Intervista all’autrice Daniela Volonté. La dolcezza può far male.

Ben trovati nel nostro club The Pink Cafè con un’altra bella intervista, abbiamo scambiato due chiacchiere virtuali con l’autrice del romanzo La dolcezza può far male, firmato dalla Newton & Compton Edizioni: Daniela Volonté.

Leggete la sua intervista per scoprire qualcosa in più su questa storia.

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Intervista all’autrice Daniela Volontè

 

Ciao Daniela e per trovata al Pink Cafè, cominciamo subito con la prima domanda, quando hai cominciato la tua vita da scrittrice?

Risposta.

Intanto grazie per l’ospitalità. Non riesco a definirmi scrittrice, posso solo dire che ho iniziato quest’avventura nel 2013, perciò sono ancora una novellina nell’ambiente. 😉

Com’è cominciato il tuo percorso con la Newton? Vuoi parlarci di questa esperienza?

Risposta.

Ho scritto la prima storia a marzo 2013 e ho quasi la certezza che sia stata comprata solo da parenti e amici! Poi ne ho scritta un’altra a luglio 2013, però in questo caso mi sono affidata a una diversa piattaforma di self publishing che mi ha dato l’occasione di rendere gratuito il mio libro. Sono aumentati i download e, quando a gennaio 2014 ho autopubblicato la terza storia, il libro ha acquistato una buona visibilità ed è stato notato da Newton Compton che mi ha proposto un contratto.

“La dolcezza può far male” è la tua ultima opera pubblicata con la Newton edizioni, tratta un tema importante, come la malattia del diabete, da cosa nasce lo spunto per questa trama?

Risposta.

Questo libro nasce da tutto quello che ogni giorno vedo e vivo. A mia madre è stato diagnosticato un diabete mellito di tipo 1, quello che di solito colpisce bambini e ragazzi e li rende insulinodipendenti, perciò da lì è partito tutto.

Parlaci in breve dei personaggi, Cassandra e Jack, chi sono e cosa hanno in comune?

Risposta.

Jack è lo pseudonimo dietro il quale si nasconde Gabriele, un uomo profondamente cambiato da quando ha scoperto di essere diabetico. Cassandra è una ragazza molto dolce ma anche molto paurosa. I protagonisti hanno in comune proprio il diabete: Gabriele vive questa patologia sulla propria pelle, mentre Cassandra è cresciuta con una mamma che soffre di questa malattia.

Quando scrivi hai un tuo rito speciale, un posto unico che non deve cambiare, preferisci la notte oppure qualunque ora del giorno va bene?

Risposta.

Sono una mamma a tempo pieno, perciò scrivo quando posso. Ogni momento è quello adatto per mettersi al computer o appuntarsi le idee. Al mattino i ragazzi non ci sono e sono più tranquilla, ma riempio fogli di appunti anche mentre li aspetto fuori da scuola o dopo le loro attività. Quindi direi che per me non esiste nessun rito, se non bere litri di caffè per stare sveglia e concentrata su tutto. J

Sei partita dal desiderio di fare la correttrice di bozze, oggi sei una scrittrice che scala le classifiche, com’è cambiata la tua vita da quando coltivavi sogni nel cassetto?

Risposta.

In realtà il desiderio di fare la correttrice di bozze nasce dall’unione dell’amore per i libri e la voglia di poter lavorare da casa per seguire meglio la famiglia. Onestamente credo di aver ottenuto più di quello che avrei mai immaginato, dato che nemmeno nei miei sogni più fantasiosi avrei pensato di scrivere dei libri e da questo punto di vista mi considero molto fortunata.

Qual è il genere che preferisci da autrice e quale invece da lettrice? Ti cimenteresti mai in uno diverso? Se sì, quale  e perché?

Risposta.

Leggo libri romance contemporanei e mi piace scrivere romance contemporanei… (non si può dire che io sia poco coerente! J ). In verità leggo anche romanzi storici e fantasy, ma in misura limitata. Non riuscirei mai a scrivere un giallo e mi sto cimentando in un erotico con una collega fantastica: Sylvia Kant.

