“Le bugie hanno le gambe di Chiara”.

È il titolo della sua nuova opera, in uscita il 28 Agosto e subito si parla di lei.

Flora Gallert, amatissima e seguitissima autrice di una generazione che apprezza davvero tanto le storie d’amore moderne e simpatiche che, in fin dei conti, si rivelano adatte a un target di pubblico molto più ampio di quel che immaginiamo, torna a raccontare la sua nuova esperienza letteraria.

Sono molto contenta di poterla intervistare per The Pink Cafè perché, magari, potrà svelarci qualche divertente retroscena di questo suo nuovo lavoro. Chi è Chiara?

La protagonita della sua nuova storia promette di farci divertire, magari di farci sognare, sorridere, emozionare e rilassare, ma parliamone direttamente con l’autrice.

Ciao Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei subito chiederti quando e come è nata l’idea per questa nuova storia.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te per la tua gentilezza e disponibilità. Questa idea è nata più di un anno fa ma non era ancora matura e pronta per essere portata su carta quindi, a metà stesura, ho lasciato il romanzo in pausa, per poi riprenderlo molto tempo dopo, stravolgendo il finale.

Chi è Chiara?

RISPOSTA:

Chiara all’inizio può sembrare molto materiale, frivola ma è solo l’apparenza, perché dentro riscopre di avere valori importanti.

Da cosa è nato il titolo “Le bugie hanno le gambe di Chiara”? Molto carino, devo dire. Sfizioso, originale.

Le bugie hanno le gambe di Chiara di Flora Gallert

RISPOSTA:

Tutto in questa storia è stato difficile, anche il titolo è venuto fuori un pezzetto alla volta e ci ha messo un anno e mezzo a completarsi. Ovviamente si riferisce al fatto che Chiara racconta un bel po’ di bugie.

Puoi anticiparci qualcosa della trama?

RISPOSTA:

Certo. Chiara è una fashion blogger e i social sono il suo mondo, è una ragazza all’apparenza superficiale ma, per amore del padre, decide di dare una svolta alla sua vita, nulla però è come si aspettava e dalla bella villa a Roma si ritrova in un vecchio casolare di campagna a Le Pont-de- Planches.

I lettori dovranno aspettarsi una storia d’amore?

RISPOSTA:

Ovviamente sì.

Cosa vuoi dire a chi ti leggerà?

RISPOSTA:

Spero di regalare un sorriso al lettore e delle piacevoli ore di evasione dai problemi quotidiani.

Ancora una domanda: se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Spero di poter vivere facendo ciò che più adoro: leggere e scrivere!

Grazie per la tua gentilezza e cordialità e in bocca al lupo!

RISPOSTA:

Crepi il lupo e ancora grazie per tutto!!

Tiziana Iaccarino.

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“Per colpa di un biscotto”, la nuova opera di Monica Portiero.

Per colpa di un biscotto” è la nuova, simpatica e piacevole opera dell’autrice Monica Portiero.

Una storia giovane, moderna, leggera e molto divertente, almeno queste sembrano le premesse, nel leggere la sinossi.

Sono contenta di poterne parlare direttamente con l’autrice che magari ci svelerà qualche retroscena inerente la stessa.

Chi sarà la protagonista di questa storia?

Tra l’altro “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una interessante “Humor Collection” che, a quanto sembra, prevede ben sei storie, tutte autoconclusive e a sé stanti, che l’autrice ci farà conoscere prossimamente.

Ciao Monica, grazie per aver accettato di rispondere alle domande di questa intervista. Vorrei chiederti subito quando è nata l’idea per questa storia e da cosa hai tratto ispirazione per il titolo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie per l’intervista e l’opportunità di parlare di “Per colpa di un biscotto”.

L’idea è nata l’anno scorso mentre parlavo con un’amica. Ridacchiavamo come bambine, sull’onda di una battuta e alla fine è arrivata lei: Pandora.

Io trovo subito i titoli per i romanzi e questo non è stato da meno. In pochi minuti avevo il titolo e la storia completa compresa di finale.

Preciso che per me questo romanzo ha una valenza tutta sua e che i nomi dei protagonisti non sono stati usati a caso ma anch’essi hanno un significato recondito, che in pochissimi potrebbero interpretare.

In verità nulla in questo romanzo è quello che sembra. Sono ambigua? Sì, lo sono, ma non dirò altro.

Perché è colpa di un biscotto?

RISPOSTA:

La colpa è di un biscotto perché… il titolo svela quasi tutto il romanzo e non credo di potermi sbilanciare molto. Diciamo che il “biscotto” sarà la fonte di un grave cruccio per Pandora.

Chi è la protagonista di questa storia? Ce la presenti?

