L’autrice Simona Giorgino torna alla ribalta con l’opera “Sei dove sussulta il cuore”.

Conosco virtualmente Simona Giorgino da molti anni, è una delle autrici più interessanti con cui io abbia mai avuto modo di interagire.

L’ho seguita lungo il suo percorso editoriale, le sue pubblicazioni in particolare, che ricordo con grande affetto: “Jeans e cioccolato”, la mia preferita, “Quel ridicolo pensiero” e “Shaila” risalente al 2013.

Simona studiava e scriveva, sognando e riempiendo un blog che seguivo e di cui mi piacevano molto i post, perché li trovavo familiari e molto bene organizzati.

Si è costruita una carriera professionale molto interessante, da insegnante, ha viaggiato, si è trasferita a Milano, poi è tornata nella sua Lecce e ha sentito la voglia o forse il bisogno di mettere nero su bianco una nuova storia, questa volta intitolata “Sei dove sussulta il cuore”.

Sono molto contenta che abbia accettato questa intervista per The Pink Cafè perché, in questo modo, avremo modo di parlare dei suoi cambiamenti, ma soprattutto di parlare della sua nuova opera.

Ciao Simona, grazie di aver accettato questa intervista. Comincio subito con il chiederti, come sono stati tutti questi anni trascorsi nel silenzio? Cosa hai combinato di bello?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie mille per questa intervista! Mi fa davvero piacere ritrovarti!

Hai ragione, mi sono assentata per un bel po’, anche se in realtà mi sono assentata più che altro da Facebook, mentre ho sempre continuato a scrivere, anche se più di rado, per il mio blog (www.simonagiorgino.blogspot.it) o a comporre brevi racconti di varia natura. Insomma, non ho abbandonato la scrittura! Sai cos’è successo, invece? Che i miei impegni di studio, prima, e di lavoro poi, mi hanno tenuta lontana dalla possibilità di scrivere. Mi spiego meglio: il mio problema è che quando scrivo un libro, sento la necessità di fare solo quello. Per settimane, ho bisogno di fare solo quello! La scrittura mi sequestra dalla vita! Non posso lasciarmi distrarre da altri impegni, per esempio lavorativi. Quindi mentre lavoro cerco di ignorare la voglia di scrivere, perché so che non avrei il tempo per dedicarmici appieno! Probabilmente sarà strano, ma è così. Per cui nei periodi di lavoro mi limito a scrivere post sul blog, o racconti che posso concludere in pochi giorni, perché non sopporterei l’idea che un mio libro sia lì in sospeso in una cartella di computer in attesa che io trovi il tempo per terminarlo!

Per rispondere alla tua domanda, gli ultimi anni sono stati molto impegnativi e dopo la laurea non ho più avuto tregua. Ho partecipato e, per fortuna, superato, due lunghi e faticosi concorsi nel mondo della scuola – TFA e Concorso Docenti – che, chi li ha provati lo sa, ci hanno fatto lasciare le penne! Ho quindi frequentato l’estenuante corso per l’abilitazione all’insegnamento. Nel frattempo ho anche iniziato a insegnare nella scuola pubblica secondaria con cattedre annuali, come docente di inglese, e durante gli anni scolastici non mi rimaneva spazio per scrivere libri!

L’estate 2017 è stata la prima vera e propria estate, dai tempi dell’università, in cui non ho avuto niente da fare: nè studio, nè concorsi, nè lavoro! Una pace dei sensi che mi ha finalmente permesso di dedicarmi alla scrittura!

Ti mancava la scrittura?

RISPOSTA:

Ho sempre scritto in questi anni. Il fatto che non mi facessi vedere spesso non vuol dire che mi sia fermata. Uno dei tanti racconti scritti, dal titolo “Mille vie fino a te”, è anche uscito su una rivista letteraria salentina nel 2015. La cosa che però mi mancava molto era appunto scrivere un libro, quindi un racconto più lungo. Non sai quanto mi sarebbe piaciuto scriverne uno già tanto tempo fa, ma come ho già detto non sentivo di potermici dedicare.

Avevi già questa storia con la quale sei uscita in questi giorni o l’hai scritta di getto ultimamente?

Sei dove sussulta il cuore di Simona GiorginoRISPOSTA:

No, non avevo già questa storia. È una storia venuta di getto. Avevo solo una vaga idea, ma poi è venuto tutto da sé man mano che scrivevo.

Raccontaci questo titolo “Sei dove sussulta il cuore”.