Come concili la tua vita privata con la scrittura? Cosa significa essere una scrittrice, solo davvero passione oppure, è anche un lavoro che reputi un impegno a tempo pieno?

Risposta.

Nella mia vita viene prima la famiglia e tutto il tempo che rimane lo dedico alla scrittura. Ci sono giorni in cui non riesco a scrivere una parola, giorni in cui scrivo tantissimo e altri in cui non ne ho voglia. A volte vorrei smettere di farlo del tutto, altre vengo invasa dalla passione che ruota attorno a una nuova idea… Insomma, non credo che possa essere considerato un lavoro, anche se vi dedico tantissimo tempo, anzi, sono convinta che nel momento in cui considererò la scrittura un lavoro, significherà che questa passione sarà morta e non scriverò più nulla.

Altri sogni che ti piacerebbe realizzare?

Risposta.

Come ho già accennato, credo di aver ottenuto più di quello che avrei sperato, perciò auguro solo a me stessa di continuare ad avere questa spinta a scrivere e di percorrere ancora a lungo questa strada.

Come definiresti il tuo stile di scrittura?

  1. Non ne ho idea!!! Sono gli altri che dovrebbero dirlo, non io. Posso solo affermare di essere consapevole di scrivere in modo semplice. Per qualcuno semplicità è sinonimo di banalità, per me significa solo non usare paroloni e scrivere con il cuore in mano.

Se dovessi definirti in tre aggettivi, quali useresti?

Risposta.

Semplice, coerente, isterica.

Perché acquistare “La dolcezza può far male”? Cosa dobbiamo aspettare da questo libro?

Risposta.

Perché è non è una storia troppo lontana dalla realtà. Non ha mille colpi di scena e nel suo essere così simile alla nostra vita, magari può far sorridere o forse pensare…

Grazie della disponibilità

Grazie mille a te per la bella chiacchierata e per il tempo che mi hai dedicato!

Tiziana Cazziero

 

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L’autrice Silvia Devitofrancesco ci racconta il suo romanzo Dietro le Apparenze

Salve a tutti lettori e ospiti del nostro club letterario. Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’autrice Silvia Devitofrancesco, che ci presenta la sua opera di nuova pubblicazione, in uscita il 5 giugno: Dietro le apparenze. Il tema mi sembra importante e attuale, si parla di femminicidio, di verità false apparenti e di donne. Se volete saperne di più, vi invito a leggere la sua intervista.

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Sinossi

“Ci sono segreti che non possono essere rivelati.”
Laura Alberti lavora come fotografa presso la redazione di una rivista femminile.
Gemma Bruschi, la donna con la veletta, colei che ha fatto delle apparenze una filosofia di vita, è la regina dei salotti romani.
Un evento benefico le farà incontrare mettendo a nudo una inaspettata verità.
Tra dubbi, rimorsi, aspettative, deduzioni e una complessa indagine di femminicidio, le esistenze delle due donne sono destinate a mutare per sempre.

Intervista a Silvia Devitofrancesco

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“Vivere di scrittura”? Si può! Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

A volte, navigando sul web, ci si può imbattere in siti e articoli, ma soprattutto persone molto interessanti o, comunque, che trattano argomenti che ci possono incuriosire e far chiedere tante cose. L’articolo che avevo letto è quello che vi segnalo in seguito, per chi è curioso: “Vivere di scrittura è possibile” (link: https://www.viverediscrittura.it/vivere-di-scrittura-e-possibile/ ).

Chi ama la scrittura e i libri, come me, e nota un sito come “Vivere di scrittura” ( www.viverediscrittura.it ), non può non farsi una serie di domande.

Quando ho letto le argomentazioni riportate in quell’articolo, mi sono detta che non fossero per niente campate in aria, anzi… è stata proprio la loro fattibilità a convincermi a contattare l’autore.

