Con “LAS 0906 il codice” si apre l’evento “numero0” di un’iniziativa tutta Pink.

Con l’uscita del mio thriller “LAS 0906 il codice” oggi apriamo degli eventi tutti Pink che riguarderanno anche altre autrici e che si apriranno il mese di Dicembre in attesa delle festività.

Abbiamo pensato di festeggiare, parlando di autrici in gamba, di spessore, con una bella carriera alle spalle o magari intraprendenti e tenaci, che ben conoscete e che si sono fatte apprezzare nel tempo grazie alle loro opere e alla loro verve.

L’evento che ho soprannominato “numero0” oggi è un esperimento per parlare della mia opera e vi darà un esempio di come saranno anche sui social e qui sul sito le giornate poi dedicate anche alle autrici che The Pink Cafè ha selezionato per parlare di loro.

Ma intanto, addentriamoci in una storia d’altri tempi, in tutti i sensi. In una storia, quella di “LAS 0906” in cui avremo la possibilità di viaggiare attraverso il tempo e di scoprire i misteri che ruotano attorno alla “Storia della tenuta che guarda Es Malgrat”, ma capirete meglio di cosa stiamo parlando, leggendo l’opera.

In questo racconto si avvicenderanno due coppie distinte per motivi e tempi diversi, che ci trascineranno nelle loro vicende più intime e tormentate alla ricerca di una verità che, forse, sarà davvero difficile scoprire.

Amore, passione, libertà, sogni, desideri, sospetti, bugie, segreti, maledizioni e vendette sono gli ingredienti di una storia che non ha niente a che fare con quelle da me precedentemente scritte, per cui spero davvero di sorprendervi piacevolmente in questa nuova avventura letteraria.

SINOSSI.

Isola di Maiorca, Spagna. 9 Giugno 2014.

La famiglia Santis è proprietaria di un’antica tenuta costruita, a picco sul mare, su una delle zone rocciose più belle dell’isola di Maiorca, ma è all’oscuro di ciò che la casa nasconda da secoli.

Lorena e Alberto non sanno che i genitori, a loro volta, tacciono intorno a una verità arrivata a sconvolgere la loro vita, simultaneamente a una serie di coincidenze targate tutte da una stessa incisione: “LAS 0906”.

Che cos’è quel codice e dove li porterà?

Alberto crederà di avere tra le mani una rivelazione sconvolgente, ma forse sarà troppo tardi quando, insieme a Lorena, dovrà avere a che fare con un’amara sorpresa.

Lorena, dal canto suo, non sa che un nemico può nascondersi dietro il volto di chiunque e dovrà lottare per riconquistare l’agognata serenità.

L’amore sarà in grado di aiutarla a buttarsi alle spalle un passato che trascina le catene di una prigione senza via di fuga?

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Quale sarà il segreto della tenuta che guarda Es Malgrat sull’isola di Maiorca? Quali sono le bugie che sono state raccontate ai protagonisti principali: Lorena e Alberto. Ma soprattutto chi sono Damian e Leya?

Lo scoprirete tra le pagine di questa storia che si rivelerà una sorta di puzzle pronto a farvi scoprire un disegno ben diverso da quello che, forse, vi eravate immaginati all’inizio.

Oggi vi parlerò della storia con estratti, sondaggi, giochi e quant’altro sul gruppo e sulla pagina ufficiale The Pink Cafè, in modo che due persone possano vincere una copia digitale della stessa (in formato pdf o epub a scelta) e ringrazio quanti leggeranno questa storia e la recensiranno, ma ricordate…

Non aver paura di chi ti dice la verità. Temi chi te la nasconde.

LAS 0906 il codice” è disponibile in eBook con anche l’offerta Kindle Unlimited e in cartaceo su Amazon.

Link: https://www.amazon.it/LAS-0906-codice-Tiziana-Iaccarino-ebook/dp/B077FYHNVS/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1511170471&sr=8-1 .

Grazie a tutte le persone che mi sosterranno.

Tiziana Iaccarino.

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“LAS 0906 il codice”, la verità non si saprà mai.

Il 20 Novembre esce la mia nuova opera letteraria dal titolo “LAS 0906 il codice”, una storia che, forse, vi terrà in equilibrio su una fune a ridosso di un abisso.

Un thriller paranormal? Un dark romance? Niente di tutto questo (o forse sì?), anche se l’amore c’è, per quanto venga un attimo relegato allo sfondo.

L’amore qui è inteso nel senso più ampio del termine. L’amore in tutte le sue rosee e meno rosee sfumature.

L’amore tutto, al di là dei legami di sangue e della confidenza, vicinanza o lontananza, qui c’è in ballo la vita di un’intera famiglia, anzi… di un’intera stirpe, ma non posso aggiungere altro.

SINOSSI.

