, chattiamo, smanettiamo al cellulare con costanza e tenacia, intraprendenza e divertimento. A volte lo facciamo per semplice hobby, perché ci piace, tra selfie e socializzazione, per condividere dei momenti particolari della nostra vita o magari un’attività, una passione, un lavoro, una moda o una preferenza per qualcosa, altre volte perché magari, ci siamo accorti di avere molti consensi sul web e per chi magari scrive o fa attività di blogging (ovvero è un blogger e scrive con costanza, sperando che una serie di collaborazioni artistiche possano diventare dei dettagli interessanti sul curriculum), ecco che siamo portati a diventare anche degli “influencer”.

L’influencer, in ambito social, è quella persona che adopera in modo continuativo e creativo il web attraverso l’interazione mediatica nei social network a cui è iscritto, raccogliendo consensi, “like”, condivisioni, seguaci, amici, contatti e magari anche proposte lavorative (perché no?).

Quando una persona, quindi, diventa molto seguita, raccogliendo sui social migliaia, centinaia e a volte anche milioni di persone che diventano fedeli estimatori, contatti attivi e pure “amici social” ecco che si diventa, automaticamente, degli “influencer” ovvero delle persone che, essendo tanto seguite e magari potendo influenzare, in qualche modo, l’opinione altrui, diventando un esempio da seguire o magari consigliando determinate attività (come l’acquisto di prodotti o altro), assumono una rilevanza particolare fino a diventare anche molto note, almeno sul web.

Avete mai sentito dire che questa o quella persona è diventata un “influencer” grazie al suo blog, alla sua passione per la moda, l’arte, la musica, la scrittura, la pittura e tanto altro? Bene, quelle persone magari hanno cominciato, un passo alla volta, a farsi seguire permettendo a un pubblico di internauti di interagire con loro, di entrare nella loro vita, di farsi osservare, scrutare, studiare, apprezzare, consigliare, coinvolgendo l’interesse e l’interazione sociale di altri.

Se si è appassionati di un settore specifico, se ci si vuole aprire uno spazietto personale, partendo da un blog e proseguendo sui social, per parlare di un determinato argomento, si può diventare degli “influencer” nel momento in cui si attira l’attenzione di un pubblico sempre maggiore.

Chi ama la moda, può parlare di tendenze in quel settore, chi i libri delle novità letterarie, della critica, della scrittura, chi la musica di tanto altro così come di molte altre forme artistiche e di qualunque tipo di settore che raccolga consensi e una buona attività per la socializzazione.

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C’è chi parla, in giro, anche di “influencer marketing” quando si diventa tanto socialmente seguiti da poter svolgere un’attività lavorativa, soprattutto se ingaggiati da qualche azienda o cliente che vuole pubblicizzare un prodotto.

Tiziana Iaccarino.

“Vivere di scrittura”? Si può! Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

A volte, navigando sul web, ci si può imbattere in siti e articoli, ma soprattutto persone molto interessanti o, comunque, che trattano argomenti che ci possono incuriosire e far chiedere tante cose. L’articolo che avevo letto è quello che vi segnalo in seguito, per chi è curioso: “Vivere di scrittura è possibile” (link: https://www.viverediscrittura.it/vivere-di-scrittura-e-possibile/ ).

Chi ama la scrittura e i libri, come me, e nota un sito come “Vivere di scrittura” ( www.viverediscrittura.it ), non può non farsi una serie di domande.

Quando ho letto le argomentazioni riportate in quell’articolo, mi sono detta che non fossero per niente campate in aria, anzi… è stata proprio la loro fattibilità a convincermi a contattare l’autore.

Chi, come me, scrive soprattutto romanzi, oltre a essere blogger, spesso crede che non sia possibile vivere di sola scrittura e, in effetti, anche solo dirlo, sembra quasi utopico, soprattutto se andassimo dai nostri amici e parenti a dire “Sapete, esiste un modo per vivere di sola scrittura e io vorrei davvero realizzarlo!” Forse ci riderebbero in faccia, magari non ci prenderebbero sul serio, peggio ancora ci manderebbero a quel paese, dicendo apertamente che sogniamo.

Personalmente, però, penso che una delle cose più belle che si possano fare nella vita sia proprio questo: sognare e poi darsi delle opportunità e dirsi “Perché no?”

Ma, tornando all’argomento principale di questa intervista, che è tutta dedicata al fondatore del sito “Vivere di scrittura”, nonché dell’Accademia del self-publishing (avete capito bene!) nella quale si può apprendere come trasformare la propria passione per la scrittura in un mestiere vero e proprio, scoprirete che molti sogni sono anche realizzabili.