Chi, come me, scrive soprattutto romanzi, oltre a essere blogger, spesso crede che non sia possibile vivere di sola scrittura e, in effetti, anche solo dirlo, sembra quasi utopico, soprattutto se andassimo dai nostri amici e parenti a dire “Sapete, esiste un modo per vivere di sola scrittura e io vorrei davvero realizzarlo!” Forse ci riderebbero in faccia, magari non ci prenderebbero sul serio, peggio ancora ci manderebbero a quel paese, dicendo apertamente che sogniamo.

Personalmente, però, penso che una delle cose più belle che si possano fare nella vita sia proprio questo: sognare e poi darsi delle opportunità e dirsi “Perché no?”

Ma, tornando all’argomento principale di questa intervista, che è tutta dedicata al fondatore del sito “Vivere di scrittura”, nonché dell’Accademia del self-publishing (avete capito bene!) nella quale si può apprendere come trasformare la propria passione per la scrittura in un mestiere vero e proprio, scoprirete che molti sogni sono anche realizzabili.

Roberto Tartaglia, classe 1977, infatti, è molto più di un semplice autore, è un ragazzo che si è davvero rimboccato le maniche, che si è dato da fare, che ha dimostrato di valere, che sa il fatto suo e soprattutto che non si è fermato alla sola idea di scrivere romanzi autopubblicati, è andato oltre… molto oltre a ciò. Ce ne parlerà in questa intervista.

Ciao Roberto, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Come avrai notato da ciò che ho scritto, ho letto un tuo articolo molto interessante e ho deciso di contattarti, affinché tu possa raccontare la tua esperienza e magari dare qualche dritta a chi “sogna” come noi.

Cominciamo dall’inizio, quando e come parte la tua avventura con la scrittura? Quando poi la metti in pratica e in che modo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie mille. Per tutto!

La mia avventura parte dalla tenera età. Ho sempre amato la scrittura e la narrazione. Trovo che la narrazione, in particolare, sia lo strumento più adatto per trasmettere messaggi di ogni tipo.

Da piccolo scrivevo qualsiasi cosa mi venisse in mente di raccontare. Poi, crescendo, sono passato a scrivere testi per canzoni (avevo una band, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio).

Da qui, è nata e maturata, in me, l’idea che la scrittura potesse e dovesse diventare il mio lavoro. Volevo fare ciò che mi appassionava. Sino ad allora ero stato un informatico.

Così, per usare le tue parole, mi sono rimboccato le maniche e ho iniziato a specializzarmi. I soldi che guadagnavo con la musica e l’informatica li investivo in formazione. Sono diventato un giornalista, ho iniziato a scrivere racconti con una casa editrice e ho conosciuto tante persone interessanti.

Nel 2009 ho scoperto il self publishing. E tutto è cambiato.

Tu sei un autore, giusto? Io quando parlo di “autore” intendo dire una persona che scrive e quindi può scrivere non solo romanzi, ma veramente di tutto. Partiamo da dove e da cosa tu hai scritto? Dai romanzi autopubblicati?

RISPOSTA:

Non proprio. Come dicevo prima, sono partito da articoli giornalistici e racconti. Storie che sono state inserite in antologie insieme a quelle di grandi come Andrea G. Pinketts, Andrea Carlo Cappi, Pedro Casals, Ben Pastor e così via.

Solo nel 2008/2009 mi sono interessato al self publishing, dopo aver ricevuto alcuni rifiuti e (ben peggio) proposte “poco allettanti”, da case editrici varie, per il mio primo thriller. Da lì, tutto è cominciato.

Ma è solo la mia storia, si può iniziare da qualsiasi punto. È la passione a trascinarti. Peraltro, oggi il self publishing è popolare anche in Italia. Quando io iniziai ad autopubblicarmi c’era poco o nulla. Infatti, mi affidai a Lulu.com, servizio ottimo, ma con sede in Canada. Ordinare un mio libro richiedeva costi di spedizione superiori a quelli di copertina e l’eBook era ancora sconosciuto.

Leggo dalla tua biografia anche di personal branding e web marketing. Ci spieghi in termini semplici cosa sono?

