Maria Marano si racconta al Pink Cafè.

L’ho invitata al Pink Cafè per farla bere e sapere tutto di lei! No, scherzo, ovviamente! Maria Marano è una delle giovani autrici che si sta facendo conoscere sul web con intraprendenza e tenacia, tante storie interessanti e una buona promozione artistica e personale.

Mi fa piacere parlare di lei e delle sue opere, perché penso che sia una ragazza in gamba in grado di offrire molto a chi ama leggere.

Alcuni suoi titoli sono davvero interessanti, ancora non ho avuto modo di leggerli, ma Maria sa renderli molto appetibili agli occhi del pubblico.

Magari ce ne parlerà di persona, così potrà presentarli al meglio.

Ciao Maria, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei che cominciassimo da quando hai iniziato a scrivere. Raccontaci cosa hai realizzato e come sei giunta ad autopubblicarti.

RISPOSTA:

Ciao a tutti, grazie a Tiziana per questa bellissima esperienza e opportunità. Scrivo dai tempi delle scuole medie, anche se precisamente la passione per la scrittura vera e propria è nata alle superiori, dove vinsi un concorso di scrittura. Ricordo che dovevamo inventare una storia a tema, trascrivere nero su bianco tutto ciò che la nostra immaginazione ci suggerisse. Devo dire che fu molto bello, un’esperienza che incrementò ulteriormente la mia voglia di creare storie.

Ho provato a proporre i miei lavori a svariate case editrici, ma mi chiedevano soldi e alcuni non mi hanno neanche risposta, ammetto che mi ero demoralizzata quasi del tutto, ma poi granzie al mio fidanzato ho preso in considerazione di autopubblicarmi su Amazon, così eccomi qui!

Ho pubblicato più di un libro, non perché io scriva in modo veloce o frettoloso, ma semplicemente perché avevo rinchiuso tutti i miei sogni una cartella sul pc, ed ora vederli online è una delle più belle cose che possa esistere.

Qual è stata la tua primissima opera letteraria?

RISPOSTA:

La mia primissima storia è stata pubblicata sotto pseudonimo. Trattava un argomento molto delicato, bullismo e stupro di gruppo. Argomenti molto forti e ai giorni nostri, purtroppo, presenti e sempre più in crescita. Però nel mio racconto ho cercato di trasmettere anche la voglia di rialzarsi, accettarsi, dimenticare, ma soprattutto ritornare a vivere. L’amore e l’amicizia sono sentimenti che padroneggiano in questo mio racconto, e successivamente negli altri che poi ho pubblicato a mio nome.

Parlaci dell’opera “Non si è mai troppo soli”.

RISPOSTA:

Questa è un’opera a cui tengo moltissimo, una storia che mi ha fatto emozionare, una storia che ho sentito fin sotto la pelle.

Sadie, una ragazza costretta a subire ogni tipo di violenza dal suo patrigno, una madre assente e un padre scomparso. L’unica cosa che ancora riesce a farla rialzare e andare avanti è la sua sorellina, perché Sadie sa bene che la piccola ha solo lei al mondo. Ma tutto poi cambia quando incontra Hunter, un ragazzo che riesce a guardare oltre le apparenze, un ragazzo determinato ad aiutarla, un ragazzo capace di farla sentire al sicuro, non più sola.

In questo racconto ho cercato di trasmettere a tutte le mie lettrici e lettori che nella vita non bisogna mai arrendersi, che non è un male farsi aiutare, ma soprattutto che l’amore, quello vero, riesce ad abbattere ogni barriera.

Non lasciarmi andare” e “Il mio ossigeno sei tu” sono due opere uscite lo scorso febbraio, hanno a che fare l’una con l’altra o sono due storie a se stanti?

RISPOSTA:

Uscite nello stesso mese, ma “Il mio ossigeno sei tu” è stato scritto molto prima, infatti lo stile è molto diverso. In questa storia parlo di un intreccio tra famiglie, un padre padrone, capace di abusare della sua piccola bambina e della sua figliastra. Parla di due ragazzi legati da un destino avverso, che nell’incontrarsi trovano l’amore e il desiderio di appartenersi e di aiutarsi l’un l’altro. I due protagonisti, Neith e Kendra, molto simili, determinati, passionali e forti.

Mentre “Non lasciarmi andare” è una storia dominata dal destino e da qualcosa di ispiegabilmente surreale. Due ragazzi, Carolyne e Brayan, si incontrano per puro caso, lui dottore e lei paziente, ma tra i due ci sono ricordi e sensazioni passate, che non hanno logica e spiegazione. In questo racconto ho voluto far trasparire il fatto che l’amore duri nel tempo, che quando si ama si è disposti a perdonare, che un tradimento può essere cancellato, che si può cambiare.

E poi c’è stata a Marzo l’uscita dell’opera “Scegli di restare”. Un titolo che colpisce. Ci racconti qualcosa della storia?

RISPOSTA:

È una storia d’amore, nata da un fatale colpo di fulmine. Alessia e Giorgio, lei giovane e con tanti sogni nel cassetto, lui un ragazzo benestante, con un futuro più roseo che mai. Ma le loro vite sono destinate a cambiare, lei incinta di un ragazzo che non ne vuole sapere nulla, mentre la sua famiglia la ripudia e non accetta la sua scelta di tenere il bambino. Lui subisce una perdita grave, i suoi genitori muoiono in un incidente d’auto, costringendo il ragazzo a prendere le redini dell’azienda di famiglia, accantonando definitivamente i suoi sogni. Un incontro casuale, una notte di passione, e tutto cambia.

Giorgio cerca di conquistarla con ogni mezzo, lui è disposto ad amare entrambi incondizionatamente. Dopo una dura lotta, lei cede, ma un incidente sconvolge nuovamente le loro vite. Giorgio rischia di perdere di nuovo qualcuno che ama. Un susseguirsi di emozioni e di sentimenti forti e intensi, una storia ricca di valori.

Quale sarà la tua prossima pubblicazione e di cosa tratterà?

RISPOSTA:

La mia prossima pubblicazione si intitolerà “Il custode del nostro amore”, una storia d’amore, ma nello stesso tempo divertente e con qualche piccola nota di suspance.

Per farvi capire di cosa tratterà, vi lascio la sinossi:

Chiara è una ragazza giovane, esuberante, pasticciona e molto romantica. Crede nel vero amore, quello capace di farti battere forte il cuore e tremare le ginocchia, attualmente però il suo compagno di vita è Eros, un adorabile cane, pigrone e anche molto impiccione.

Chiara vive e lavora a Napoli per una grande casa editrice come curatore editoriale; ama profondamente questo lavoro, ma continua a metterlo a rischio con continui ritardi, purtroppo è più forte di lei, è una ritardataria cronica.

Da sempre è segretamente innamorata del suo collega Alessandro, sino al giorno in cui insperatamente anche lui sembra accorgersi di lei. Finalmente la vita sembra sorriderle, crede di aver trovato la sua anima gemella; finalmente la sua adorata nonnina smetterà di infastidirla con i continui tentativi di maritarla con il primo che capita.

Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, un malinteso con la sua coinquilina la obbligherà a condividere il suo appartamento con un ragazzo, Manuel, un tipo chiuso, irascibile e troppo schietto. Manuel metterà a dura prova il suo autocontrollo e la sua pazienza. Continui litigi e battibecchi non faranno altro che aumentare la reciproca attrazione, che sarà alimentata ulteriormente da Eros, il quale ha visto nella coppia un qualcosa di speciale, qualcosa di unico, qualcosa di vero.

Ma non sarà per nulla facile scalfire il cuore di Manuel, che ha perso completamente la fiducia nelle persone. Non crede più nelle promesse e nelle parole urlate al vento, ma soprattutto nell’amore.

Il custode del nostro amore di Maria Marano

Che genere di autrice sei? Come ti ritieni?

RISPOSTA:

Penso di essere una (neo)scrittrice che ascolta principalmente il suo istinto, e molto spesso mi faccio trasportare dalle emozioni e dai personaggi che descrivo, ritrovandomi perfettamente in loro. Cerco di essere attenta nella forma, anche se spesso commetto errori, ma sto cercando di migliorare e trovare un mio stile. Penso di usare molto la semplicità, anche se le mie storie spesso affrontano temi e situazioni molto difficili, e purtroppo presenti nella vita reale.

Qual è il genere che preferisci leggere e quale quello che, invece, preferisci scrivere?

RISPOSTA:

Amo leggere qualsiasi genere: Rosa, Giallo, Erotico, Storico ecc…Mi piace molto scrivere Romance o Young Adult, ma in questo periodo sto provando anche a scrivere un erotico e non escludo un giallo in un mio prossimo lavoro.

Ancora una domanda: cosa ci aspetta nell’anno nuovo dalla tua produzione letteraria?

RISPOSTA:

Ho un progetto che mi frulla in testa già da un po’, posso solo dire che sarà di certo un Romance, ma diviso tra fantasia e realtà.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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“Gli effetti collaterali dell’amore”, la nuova storia di Anna Nicoletto.

Anna Nicoletto è un’autrice di Padova che ama la lettura e la scrittura, vive di libri, pizza e amore.

Ha iniziato il suo percorso editoriale da self-publisher e poi è stata scoperta da una casa editrice nota che le ha portato in libreria l’opera “Gli effetti collaterali delle fiabe” (Piemme Edizioni), in seguito ha proseguito il suo percorso con una nuova, magica storia dal titolo “Gli effetti collaterali dell’amore” pubblicato in self-publishing.

Vorrei conoscerla meglio e farvela conoscere attraverso questa intervista, in modo da sapere cosa ci aspetterà scoprire dai suoi libri.

Ciao Anna, ti ringrazio infinitamente di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei iniziare da dove e da quando ti sei messa a scrivere.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana! La scrittura nasce dall’immenso amore per la lettura. Leggo sin da quando sono piccola e già allora, accanto a improbabili professioni, annunciavo che da grande avrei fatto “la scrittrice”. Tra il dire e il fare ci sono state un milione di pagine scritte e poi stracciate. Non che le pagine stracciate, ora, siano sparite. Ma almeno adesso sono la minoranza!

La tua primissima opera è stata..?

RISPOSTA:

Il primo romanzo che ho scritto è e resterà un inedito. Come anche il secondo. Sono state prove, esercizi che contenevano degli spunti buoni, ma che in generale non erano adeguati a una pubblicazione, tanto che non li ho mai nemmeno proposti a nessuno.

Invece la prima storia romance pubblicata è stata edita da Delos Digital e si intitola “Non è lui”; è una novella chick-lit che racconta le vicende di Sabrina, uno dei personaggi secondari del libro “Gli effetti collaterali delle fiabe”.

Come è andato il salto alla Piemme Edizioni?

RISPOSTA:

È andato bene: è stato un passaggio utile per capire come funziona una grande realtà editoriale, per vedere da vicino come i professionisti lavorano su un testo, in che modo si integrano tra di loro per far trovare al lettore un buon libro sugli scaffali.

Cosa ci racconti ne “Gli effetti collaterali delle fiabe”?

RISPOSTA:

Gli effetti collaterali delle fiabe” è la storia di Melissa, una neolaureata in ingegneria piena di talento ma disoccupata, e di come con fatica combatte contro i preconcetti propri e altrui per realizzarsi sul lavoro e in amore. Un aiuto considerevole glielo fornisce Stefano, l’erede di un’azienda domotica di successo internazionale, un bel figliolo brillante e intelligente. È una storia piuttosto classica che mescola ironia, romanticismo e un pizzico di angst, partendo dall’assunto che le fiabe ci hanno dato delle aspettative smisurate e che spesso, più che le fiabe in sé, a contare nella realtà sono gli effetti collaterali che ci rimangono appiccicati addosso.

Gli effetti collaterali dell’amore” è il sequel o un’opera del tutto diversa?

Gli effetti collaterali dell'amore di Anna Nicoletto

RISPOSTA:

Gli effetti collaterali dell’amore” è la storia di Caterina, sorella del sopraccitato Stefano. È autoconclusivo e può essere letto indipendentemente. Chi ha già letto il primo romanzo potrà ritrovare Melissa e Stefano come personaggi secondari e sbirciare come stanno procedendo le cose tra di loro.

Pubblicato in self-publishing questa storia ha una copertina stupenda, che mi ha colpito subito. Ci racconti della storia e soprattutto della bellissima copertina?

RISPOSTA:

Parla del primo amore, della difficoltà del percorrere la propria strada e di quanto a volte possono essere tortuose le seconde possibilità.

La protagonista è Caterina, una lifestyle blogger con una carriera in ascesa, una forza della natura dal carattere impulsivo e testardo, generosa, bravissima a elargire ottimi consigli agli altri e a non seguirne nessuno per se stessa. Caterina parte dall’Italia verso l’assolata Los Angeles per lavoro e le circostanze la riportano da James, il suo ex ragazzo. L’anno e mezzo di lontananza ha un impatto devastante e da lì contenere i ricordi sarà sempre più difficile, perché la vicinanza imprevista li costringerà ad affrontare quello che ancora provano l’una per l’altro.

La cover nasce proprio dalla storia: la coppia scelta assomiglia molto a come ho immaginato i due protagonisti, c’è la loro complicità e sullo sfondo si intravede uno scorcio del Molo di Santa Monica, uno degli scenari del romanzo. Io la trovo perfetta per Caterina e James!

Ci sarà anche la versione cartacea? Aspetto quella!

RISPOSTA:

Sì, ci sarà anche la versione cartacea e arriverà poco dopo l’uscita dell’e-book.

Che tipo di autrice sei? In che genere ti piace districarti?

RISPOSTA:

La parte bella dell’essere self è che puoi scegliere cosa scrivere, come farlo e quando pubblicare, quindi quello che scrivo è esattamente quello che ho voglia di scrivere. Finora sono state storie rosa, ma in passato ho scritto anche libri di altri generi che al momento sono inediti. Come autrice cerco di essere costante e organizzata, anche se poi mi ritrovo a sgarrare dalle mie stesse scalette!