Roberto Tartaglia, classe 1977, infatti, è molto più di un semplice autore, è un ragazzo che si è davvero rimboccato le maniche, che si è dato da fare, che ha dimostrato di valere, che sa il fatto suo e soprattutto che non si è fermato alla sola idea di scrivere romanzi autopubblicati, è andato oltre… molto oltre a ciò. Ce ne parlerà in questa intervista.

Ciao Roberto, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Come avrai notato da ciò che ho scritto, ho letto un tuo articolo molto interessante e ho deciso di contattarti, affinché tu possa raccontare la tua esperienza e magari dare qualche dritta a chi “sogna” come noi.

Cominciamo dall’inizio, quando e come parte la tua avventura con la scrittura? Quando poi la metti in pratica e in che modo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie mille. Per tutto!

La mia avventura parte dalla tenera età. Ho sempre amato la scrittura e la narrazione. Trovo che la narrazione, in particolare, sia lo strumento più adatto per trasmettere messaggi di ogni tipo.

Da piccolo scrivevo qualsiasi cosa mi venisse in mente di raccontare. Poi, crescendo, sono passato a scrivere testi per canzoni (avevo una band, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio).

Da qui, è nata e maturata, in me, l’idea che la scrittura potesse e dovesse diventare il mio lavoro. Volevo fare ciò che mi appassionava. Sino ad allora ero stato un informatico.

Così, per usare le tue parole, mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato a specializzarmi. I soldi che guadagnavo con la musica e l’informatica li investivo in formazione. Sono diventato un giornalista, ho iniziato a scrivere racconti con una casa editrice e ho conosciuto tante persone interessanti.

Nel 2009 ho scoperto il self publishing. E tutto è cambiato.

Tu sei un autore, giusto? Io quando parlo di “autore” intendo dire una persona che scrive e quindi può scrivere non solo romanzi, ma veramente di tutto. Partiamo da dove e da cosa tu hai scritto? Dai romanzi autopubblicati?

RISPOSTA:

Non proprio. Come dicevo prima, sono partito da articoli giornalistici e racconti. Storie che sono state inserite in antologie insieme a quelle di grandi come Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Pedro Casals, Ben Pastor e così via.

Solo nel 2008/2009 mi sono interessato al self publishing, dopo aver ricevuto alcuni rifiuti e (ben peggio) proposte “poco allettanti”, da case editrici varie, per il mio primo thriller. Da lì, tutto è cominciato.

Ma è solo la mia storia, si può iniziare da qualsiasi punto. È la passione a trascinarti. Peraltro, oggi il self publishing è popolare anche in Italia. Quando io iniziai ad autopubblicarmi c’era poco o nulla. Infatti, mi affidai a Lulu.com, servizio ottimo, ma con sede in Canada. Ordinare un mio libro richiedeva costi di spedizione superiori a quelli di copertina e l’eBook era ancora sconosciuto.

Leggo dalla tua biografia anche di personal branding e web marketing. Ci spieghi in termini semplici cosa sono?

RISPOSTA:

Per web marketing si intendono tutte quelle attività di promozione (di un servizio o prodotto) che si sviluppano attraverso il Web, quindi sui blog, sui social media e così via.

Per personal branding, invece, si intendono quelle attività in grado di promuovere la tua persona, i tuoi valori, le tue capacità. Ed è di estrema rilevanza, se si vuol fare della scrittura il proprio mestiere, nell’era di Internet.

Sì, perché non si può più intendere la promozione così come la si intendeva fino a qualche anno fa, o come qualcuno la intende ancora oggi. Non basta urlare a tutti che si è scritto un libro e che è il migliore del mondo. Peraltro è anche controproducente, perché oggi i lettori sono smaliziati e giustamente critici.

Occorre, allora, farsi conoscere per ciò che si è, per ciò che si sa fare. Questo è il personal branding. Il vero prodotto, oggi, siamo noi. Anzi: è la nostra professionalità.

Sei diventato un Giornalista Pubblicista regolarmente iscritto all’Ordine dei giornalisti e hai, quindi, seguito anche quel tipo di carriera. Ci racconti come hai fatto?

RISPOSTA:

Seguendo il percorso obbligatorio: ovvero lavorando per due anni in una testata registrata e scrivendo centinaia di articoli. Articoli che poi ho sottoposto all’attenzione dell’Ordine, insieme alle ricevute di pagamento emesse dal giornale, prima di sostenere l’esame.