RISPOSTA:

Per web marketing si intendono tutte quelle attività di promozione (di un servizio o prodotto) che si sviluppano attraverso il Web, quindi sui blog, sui social media e così via.

Per personal branding, invece, si intendono quelle attività in grado di promuovere la tua persona, i tuoi valori, le tue capacità. Ed è di estrema rilevanza, se si vuol fare della scrittura il proprio mestiere, nell’era di Internet.

Sì, perché non si può più intendere la promozione così come la si intendeva fino a qualche anno fa, o come qualcuno la intende ancora oggi. Non basta urlare a tutti che si è scritto un libro e che è il migliore del mondo. Peraltro è anche controproducente, perché oggi i lettori sono smaliziati e giustamente critici.

Occorre, allora, farsi conoscere per ciò che si è, per ciò che si sa fare. Questo è il personal branding. Il vero prodotto, oggi, siamo noi. Anzi: è la nostra professionalità.

Sei diventato un Giornalista Pubblicista regolarmente iscritto all’Ordine dei giornalisti e hai, quindi, seguito anche quel tipo di carriera. Ci racconti come hai fatto?

RISPOSTA:

Seguendo il percorso obbligatorio: ovvero lavorando per due anni in una testata registrata e scrivendo centinaia di articoli. Articoli che poi ho sottoposto all’attenzione dell’Ordine, insieme alle ricevute di pagamento emesse dal giornale, prima di sostenere l’esame.

Non c’è altro modo, oggi, per diventare giornalisti e iscriversi all’Ordine. Non è stato facile trovare un giornale che mi facesse scrivere e mi pagasse, ma grazie ad amici sono riuscito a trovare un settimanale di approfondimento che me lo permettesse.

Ho scritto di politica, ma soprattutto di cronaca nera: omicidi, criminalità organizzata, reati ambientali e così via. Una ricca fonte di spunti, insomma, visto che sono anche autore di thriller.

Passiamo ora ai tuoi consigli, soprattutto a quelli che ho letto nell’articolo di cui ho parlato poc’anzi. Tu dici che è possibile vivere di scrittura, se ci si impegna davvero, e soprattutto se si ampliano i propri orizzonti; quindi, non solo libri o romanzi autopubblicati, ma anche blog, social media marketing e molto altro. Hai persino consigliato di diventare ghostwriter, in quanto scrivere libri per altri può diventare molto remunerativo. Ci parli, brevemente, di ciascuna di queste eventualità?

RISPOSTA:

Differenziare le entrate è fondamentale, lo dico anche nella primissima lezione dell’Accademia del Self Publishing. Viviamo in un mondo fortemente competitivo e complesso, dal punto di vista economico. Lo sappiamo bene.

Pensare di vivere solo scrivendo romanzi, mentre si fuma una pipa in riva al lago, è un sogno anacronistico. Ci si può riuscire, ma dopo anni di gavetta e lavoro, dopo essersi fatti un nome. D’altronde, anche tra i big ci sono stati (e ci sono) autori che fanno mestieri di scrittura diversi: da Hemingway a Connelly, da King a Saviano.

Oggi abbiamo il Web, in più, a darci una mano.

Si può scrivere per il proprio blog e monetizzare con le affiliazioni, o vendita di prodotti, si può scrivere per altri blog e farsi pagare, si possono scrivere pubblicità o contenuti per i social media…

Insomma: le opportunità non mancano e alcune sono davvero ben pagate.

Si può anche scegliere di lavorare in un’Azienda, come addetto stampa, creatore di contenuti Web e altro.

Tu sei andato a cercare un corso specializzato per ciascun settore, per essere regolarmente riconosciuto in ogni ruolo che ricoprivi. Giusto?

Sei un membro del MENSA (ci spieghi in breve di cosa si tratta?), hai un certificato di Web Marketing e Social Media Specialist con Madri Marketing, ti sei formato con Il Sole 24 Ore in Media Relations e Digital PR, oltre che in Web Writing e come organizzatore di eventi, tanto per menzionare solo alcuni dei tuoi riconoscimenti. Ci racconti quanto è importante ottenere questo tipo di specializzazioni?