Isola di Maiorca, Spagna. 9 Giugno 2014.

La famiglia Santis è proprietaria di un’antica tenuta costruita, a picco sul mare, su una delle zone rocciose più belle dell’isola di Maiorca, ma è all’oscuro di ciò che la casa nasconda da secoli.

Lorena e Alberto non sanno che i genitori, a loro volta, tacciono intorno a una verità arrivata a sconvolgere la loro vita, simultaneamente a una serie di coincidenze targate tutte da una stessa incisione: “LAS 0906”.

Che cos’è quel codice e dove li porterà?

Alberto crederà di avere tra le mani una rivelazione sconvolgente, ma forse sarà troppo tardi quando, insieme a Lorena, dovrà avere a che fare con un’amara sorpresa.

Lorena, dal canto suo, non sa che un nemico può nascondersi dietro il volto di chiunque e dovrà lottare per riconquistare l’agognata serenità.

L’amore sarà in grado di aiutarla a buttarsi alle spalle un passato che trascina le catene di una prigione senza via di fuga?

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DATI TECNICI.

Titolo: “LAS 0906 il codice”

Autrice: Tiziana Iaccarino

Data di pubblicazione: 20 novembre 2017

Venduto su: Amazon Media EU S.à r.l.

Formato: eBook e cartaceo

Genere: Thriller – Giallo

Pagine: 120

Prezzo eBook: € 0,99

Prezzo cartaceo: € 4,99

Copertina.

La copertina del formato digitale e cartaceo è realizzata da LG Book Covers.

Pagina ufficiale: https://www.facebook.com/lgbookcovers/

Vi aspetto sull’isola di Maiorca per fare un passo indietro e tornare a oggi, usare la macchina del tempo e non solo, all’interno di questa storia, dal 2014 a…

Tiziana Iaccarino.

“C’era una volta a New York”, sta tornando in libreria Cecile Bertod!

Cecile Bertod è una delle autrici italiane più quotate del panorama editoriale italiano. Un nome che è diventato anche un marchio e per qualcuno una garanzia, perché le sue opere sono apprezzatissime e l’autrice è molto stimata.

Sono contenta di sapere che torna alla grande con una nuova pubblicazione di cui ci ha raccontato in varie occasioni anche sul web, attraverso dirette live e post. Lei, in pratica, è un’artista molto social e si fa apprezzare per la sua verve e la sua intraprendenza.

C’era una volta a New York” uscirà il 5 Ottobre in tutte le librerie italiane e nei migliori store on line.

Qui scopriamo una Cecile che si è data da fare a raccontare una storia che attraversa il globo: da Parigi a New York con una protagonista un po’ particolare: Sophie. Chi è, in realtà, questa donzella dovrà affrontare una serie avventurosa di eventi prima di arrivare all’amore?

Ciao Cecile, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti come è nata questa storia che sembra essere completamente diversa dalle precedenti. Mi sbaglio?

RISPOSTA:

Ciao! Be’… oddio, non saprei. Diversa forse nello stile, parliamo di uno storico e non più di un contemporaneo, ma restano inalterate l’ironia e la bieca considerazione che ho del genere umano e dei cappellini con le piume, argomento per cui prevedo di inserire un’appendice al libro: “piume e ciliegie, compendiario di stile per un sabato sera lontano da gaffe e inutili interrogatori al commissariato”.

Questo in realtà è il mio primo romanzo rosa, anche se verrà pubblicato solo oggi, e difatti Cecile Bertod era il nome del personaggio femminile del romanzo. Ora invece sarà per ovvi motivi Sophie Riou. Come nasce, sarò sincera, non lo so, ma credo abbiano influito vodka, zitellaggio indiscriminato e l’assenza del Wifi.

Da cosa e da dove nasce il titolo “C’era una volta a New York”?

RISPOSTA:

Mi piaceva l’idea: “C’era una volta”. Evocativo, poi tutto sommato sempre meglio di “l’uomo che entrò dall’oblò e si infilò nel mio baldacchino”. Poi mi dicevano che “Via col vento” era stato già preso, la cosa lì per lì mi ha un po’ spiazzata, ho cercato di andare sul sicuro, sai. Una di quelle frasi mai sentite… E poi ho aggiunto New York.

Chi è realmente Sophie?

RISPOSTA:

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Sophie è una donna sfigata. Ma tanto. È la vittima di questo romanzo scapestrato. La becchiamo in un momento difficile, uno di quei “mi scusi, sono momentaneamente occupata”. Parentesi temporale che in questo caso comprende un sequestro non autorizzato dalla media borghesia, orrore e raccapriccio, una crociera non prevista verso il nuovo mondo e la terribile, involontaria, imperdonabile distruzione di un delizioso ombrellino da passeggio. In poche parole: Sophie è un personaggio a un passo dall’esaurimento nervoso. Ondeggia tra le onde in attesa del suo momento di rivalsa. Cova vendetta divorando tartine al salmone. Come non comprenderla? Quell’ombrellino era nuovo!