Non c’è altro modo, oggi, per diventare giornalisti e iscriversi all’Ordine. Non è stato facile trovare un giornale che mi facesse scrivere e mi pagasse, ma grazie ad amici sono riuscito a trovare un settimanale di approfondimento che me lo permettesse.

Ho scritto di politica, ma soprattutto di cronaca nera: omicidi, criminalità organizzata, reati ambientali e così via. Una ricca fonte di spunti, insomma, visto che sono anche autore di thriller.

Passiamo ora ai tuoi consigli, soprattutto a quelli che ho letto nell’articolo di cui ho parlato poc’anzi. Tu dici che è possibile vivere di scrittura, se ci si impegna davvero, e soprattutto se si ampliano i propri orizzonti; quindi, non solo libri o romanzi autopubblicati, ma anche blog, social media marketing e molto altro. Hai persino consigliato di diventare ghostwriter, in quanto scrivere libri per altri può diventare molto remunerativo. Ci parli, brevemente, di ciascuna di queste eventualità?

RISPOSTA:

Differenziare le entrate è fondamentale, lo dico anche nella primissima lezione dell’Accademia del Self Publishing. Viviamo in un mondo fortemente competitivo e complesso, dal punto di vista economico. Lo sappiamo bene.

Pensare di vivere solo scrivendo romanzi, mentre si fuma una pipa in riva al lago, è un sogno anacronistico. Ci si può riuscire, ma dopo anni di gavetta e lavoro, dopo essersi fatti un nome. D’altronde, anche tra i big ci sono stati (e ci sono) autori che fanno mestieri di scrittura diversi: da Hemingway a Connelly, da King a Saviano.

Oggi abbiamo il Web, in più, a darci una mano.

Si può scrivere per il proprio blog e monetizzare con le affiliazioni, o vendita di prodotti, si può scrivere per altri blog e farsi pagare, si possono scrivere pubblicità o contenuti per i social media…

Insomma: le opportunità non mancano e alcune sono davvero ben pagate.

Si può anche scegliere di lavorare in un’Azienda, come addetto stampa, creatore di contenuti Web e altro.

Tu sei andato a cercare un corso specializzato per ciascun settore, per essere regolarmente riconosciuto in ogni ruolo che ricoprivi. Giusto?

Sei un membro del MENSA (ci spieghi in breve di cosa si tratta?), hai un certificato di Web Marketing e Social Media Specialist con Madri Marketing, ti sei formato con Il Sole 24 Ore in Media Relations e Digital PR, oltre che in Web Writing e come organizzatore di eventi, tanto per menzionare solo alcuni dei tuoi riconoscimenti. Ci racconti quanto è importante ottenere questo tipo di specializzazioni?

RISPOSTA:

Sì, ho dovuto studiare molto e in molti posti differenti. Anche per questo motivo ho creato l’Accademia del Self Publishing: per cercare di centralizzare, in un’unica scuola online, la maggior parte di queste nozioni, garantendo un risparmio in termini di soldi e tempo, agli studenti. Studiare è fondamentale!

Dobbiamo prima capire da dove partire, se vogliamo davvero fare del nostro meglio e camminare con i nostri piedi.

Chi dice “non ho bisogno di studiare, la scrittura parte dal cuore” e oscenità simili, probabilmente passerà la vita a chiedersi “perché non vendo libri?”.

Bisogna mettersi in testa che la scrittura è un lavoro come un altro. A chi verrebbe in mente di improvvisarsi idraulico, elettricista, chitarrista, medico o biologo? A nessuno direi. Allora perché, un lavoro che richiede specializzazioni, come la scrittura (ancor più la scrittura indipendente di oggi), dovrebbe essere svincolato dallo studio? È follia! L’ispirazione va benissimo, la passione è indispensabile, ma servono anche tecnica e studio, è un dato di fatto.

Riguardo al MENSA, è stata una sfida personale che ho superato e che mi ha fatto conoscere tante persone fantastiche. Il MENSA è un’associazione mondiale senza scopo di lucro che, attraverso un test di intelligenza, recluta quel 2% di popolazione mondiale con un quoziente intellettivo (QI) superiore alla norma. Il QI medio, su scala Cattell, è pari a 100. Per superare il test del MENSA occorre avere almeno 148.

Passiamo ora alla tua Accademia del self-publishing on line. Come nasce e cos’è? Cosa proponi con la stessa?

RISPOSTA:

Come accennavo prima, nell’Accademia ho condensato tutte (o quasi) le mie conoscenze tecniche sulla scrittura, sul web marketing, sulla psicologia della comunicazione e sul personal branding.