RISPOSTA:

La protagonista della storia è Pandora Bennett, ultratrentenne alle prese con un nuovo lavoro, nuovi colleghi e sempre la solita vita quotidiana che comprende anche la sua grande passione per lo zucchero e la creazione di dolci in generale.

Ha una madre freddina e un marito distratto che detesta la suocera; spesso Pandora si colloca in mezzo tra i due, come un arbitro e cerca di mediare, cosa non proprio semplice.

È una ragazza tranquilla e perbene, un po’ bacchettona, forse. Il suo inghippo inizia e finisce con Alfred, collega di lavoro bellissimo- decisamente bellissimo- scusate se lo ripeto due volte, ma anche qui sta il nodo della questione, titolare di un messaggino inviato per errore a Pandora che giungerà dritto dritto nelle mani della di lei madre. E qui…

In che genere collocheresti l’opera e quali sono le tue aspettative per la sua uscita?

RISPOSTA:

È un genere di romanzo che non ho mai considerato di scrivere, tranne l’esperienza con te che mi stai intervistando, fatta con “La ragazza in mezzo al mare”.

È anche su tua esortazione, che ho deciso di cimentarmi in qualcosa di divertente.

Io sono dotata di un certo spirito di patata (così lo chiama mia mamma) che fa ridere tutti quando meno me l’aspetto e senza aver detto nulla di particolare, secondo me.

Sta di fatto che ho una spiccata ironia, ma non avevo mai pensato di usarla in questo modo, anche se si evince spesso dai miei scritti precedenti. O così mi hanno fatto notare.

Lo colloco nel genere umoristico, non essendo una storia d’amore e neppure una vera commedia (credo).

Ho usato la prima persona, cosa rarissima per me, che prediligo la terza ed è un esperimento che spero faccia divertire chi avrà la voglia di leggermi.

Mi aspetto di aver stimolato, oltre che una riflessione (perché credo che ciò che avviene nel romanzo possa anche essere capitato ad altri nella vita reale) anche qualche risata.

Ho notato che “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una serie intitolata “Humor Collection” che prevede in totale sei storie, tutte autoconclusive e molto divertenti. Ci racconti questo progetto?

Per colpa di un biscotto di Monica PortieroRISPOSTA:

Mi sono immaginata più protagoniste donne in vari “episodi” quotidiani e similari a quello descritto in “Per colpa di un biscotto” e mi è venuta voglia di sperimentare una collezione tutta mia, tenendo conto che alla base di “Per colpa di un biscotto” c’è un equivoco.

Ho immaginato una collezione da sei, ma vedrò meglio in seguito.

Spero possa piacere, anche perché da scrittrice western e narrativa contemporanea, il salto ad un genere di scrittura più “lieve” mi affascina e mi spaventa al contempo.

Chissà se il mio senso umoristico piacerà?

Quindi, nei prossimi mesi, ci saranno le altre storie?

RISPOSTA:

Sì. Ne ho alcune pronte, da revisionare. Chi mi segue sa che scrivo da moltissimi anni (circa trenta) e continuamente. I miei romanzi subiscono grandi evoluzioni ma ne ho moltissimi nel cassetto che spero di far emergere nel modo più corretto possibile.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Verrebbe fuori che desidero un po’ di tranquillità per continuare a leggere e scrivere in santa pace.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te di essere sempre così gentile e disponibile e grazie a chiunque legga l’intervista.

Tiziana Iaccarino.

“Whatever happens”: qualunque cosa accada. Una storia giovane e moderna.

Ho apprezzato questa storia dalle sue prime pagine. Per quanto l’autrice abbia confessato che era stata un’opera giovanile che ha recuperato in seguito, per svilupparla in un racconto più articolato (infatti, potrete trovare alla fine dell’eBook la versione breve della storia stessa con la quale aveva partecipato a un concorso molti anni fa), io ho trovato, come sempre, il suo stile impeccabile, risoluto, riconoscibile in quanto molto bene articolato, ricco di dettagli interessanti (e chi mi conosce, sa bene che amo le descrizioni) e soprattutto con una proprietà di linguaggio poco comune.

Quando acquisto un’opera di Monica Portiero vado a colpo sicuro, perché conosco il suo stile, so bene che sia in grado di creare storie diverse da quelle che si trovano in giro, ma soprattutto che sono raccontate con minuzia e professionalità e un grado di conoscenza degli argomenti che tratta sempre molto alto.

La Portiero ha sempre affermato che, oltre ad amare la scrittura, adora la lettura, è una persona molto preparata, professionale, intraprendente e attenta al dettaglio. Legge molto, si informa, si documenta, si prepara, studia. Un vero scrittore è tale soprattutto se ha una preparazione adeguata alla sua tenace voglia di migliorare, di sviluppare una carriera degna di nota.