Io sono curiosa di chiederti se hai mai tratto ispirazione dalla tua vera vita, nel corso di questi anni, durante la stesura dei tuoi romanzi.

RISPOSTA:

Di continuo, purtroppo. E considerando quello che scrivo non è neanche troppo dignitoso ammetterlo. Apre uno scorcio sulla drammaticità dei miei incontri sentimentali di questi ultimi anni.

Qual è il romanzo che ti rispecchia meglio e quello al quale, invece, sei più legata?

RISPOSTA:

Quello che mi rispecchia meglio uscirà a febbraio e quindi ne parleremo magari a febbraio – risata malefica – quello a cui sono più legata è di sicuro “Tutto ma non il mio tailleur”, che oggi invece ha preso il titolo della novella (compresa nel romanzo) e cioè “Nessuno tranne te”. La mia Trudy occuperà sempre un piccolo pezzettino del mio cuore. Forse perché sono l’unica in grado di capirla davvero. Ha bisogno di me per sopravvivere.

Sei un’autrice legata all’idea che arrivare in libreria sia fondamentale per chi scrive?

RISPOSTA:

Ma diciamo che aiuta molto. Ecco, se arrivassi in salumeria potrei mettere in difficoltà il rivenditore e creare un po’ di confusione nell’acquirente. Una di queste volte mi piacerebbe arrivare in una fumetteria per generare panico tra i lettori disseminando aneddoti raccapriccianti su Spiderman e l’uso improprio della lingerie da passeggio.

Cosa desiderava Cecile quando è nata come autrice e ha cominciato a farsi conoscere da un vasto pubblico di lettori?

RISPOSTA:

Che domande! Un brasiliano oliato in perizoma zebrato come qualsiasi autrice di rosa che si rispetti. Pfiu!

Ho notato spesso che, in questo ambiente, ci sono realtà davvero contrastanti: c’è chi aspira ad arrivare in libreria e chi, invece, preferisce restare self. Perché, secondo te, esistono realtà tanto contrastanti?

RISPOSTA:

Perché ci sono contro in entrambe. E c’è chi preferisce la libertà prima di ogni cosa, quindi restare self, chi invece vive ancora secondo quella vecchia concezione di autore da etichetta e sogna la libreria. Io credo che ci sia del giusto in entrambe, ma anche che entrambe siano mosse da un unico denominatore. Ogni autore vuole arrivare a quanti più lettori possibili, poi dietro può esserci qualsiasi motivazione, soldi, fama, condivisione, bisogno di sentirsi parte di un insieme, trovare un mezzo all’apparenza innocuo per far sapere a mezzo mondo che il tuo ex ce l’ha piccolo come un timido girino con la raucedine. Insomma, il vero problema è perché se scrive, poi i mezzi di diffusione sono ovviamente quelli che ti consentono più facilmente di perseguire quell’obiettivo.

Cosa significa per un autore arrivare in libreria? Raccontaci i pro e i contro, se ce ne sono, ovviamente.

RISPOSTA:

Per un autore non lo so, per me significano solo grandissima ansia da prestazione, nausea, vomito, morte apparente. Che poi tu lo sai come sei fatto, che ti metti a fare? Lo scrittore! Ecco, brava, no, davvero Cecile. Complimenti. E ancora peggio, lo scrittore in libreria. Cioè non lo scrittore da angolo, tipo azalea, vaso decorativo. Lo metti lì su una scrivania, spolveri di domenica. E intanto lui sta lì a battere, battere, battere. Ogni tanto passa qualcuno: ma ancora? Te lo vuoi trovare un lavoro serio? E lui: ma io sono uno scrittore! Già, solo che lo sa solo lui. Però ecco, a suo modo è fortunato, perché resta convinto, non c’è nessuno che può contraddirlo, nessuno l’ha letto. Nessuno smetterà mai di leggerlo. Quindi in sostanza, non rischia neanche un flop. Meno di zero c’è solo zero. È lo scrittore perfetto! L’irriducibile, intramontabile sconosciuto. L’uomo che scavalca le vette dell’immaginazione spinto da biscottini al burro e tazze di tè liofilizzato. Se entri in libreria invece è finita. Per sempre. Basta un errore e cadi giù dalla mensola. E nessuno ti raccoglie. Diventi carta straccia da bidone. Ah… che immagine agghiacciante. Finire in un bidone, e ho solo 34 anni! Di tutte le cose che speravo, il bidone non l’avevo mai preso in considerazione, ecco.


Cosa consiglieresti a una nuova autrice che vorrebbe farsi notare?