RISPOSTA:

Sì, ho dovuto studiare molto e in molti posti differenti. Anche per questo motivo ho creato l’Accademia del Self Publishing: per cercare di centralizzare, in un’unica scuola online, la maggior parte di queste nozioni, garantendo un risparmio in termini di soldi e tempo, agli studenti. Studiare è fondamentale!

Dobbiamo prima capire da dove partire, se vogliamo davvero fare del nostro meglio e camminare con i nostri piedi.

Chi dice “non ho bisogno di studiare, la scrittura parte dal cuore” e oscenità simili, probabilmente passerà la vita a chiedersi “perché non vendo libri?”.

Bisogna mettersi in testa che la scrittura è un lavoro come un altro. A chi verrebbe in mente di improvvisarsi idraulico, elettricista, chitarrista, medico o biologo? A nessuno direi. Allora perché, un lavoro che richiede specializzazioni, come la scrittura (ancor più la scrittura indipendente di oggi), dovrebbe essere svincolato dallo studio? È follia! L’ispirazione va benissimo, la passione è indispensabile, ma servono anche tecnica e studio, è un dato di fatto.

Riguardo al MENSA, è stata una sfida personale che ho superato e che mi ha fatto conoscere tante persone fantastiche. Il MENSA è un’associazione mondiale senza scopo di lucro che, attraverso un test di intelligenza, recluta quel 2% di popolazione mondiale con un quoziente intellettivo (QI) superiore alla norma. Il QI medio, su scala Cattell, è pari a 100. Per superare il test del MENSA occorre avere almeno 148.

Passiamo ora alla tua Accademia del self-publishing on line. Come nasce e cos’è? Cosa proponi con la stessa?

RISPOSTA:

Come accennavo prima, nell’Accademia ho condensato tutte (o quasi) le mie conoscenze tecniche sulla scrittura, sul web marketing, sulla psicologia della comunicazione e sul personal branding.

Non ho affatto la presunzione di possedere il Verbo e non mi reputo per nulla un “guru”. Sono solo un professionista della scrittura e della comunicazione che, dopo oltre un decennio di lavoro e specializzazioni, ha deciso di trasferire le sue conoscenze per aiutare anche altri a coronare il sogno di vivere di scrittura.

L’Accademia è suddivisa in lezioni. Ciascuna lezione comprende video, PDF da scaricare e link ad approfondimenti esterni, ma anche esercizi. Chi termina l’anno di studi, infatti, potrà sostenere un esame per ottenere l’attestato di Self Publishing Specialist.

Ma non si è obbligati a terminare l’anno. I pagamenti sono mensili e via Paypal. Così, si hanno da subito a disposizione tutte le lezioni e si decide autonomamente se e quando sospendere gli studi.

Continua a leggere “Vivere di scrittura”? Si può! Ce lo racconta Roberto Tartaglia.

Intervista a Giovanna Barbieri, parliamo di storico e di editing

Salve lettori e ben trovati con il nostro club letterario. Abbiamo parlato di editing con un’autrice, che riveste anche la figura di editor:  Giovanna Barbieri.

Oggi si tende a fare confusione con i diversi ruoli interessati nella realizzazione di un’opera, nasce così una conversazione nel gruppo sull’editing in generale.

Intervista a Giovanna Barbieri

18190909_10209055024714164_1594319924_nCiao Giovanna, grazie per aver accettato questo invito. Come nasce la tua passione per lo storico?

R. Ciao a tutte, la passione mi è sorta da bambina grazie ai romanzi di mio padre. È un grande appassionato di II e I guerra mondiale, ma anche di epoche antiche. Ho letto negli anni tutta la sua biblioteca: Ivanhoe di SW Scott; l’ultimo dei Mohicani di Cooper; Tutti i romanzi di Follett, di Manfredi e di Jennings; Sinhue l’egiziano di Waltari e tanti altri.