Infine, i tuoi progetti. Cosa devono aspettarsi i tuoi lettori in futuro?

RISPOSTA:

Per il 2018 sono in arrivo altri effetti collaterali! In primavera uscirà con una nuova veste ampliata e rivista la novella attualmente edita da Delos. E poi, visto che ne “Gli effetti collaterali dell’amore” c’è un personaggio secondario che ha sofferto parecchio e che merita un po’ di riscatto, scriverò la sua storia che al momento è in fase di progettazione.

Dopo essere guariti dagli effetti collaterali, voleremo a San Francisco per una storia romance ad ambientazione estera. Insomma, l’agenda è fitta!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazia a te, Tiziana, e crepi il lupo!

Tiziana Iaccarino.

“Ho tutto di te” il nuovo racconto erotico di Alessandra Paoloni.

Il 31 ottobre è uscito il nuovo racconto erotico “Ho tutto di te”, scritto da Alessandra Paoloni e pubblicato da Delos Digital.

Se qualcuno ha letto “L’amante del boia”, la storia erotica che la scrittrice aveva pubblicato diverso tempo fa con la stessa casa editrice, allora saprà o scoprirà che questo è il sequel.

Sono contenta di poterne parlare qui a The Pink Cafè che recensisce ben volentieri queste opere e soprattutto segue con attenzione e affetto scrittrici di talento come Alessandra.

Ma veniamo alla storia di cui sopra.

SINOSSI.

Ho tutto di te di Alessandra PaoloniIl patto tra Maire e il boia non è ancora arrivato alla fine: il corpo della ragazza, in cambio della protezione dell’uomo. Ma quando il boia è costretto a lasciare il villaggio per seguire il suo re, per andare a tagliare la testa a un ribelle di un luogo non troppo lontano, Worth chiede a Maire di seguirlo. Il boia non sa che così scatenerà la curiosità e i capricci di Re Urien, il quale vorrà giacere con Maire e provare a strapparla al suo uomo, anche solo per una notte. Worth allora dovrà prendere una decisione: cedere la ragazza al re, per non diventare uno dei ribelli a cui i soldati darebbero la caccia, oppure fare chiarezza finalmente sui propri sentimenti e ammettere che Maire per lui vale più di qualsiasi altra cosa?

DATI:

Titolo: “Tutto di te”

Autore: Alessandra Paoloni

Genere: erotico

Lunghezza: Racconto lungo

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2017

Editore: Delos Digital

Venduto da: in tutti gli store on line

Pagine: 32

Prezzo: € 1,99

Ve lo consiglio perché è una storia davvero appassionante.

 

Tiziana Iaccarino.

Francesca Baldacci torna con una simpatica storia: “Cuori (e nuvole) a colazione”.

Francesca Baldacci è una delle scrittrici italiane di maggior successo e soprattutto con una carriera artistica e autorale alle spalle di indiscusso valore.

Giornalista, autrice e sceneggiatrice, ha avuto modo di farsi conoscere in innumerevoli modi. Ha collaborato con riviste femminili a tiratura nazionale, è stata giornalista sportiva e scrittrice a tempo pieno.

Le sue opere letterarie pubblicate sono davvero tantissime sia con case editrici che in regime di autopubblicazione, ma ricordiamo quella di maggior successo: “Vacanze da Tiffany” pubblicata in un primo momento in self-publishing e poi arrivata nelle librerie italiane grazie a Sperling&Kupfer nel 2014, prima di arrivare persino all’estero, tradotta in diversi Paesi. Francesca non si è mai fermata e ha scelto di seguire una strada a doppio binario, fornendo i suoi lavori sia a casa editrici che a piattaforme di autopubblicazione, come dicevamo.

Parliamo in questa intervista della sua opera letteraria autopubblicata dal titolo “Cuori (e nuvole) a colazione: perché l’amore è fatto anche di sorrisi”, in seconda edizione.

Ciao Francesca, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Sono molto contenta di poter parlare di te e della tua opera. Come è nata questa storia dall’inizio?

RISPOSTA:

L’idea mi è stata data, in principio, da Roberta Gregorio, la mia referente alla Chichili Agency, agenzia letteraria tedesca con la quale ho collaborato per qualche tempo alcuni anni fa. Mi ha chiesto di scrivere un breve romanzo chick-lit con tutte le caratteristiche del genere: protagonista svampita, amiche del suo stesso stampo, situazioni grottesche e particolari. Ci ho provato ed è uscito “Nuvole a colazione”, che ha visto la luce come ebook nel 2012. Faceva parte di una collana, che si chiamava “Chick Chick Hurrà”, e ha riscosso un certo successo.

Chi è Fanny, in realtà, la protagonista?

RISPOSTA:

Fanny è una ragazza con la testa fra le nuvole (da qui il titolo della storia), in particolare al mattino, a colazione, appunto. Dal colore che le… nubi assumono in questa parte della giornata, cerca di indovinare come sarà il resto. Fanny è quel tipo di persona che lascia scaricare il cellulare, che dimentica a casa la lista della spesa quando va al supermercato ed è svanita un po’ su tutto, in particolare quando è innamorata (e le sue amiche non sono da meno). Qualche volta finisce addirittura con lo sfruttare queste sue sbadataggini per le proprie strategie d’amore: ma combina un guaio dietro l’altro.

Io penso che al giorno d’oggi siamo un po’ tutte Fanny!

Quali sono le caratteristiche di questa storia che hai classificato come chick lit?

Cuori (e nuvole) a colazione di Francesca Baldacci

RISPOSTA:

L’ho inserita nella “fiction umoristica” perché a mio avviso la prima caratteristica, quella che maggiormente salta agli occhi, è una narrazione veloce e con situazioni buffe. O almeno io spero che lo siano per i miei lettori e le mie lettrici. Per quel che mi riguarda, scrivendola mi sono… divertita. Poi è, chiaramente, una storia d’amore, anche se non tradizionale.

Ho notato che è una seconda edizione. Come mai hai deciso per una seconda pubblicazione? In cosa è cambiata rispetto alla prima?

RISPOSTA:

Ho deciso di ripubblicarla perché nella prima edizione non era stata valorizzata, a mio modesto giudizio, come meritava. In questa nuova versione la storia è molto più lunga perché ci sono diverse situazioni in più, i personaggi sono maggiormente sviluppati anche da un punto di vista psicologico, ne emergono le caratteristiche in maniera più evidente. Credo molto, insomma, in questo restyling.

Ancora una domanda: quali sono i tuoi progetti editoriali. Quali saranno le tue prossime opere letterarie? Dove e come ti vedremo ancora?

RISPOSTA:

Ho mille progetti per la mente. Oltre alla collaborazione quasi fissa con le riviste, per le quali scrivo racconti lunghi e romanzi, penso all’attesissimo sequel di “Vacanze da Tiffany”, che vorrei far uscire entro breve tempo, e anche a un sequel de “Il Principe della Notte”, più altri romanzi nel cassetto.

Anzi, nei cassetti, perché in uno solo non ci stanno tutti!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Maledetta” la nuova storia di Tiziana Cazziero.