RISPOSTA:

Non so… è una domanda complessa. Tanto per iniziare, farsi notare da chi? Lettori? Case editrici? Colin Morgan? Perché per la terza potrei essere poco d’accordo e ho origini calabresi, che tra le tante prerogative genetiche sono accomunati da una inspiegabile predisposizione per il peperoncino e i fucili a piombini. No, così, io ho avvisato…

Ancora una domanda: cosa ti aspetta in seguito? Ci saranno altre pubblicazioni entro quest’anno o per il prossimo?

RISPOSTA:

Febbraio l’ultima. Dopodiché stop. Esatto, proprio stop. Stop a tempo indeterminato. Ho deciso di aspettare, per ricominciare, che sia come dico io, che questo sia quello che voglio davvero in ogni suo aspetto, non solo in parte. Ho deciso che conto più io, io scelgo sempre me, perché se non mi scegliessi io non mi sceglierebbe nessuno. E così lotto per me, ma lotto davvero per me, sempre. Per fare in modo che quello che sono e faccio sia come volevo che fosse all’origine, anche disposta a chiudere per sempre un capitolo se non c’è modo di dargli il finale che desideravo. Non per forza costretta a continuare. Ma poi perché? Per cosa? Non è un obbligo scrivere, non lo è davvero, è invece un obbligo volersi bene, rispettarsi. Ed è quello che intendo fare anche stavolta. Senza fare l’impossibile pur di restare, senza farmi del male. E se non deve essere questo il mio destino, cioè scrivere, saluterò questo mondo con un sorriso, senza rimpianti. Tutto sommato ho raggiunto già più di quanto avrei mai sognato di vedere.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Le scrittrici Corinne Savarese e Lidia Ottelli pubblicano un’opera a quattro mani.

Chi ama leggere e segue le nuove leve, conosce bene i loro nomi, perché Corinne Savarese e Lidia Ottelli sono due dei nomi più noti della giovane letteratura italiana contemporanea.

La prima si è fatta apprezzare grazie alla stesura di opere molto divertenti, di genere comico che sono state in vetta alle classifiche di vendita più note nella categoria Humour. Ricordiamo i suoi titoli più apprezzati “Cara cognata, ti odio!” uscita nel 2013 e “Finché suocera non ci separi” pubblicata nel 2014 per poi arrivare a due opere molto apprezzate dai titoli “(Es)senza di te” e “Una str…ega sotto l’albero” pubblicate all’interno della collana digitale YouFeel dalla Rizzoli fino alla nuova autoproduzione dal titolo “Mister Cupido”.

Lidia Ottelli, invece, ha un percorso leggermente diverso. Dopo il boom di consensi ottenuti dalla sua prima opera “Odio l’amore, ma forse no” è approdata in tutte le librerie d’Italia sotto la targa Newton & Compton Editori, diventando una delle autrici italiane più apprezzate. A questa storia, infatti, sono seguite anche: “Fino all’ultimo battito” ed “Emma in Love” pubblicate sempre dalla stessa casa editrice.

Adesso le due autrici hanno deciso di scrivere una storia a quattro mani di cui scopriremo presto il titolo e la trama e ne parlano a The Pink Cafè, in questa doppia intervista.

Ciao ragazze, grazie per aver accettato di raccontare questa vostra nuova avventura letteraria. Vorrei chiedere a entrambe quando è avvenuto e come è stato il vostro incontro.

CORINNE:

Ciao Tiziana. Prima di tutto permettimi di ringraziarti per questo salotto letterario che hai creato. Per noi è un enorme piacere.

Io e Lidia ci siamo scoperte all’alba delle nostre carriere editoriali. A quei tempi non c’erano tutte le uscite che ci sono adesso e tra di noi ci si conosceva tutte. È stata subito simpatia reciproca. Il genere si assomigliava e ci siamo prese fin dall’inizio.

LIDIA:

Ciao, grazie a te per l’invito.

Il nostro incontro è partito molti anni fa. Io conoscevo Corinne tramite il mio blog e da lì, abbiamo subito avuto un feeling letterario incredibile.

Io ho letto tutto di lei e lei di me. Mi piace il suo stile e mi piace come affronta il mondo letterario.

Diciamo che il mio blog, è stato l’artefice di questo incontro.

Come e da chi è partita l’idea di scrivere una storia a quattro mani?

CORINNE:

Io e Lidia abbiamo avuto sempre un rapporto molto diretto, senza troppi giri di parole. Ricordo bene il giorno in cui le scrissi: “Ho un’idea pazza che mi frulla per la testa… scriviamo un libro a quattro mani, io e te. Che ne pensi?” Non dovetti nemmeno convincerla. Fu immediata. Dopo cinque minuti eravamo al telefono a buttare giù la trama, a grandi linee, che poi ha preso forma col passare del tempo. È stato un divertimento assoluto!