Questa autrice scrive divinamente. Io la consiglio a chi ama le storie ben fatte, diverse dalle solite e soprattutto bene articolate, dove si nota da subito che la scrittrice è veramente brava e preparata.

LA STORIA.

La storia di Dot e Aiden mi ha colpito molto, in quanto mi sono detta dall’inizio, come poi si viene a scoprire nella storia stessa, che doveva essere accaduto qualcosa di rilevante il 4 Aprile, per le vicende narrate tra i due protagonisti. Questa data ricorre in tutto il racconto ma, alla fine dell’eBook, si scoprirà avere una certa rilevanza anche per l’autrice.

Dot e Aiden fanno parte di un gruppo musicale: i The Mask e vivono le stesse emozioni tra alti e bassi.

Dot che, in realtà, si chiama Gloria, è una chitarrista talentuosa, da sempre innamorata di Aiden, e subirà un cambiamento dall’inizio alla fine, diventando una persona consapevole di sé, dei suoi sentimenti e di ciò che può offrirle la vita e la carriera. Aiden è fidanzato con Casey, una ragazza stupida, viziata, capricciosa, ma soprattutto appiccicosa, troppo per i gusti dei componenti del gruppo, anche se nessuno osa replicare, neanche il manager dei ragazzi, Frank. Tutti tacciono, in pratica innanzi alla presenza fin troppo invadente della ragazza. Aiden, però, non ne sembra davvero innamorato, anche se va avanti per la sua strada e non può minimamente immaginare cosa lo aspetti in seguito.

Dot custodisce un segreto che la lega al ragazzo e soprattutto alla data: 4 Aprile.

Non voglio spoilerare, perché dovrete scoprire che cosa è successo in quella data e perché Dot ha tutte le intenzioni di nascondere il suo segreto. Ma la domanda è: ce la farà al prospetto di Aiden? Un ragazzo tanto attraente e volitivo, forte e osannato dalle fans da far perdere la testa a qualunque donna gli possa girare attorno?

Whatever happens di Monica Portiero

Questa storia è giovane, fresca, moderna (per quanto l’autrice abbia confessato di averla scritta molti anni fa) e sicuramente adatta a un pubblico che ama le opere leggere, di un certo tipo, ma soprattutto intraprendenti e ben scritte.

Se avessi potuto mettere dieci stelle, lo avrei fatto. Ripeto, ormai per me Monica Portiero è una garanzia e ogni volta che esce una sua opera io la compro a colpo sicuro, soprattutto se essa appartiene al genere che piace a me, come in questo caso.

Complimenti!

Tiziana Iaccarino.

“Just a second” di K.J. Roxy per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice K.J. Roxy per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Just a second”.

Dal Capitolo Uno.

Max.

Ogni volta che guardo questo cazzo di armadietto, penso che dovrei buttare quella merda di roba di cui sono entrato in possesso la scorsa settimana.

Al locale Juz mi aveva giurato che sarebbe stata l’ultima volta, che non avrei dovuto più reggergli il gioco. Quel pezzo di merda mi fotte sempre.

Un finocchio travestito da puttana mi mancava nel repertorio di famiglia. Ora sono al completo.

Dimentico sempre che questo armadietto è difettoso. Lo chiudo solo con una botta bene assestata in centro, ma lo sto ammaccando andando avanti di questo passo e la facoltà di ingegneria potrebbe chiedermi una sorta di risarcimento per i danni.

Bastardi.

Mi stanno dissanguando con le tasse universitarie e sto perdendo un mucchio di tempo per trovare una soluzione che non c’è, perché non ho più tempo da buttare sui libri.

Credo che rinuncerò. Stanotte ho pure un altro appuntamento, di quelli da portarsi il malloppo e scappare. Non potevo rinunciare.

«Ehi, Max!»

Qualcuno mi batte una pacca sulla spalla e neanche mi volto, perché ho già riconosciuto la voce di Alec. Lui è già avanti, rispetto a me, si sta quasi per laureare. Sarà un ingegnere con le contropalle. È un bravo ragazzo, gliel’ho sempre detto e lo sostengo, per quanto posso.

Link: https://www.amazon.it/Just-Second-K-J-Roxy-ebook/dp/B073YXCMPT/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1500554236&sr=8-1&keywords=Just+a+second .

Cover

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

E se non ne avete abbastanza… #EstrattInSpiaggia!

Questa calda estate vi terrà compagnia con tanto di ventilatori, condizionatori, ghiaccioli, gelati e bibite rinfrescanti, ma non solo, perché al Pink una ne pensiamo e milioni ne facciamo!

Dopo le interessanti interviste pubblicate ad alcune delle autrici più quotate del panorama editoriale italiano moderno e ci terrei a mettere in corsivo quel moderno, perché a noi piace tenerci al passo con i tempi e seguire le mode, le tendenze, magari i gusti del pubblico, magari le scelte delle persone che amano leggere e scrivere, che seguono l’istinto e la voglia di sognare ancora e sempre, eccoci arrivati a una nuova iniziativa.