Sei autrice e ricopri la figura di editor, come e quando nasce in te la voglia di fare editing per terzi? Continua a leggere Intervista a Giovanna Barbieri, parliamo di storico e di editing

Intervista, Tiziana Lia racconta il suo romanzo Noi all’Orizzonte

Salve a tutti e ben trovati nel nostro club letterario The Pink Cafè. Oggi voglio parlarvi della mia chiacchierata con l’autrice Tiziana Lia che stimo molto, conosciuta qualche anno fa’ in occasione della sua prima uscita Ai confini del cuore, un romanzo che ho molto amato.

Nel mese di gennaio 2017 è uscito il suo nuovo libro Noi all’orizzonte, una storia che non ha tradito le mie aspettative, bella e intensa, ma se volete saperne di più leggete la mia recensione QUI.

Le ho chiesto di scambiare due chiacchiere ed ecco l’intervista all’autrice.

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Sinossi

Zoe ha una vita soddisfacente: viaggi, begli abiti, una casa elegante, un uomo, Fabio, con cui convive da otto anni e con il quale partecipa ai salotti di Roma. Unico neo il trasferimento del suo compagno in un’altra città per motivi di lavoro nel momento in cui lei ha perso il suo.
Sarà una promessa rubatale dalla vicina, l’anziana Elide, a condurla a Borgo Trilussa, un centro accoglienza per ragazzi: dovrà sostituire la dirimpettaia in cucina, come volontaria.
Al Borgo Zoe conosce un ambiente nuovo: il suo carismatico direttore, il vecchio Sebastiano Trilussa, è un padre per quella decina di giovani svantaggiati che cercano di trovare la loro strada. Lì si respira aria di casa, genuinità, affetto e lei ne rimane affascinata. È stupendo accorgersi delle piccole cose che prima dava per scontato e a poco a poco Zoe inizia a cambiare. Un cambiamento che ha anche un nome: Isaac. Anche lui cresciuto al Borgo, è un tipo introverso, misterioso, affascinante e ha un passato dal quale vuole riscattarsi.
Zoe e Isaac percepiscono l’alchimia che li lega e si trovano stretti tra due fuochi: l’attrazione che li unisce e i mondi diversi ai quali appartengono.
Tuttavia, scopriranno sulla loro pelle che non tutto è come sembra e che la vita a volte prende pieghe inaspettate, dolorose ma rivelatrici.
In un crescendo di verità taciute, promesse, menzogne e sottintesi, le vite di Zoe, Isaac, Fabio e degli altri protagonisti s’intrecceranno più di quanto loro stessi pensino…

Intervista Tiziana Lia

Ciao Tiziana e grazie per questa intervista. Noi all’Orizzonte, la tua ultima opera che come sai ho letto e recensito, come e quando è nata l’ispirazione di questa storia? Continua a leggere Intervista, Tiziana Lia racconta il suo romanzo Noi all’Orizzonte

Intervista a Silvia Devitrofrancesco, ci parla del suo Essenzialmente Donna

Ben trovati al club letterario The Pink Cafè, oggi ho il piacere di presentarvi l’autrice Silvia Devitofrancesco che ci parlerà del suo Essenzialmente donna.

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“Essere donna è essere una delle creature più poliedriche del Creato”.
Sette racconti che spaziano dal Romance all’indagine psicologica, dalla problematica familiare al genere storico, dal ricordo adolescenziale al Chick lit.
Sette personaggi femminili raccontano le loro storie ed esprimono il loro modo di essere donna.
Completa il testo una piccola guida ironica per essere donne vincenti nel XXI secolo.

BIOGRAFIA AUTRICE: Silvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. È laureata in Lettere (curriculum “Editoria e Giornalismo”) e ama scrivere e leggere sin da piccola. Dopo aver pubblicato racconti in antologie, approda al romanzo con “Lo specchio del tempo” col quale vincerà il premio letterario “Autore Possibile 2016”.
Nel 2016 pubblica l’opera umoristica “Ultimo accesso alle…” e la commedia romantica “Un secondo, primo Natale”
Gestisce il blog letterario http://www.ragazzainrosso.wordpress.com

Intervista a Silvia Devitrofrancesco

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Ciao Silvia e ben trovata. Essenzialmente donna di cosa parla?