LIDIA:

L’idea è stata di Corinne. Mi scrisse su WhatsApp semplicemente un “voglio scrivere a 4 mani, che ne dici?”

Io dissi subito di sì.

Abbiamo iniziato dal nulla, senza pensare a nulla. Abbiamo inventato una storia che si è evoluta ogni capitolo.

Lo so, siamo pazze! Ma le cose improvvise sono le migliori.

Come si intitola la vostra storia e a quale genere appartiene?

Non so se odiarti o amarti di L.Ottelli e C.Savarese

CORINNE:

Il titolo originale era un altro. Generalmente io mi innamoro dei titoli. Spesso capita addirittura che scriva un romanzo a partire da un titolo, ma qui è stato diverso. Chi mi conosce (e Lidia l’ha scoperto e mi ha odiata fino all’osso, credo) sa che sono molto pignola, così un giorno la poveretta, non potendone più del mio analizzare ogni cosa, mi scrisse “Corinne! Non so se odiarti o amarti!” ovviamente fu molto velata, ma sono sicura avrebbe voluto strozzarmi. È per questo che ci vogliamo così bene.

LIDIA:

Il genere è un Contemporary Romance molto divertente.

Il titolo è “Non so se odiarti o amarti”.

Ti racconto un piccolo aneddoto. Inizialmente il titolo non era questo. Un giorno, mentre facevo l’editing, scrissi un post su Facebook a Corinne. “Corinne, non so se odiarti o amarti”.

Lei mi contattò immediatamente dicendomi: mi piace quello come titolo.

Da lì, il titolo è cambiato.

Potete raccontarci qualche aneddoto che riguarda quest’opera? Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questo connubio?

CORINNE:

Come tu sai, Tiziana, io scrivo di notte, perché con quattro figli di giorno mi è quasi impossibile lavorare. Be’, con Lidia ci siamo fatte delle risate incredibili al telefono. Ore intere per ogni capitolo, per delinearne la trama, con continue interruzioni per colpa mia. Lidia ha avuto una pazienza infinita, ma è stata davvero un’avventura che non dimenticherò.

Ps: l’abbigliamento dettagliato del pompiere stripper è tutto merito di Lidia, perché io, all’alba della mia età, non sono ancora mai andata a vedere uno strip, ma ho promesso che recupererò presto. Prestissimo.

LIDIA:

Aneddoti ce ne sono mille! Ci siamo chiamate infinite volte, abbiamo scritto tutte le trame per ogni capitolo via cellulare o via Facebook. Al telefono facevamo un sacco di risate. Abbiamo messo un insieme di situazioni che ci sono capitate e altre che sarebbe meglio evitare…

Ogni volta che finivamo un capitolo, ce lo spedivamo e ridevamo e facevamo commenti stupidi, che è meglio censurare.

Se doveste definirvi come autrici, quale aggettivo usereste?

CORINNE:

Mmm, non saprei, davvero. Posso lasciare che mi definiscano le lettrici?

LIDIA:

Difficile… forse versatile.

Qual è il vostro genere letterario preferito?

CORINNE:

Vado a periodi, in base alle emozioni che ho al momento e a quello di cui ho bisogno per superarlo. Passo dalle commedie romantiche alla narrativa. Ho una vita abbastanza piena e ricca e non sempre mi riesce di leggere romanzi troppo pesanti, anzi, mi aspetto che la lettura sia per me un mondo dove rifugiarmi, che mi faccia stare bene.

LIDIA:

Io amo follemente urban fantasy e il paranormal. Mi piace il mistero del fantasy.

Infine, raccontateci un sogno, uno qualunque, che vorreste realizzare e al quale non avete avuto ancora modo o tempo di dedicarvi.

CORINNE:

Il mio sogno nel cassetto è arrivare a scrivere una sceneggiatura per un film o una serie tv. È solo un sogno, però. Ma sognare non costa nulla…

LIDIA:

Il mio sogno l’ho realizzato quando ho visto il mio libro in libreria. Ora ho altri sogni, ma sono più personali e forse più noiosi.

Grazie ancora per l’ospitalità! Saluto tutti i tuoi lettori a cui vorrei dire che il Self Publishing non è poi quella brutta bestia che tutti pensano che sia.

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, Tiziana, è stato un piacere essere tua ospite.

Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per la tua carriera e alla prossima.

Un saluto a tutte le lettrici – Corinne.

Tiziana Iaccarino.

“Just a second” … un titolo che ci racconta l’autrice K.J. Roxy.

Quando ho notato la copertina di quest’opera e trovato la trama, dopo aver accettato l’amicizia dell’autrice, mi sono detta… questa è una di quelle storie che mi piacerebbe scoprire, per sapere come scrive una persona alla sua prima pubblicazione.