Chi conosce almeno in parte il percorso artistico e la carriera dell’autrice e articolista free lance Tiziana Cazziero, sa bene che è una persona molto preparata e soprattutto una professionista nel suo ambito.

Tiziana è un’autrice che si documenta sempre intorno a ciò che scrive, prima di affrontare un determinato argomento, ma è anche un’attenta promotrice editoriale.

Grazie a un passato roseo, ma faticoso da articolista free lance, oltre che di autrice pronta ad affrontare gli alti e bassi di questa professione con onesta intraprendenza, Tiziana si è sempre presentata al meglio ai lettori, offrendo loro lavori davvero molto attenti e curati.

Questa volta parliamo del suo nuovo romanzo dal titolo “Maledetta”, particolarmente diverso dalle sue opere precedenti e soprattutto molto curato in ogni minimo dettaglio, a partire dalla costruzione della vita della protagonista.

Una donna diversa dalle altre, in carriera di giorno e avventurosa di notte, una pole dancer. Ci spiegherà meglio l’autrice di cosa stiamo parlando.

Ciao Tiziana, grazie per aver accettato questa intervista. Intanto vorrei chiederti come ti è venuto in mente questo titolo: “Maledetta”, inusuale per te e per lo stile soft a cui ci hai abituato.

RISPOSTA:

Ciao, grazie a te per questo spazio. “Maledetta” è stato uno di quei titoli giunto come una folgorazione. Lei, la protagonista femminile, ha bussato alla mia porta ed è come se avesse deciso di raccontarmi questa storia. Pensavo a Maledetta e mi convincevo sempre di più che il romanzo potesse avere solo questo titolo.

Come hai deciso che tipo di donna doveva essere la protagonista?

RISPOSTA:

La caratterizzazione dei personaggi è sempre qualcosa di complicato, non è semplice gettare nero su bianco il loro modo di essere. Maledetta è arrivata impetuosa nella mia ispirazione di autrice. Sapevo che sarebbe stata una donna diversa dalle altre, non ho deciso razionalmente, ho seguito un po’ l’istinto e spero di aver fatto bene e renderla più vera possibile agli occhi dei lettori.

Chi è la protagonista?

protagonista di pole danceRISPOSTA:

Maledetta è una donna coraggiosa, ma in fondo lei stessa non sa di esserlo. La mattina è una professionista, un avvocato in carriera di successo, anche se i suoi veri sogni sono stati infranti da un evento traumatico del passato. Un qualcosa che ha scatenato in lei la voglia di avere un’amica, un alter ego capace di osare, dove lei, l’avvocato, aveva fallito. Decidendo, quindi, di vestire i panni di una ballerina di pole dance esibendosi in un locale notturno nella splendida città di New York. Maledetta ha un suo significato nel romanzo, che solo leggendo la storia si potrà decifrare pienamente. Apparentemente è fragile, ma la sua debolezza è legata a una passione che, purtroppo, è stata come una condanna. Lei è un’ex ballerina di danza classica, aveva un futuro splendido da disegnare, era sicura e nulla sembrava poterla ferire, fino a quando accade l’irreparabile. In quel momento perde le sue certezze, la donna vissuta fino a quel momento cede il posto a Maledetta, una donna senza paure che sa esporsi, anche rischiando senza temere niente e nessuno.

Come dicevo, è una donna che ha una doppia vita: di giorno ha una carriera di tutto rispetto e di notte è una pole dancer, ma cos’è la pole dance?

RISPOSTA:

La pole è una danza acrobatica che si svolge ballando e avvalendosi dell’uso di un palo, ossia una pertica. Le pole dancer si esibiscono in salti, prese e acrobazie di vari livelli e difficoltà a seconda della preparazione dell’atleta stesso. Io, durante le mie ricerche per il romanzo, ho scoperto un mondo davvero affascinante, campionesse italiane che vanno in giro per il mondo e professionisti circensi che si esibiscono in spettacoli sorprendenti. Pensando a una donna che balla con un palo è quasi normale associarla a una danza sensuale con picchi di maliziosità, che fanno nascere sorrisi e battute. Ovviamente ha una sua sensualità, ma quando un’esibizione è eseguita in modo spettacolare, si perde l’attenzione su questo aspetto per farsi sedurre, invece, proprio dalla bravura e dallo show che si sta vedendo. L’ho appurato vedendo io stessa video nel web e confrontando diverse esibizioni.

So che hai addirittura contattato delle vere pole dancer. Ci racconti come è accaduto questo “incontro virtuale”, come ti sei approcciata a loro, cosa ti è stato detto, quando hai comunicato che ti stavi documentando per la stesura di un romanzo?

RISPOSTA:

Sì è vero, dicevo prima che ho scoperto un mondo dietro la pole dance e alcune professioniste italiane sono state davvero carine e gentili nel volersi raccontare. Non mi aspettavo quella realtà, sinceramente, invece è stato bello confrontarsi con ciò che non si conosce ed è per questo che amo il mio lavoro. Puoi entrare in contatto con persone straordinarie e puoi scoprire tante realtà sconosciute. Loro sono state sorprese ed entusiaste allo stesso tempo. Ho trovato i loro siti e contatti sul web e ho deciso di provare, inviando e-mail che poi hanno avuto un seguito ed è stata una bella esperienza, un qualcosa che mi ha fatto crescere come autrice e anche come blogger.

Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questa tua nuova opera?

Maledetta di Tiziana Cazziero

RISPOSTA:

Suspense, amore, passione, voglia di rinascita e quel pizzico di trasgressione che rende più piccante una storia di questo genere. Maledetta è tutto questo e altro. Un evento drammatico è la base della trama, un qualcosa che avrà un ruolo decisivo solo alla fine della lettura con un colpo di scena che potrebbe spiazzare i lettori, mi auguro nel bene.

Quando uscirà esattamente il tuo nuovo romanzo e cosa pensi ci sorprenderà maggiormente della storia?

RISPOSTA:

Il romanzo uscirà nel mese di novembre, probabilmente nella prima decade, anche se a oggi la data è nel forse, per questo non posso dirlo con esattezza. Penso di riuscire a sorprendere per aver raccontato due donne che vivono in un unico corpo. Due facce della stessa medaglia che si uniranno grazie all’amore. Sì, perché si parla di lei e di come nasce la Maledetta, ma ricordo che, al centro della vicenda che decreterà il cambiamento, ci sarà un “lui” tutto da scoprire.

Ancora una domanda: quale sarà il tuo prossimo lavoro? Appartiene allo stesso genere o ci sorprenderai ancora?

RISPOSTA:

Il prossimo romanzo in uscita sarà un fantasy, il terzo libro della saga “Strega che splende” che mi auguro possa trovare la luce nel mese di gennaio 2018.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te per lo spazio e il tempo che hai dedicato a Maledetta.

Tiziana Iaccarino.

Carmen Rucci, appassionata di viaggi e libri, si racconta al Pink Cafè.