  • Ciao, grazie per la disponibilità. “Essenzialmente donna” è una raccolta di sette racconti al femminile. Le protagoniste, donne di ieri e di oggi, sono creature molto diverse tra loro che affrontano la vita, l’amore e i problemi propri della loro esistenza senza mai mettere in discussioni il proprio ruolo di creatura poliedrica. I racconti spaziano dal romance, al chick lit, dalla tematica psicologica all’ambientazione storica. Filo conduttore della raccolta è la femminilità che viene, ovviamente, interpretata in maniera diversa a seconda dei contesti dei vari racconti.

Perché una raccolta di racconti a tema femminile, da cosa nasce questa idea? Continua a leggere Intervista a Silvia Devitrofrancesco, ci parla del suo Essenzialmente Donna

Intervista a Elisabetta Cametti, ci parla del nuovo romanzo: Caino

Il club letterario The Pink Cafè ospita settimanalmente diverse autrici, l’intento è far conoscere nuovi romanzi non con la semplice segnalazione, ma lasciando che siano le stesse autrici che presentino con le loro stesse parole la trama delle loro uscite editoriali.

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Intervista a Elisabetta Cametti

Ciao e ben arrivata al Pink. “Caino” è il titolo del tuo nuovo romanzo, un nome di rilievo, come mai questa scelta?

R.

Di solito, le forze dell’ordine definiscono “Ignoto 1” il killer non identificato. Nel mio romanzo, Fisher, il capo del Detective Bureau del New York Police Department, lo chiama “Caino”, perché nella Bibbia rappresenta il primo assassino della storia, colui che non si è mai pentito. L’uomo nel cui sangue scorre il veleno iniettato a Eva dal serpente e che ha generato una dinastia di violenti. Caino è uno dei due serial killer protagonisti della nuova avventura di Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause che abbiamo già conosciuto ne Il Regista. Continua a leggere Intervista a Elisabetta Cametti, ci parla del nuovo romanzo: Caino

Intervista all’autrice Reika Kell, ci parla del suo romanzo Youfeel Non dirmi addio

Ben trovati lettori del club letterario The Pink Cafè, non scrivo da un po’ di tempo, ma oggi sono qui per presentarvi una delle nuove autrici Youfeel che ha pubblicato con Rizzoli per questa linea di successo. Le ho chiesto di scambiare due chiacchiere, vediamo chi è e che cosa mi ha raccontato: lei è Reika Kell.

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Sinossi

L’amore vero si può trovare nella stanza 22

Lise sente le gambe tremare al solo pensiero di ritornare a Hopefield. Quel posto le ricorda la prematura perdita di sua madre e tutti i drammi che ne sono scaturiti. Quando varca la soglia della locanda di famiglia, è sicura di non essere pronta per mettersi tutto alle spalle: dentro di lei il dolore è ancora vivo. Nemmeno Colin sembra darle quella pace di cui è sempre alla ricerca: troppo impegnato con i suoi concerti, sempre assente nei momenti più difficili.
È la conoscenza di un ospite della locanda a risvegliare in Lise sensazioni nuove. Adam è un giovane scrittore in piena crisi creativa. Non riesce a terminare il suo romanzo e ha pensato che una cittadina pittoresca come Hopefield potesse giovare alla sua ispirazione perduta. Parla poco di sé, è misterioso, ma è proprio questo aspetto che suscita in Lise l’impulsiva voglia di passare sempre più tempo con lui. Il sentimento sboccia nel suo cuore inaspettatamente, la passione travolge come un fiume in piena qualunque barriera e il bisogno di stare insieme coglie entrambi alla sprovvista. Ma solo un amore autentico può sanare le ferite più profonde…
“Non dirmi addio” è un delicato romanzo in cui sentimenti, drammi e segreti si mescolano tra loro, ed esplodono in una storia intensa ed emozionante.