Bene, dicevo… dopo una raffica entusiasmante di interviste… con cui riprenderemo dopo la pausa estiva, vi proponiamo una serie di Estratti da Spiaggia, ovvero alcune autrici che hanno voglia di farvi conoscere, attraverso un estratto di soli 20 righi, la loro opera e di invogliarvi a scoprire le storie che hanno scritto.

Qualunque siano i vostri gusti e in qualunque modo leggiate: dal digitale al cartaceo, sappiate che un modo si trova sempre, perché gli apparecchi di ultima generazione ci permettono di essere connessi davvero ovunque.

Cosa aspettate allora, a scoprire le autrici che vi proponiamo?

Troverete domani gli #EstrattInSpiaggia e siamo convinte che le autrici saranno tutte all’altezza delle vostre aspettative.

estrattinspiaggia

Questa estate rilassatevi e godetevi una, mille avventure attraverso i racconti dei personaggi creati dalle nostre brave autrici.

Buona estate a tutti!

Tiziana Iaccarino.

“Seduttore dell’ordine” è l’opera tutta estiva che ci propongono Michela Piazza e Pamela Boiocchi.

Abbiamo imparato ad apprezzarle per la loro verve, perché insieme creano un connubio che sembra indissolubile, una vera forza umana e artistica.

Queste due autrici che hanno iniziato moltissimo tempo fa, cavalcando l’onda di un successo dietro l’altro, soprattutto se scaviamo, singolarmente, nelle loro biografie, sono diventate una vera garanzia per chi le ama e le segue.

Acquistare una loro opera è come andare a colpo sicuro, ve lo posso assicurare!

Michela e Pamela sono davvero molto affiatate e questo si percepisce da mille cose: dalla loro passione univoca per la scrittura e dal modo di esercitarla, dai successi che riscontrano le loro opere e dalle loro energie creative più che positive.

Hanno pubblicato saghe sui pirati e storie romantiche, romance e chick lit, insomma si sono date da fare alla grande e il 19 luglio escono su Amazon con una nuova divertentissima storia: “Seduttore dell’ordine”. Ma andiamo con ordine, appunto, e intervistiamole per sapere come è nata questa storia e cosa dovremo aspettarci da essa.

Ciao Michela e Pamela, come state? Una alle Canarie tra l’altro e l’altra in Italia. Sapete che vi seguo con grande interesse ed entusiasmo. Vi ammiro perché mi fate divertire, sognare, rilassare e incuriosire e vi assicuro che non è da tutti!
Allora, cominciamo dall’inizio: come è nata questa storia?

MICHELA:

Ovviamente è nata mentre ero a Lanzarote a trovare Pamela!

Volevamo una storia allegra, ambientata al mare, dove l’amicizia avesse grande spazio e non mancassero le risate e le scene piccanti!

PAMELA:

Mentre eravamo in piscina con una cerveza al limone in mano e i piedi al fresco nell’acqua abbiamo pensato a cosa avevamo voglia di raccontare alle nostre lettrici. Così è nata l’idea di questo romanzo che è autoconclusivo, ma che fa parte di una trilogia: Non è il mio tipo.

Chi è questo “Seduttore dell’ordine” e cosa dovremo aspettarci da lui?

Seduttore dell'ordine di M. Piazza e P. BoiocchiMICHELA:

Il nostro seduttore è un guardia civil, appartiene a un corpo di gendarmeria spagnolo. Te lo descrivo con le parole di Mercedes, l’amica della protagonista: – Quando ti ricapiterà nella vita di incontrare uno che si atteggia a pirata, ha il fisico di un vichingo ed è un tutore della legge? Incarna ogni possibile fantasia erotica!

PAMELA:

Non dovrei dirvelo ma l’ispirazione per il personaggio questa volta è reale. Qui a Lanzarote esiste infatti un guardia civil in carne e ossa che è così bello da essere conosciuto da tutte. Insomma, quando guido non vedo l’ora che mi fermi per i controlli!

La storia è ambientata a Lanzarote, una delle sette bellissime isole dell’arcipelago delle Canarie. Una casualità o un’esigenza, visto che Pamela si trova lì?

MICHELA:

Abbiamo ambientato i nostri romanzi in giro per il mondo, ma questa volta abbiamo voluto ‘giocare in casa’ e far conoscere a chi ci legge l’incanto di Lanzarote.

Abbiamo inserito anche alcune leggende sull’isola, sperando di trasmetterne il fascino e la magia.