Carmen Rucci è un’autrice metà pugliese e metà siciliana. È appassionata di viaggi (ha vissuto in Gran Bretagna, in particolar modo) e ama i libri, li scrive, li presenta nel corso di eventi, è critica televisiva per NHK world, la TV nazionale giapponese e collabora con librerie, cinema e radio.

In questa intervista esclusiva, ci parlerà di sé, della sua esperienza in Inghilterra, ma soprattutto della sua passione per la letteratura e per l’ambito delle comunicazioni.

Ciao Carmen, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei cominciare con il chiederti il motivo per il quale ti sei spostata in Gran Bretagna.

RISPOSTA:

Dopo la laurea ho voluto approfondire l’Inglese, che è senza dubbio la lingua più conosciuta al mondo.

L’inglese mi avrebbe permesso di spostarmi più facilmente in qualunque parte del mondo, oltre a darmi più possibilità di lavorare come giornalista. Questo è stato uno dei periodi più eccitanti dopo tanto studio, fra chiacchiere e canzoni in riva al Tamigi, il lavoro divertente di cameriera, nuovi amici e tante avventure ogni giorno.

Tornata in Italia, dopo un’intensa esperienza per quotidiani e mensili, ho capito che dovevo studiare il linguaggio giornalistico nella nazione che, a mio parere, lo padroneggia, così ho conseguito un master in giornalismo alla London school of Journalism”. Praticamente un sogno… ragazze e ragazzi oltre che insegnanti accomunati dalla mia stessa passione: la scrittura e la comunicazione.

Da lì sono nate collaborazioni rocambolesche con Channel 4, radio e giornali. Sono arrivata anche ad imbucarmi all’interno dell’emittente televisiva britannica Channel 4 per vincere una scommessa col direttore responsabile di un’importante trasmissione tv. Il premio in palio: lavorare per loro.

Come e quando nasci in qualità di autrice?

RISPOSTA:

È difficile rispondere a questa domanda. Infatti da quando a 8 anni ho avuto il mio primo ‘diario personale’ non ho fatto altro che riempirlo di storie avventurose per poi farlo leggere a tutti: i miei segreti sulla bocca di tutti.

Hai dichiarato una passione per l’Isola di Man. Cosa ci facevi? Ce lo racconti?

RISPOSTA:

La mia storia inizia come quella della mia protagonista di Tutto in 1 Anno”, una ragazza che non vuole farsi sconfiggere dalla vita e decide di mettersi in gioco spedendo un curriculum che verrà aperto nella lontana India da un pugliese come la protagonista.

Dopo un colloquio esilarante e incomprensibile la mia avventura lavorativa inizia in quest’isola tanto bella quanto sconosciuta e, dato il mio carattere curioso ed estroverso… e anche un po’ pasticcione, non poteva non diventare un romanzo che ha venduto 300 copie cartacee solo in Puglia e non so quante copie e-book.

Qual è il tuo quadro generale della Gran Bretagna? Come ce ne parleresti in questo momento?

RISPOSTA:

È da un po’ che non vivo più stabilmente in Gran Bretagna. Quando ci ho vissuto io la sensazione era di grande possibilità. Bastava essere testardi, molto testardi e mettersi in gioco. Ho anche presentato sfilate internazionali di moda pur non capendoci niente di fashion ecc.

Ora la sensazione che mi arriva dall’Italia è di chiusura e questo non mi piace.

Ma passiamo a parlare di te come autrice. “Tutto in un anno” è il tuo primo libro ed è stato tradotto anche in Inglese. Di cosa parla?

RISPOSTA:

Tutto in 1 Anno” è una commedia romantica a due voci: a parlare contemporaneamente, rivelando pensieri spesso opposti da ciò che si è appena detto, sono Domizia, una ragazza alla sua prima esperienza di lavoro, lontana da amici e famiglia e Guido, un mega manager di una multinazionale del petrolio del doppio degli anni della ragazza.

L’anno è il 2001, quello della caduta delle Torri Gemelle e della minaccia terroristica, ma i due protagonisti, due pugliesi all’estero, superano con esilarante ironia ogni disavventura, mostrandoci la bellezza della vita nascosta nelle piccole cose.

Quasi tutta la storia si svolge a Man, un’isola celtica e vichinga e non potevano mancare bellissime descrizioni di paesaggi che ricordano l’Irlanda e un po’ la Scozia e poi il mare e il vento circondano e sembrano guidare i passi di Domizia e Guido.

Passiamo ora all’opera più recente “Domizia va in Giappone”. Come è nata?

Domizia va in Giappone di Carme Rucci

RISPOSTA:

Domizia va in Giappone” nasce da una critica di mia madre mentre preparavo con l’ambasciata del Giappone a Roma ‘Giappone Svelato’, una quattro giorni barese per celebrare i 150 anni di amicizia fra Italia e Giappone. Ero molto orgogliosa e mia madre mi fa: “Sì, ma tu che ci guadagni?”

Ho provato a rispondere che era un evento prestigioso di cui si sarebbe parlato non solo in Puglia, ma poi ho capito che mia madre aveva inesorabilmente ragione… come tutte le mamme. Così, mentre preparavo l’evento, “Domizia va in Giappone” ha preso forma e ha fissato in una guida d’amore e turistica tutto quello che amo e che conosco di questo lontano e poetico paese di cui ormai parlo settimanalmente in eventi, radio e riviste, poiché l’interesse per il paese del Sol Levante raccoglie sempre più ‘adepti’!

Perché questa volta hai scelto il Giappone?

RISPOSTA:

È una domanda che mi hanno fatto in molti. Ti rispondo con il secondo capitolo: ‘Perché proprio il Giappone?’

Scartando la straordinaria coincidenza di mia madre che aveva scelto come regalo per il parto, dalla sua di mamma, una bellissima vestaglia modello kimono dai variopinti fiori stilizzati…

…Girava per casa di mia nonna a Siracusa un vecchio ed elegante album dalle pagine scure su cui erano fissate le foto di delicate giapponesine in coppia a due giovani e forti marinai, (ricordavano Frank Sinatra e Gene Kelly…) e poi pagode svettanti fra pini quasi disegnati, donne con kimono che salutavano compite e languide da sotto un’alta nave in partenza da un molo.

… Dei due marinai uno era veramente bello, con occhi chiari, forse verdi, che brillavano dalle foto sbiadite, sembrava Errol Flynn e non era mio nonno, che invece ricordava il nostrano Rodolfo Valentino. Il bel marinaio dagli occhi del mare era suo fratello. Erano stati imbarcati assieme e avevano combattuto vicino le coste del Giappone, spedendo a mia nonna le stoffe dei paracadute, così la mia mamma bambina finì con l’indossare le più preziose camicine di seta, mai viste prima e dopo lo sbarco degli americani a Fontane Bianche.’

Chi è Domizia?

RISPOSTA:

Domizia è il mio alterego. Incarna la mia curiosità, le mie paure stupide o la mia fiducia incrollabile per il mondo e tutti i suoi abitanti. Domizia è un archetipo del modo giusto di affrontare la vita: con un sorriso, nonostante gli imprevisti.

I tuoi libri rispecchiano in parte anche te o la tua vita?