RISPOSTA:

Devi sapere che io sono una schiappa con i titoli! Posso anche scrivere l’intero romanzo in poche settimane, ma quando si tratta di scegliere il titolo vado in tilt (idem per la scelta della copertina), perché mi sembra sempre di non riuscire a trovare quello giusto. Come è stato anche per “Quel ridicolo pensiero”, il titolo del mio nuovo romanzo ho dovuto scovarlo tra le righe di una mia poesia! Ho pensato si addicesse molto bene alla storia che avevo scritto…

Chi è la protagonista femminile e cosa dovremo aspettarci da lei?

RISPOSTA:

Si chiama Tessa e la vedrete vivere un’avventura sentimentale non poco tormentata. Grazie a degli incontri inaspettati, si risveglierà da un lungo torpore amoroso ed emozionale nel quale era caduta alla fine della storia con il suo ex ragazzo. Da lei, fra le altre cose, dovrete aspettarvi delle sorprese: perché non sempre le sue scelte sembreranno in linea con quello che… Non dico altro!

Ti rispecchia in qualche modo?

RISPOSTA:

Tessa ha molte cose in comune con me. Penso di interpretare il pensiero di molti scrittori se dico che quando si scrive una storia, spesso si descrivono i personaggi con caratteristiche che appartengono a noi stessi, anche per dare veridicità alla narrazione. Quindi ho “prestato” a Tessa diverse cose: il titolo di studio, l’amore per la città, il trasferimento a Milano per lavoro e altre sciocchezze. Poi la storia, ovviamente, è di pura invenzione e i personaggi sono frutto della mia fantasia.

Cosa ci attende, a seguito di quest’opera? Proseguirai o ti fermerai a riflettere ancora a lungo?

RISPOSTA:

Be’, non che abbia avuto modo per riflettere, in tutto questo tempo! Quando sono libera dagli impegni, scrivo e scrivo come un’ossessa, quindi di sicuro aspetterò sempre con ardore i periodi più tranquilli per partorire qualche altra storia!

Ricordiamo che “Sei dove sussulta il cuore” è su tutti gli Stores on line!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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“Resto con te” è il bellissimo spin off di “Resta con me”, la parola a Andrew.

Vi ricordate “Resta con me”, l’opera di esordio e di grande successo con la quale si fece scoprire l’autrice Jenny Anastan?

Io sì. Una delle opere più belle che abbia mai letto e non lo dico per fare una sviolinata all’autrice che sto per intervistare, ma perché credo davvero in ciò che dico. Quella storia mi conquistò a tal punto che pensai se ne trovassero raramente di così belle, profonde, coinvolgenti, intense, in giro.

Jenny Anastan convinse tutti al punto che venne contattata da case editrici e agenti letterari, corteggiata e apprezzata fino ad arrivare in America con l’opera tradotta in Inglese dal titolo “Stay with me” sotto il marchio Amazon Crossing, l’esclusiva casa editrice americana del noto colosso di e-commerce che sta arrivando davvero dappertutto.

Da quel momento Jenny non si è più fermata, ma ha ponderato molto bene le sue scelte editoriali, riuscendo a farsi apprezzare per la sua coerenza intellettuale e senz’altro per il suo indiscusso talento.

A quell’opera ne sono seguite altre, ma qui vorremmo parlare del decisivo spin-off di “Resta con me”, i cui diritti italiani sono rimasti all’autrice, tra l’altro.

Insomma, tornano Andrew e Zoe e quest’opera ci farà sospirare proprio come quella, perché l’autrice ha deciso di raccontare la storia, con scene inedite e quant’altro, dal punto di vista maschile. Una sfida, ma anche un’idea molto interessante. Che ne dite di scoprire di più in merito a questa novità?

Ciao Jenny, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Avevo davvero voglia di intervistarti per parlare di quest’opera. Innanzitutto, raccontaci come ti è venuta l’idea del POV maschile.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, e grazie a te per la tua disponibilità!

Il Pov maschile di Andrew è una richiesta che spesso mi è stata fatta in questi anni dalle lettrici e da chi aveva amato “Resta con me”, ma non ho mai sentito l’esigenza di scriverla. Non ero pronta. Invece dopo aver pubblicato “Con te non ho paura” a maggio ho avuto lo sprint giusto per metterci mano e ho cominciato a scrivere. Andrew aveva bisogno di raccontare la sua storia.


Chi è realmente Andrew?