K.J. Roxy è lo pseudonimo di una ragazza romana di nome Rossana, diciamolo, ha 29 anni e vive in Svizzera da una decina d’anni, anche se, mi ha raccontato che si trasferirà presto a Milano a convivere con il suo ragazzo.

Mi ha detto che ha molte trame incomplete nel cassetto, anzi… nel suo pc, che le vorrebbe tirare fuori una alla volta e soprattutto farsi conoscere, perché è una che non scrive proprio con delicatezza, lei è una che ci mette dei personaggi tosti in una storia.

Avevo voglia di fare quattro chiacchiere con lei così da darle l’occasione di raccontarci meglio come è nata la sua opera e perché ha scelto l’autopubblicazione.

Ciao Roxy, io vorrei cominciare con il chiederti, come faccio anche con altre autrici, quando e come hai iniziato a scrivere.

RISPOSTA:

Ciao, grazie per l’intervista. Mah… dall’adolescenza io ho sempre messo nero su bianco quello che mi passava per la testa. A volte quello che mi succedeva a scuola, perché mi sono diplomata a Roma, anche se poi ci siamo trasferiti in Svizzera, quando avevo 19 anni, ma ho sempre amato scrivere.

Qual è stato il momento in cui hai deciso che era arrivata l’ora di pubblicare?

RISPOSTA:

Mi ha convinta mia sorella Michela, dopo aver letto la storia di Max e Roxanne. Non è una storia semplicissima, soprattutto se si pensa a come finisce… c’è qualcosa che resta in sospeso, qualcosa che si scoprirà solo alla fine e che, forse, può darmi la voglia di scrivere un seguito.

Hai molte storie nel cassetto?

RISPOSTA:

Una decina, anche se sono incomplete. Alcune le ho solo cominciate, altre sono rimaste a metà e magari le continuo a scrivere quest’anno.

Quando nasce “Just a second” esattamente?

RISPOSTA:

Cover

Diversi anni fa. Non ricordo con esattezza quando. Era una storia che mi frullava in testa da tanto. Il mio primo ragazzo si chiamava Massimiliano. Ho preso spunto dal suo nome per il protagonista e poi ho messo il mio un po’ francesizzato: Roxanne, invece di Roxana.

In che modo hai deciso di raccontare la storia di Max e Roxanne… a proposito, hai deciso di infilarci il tuo nome dentro?

RISPOSTA:

Sì, come ho già detto prima, ho messo anche il mio nome alla protagonista, anche se il mio nome vero è Rossana. Ho pensato di raccontare le due facce di una medaglia, da una parte Max e dall’altra Roxanne. Non so se piacerà questo modo di raccontare, ma almeno potrò dire di avere un mio stile e di averci provato.

Chi è veramente Max?

RISPOSTA:

Max è un uomo solo. Ha perso la famiglia di origine, ma non vi sto a dire come e quando, perché potrete scoprirlo nella storia. Ha dovuto cambiare vita, andare a Miami e sperare di lasciarsi alle spalle un passato pesante. Peccato che non sarà così semplice come pensa.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPSOTA:

La salute e la serenità. Sono cose indispensabili. Che prima di tutto vorrei, sempre.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua prima pubblicazione!

RISPOSTA:

Grazie a voi.

Tiziana Iaccarino.

“Twins in love” è la nuova opera di Therry Romano.

Il 19 luglio uscirà con la Collana Floreale ideata e curata dall’autrice Flora Gallert per la piattaforma pub.me.

Stiamo parlando di un’autrice che sembra pronta a farsi largo, tra le tante uscite di questo mese, con una storia più che bella, direi eccezionale, il cui titolo è “Twins in love”.

Cover da urlo e collana altrettanto figa, va detto, grazie alla professionalità e alla collaborazione di giovani artiste molto preparate, ma soprattutto in gamba, Therry Romano saprà farsi apprezzare e soprattutto notare alla grande questa estate.

Sono contenta di parlarne direttamente con lei attraverso questa intervista per The Pink Cafè.

Ciao Therry, grazie per aver accettato questa intervista e soprattutto per la tua cortesia.

Sei una persona che seguo e ammiro molto e mi fa davvero piacere scoprire che sei in procinto di uscire con un’opera che farà, di certo, ben parlare di sé.

Vorrei chiederti, innanzitutto, quando è nata la tua passione per la scrittura e come l’hai coltivata.

RISPOSTA:

Ciao e grazie di avermi ospitata, è un vero piacere essere qui con te e il tuo stupendo gruppo. Dunque, sono stata una bambina molto precoce nel leggere e scrivere, per cui a 4 anni già cambiavo i finali delle favole che non mi piacevano. Col tempo, già alle elementari, scrivevo poesie, soprattutto in rima baciata, e racconti con i quali deliziavo i parenti quando venivano a cena a casa dei miei genitori. Ma mi sentivo insoddisfatta di ciò che creavo e quindi mi sono buttata, anima e corpo, nella lettura. A cominciare da classici di avventura come Moby Dick, 20000 leghe sotto il mare, Il Corsaro Nero e altri libri simili, fino ad approdare al giallo e thriller. Ma il mio amore per il fantasy è quello che prevale e che seguo tantissimo, con partecipazioni a Convention ed Eventi anche di Manga e cultura orientale.