RISPOSTA:

È ovvio. Continuo ad avvisare amici e conoscenti che tutto quello che mi raccontano, se interessante, andrà ad incastonarsi in un mio romanzo. Un passante, una persona antipatica e ovviamente mie avventure, specie le più assurde diventano storie.

Come ti definiresti in qualità di autrice?

RISPOSTA:

Mi piace narrare racconti calati in un preciso contesto storico. Il mio stile è quello di una commedia, ma frutto di lunghe ricerche. Mi piace conoscere bene quello di cui parlo. Credo che siano i particolari a fare muovere in modo realistico i personaggi nello spazio e nel tempo.

Ricordiamo a tutti il tuo sito ufficiale per conoscerti meglio: www.carmenrucci.com

RISPOSTA:

Mi permetto di ricordare anche https://goo.gl/Yxiq6P è il booktrailer di “Tutto in 1 Anno” ed è fra i finalisti come migliore booktrailer al Milano Trailer Filmfest e il 12 ottobre saprò se ho vinto contro Saviano e compagnia bella! Grazie Tiziana e grazie a tutto il gruppo.

Grazie per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Resilienza, un día a la vez” di Viola Raffei.

Viola Raffei è una giovane autrice che sta per uscire con un nuovo romanzo il 3 Ottobre dal titolo “Resilienza, un día a la vez”, un erotic romance che sembra essere davvero molto interessante.

Ho notato una trama diversa dalle solite e sicuramente di un certo effetto, ma non staremo qui a dirvi molto, piuttosto a parlare con l’autrice che, magari, potrà parlarci della sua opera in modo diretto e in particolare del suo protagonista maschile e della storia d’amore.

Ciao Viola, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Allora, io vorrei sapere come nasce l’opera “Resilienza, un día a la vez”.

RISPOSTA:

Innanzitutto grazie mille per lo spazio e un saluto a tutti.

Resilienza” nasce in un momento molto particolare della mia vita, in cui vedevo tutto nero e mi sentivo un po’ depressa. Per sfuggire ai miei pensieri ho iniziato a scrivere di Thomas e della sua isola, della voglia che ha di sfuggire dal mondo intero e soprattutto da un passato che non gli lascia scampo, scrivevo senza avere una trama fissa in testa, ho lasciato che i miei stati d’animo prendessero il sopravvento e sono ben conscia che è molto diverso dagli altri miei romanzi.

Partiamo dal titolo. Come l’hai scelto?

Resilienza di Viola Raffei

RISPOSTA:

La resilienza, si sa, è la forza di reagire agli episodi negativi che ci accadono nella vita ed è come mi sono sentita io. Mi sono piegata ma non spezzata.

Un giorno parlando con una mia cara amica dissi che volevo un titolo particolare, qualcosa d’impatto e parlandone è venuta fuori propria la parola resilienza e mai mi è sembrato più azzeccato.

Ho letto la sinossi nella quale si parla di un protagonista maschile di nome Thomas che fa da custode a una villa nascosta in un luogo sperduto nel mondo, dove arriverà una scrittrice alla ricerca della giusta pace per lavorare a un suo romanzo.

Chi è Thomas realmente?

RISPOSTA:

Thomas ha origine argentine e si trova catapultato in Sardegna dopo la crisi economica che ha colpito il suo paese, la sua è una famiglia povera e cresce risentendo della mancanza dei suoi che facevano anche due lavori per sbarcare il lunario, si fa strada in lui un po’ d’invidia verso coloro che vivono vite agiate e non danno la giusta importanza alla loro fortuna.

Nella sua vita incontrerà una donna di nome Merzia che sarà un po’ il fulcro dell’intera storia, non svelerò altro, se non che il suo passato è molto difficile, ma il suo cuore altrettante grande.

E lei?

RISPOSTA:

Jenny è una scrittrice di successo che si rifugia su quest’isola per lavorare in pace al suo romanzo, non potrà che innamorarsi di questo “selvaggio” che inizialmente fa di tutto per tenerla il più lontano possibile da lui e dal suo passato.

È una donna forte e determinata, sa quello che vuole e nel corso del romanzo scopriremo tante sfaccettature di lei e del suo carattere.

Mi sono rivista molto in Jenny e nel suo modo di fare.

Quali sono gli ingredienti di questa storia?

RISPOSTA:

Direi che il senso di colpa è il primo ingrediente che tiene legata l’intera storia, poi ci sono l’amore e la passione fra i due protagonisti che spero proprio riuscirà a coinvolgere le mie lettrici.

Cosa dobbiamo aspettarci e cosa ci sorprenderà, invece?

Teaser Resilienza di Viola Raffei

RISPOSTA:

Non posso svelare molto, dico solo che stavolta è molto diverso dalle altre storie, spero di non deludere nessuno!

Ancora una domanda: stai lavorando ad altro, in questo momento?

RISPOSTA:

Sì ho un progetto per Natale e a Novembre uscirò con la versione in inglese di “Le fiamme nel cuore”, cerco di mettere più carne al fuoco prima dell’arrivo del mio secondo figlio.

Grazie per la cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie mille a te e viva il lupo! Un bacio a tutti.

Tiziana Iaccarino.

“Oltre le paure, te”, torna Ilenia Bernardini con una storia appassionante.

Ilenia Bernardini è una delle autrici che conosciamo e seguiamo con affetto e sta per tornare ocn una nuova opera dal titolo “Oltre le paure, te” in uscita il 13 Ottobre ma già in pre-order qui.

Sinossi.

Come si può sopravvivere al dolore della perdita della persona che ami? Come si fa a essere forti per gli altri se dentro ci si sente morti?

Anne Hudson Sinclair non ha le risposte alle domande, è bloccata nel suo dolore. La guerra le ha portato via il marito, il suo confidente, il suo migliore amico, il padre delle sue figlie. Si limita a respirare, a fare quello che tutti si aspettano da lei: cerca di essere una madre presente per Claire e le gemelle Alison e Alice, un punto di riferimento. Non permette a se stessa di tornare a vivere a pieno la propria vita, incapace di lasciare andare il dolore e i sensi di colpa.
Matt Cooper è il suo sbaglio più grande, l’uomo che con un solo bacio ha messo sottosopra le sue convinzioni, prima che il suo mondo crollasse.

Per Matt esiste solo una donna, ma sa di non essere quello giusto per lei. Il suo passato violento lo ha forgiato, nel fisico, nella mente ma soprattutto nel cuore, blindandolo. Non permette a nessuna donna di avvicinarsi: meglio amare da lontano piuttosto che rovinare la vita di Anne. Ma quando una decisione sbagliata li porta a stare a stretto contatto, il cuore sceglie di combattere, di andare contro ogni regola imposta.

Oltre le paure, te di Ilenia Bernardini

Perché a volte bisogna solo trovare quella persona che ci sproni ad affrontare e superare le nostre paure, a compiere il salto nel buio che tanto ci fa paura.

Dopo averli conosciuti in “Amore dietro le quinte”, Anne e Matt tornano con la loro storia di dolore, paura, coraggio, fiducia e amore.