PAMELA:

Abbiamo scelto sempre luoghi magici in cui ambientare le nostre storie, e ora che vivo in un posto ricco di misteri e spettacoli naturali, abbiamo scelto di approfittarne. Credo che anche Michela sia rimasta ammaliata dalla magia di Lanzarote.

Sarei curiosa di scoprire cosa accade alla protagonista di questa storia quando si imbatterà nel suo bel seduttore. Ci raccontate chi è lei?

MICHELA:

Priscilla è una fotografa in gamba, una donna brillante che però ha – come spesso accade – poca fiducia in se stessa. Il romanzo inizia con un tradimento che mina ancora di più le sue certezze…

PAMELA:

… Per fortuna può contare su due vere amiche! Saranno proprio loro a essere la sua costante durante tutto il romanzo. Diverse l’una dall’altra, ma accomunate da una forte amicizia, quella che ogni donna si merita di avere.

Ora descriveteci con tre aggettivi la vostra commedia.

MICHELA:

Fresca, frizzante e piccante!

PAMELA:

Romantica, magica, caliente!

Ancora una domanda: ora che potreste infilare, una alla volta, una mano nel vostro personale cassetto dei sogni, cosa mi tirereste fuori?

PRIMA MICHELA… COSA TIRA FUORI?

Sono soddisfatta di quello che ho, al momento. Diciamo, però, che mi piacerebbe avere a disposizione il teletrasporto per poter fare un salto a Lanzarote ogni volta che desidero!

POI PAMELA:

Quello che sto per dire può sembrare una di quelle frasi da concorsi da Miss, ma prendetemi sul serio. Nel mio cassetto dei sogni c’è la parola fine allo sfruttamento degli animali.

Grazie a entrambe e in bocca al lupo per questa nuova, strabiliante avventura!

RISPOSTA:

Grazie di tutto, sei gentilissima come sempre!

Tiziana Iaccarino.


“Just a second” … un titolo che ci racconta l’autrice K.J. Roxy.

Quando ho notato la copertina di quest’opera e trovato la trama, dopo aver accettato l’amicizia dell’autrice, mi sono detta… questa è una di quelle storie che mi piacerebbe scoprire, per sapere come scrive una persona alla sua prima pubblicazione.

K.J. Roxy è lo pseudonimo di una ragazza romana di nome Rossana, diciamolo, ha 29 anni e vive in Svizzera da una decina d’anni, anche se, mi ha raccontato che si trasferirà presto a Milano a convivere con il suo ragazzo.

Mi ha detto che ha molte trame incomplete nel cassetto, anzi… nel suo pc, che le vorrebbe tirare fuori una alla volta e soprattutto farsi conoscere, perché è una che non scrive proprio con delicatezza, lei è una che ci mette dei personaggi tosti in una storia.

Avevo voglia di fare quattro chiacchiere con lei così da darle l’occasione di raccontarci meglio come è nata la sua opera e perché ha scelto l’autopubblicazione.

Ciao Roxy, io vorrei cominciare con il chiederti, come faccio anche con altre autrici, quando e come hai iniziato a scrivere.

RISPOSTA:

Ciao, grazie per l’intervista. Mah… dall’adolescenza io ho sempre messo nero su bianco quello che mi passava per la testa. A volte quello che mi succedeva a scuola, perché mi sono diplomata a Roma, anche se poi ci siamo trasferiti in Svizzera, quando avevo 19 anni, ma ho sempre amato scrivere.

Qual è stato il momento in cui hai deciso che era arrivata l’ora di pubblicare?

RISPOSTA:

Mi ha convinta mia sorella Michela, dopo aver letto la storia di Max e Roxanne. Non è una storia semplicissima, soprattutto se si pensa a come finisce… c’è qualcosa che resta in sospeso, qualcosa che si scoprirà solo alla fine e che, forse, può darmi la voglia di scrivere un seguito.

Hai molte storie nel cassetto?

RISPOSTA:

Una decina, anche se sono incomplete. Alcune le ho solo cominciate, altre sono rimaste a metà e magari le continuo a scrivere quest’anno.

Quando nasce “Just a second” esattamente?

RISPOSTA:

Cover

Diversi anni fa. Non ricordo con esattezza quando. Era una storia che mi frullava in testa da tanto. Il mio primo ragazzo si chiamava Massimiliano. Ho preso spunto dal suo nome per il protagonista e poi ho messo il mio un po’ francesizzato: Roxanne, invece di Roxana.

In che modo hai deciso di raccontare la storia di Max e Roxanne… a proposito, hai deciso di infilarci il tuo nome dentro?

RISPOSTA:

Sì, come ho già detto prima, ho messo anche il mio nome alla protagonista, anche se il mio nome vero è Rossana. Ho pensato di raccontare le due facce di una medaglia, da una parte Max e dall’altra Roxanne. Non so se piacerà questo modo di raccontare, ma almeno potrò dire di avere un mio stile e di averci provato.