Come è nata la storia di “Twins in love”?

RISPOSTA:

Twins in love di Therry Romano

Nasce dal personaggio di Luana, una mia grande amica, innamorata all’epoca del gruppo punk rock Tokio Hotel. Circa 6 anni fa scrivevo FF e ho una pagina in cui mi cimento in scenette ironiche e divertenti sul gruppo. Per poterle regalare un sogno ho scritto questo racconto, affiancandole una sorella gemella irruente e trascinante, e farle vivere un’avventura stupenda, quella che insomma sognano tutte le fan. È rimasta nel cassetto per anni, finché qualche mese fa non ho deciso di ‘rispolverarla’ e l’arrivo di Flora è stato quasi ‘destino’. Mi ha detto che amava gli YA. Le ho inviato un po’ per sfida il racconto, un po’ perché mi fido di lei come autrice, e dopo neanche un giorno, mi ha detto che le piaceva tanto. Ero felice di aver colpito una persona emozionale e straordinaria come lei, così ho deciso di affidarle il mio scritto. E ne ha fatto una cosa stupenda.

Cosa ci racconterai in essa? È una storia d’amore?

RISPOSTA:

Sì, è una storia d’amore, anzi ‘Twin’, perché la situazione è doppia. Si parla di affinità, di amicizia sbocciata dal nulla e di amore che ti arriva al cuore in modo inaspettato. Essendo i protagonisti poco più che ventenni, vi faranno rivivere batticuori e delusioni che, almeno per me, sono un tuffo nel passato e mi regalano tanti sorrisi.

Tu sei un’autrice da romanzo rosa? A quale genere ti senti più affine?

RISPOSTA:

Sono nata come autrice di chick lit, ho scritto romance condito con gothic e paranormal, ho toccato temi come gli ambienti del sud, descrivendo un matrimonio nel paese in cui sono vissuta per anni, con dettagli e scene quotidiane che mi hanno divertita. Per molti sono un’autrice di questo genere, trovano le mie situazioni divertenti e spensierate, ma adoro il fantasy come ti dicevo, e mi sono cimentata in alcuni esperimenti. Ma presto ritornerò al romance con nuove incursioni ‘inaspettate’.

Quale messaggio passerrai ai lettori attraverso questa storia e soprattutto chi sono i protagonisti?

RISPOSTA:

In tutti i miei libri il messaggio è unico: seguite i sogni, seguite il cuore. I libri devono essere svago, il portale per realizzare ciò che nella realtà non possiamo ottenere, e quindi, permetterci di vivere mille e mille vite diverse.

I protagonisti sono soprattutto Maya e Luana, due gemelle omozigote, ma di carattere totalmente diverse. Maya è razionale, sbrigativa, ma adora la sorella per la quale farebbe qualsiasi cosa (e vi trascinerà nei suoi piani macchinosi). Luana è buona, amichevole, sempre pronta ad aiutare gli altri e trova fidanzati sbagliati. È innamorata, come chiunque di noi, di una band rock inglese, gli Streeter, di cui venera ogni componente, ma il suo cuore è soprattutto per Jason, il frontman del gruppo.

Cosa non farebbe per poterlo incontrare? Mentre Luana sogna e sospira, Maya, alle sue spalle, trama.

Sei contenta del risultato finale, curato dalla collana ideata e seguita da Flora Gallert?

RISPOSTA:

È stata una collaborazione fantastica, non me lo aspettavo. Ma non perché dubitassi della professionalità di Flora, che è stata sempre una presenza preziosa sui social e nelle nostre chiacchierate, ma perché sono diffidente verso editor e CE, di cui ho rifiutato vari contratti editoriali. Invece ci siamo capite subito, sia sul testo, che sulla cover, che sulle correzioni da fare. È stata una cosa velocissima e mi sono ricreduta sulle figure professionali dell’editoria. Ma qui si sta parlando di Flora e della sua capacità di mettersi sul piano dell’autore e capire lo stile di ognuno.

Che tipo di risposta ti aspetti dal pubblico?