Mood: Emozionante – YouFeel RELOADED dà nuova vita ai migliori romanzi del self publishing italiano. Un universo di storie digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Intervista all’autrice Reika Kell, che ci parlerà del suo romanzo Youfeel “Non dirmi addio”.

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Intervista a Tiziana Iaccarino autrice Rizzoli per la collana Youfeel, ci racconta il suo “Specchio delle mie brame”

Salve amici e lettori del club letterario The Pink Cafè, oggi voglio presentarvi un’autrice che conoscete già, Tiziana Iaccarino  ha accettato di farsi intervistare e di raccontare qualcosa del suo romanzo pubblicato nel luglio 2016 con Rizzoli per la collana Youfeel: Specchio delle mie Brame. Io ho letto questa storia, lettura terminata e presto vi farò conoscere la mia recensione, vi dico solo che è stata una piacevole sorpresa.

Adesso però vi lascio la chiacchierata con Tiziana Iaccarino e il suo Specchio delle mie brame.

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Intervista a Tiziana Iaccarino

Ciao Tiziana e grazie per aver accettato questa intervista. “Specchio delle mie brame” è il tuo romanzo pubblicato con la collana Youfeel per Rizzoli, come nasce questa storia e qual è stata la fonte di ispirazione per questa trama?

R.

Questa storia nasce per caso, scherzando e ridendo a lavoro con Karolina, la protagonista. Una ragazza che esiste realmente e che ama guardarsi tanto allo specchio, malgrado non ne abbia alcun bisogno, perché è una ragazza bellissima. Quando la cercavo, sapevo dove trovarla. Abbiamo riso tanto insieme. Karola, come la chiamo io, è una persona meravigliosa, giovane e molto in gamba, ha molto senso dell’umorismo ed è una ragazza dolce. Lei mi ha ispirato l’idea di questa storia.

Karola è la protagonista del romanzo, un personaggio che ho trovato adorabile anche se devo dire, Lustro mi ha conquistata, un cagnolino che la protagonista porta sempre con sé, senza separarsene mai, posso chiederti da cosa nasce questa trama e perché hai scelto questa coppia, che secondo me è assolutamente vincente nella storia? Continua a leggere Intervista a Tiziana Iaccarino autrice Rizzoli per la collana Youfeel, ci racconta il suo “Specchio delle mie brame”

Intervista a Gloria Pigino, ci parla del suo Tralci della stessa vite

Ben tornati nel nostro club letterario The Pink Cafè. Ho scambiato una piacevole chiacchierata con l’autrice Gloria Pigino, dopo aver letto e recensito il suo libro, ho deciso di farle domanda per saperne di più sulla sua storia di autrice e il suo romanzo d’esordio: Tralci della stessa Vite.

Leggi la recensione qui.

Ciao Gloria e ben venuta nel nostro Club letterario. Tralci della stessa vite, come nasce questa storia?

R. Questa storia è nata il 3 giugno dello scorso anno, quando ho iniziato a mettere nero su bianco le prime righe del romanzo. E poi, da lì, giorno dopo giorno ha iniziato a prendere forma. Il mio desiderio era quello di raccontare una storia d’amore romantica e, allo stesso tempo, dare risalto alle bellezze della mia terra e ai suoi prodotti enogastronomici.

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Matilde, parlaci di lei. A chi ti sei ispirata per il suo personaggio? Quanto c’è di te in lei?

R. Chi ha letto il libro e mi conosce sin da quando ero bambina ha ritrovato molto di me in lei, soprattutto per quanto riguarda il carattere e l’attaccamento alla propria terra e alle proprie origini. Credo, poi, che il fatto di aver scritto il romanzo facendo parlare in prima persona la protagonista mi abbia, in qualche modo, portato ad immedesimarmi ancora di più in lei. Continua a leggere Intervista a Gloria Pigino, ci parla del suo Tralci della stessa vite