Chi è veramente Max?

RISPOSTA:

Max è un uomo solo. Ha perso la famiglia di origine, ma non vi sto a dire come e quando, perché potrete scoprirlo nella storia. Ha dovuto cambiare vita, andare a Miami e sperare di lasciarsi alle spalle un passato pesante. Peccato che non sarà così semplice come pensa.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPSOTA:

La salute e la serenità. Sono cose indispensabili. Che prima di tutto vorrei, sempre.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua prima pubblicazione!

RISPOSTA:

Grazie a voi.

Tiziana Iaccarino.

“Non avere paura di amare”. Ce ne parla l’autrice.

Ho notato per caso la sua opera e mi sono subito messa in contatto con lei. Si intitola “Non avere paura di amare” e la copertina è davvero deliziosa.

Lucrezia Greco che pubblica come Lucy K.T. è un’autrice che, di certo, si farà apprezzare.

In questa intervista parleremo della storia che racconta nella sua opera e di lei in qualità di autrice, per conoscerla meglio e sapere qualcosa in più della sua vita.

Ciao Lucrezia, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e a pensare che avresti potuto anche pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao, grazie a voi per l’ospitalità e per le belle parole introduttive. Allora, torniamo un po’ indietro negli anni, esattamente alle scuole medie quando il mio professore d’italiano, ogni anno mi sceglieva per comporre poesie. Ho iniziato e scrivere i miei pensieri con le poesie. A Febbraio di quest’anno ho sentito il forte impulso di mettere nero su bianco un sogno che avevo fatto e di lì ne è nato un piccolo romanzo. All’inizio non ho scritto per pubblicare, poi mi sono detta perché no? Volevo riuscire a raggiungere questo nuovo entusiasmante obiettivo e ci sono riuscita. Arrivarci non è stato facile, ho lavorato per mesi all’editing e alla pulizia del testo. Perché ho rispetto per gli altri e per coloro che acquisteranno il mio romance.

Cosa ti ha spinto a raccontare la tua prima storia, e quale è stata?

RISPOSTA:

Una forte emozione di riavvicinarmi alla scrittura, in una nuova veste. La mia prima storia è “Non avere paura di amare”.

Ora parliamo del titolo “Non avere paura di amare”. Cosa racconti in questa storia?

RISPOSTA:

Non avere paura di amare di Lucy K.T.Il mio romanzo parla di una storia d’amore, da come si può intuire dal titolo. All’inizio non sarà facile lasciarsi andare a questo meraviglioso sentimento. Ci saranno segreti e complotti da svelare e non mancheranno i nemici. Cosa dovete aspettarvi? Emozioni, suspance e colpi di scena.

Chi sono i protagonisti: Emily e Mark?

RISPOSTA:

Mi hanno chiesto, in una precedente intervista, di descrivere i miei protagonisti con tre aggettivi ciascuno. Emily: dolce, gentile e intelligente. Mark: forte, coraggioso e determinato. Entrambi non si fidano più dell’amore a causa di un passato doloroso. Saranno l’uno la salvezza dell’altra, piano piano apriranno il loro cuore fidandosi reciprocamente.

Classifichi la tua opera come un romanzo rosa?

RISPOSTA:

Sì, assolutamente un rosa contemporaneo.

Se ti dovessi definire come autrice, quale sarebbe l’aggettivo che useresti?

RISPOSTA:

Una romantica sognatrice.

Raccontaci il motivo per il quale hai deciso di firmarti Lucy K.T.

RISPOSTA:

Dovete sapere che in famiglia nessuno mi chiama con il mio vero nome. Fin da bambina sono sempre stata chiamata Lucy, appunto, quasi nessuno mi chiama Lucrezia, neanche gli amici o forse in rare occasioni; anche loro utilizzano dei nomignoli, dai quali ho creato le restanti lettere K e T. Leggere il mio nome di battesimo era come se non fossi io, mentre Lucy K.T. rispecchia esattamente me.

A cosa stai lavorando ora? Cosa pubblicherai prossimamente?

RISPOSTA:

Per ora sono ferma con la scrittura, ma non nascondo di avere altre due trame per la testa che vogliono venire fuori, i personaggi vogliono parlare. Inizierò a scrivere con calma quest’inverno o poco prima. Abbiamo due trame diverse ed entrambe forti, una vi farà piangere. Mi sono emozionata io stessa a pensare ad alcune scene drammatiche. Devo seguire l’ispirazione che mi dà il cuore. Saranno due storie diverse, amori, rapporti fraterni, intrighi e segreti non mancheranno anche qui.

Ancora una domanda che è la stessa che faccio a tutte le autrici: se ora infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Bellissima domanda, vorrei potermi realizzare con un pizzico di fortuna in più magari.