RISPOSTA:

Spero si divertano. E imparino a sognare. Anche se per età è diretta a un pubblico di YA, come dicevo prima, ognuno di noi può immedesimarsi in uno dei personaggi sia femminili che maschili. Potreste essere caparbi come Maya, dolci come Luana, enigmatici e un po’ egocentrici come Jason, dispettoso come Stefan o affidabile come Ron. E chissà che non sarete stregati anche voi da Steve…

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Credo un acchiappasogni. Banale, forse? Non lo so, ma credo davvero nel potere dei sogni, dei desideri e della volontà. Per me volere è potere, l’ho sempre fatto nella vita, perseguendo i miei tortuosi schemi mentali, ma realizzando il più delle volte, ciò che volevo. Come scrivere. Ci sono arrivata tardi per età, ma dentro, il mio mondo, è rimasto intatto. E spero davvero che vi possa arrivare dentro l’anima.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te per la tua meravigliosa ospitalità di padrona di casa.

Tiziana Iaccarino.

“Non avere paura di amare”. Ce ne parla l’autrice.

Ho notato per caso la sua opera e mi sono subito messa in contatto con lei. Si intitola “Non avere paura di amare” e la copertina è davvero deliziosa.

Lucrezia Greco che pubblica come Lucy K.T. è un’autrice che, di certo, si farà apprezzare.

In questa intervista parleremo della storia che racconta nella sua opera e di lei in qualità di autrice, per conoscerla meglio e sapere qualcosa in più della sua vita.

Ciao Lucrezia, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e a pensare che avresti potuto anche pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao, grazie a voi per l’ospitalità e per le belle parole introduttive. Allora, torniamo un po’ indietro negli anni, esattamente alle scuole medie quando il mio professore d’italiano, ogni anno mi sceglieva per comporre poesie. Ho iniziato e scrivere i miei pensieri con le poesie. A Febbraio di quest’anno ho sentito il forte impulso di mettere nero su bianco un sogno che avevo fatto e di lì ne è nato un piccolo romanzo. All’inizio non ho scritto per pubblicare, poi mi sono detta perché no? Volevo riuscire a raggiungere questo nuovo entusiasmante obiettivo e ci sono riuscita. Arrivarci non è stato facile, ho lavorato per mesi all’editing e alla pulizia del testo. Perché ho rispetto per gli altri e per coloro che acquisteranno il mio romance.

Cosa ti ha spinto a raccontare la tua prima storia, e quale è stata?

RISPOSTA:

Una forte emozione di riavvicinarmi alla scrittura, in una nuova veste. La mia prima storia è “Non avere paura di amare”.

Ora parliamo del titolo “Non avere paura di amare”. Cosa racconti in questa storia?

RISPOSTA:

Non avere paura di amare di Lucy K.T.Il mio romanzo parla di una storia d’amore, da come si può intuire dal titolo. All’inizio non sarà facile lasciarsi andare a questo meraviglioso sentimento. Ci saranno segreti e complotti da svelare e non mancheranno i nemici. Cosa dovete aspettarvi? Emozioni, suspance e colpi di scena.

Chi sono i protagonisti: Emily e Mark?

RISPOSTA:

Mi hanno chiesto, in una precedente intervista, di descrivere i miei protagonisti con tre aggettivi ciascuno. Emily: dolce, gentile e intelligente. Mark: forte, coraggioso e determinato. Entrambi non si fidano più dell’amore a causa di un passato doloroso. Saranno l’uno la salvezza dell’altra, piano piano apriranno il loro cuore fidandosi reciprocamente.

Classifichi la tua opera come un romanzo rosa?

RISPOSTA:

Sì, assolutamente un rosa contemporaneo.

Se ti dovessi definire come autrice, quale sarebbe l’aggettivo che useresti?

RISPOSTA:

Una romantica sognatrice.

Raccontaci il motivo per il quale hai deciso di firmarti Lucy K.T.

RISPOSTA:

Dovete sapere che in famiglia nessuno mi chiama con il mio vero nome. Fin da bambina sono sempre stata chiamata Lucy, appunto, quasi nessuno mi chiama Lucrezia, neanche gli amici o forse in rare occasioni; anche loro utilizzano dei nomignoli, dai quali ho creato le restanti lettere K e T. Leggere il mio nome di battesimo era come se non fossi io, mentre Lucy K.T. rispecchia esattamente me.

A cosa stai lavorando ora? Cosa pubblicherai prossimamente?

RISPOSTA:

Per ora sono ferma con la scrittura, ma non nascondo di avere altre due trame per la testa che vogliono venire fuori, i personaggi vogliono parlare. Inizierò a scrivere con calma quest’inverno o poco prima. Abbiamo due trame diverse ed entrambe forti, una vi farà piangere. Mi sono emozionata io stessa a pensare ad alcune scene drammatiche. Devo seguire l’ispirazione che mi dà il cuore. Saranno due storie diverse, amori, rapporti fraterni, intrighi e segreti non mancheranno anche qui.

Ancora una domanda che è la stessa che faccio a tutte le autrici: se ora infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Bellissima domanda, vorrei potermi realizzare con un pizzico di fortuna in più magari.

Grazie di cuore.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.