Dati:

Titolo: “Oltre le paure, te”

Autrice: Ilenia Bernardini

Genere: Romance

Casa editrice: Self-publishing

Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo: € 1,99

 

Tiziana Iaccarino.

 

“Una tata per papà”, torna il duo Flora Gallert e Claudia Crocioni.

Sono molto contenta di potervi parlare della nuova uscita di queste autrici, perché sono in gamba e molto preparate.

Una tata per papà” è il secondo volume della serie “BitterSweet, New York” della quale era uscito il primo volume dal titolo “Un bacio a 5 stelle” lo scorso Aprile.
Claudia Crocioni, ex responsabile della Omnia One Group Editore e Flora Gallert, una delle autrici più quotate del momento, già collaboravano sia per quanto concerne il lavoro della casa editrice della prima che nella realizzazione di opere letterarie in autoproduzione.
La loro prima opera editoriale scritta a quattro mani era andata alla grande confermando il fatto che la loro collaborazione fosse più che riuscita e ben congeniata.
Sono contenta, quindi, di intervistarle per The Pink Cafè al quale si raccontano in questa intervista esclusiva.


Ciao Claudia e Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono contenta di parlare della vostra nuova opera. Vorrei chiedervi quando è nata l’idea di scrivere una serie completa insieme.
CLAUDIA:
Ho sempre desiderato condividere la scrittura con qualcuno e quando ho conosciuto Flora mi è sembrata la scrittrice ideale a cui proporlo. Già per il solo fatto che c’era molta sintonia sul lavoro.

FLORA:
L’idea di collaborare inizialmente è venuta a Claudia e io ne sono rimasta subito entusiasta.

Come è nata, quindi, la serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Il genere che avevamo scelto di sviluppare insieme era il rosa. Con il dolce- amaro abbiamo potuto coniugare i nostri due diversi stili di scrittura.

FLORA:
È nata perché ci stimiamo molto come autrici, a ognuno piace lo stile dell’altra quindi, in seguito, a una delle nostre lunghe chiacchierate al telefono, abbiamo deciso di creare qualcosa insieme.


La prima opera “Un bacio a 5 stelle” è andato alla grande. Come nasce il secondo volume dal titolo “Una tata per papà”?

CLAUDIA:

Come strategia, io e Flora ci dividiamo trame e personaggi. Sulla base di storie inventate da lei e da me prendono vita due personaggi diversi, uno più mentale e irrazionale, l’altro più dolce e rilassato. La trama di «Una tata…» è di Flora, mentre quella di «Un bacio…» la mia. Anche se in corso di scrittura poi ognuna sviluppa la sua parte in libertà.

FLORA:
Il primo volume è andato benissimo e ci ha dato tante soddisfazioni, la sinossi era di Claudia mentre questa qui è la mia… Ovviamente abbiamo diviso il libro come nel primo caso, raccontando l’inizio dal punto di vista di Daniel e la fine dal punto di vista di Bonnie. Non seguiamo regole fisse, quindi ognuno personalizza la sua parte.

Queste opere sono autoconclusive?

CLAUDIA:
Sì. Sono romanzi brevi quindi anche se il finale a volte è d’impatto, tutta la serie presenta opere autoconclusive e diverse fra loro. Pur essendo tutte ambientate nella Grande Mela.


FLORA:
Sì, esatto. In comune hanno solo tre cose: sono storie d’amore, sono ambientate a New York, sono scritte da me e Claudia.

Cosa potete anticiparci di questa nuova storia?


Una tata per papà teaser di Claudia Crocioni e Flora Gallert

CLAUDIA:
Per la prima volta con Bonnie ho provato a dare un po’ di goffaggine a un mio personaggio. Non è stato semplice, perché Bonnie è sia bella, che emotiva, che buffa. Tutto insieme. Il Daniel di Flora è un papà figone, più maturo e meno impulsivo.

FLORA:
Sarà dolcissima, amarissima… Ma anche divertente!

Quante storie sono previste dalla serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Più possibile.

FLORA:
È un progetto che vogliamo continuare, finché c’è fantasia!

Ancora una domanda: raccontateci una curiosità inerente la vostra collaborazione e ciò che scrivete insieme.
CLAUDIA:
Sono sempre riuscita a far superare ai miei personaggi i complessi di inferiorità che i personaggi di Flora gli hanno arrecato con la loro perfezione (ahah). L’amore li riunisce sempre.

FLORA:
Finora la parte iniziale è toccata sempre a me e il compito di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle (o dei cuori infranti) è sempre toccato a Claudia e mi sono sempre divertita a incasinarle la vita. (come ho detto, abbiamo una trama iniziale che poi si evolve a seconda della nostra ispirazione). Credo proprio che Claudia si vendicherà quando toccherà a me scrivere la seconda parte.

CLAUDIA: Ci puoi giurare!

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“C’era una volta a New York”, sta tornando in libreria Cecile Bertod!

Cecile Bertod è una delle autrici italiane più quotate del panorama editoriale italiano. Un nome che è diventato anche un marchio e per qualcuno una garanzia, perché le sue opere sono apprezzatissime e l’autrice è molto stimata.

Sono contenta di sapere che torna alla grande con una nuova pubblicazione di cui ci ha raccontato in varie occasioni anche sul web, attraverso dirette live e post. Lei, in pratica, è un’artista molto social e si fa apprezzare per la sua verve e la sua intraprendenza.

C’era una volta a New York” uscirà il 5 Ottobre in tutte le librerie italiane e nei migliori store on line.

Qui scopriamo una Cecile che si è data da fare a raccontare una storia che attraversa il globo: da Parigi a New York con una protagonista un po’ particolare: Sophie. Chi è, in realtà, questa donzella dovrà affrontare una serie avventurosa di eventi prima di arrivare all’amore?

Ciao Cecile, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti come è nata questa storia che sembra essere completamente diversa dalle precedenti. Mi sbaglio?

RISPOSTA:

Ciao! Be’… oddio, non saprei. Diversa forse nello stile, parliamo di uno storico e non più di un contemporaneo, ma restano inalterate l’ironia e la bieca considerazione che ho del genere umano e dei cappellini con le piume, argomento per cui prevedo di inserire un’appendice al libro: “piume e ciliegie, compendiario di stile per un sabato sera lontano da gaffe e inutili interrogatori al commissariato”.

Questo in realtà è il mio primo romanzo rosa, anche se verrà pubblicato solo oggi, e difatti Cecile Bertod era il nome del personaggio femminile del romanzo. Ora invece sarà per ovvi motivi Sophie Riou. Come nasce, sarò sincera, non lo so, ma credo abbiano influito vodka, zitellaggio indiscriminato e l’assenza del Wifi.

Da cosa e da dove nasce il titolo “C’era una volta a New York”?

RISPOSTA:

Mi piaceva l’idea: “C’era una volta”. Evocativo, poi tutto sommato sempre meglio di “l’uomo che entrò dall’oblò e si infilò nel mio baldacchino”. Poi mi dicevano che “Via col vento” era stato già preso, la cosa lì per lì mi ha un po’ spiazzata, ho cercato di andare sul sicuro, sai. Una di quelle frasi mai sentite… E poi ho aggiunto New York.