Grazie di cuore.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Per l’estate l’autrice Tiziana Cazziero vi propone un “Marito in affitto”.

Diciamocela tutta.

Molto spesso sia donne che uomini, a qualunque età, ma soprattutto dopo un anno di fatiche lavorative, in piena estate vorrebbero tanto scrollarsi di dosso gli impegni che legano mani e piedi alla famiglia: siano essi mogli che mariti.

Quante di voi vorrebbero mettere in affitto il proprio marito? Confessate! O magari, se siete single, affittarne uno super figo, per far invidia ad amici e conoscenti?

Niente di più semplice! Come saprete, esistono agenzie e modelli che fanno questo per lavoro, offrendovi persino la possibilità di divertirvi come più vi piace!

L’autrice Tiziana Cazziero ci racconta, in questa intervista, la bizzarra, ma spassosissima idea che le è venuta in mente nel corso di una notte di insonnia. Avete capito bene. Non potendo dormire, in pratica, ha pensato di mettersi al computer e scrivere una trama tutta da ridere.

Ma ce lo racconterà meglio in questa divertente intervista per The Pink Cafè, in quanto sta per uscire la sua nuova, divertentissima commedia romantica Marito in affitto.

Ciao Tiziana, grazie per aver accettato questa intervista per il club letterario più Pink che ci sia. Vorrei subito chiederti come è nata l’idea di questa commedia.

RISPOSTA:

Ciao e grazie a te per questo spazio. Come hai ben detto, in una notte di insonnia si è disegnata nella mia mente questa trama, che racconta una storia divertente e tutta da ridere, con ambientazione estiva, costellata dal caldo afoso di agosto, e un matrimoio che richiama all’ordine una siciliana trasferita a Milano per lavoro. Mi piaceva l’idea di raccontare una storia romantica, ma che fosse anche divertente e spassosa, perfetta, da leggere sotto l’ombrellone, oppure a casa sul divano con aria condizionata o per chi ne ha la possibilità, all’ombra su una bella amaca, ma attenzione alle risate, che potrebbero far perdere il vostro equilibrio.

Da cosa nasce il titolo “Marito in affitto”?

RISPOSTA:

Marito in affitto è il centro della storia, il fulcro sul quale si svolge tutta la vicenda, non poteva avere titolo differente. Cosa accade quando vostra madre dice a tutta la saga famigliare che avete un marito, quando invece non è vero? Ovvio, si affitta un marito per pochi giorni!

Chi è la protagonista di questa divertentissima storia?

RISPOSTA:

Anastasia è la protagonista, una ragazza siciliana che si è trasferita a Milano per motivi di lavoro. Ha una vita serena, regolare e tutto fila liscio, fino a quando riceve una telefonata inquietante dalla madre. Anastasia è single e non ci pensa minimamente ad avere un fidanzato, né un marito. Ha avuto qualche delusione di troppo e ha deciso di non volersi innamorare più, ma come sappiamo, le ragioni del cuore conoscono vie diverse da quelle della ragione. Quando arriva Mark, qualcosa rompe i suoi equilibri.

A cosa andranno incontro le lettrici che vogliono passare qualche ora di sano relax sotto l’ombrellone?

RISPOSTA:

Sicuramente a tante risate, e potranno godersi una lettura fresca, non impegnativa che regalaerà una bella storia d’amore. Gli amori estivi sono i più belli, non lo pensate anche voi?

Hai ambientato, se non sbaglio, questa storia a Milano, parlando anche delle differenze che intercorrono tra nord e sud. Tu credi che, nella realtà, persistano ancora alcuni luoghi comuni?

RISPOSTA:

Sì, è vero, in queste pagine, ho voluto approfittare dell’occasione di parlare delle differenze che ancora persistono tra nord e sud. Si tratta di tradizioni, usanze che rendono lontani, ma possono anche avvicinare mondi differenti.

Qual è stata la scenetta più divertente che hai raccontato in “Marito in affitto”?

RISPOSTA:

In verità sono tante le scene esilaranti, ma se devo ricordarne qualcuna così all’improvviso, mi viene in mente quella in cui lei è a casa sua, si sveglia e trova un bel ragazzo mezzo nudo che le prepara la colazione. Potrebbe apparire una situazione normale, se non fosse per il fatto che lei gli ha vomitato addosso la sera prima ed è pronta a farlo nuovamente con il caffè appena pronto. Vi lascio uno stralcio.

Marito in affitto di Tiziana Cazziero

«Bevi questo caffè, ti passerà, vedrai. Non ti preoccupare è solo l’effetto dopo sbronza.» Disse, ridendo.

«Dov’è la tua maglietta?» Chiesi, mentre sorseggiavo la bevanda scura.