Non ho affatto la presunzione di possedere il Verbo e non mi reputo per nulla un “guru”. Sono solo un professionista della scrittura e della comunicazione che, dopo oltre un decennio di lavoro e specializzazioni, ha deciso di trasferire le sue conoscenze per aiutare anche altri a coronare il sogno di vivere di scrittura.

L’Accademia è suddivisa in lezioni. Ciascuna lezione comprende video, PDF da scaricare e link ad approfondimenti esterni, ma anche esercizi. Chi termina l’anno di studi, infatti, potrà sostenere un esame per ottenere l’attestato di Self Publishing Specialist.

Ma non si è obbligati a terminare l’anno. I pagamenti sono mensili e via Paypal. Così, si hanno da subito a disposizione tutte le lezioni e si decide autonomamente se e quando sospendere gli studi.

Continua a leggere “Vivere di scrittura”? Si può! Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

Dietro ogni “Cliente” c’è un nome che ha dei “desideri”.

Molti di voi si saranno resi conto che chi acquista qualunque tipo di prodotto su Amazon e lo recensisce, lasciando un’opinione o qualunque altra idea in merito alle funzionalità del suo acquisto, che sia un aspirapolvere o un libro, può farlo sia in forma anonima che scrivendo il proprio nome.

Ora ci sta voler esprimere una opinione in merito a un acquisto. Quante volte vi sarà capitato di comprare qualunque oggetto, anche semplice, e dopo di poter dare un’opinione personale sulla sua funzionalità, sul rapporto qualità-prezzo, per esempio, o su altro?

Molte persone usano il loro nome. Dopotutto, se si acquista come un normale cliente, perché nasconderlo? Ma altre volte, avrete capito che, nel caso di acquisto e recensioni di libri, vengono spesso usati pseudonimi, nomi fittizi, magari il “Cliente” in merito si fa chiamare semplicemente con quest’ultima parola.

Come scoprire o capire o magari curiosare, indagare, trovare anche un minimo appiglio che ci riveli qualcosa di chi ha acquistato il nostro libro e magari ci ha lasciato 1 stella di recensione per puro passatempo? Magari per dispetto, magari perché c’è una rivalità, magari per puro divertimento. Capita tra chi scrive, purtroppo. Perché, se entriamo nel variegato mondo del self-publishing, ci renderemo conto di quante cose, anche poco corrette vengono operate da alcune persone per affossare il concorrente, per godere di una visibilità maggiore, perché alcuni, a torto, pensano che affossando gli altri, primeggino loro.

Beh… lasciamoglielo credere, se questa idea li aiuta a star meglio.

Allora, come dicevo prima, nel variegato mondo del self-publishing ci si può imbattere in gelosie e tanta insofferenza nei riguardi di una possibile concorrenza che va meglio o che primeggia rispetto a chi fa maggiore fatica.

Chi scrive e si autopubblica avrà notato spesso che dietro le recensioni a una o due stelle di un libro si può nascondere la semplice dicitura di “Cliente” perché è semplice così esprimere qualunque parere e non subire le angherie di una risposta da chi è stato, in qualche modo, criticato, magari con parole vuote e senza senso, per il solo gusto di essere offesi.

Bene, chi vuole conoscere, almeno in parte, qualche dettaglio che si nasconde dietro la parola “Cliente”, dico dettaglio perché non sempre si trova il nome completo o il nome vero, in quanto le persone possono usare pseudonimi, e nomi inventati in quel caso, può comunque tentare di cliccare sulla dicitura stessa. Infatti, cliccando su “Cliente Amazon” si entrerà in una pagina specifica che appartiene al cliente, appunto, ma che non ci rivela niente. Se andiamo a cliccare, però, sulla “lista dei desideri” del famoso “Cliente” scopriremo facilmente il suo nome, perché si aprirà un’altra pagina che riporta le iniziali, a volte il nome completo, a volte il nome user, a volte solo il nome, ma pur sempre un indizio sulla persona e magari pure sui suoi vizi, sui suoi desideri e sulle recensioni rilasciate ad altre persone. Se non compare la lista dei desideri nella pagina del “Cliente”, invece è più difficile risalire al nome.

computer

Insomma, se si è dei semplici clienti che stilano una lista dei desideri, sappiate che quella lista può svelare il vostro nome, se lasciate recensioni poco piacevoli e magari distruttive, invece che costruttive, per il solo piacere o gusto di farlo. Quei desideri, in pratica, lasciano degli indizi e, in alcuni casi, il nome di chi crede di potersi nascondere alla bell’e meglio.

Tiziana Iaccarino.