Chi è realmente Sophie?

RISPOSTA:

cera-una-volta-a-new-york_di_Cecile_Bertod

Sophie è una donna sfigata. Ma tanto. È la vittima di questo romanzo scapestrato. La becchiamo in un momento difficile, uno di quei “mi scusi, sono momentaneamente occupata”. Parentesi temporale che in questo caso comprende un sequestro non autorizzato dalla media borghesia, orrore e raccapriccio, una crociera non prevista verso il nuovo mondo e la terribile, involontaria, imperdonabile distruzione di un delizioso ombrellino da passeggio. In poche parole: Sophie è un personaggio a un passo dall’esaurimento nervoso. Ondeggia tra le onde in attesa del suo momento di rivalsa. Cova vendetta divorando tartine al salmone. Come non comprenderla? Quell’ombrellino era nuovo!

Io sono curiosa di chiederti se hai mai tratto ispirazione dalla tua vera vita, nel corso di questi anni, durante la stesura dei tuoi romanzi.

RISPOSTA:

Di continuo, purtroppo. E considerando quello che scrivo non è neanche troppo dignitoso ammetterlo. Apre uno scorcio sulla drammaticità dei miei incontri sentimentali di questi ultimi anni.

Qual è il romanzo che ti rispecchia meglio e quello al quale, invece, sei più legata?

RISPOSTA:

Quello che mi rispecchia meglio uscirà a febbraio e quindi ne parleremo magari a febbraio – risata malefica – quello a cui sono più legata è di sicuro “Tutto ma non il mio tailleur”, che oggi invece ha preso il titolo della novella (compresa nel romanzo) e cioè “Nessuno tranne te”. La mia Trudy occuperà sempre un piccolo pezzettino del mio cuore. Forse perché sono l’unica in grado di capirla davvero. Ha bisogno di me per sopravvivere.

Sei un’autrice legata all’idea che arrivare in libreria sia fondamentale per chi scrive?

RISPOSTA:

Ma diciamo che aiuta molto. Ecco, se arrivassi in salumeria potrei mettere in difficoltà il rivenditore e creare un po’ di confusione nell’acquirente. Una di queste volte mi piacerebbe arrivare in una fumetteria per generare panico tra i lettori disseminando aneddoti raccapriccianti su Spiderman e l’uso improprio della lingerie da passeggio.

Cosa desiderava Cecile quando è nata come autrice e ha cominciato a farsi conoscere da un vasto pubblico di lettori?

RISPOSTA:

Che domande! Un brasiliano oliato in perizoma zebrato come qualsiasi autrice di rosa che si rispetti. Pfiu!

Ho notato spesso che, in questo ambiente, ci sono realtà davvero contrastanti: c’è chi aspira ad arrivare in libreria e chi, invece, preferisce restare self. Perché, secondo te, esistono realtà tanto contrastanti?

RISPOSTA:

Perché ci sono contro in entrambe. E c’è chi preferisce la libertà prima di ogni cosa, quindi restare self, chi invece vive ancora secondo quella vecchia concezione di autore da etichetta e sogna la libreria. Io credo che ci sia del giusto in entrambe, ma anche che entrambe siano mosse da un unico denominatore. Ogni autore vuole arrivare a quanti più lettori possibili, poi dietro può esserci qualsiasi motivazione, soldi, fama, condivisione, bisogno di sentirsi parte di un insieme, trovare un mezzo all’apparenza innocuo per far sapere a mezzo mondo che il tuo ex ce l’ha piccolo come un timido girino con la raucedine. Insomma, il vero problema è perché se scrive, poi i mezzi di diffusione sono ovviamente quelli che ti consentono più facilmente di perseguire quell’obiettivo.

Cosa significa per un autore arrivare in libreria? Raccontaci i pro e i contro, se ce ne sono, ovviamente.

RISPOSTA:

Per un autore non lo so, per me significano solo grandissima ansia da prestazione, nausea, vomito, morte apparente. Che poi tu lo sai come sei fatto, che ti metti a fare? Lo scrittore! Ecco, brava, no, davvero Cecile. Complimenti. E ancora peggio, lo scrittore in libreria. Cioè non lo scrittore da angolo, tipo azalea, vaso decorativo. Lo metti lì su una scrivania, spolveri di domenica. E intanto lui sta lì a battere, battere, battere. Ogni tanto passa qualcuno: ma ancora? Te lo vuoi trovare un lavoro serio? E lui: ma io sono uno scrittore! Già, solo che lo sa solo lui. Però ecco, a suo modo è fortunato, perché resta convinto, non c’è nessuno che può contraddirlo, nessuno l’ha letto. Nessuno smetterà mai di leggerlo. Quindi in sostanza, non rischia neanche un flop. Meno di zero c’è solo zero. È lo scrittore perfetto! L’irriducibile, intramontabile sconosciuto. L’uomo che scavalca le vette dell’immaginazione spinto da biscottini al burro e tazze di tè liofilizzato. Se entri in libreria invece è finita. Per sempre. Basta un errore e cadi giù dalla mensola. E nessuno ti raccoglie. Diventi carta straccia da bidone. Ah… che immagine agghiacciante. Finire in un bidone, e ho solo 34 anni! Di tutte le cose che speravo, il bidone non l’avevo mai preso in considerazione, ecco.


Cosa consiglieresti a una nuova autrice che vorrebbe farsi notare?

RISPOSTA:

Non so… è una domanda complessa. Tanto per iniziare, farsi notare da chi? Lettori? Case editrici? Colin Morgan? Perché per la terza potrei essere poco d’accordo e ho origini calabresi, che tra le tante prerogative genetiche sono accomunati da una inspiegabile predisposizione per il peperoncino e i fucili a piombini. No, così, io ho avvisato…

Ancora una domanda: cosa ti aspetta in seguito? Ci saranno altre pubblicazioni entro quest’anno o per il prossimo?

RISPOSTA:

Febbraio l’ultima. Dopodiché stop. Esatto, proprio stop. Stop a tempo indeterminato. Ho deciso di aspettare, per ricominciare, che sia come dico io, che questo sia quello che voglio davvero in ogni suo aspetto, non solo in parte. Ho deciso che conto più io, io scelgo sempre me, perché se non mi scegliessi io non mi sceglierebbe nessuno. E così lotto per me, ma lotto davvero per me, sempre. Per fare in modo che quello che sono e faccio sia come volevo che fosse all’origine, anche disposta a chiudere per sempre un capitolo se non c’è modo di dargli il finale che desideravo. Non per forza costretta a continuare. Ma poi perché? Per cosa? Non è un obbligo scrivere, non lo è davvero, è invece un obbligo volersi bene, rispettarsi. Ed è quello che intendo fare anche stavolta. Senza fare l’impossibile pur di restare, senza farmi del male. E se non deve essere questo il mio destino, cioè scrivere, saluterò questo mondo con un sorriso, senza rimpianti. Tutto sommato ho raggiunto già più di quanto avrei mai sognato di vedere.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.