«Nella tua lavatrice. Puzzava parecchio dopo che ci hai vomitato sopra.» In quel momento, come se già l’umiliazione non fosse stata abbastanza, sputai il caffè dritto di fronte a me, spargendolo su tutta la lunghezza del tavolo e alcuni schizzi colpirono anche gli sportelli di fronte.

«Accidenti! Sembri un esorcista! Hai lo sputo facile.»

Quale tipo di messaggio hai voluto trasmettere con questa storia?

RISPOSTA:

Nessun messaggio particolare, dico solo che le differenze ci sono, basta cogliere le sfumature giuste per sentirsi uniti proprio da ciò che potrebbe separare. Mark e Anastasia provengono da due realtà opposte eppure il cuore ha comandato i sentimenti, senza tener conto delle differenze. É vero che si tratta di una commedia romantica e come tale va letta e vissuta, però è bello pensare che le diversità possono essere facilmente superabili.


Cosa dovranno aspettarsi i tuoi lettori prossimamente? Cosa arriverà per te in autunno? Ci riservi qualcosa in particolare? Puoi anticiparci una ghiotta sorpresa?

RISPOSTA:

I progetti non mancano mai e bisogna sempre programmare tutto o quasi, le storie quelle arrivano da sole, come “Marito in Affitto”, è una storia arrivata senza alcun vero programma, ma ho sentito la necessità di scriverla. In arrivo a settembre o forse ottobre il terzo libro della saga fantasy “Elena, la strega guerriera” e poi una storia un po’ piccante, un romance già delineato, ma che potrebbe avere risvolti un po’ hot. Questo è il programma, ma chissà, potrebbe esserci dell’altro, vedremo cosa mi ispirerà.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori?

RISPOSTA:

Uau bella domanda, ma, che dire, non saprei, ho tutto quello che desidero, però mi piacerebbe pensare che potrebbe esserci una trama pazzesca, unica, speciale, da cambiare in parte la mia vita da scrittrice. Dite che ho esagerato?

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per questa tua divertente commedia!

Tiziana Iaccarino.

Silvia Devitofrancesco, una vera scoperta.

Silvia Devitofrancesco è una giovane autrice che si sta facendo conoscere grazie alla sua costanza e alle sue doti letterarie. Tra le sue opere più apprezzate ricordiamo “Lo specchio del tempo”, “Ultimo accesso alle…”, “Un secondo, primo Natale” e la raccolta “Essenzialmente donna”.

Parliamo direttamente con lei in questa intervista così da conoscerla meglio. Magari ci racconterà quacosa in più delle sue opere e dei suoi sogni.

Ciao Silvia, grazie per aver accettato questa intervista per il Pink Cafè, perché così possiamo conoscerti meglio. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere.

RISPOSTA:

Ho iniziato a scrivere quando ero bambina, avevo circa 7-8 anni.


Qual è stata la tua prima opera letteraria pubblicata?

RISPOSTA:

La mia prima opera pubblicata è stata il romance a sfondo storico “Lo specchio del tempo” pubblicato nel 2014 da una piccola casa editrice e poi nel 2016 in versione self.

Qual è il genere letterario a cui preferisci dedicarti e per il quale ti senti più predisposta?

RISPOSTA:

Sicuramente il romance, attualmente ho scoperto di essere portata anche per il chick lit.


Come ti definisci in qualità di autrice?

RISPOSTA:

È difficile rispondere a questa domanda. Provo a definirmi “in gamba”.

Parlaci della tua opera di maggior successo.

RISPOSTA:

Si tratta proprio di un chick lit “Un secondo, primo Natale” una commedia romantica invernale incentrata sui rapporti umani.

Secondo te è meglio self publishing oppure pubblicare con case editrici?

RISPOSTA:

Ti parlo della mia esperienza: io preferisco pubblicare da self piuttosto che con piccole realtà editoriali. Se pensiamo alle big, credo che il discorso cambi.


Hai mai raccontato una storia basandoti su un avvenimento realmente accaduto?

RISPOSTA:

Mmm, sinceramente no.


Qual è il complimento o la recensione migliore che hai ricevuto?

RISPOSTA:

Mi fa piacere quando mi viene detto che il libro è scritto bene, è coinvolgente e fa emozionare. Credo che il nostro obbiettivo primario sia far evadere il lettore.

Essenzialmente donna di Silvia Devitofrancesco
La tua nuova opera letteraria. Ce ne parli?

RISPOSTA:

Il mio nuovo romanzo uscirà tra un mese, mentre lo scorso marzo in occasione della festa della donna ho pubblicato una raccolta di racconti al femminile.


Qual è il prossimo sogno che tirerai fuori dal cassetto.

RISPOSTA:

Mi piacerebbe tantissimo aprire una mia casa editrice o libreria.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.