RISPOSTA:

Un essere umano con dei pregi e dei difetti, un po’ come tutti noi. Un uomo che crede di essere nel giusto ma che invece si sta solo incasinando la vita. Che ama, ma non sa gestire questo sentimento imprevedibile.

Poi è sexy… ciò non guasta mai.

Cosa troveranno in quest’opera i lettori? Delle scene inedite, una parte di storia di cui si conosce ancora poco?

Resto con te di Jenny AnastanRISPOSTA:

Ho cercato di far vedere la vita di Andrew inserendo parecchi capitoli inediti e cercando di non ripetere troppo le scene già presenti nel primo, solo alcuni episodi importanti sono stati ripetuti. Ed è stato molto complesso, perché scrivere un Pov maschile non è un copia e incolla.

Vedremo Andrew a New York, scopriremo il suo rapporto con Ash e la sua vita di tutti i giorni. Parlerà della sua famiglia, e del suo lavoro. Un Andrew a tutto tondo.

Come è stato parlare dal punto di vista di un uomo? Ti ha dato delle difficoltà?

RISPOSTA:

Per assurdo mi sento molto più a mio agio con i Pov maschili. Mi piace vedere il mondo dal loro punto di vista, spesso mi trovo a preferire il carattere del protagonista piuttosto che quello della protagonista.

Ma raccontaci di Zoe. Come la ritroveremo in quest’opera?

RISPOSTA:

La vedremo dagli occhi di lui, una ragazza fragile che però ha la forza di lottare per le persone che ama. Devo essere onesta, Zoe è il mio primo personaggio femminile, e dopo tre anni posso dire che avrebbe dovuto essere un po’ più cinica e meno arrendevole.

Infine, abbiamo bisogno di sapere a cosa stai lavorando e cosa dovremo aspettarci prossimamente.

RISPOSTA:

Sto lavorando a “Con il cuore a pezzi” che uscirà il 27 dicembre sempre Self pub. Ma ho altri lavori aperti, uno per la Ce in uscita a fine del prossimo anno, e sto buttando le basi per uno sport romance da pubblicare poco prima del Rare di Roma.

Non riesco a stare ferma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te, e un grazie speciali a tutte.

Tiziana Iaccarino.

“Una tata per papà”, torna il duo Flora Gallert e Claudia Crocioni.

Sono molto contenta di potervi parlare della nuova uscita di queste autrici, perché sono in gamba e molto preparate.

Una tata per papà” è il secondo volume della serie “BitterSweet, New York” della quale era uscito il primo volume dal titolo “Un bacio a 5 stelle” lo scorso Aprile.
Claudia Crocioni, ex responsabile della Omnia One Group Editore e Flora Gallert, una delle autrici più quotate del momento, già collaboravano sia per quanto concerne il lavoro della casa editrice della prima che nella realizzazione di opere letterarie in autoproduzione.
La loro prima opera editoriale scritta a quattro mani era andata alla grande confermando il fatto che la loro collaborazione fosse più che riuscita e ben congeniata.
Sono contenta, quindi, di intervistarle per The Pink Cafè al quale si raccontano in questa intervista esclusiva.


Ciao Claudia e Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono contenta di parlare della vostra nuova opera. Vorrei chiedervi quando è nata l’idea di scrivere una serie completa insieme.
CLAUDIA:
Ho sempre desiderato condividere la scrittura con qualcuno e quando ho conosciuto Flora mi è sembrata la scrittrice ideale a cui proporlo. Già per il solo fatto che c’era molta sintonia sul lavoro.

FLORA:
L’idea di collaborare inizialmente è venuta a Claudia e io ne sono rimasta subito entusiasta.

Come è nata, quindi, la serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Il genere che avevamo scelto di sviluppare insieme era il rosa. Con il dolce- amaro abbiamo potuto coniugare i nostri due diversi stili di scrittura.

FLORA:
È nata perché ci stimiamo molto come autrici, a ognuno piace lo stile dell’altra quindi, in seguito, a una delle nostre lunghe chiacchierate al telefono, abbiamo deciso di creare qualcosa insieme.


La prima opera “Un bacio a 5 stelle” è andato alla grande. Come nasce il secondo volume dal titolo “Una tata per papà”?

CLAUDIA:

Come strategia, io e Flora ci dividiamo trame e personaggi. Sulla base di storie inventate da lei e da me prendono vita due personaggi diversi, uno più mentale e irrazionale, l’altro più dolce e rilassato. La trama di «Una tata…» è di Flora, mentre quella di «Un bacio…» la mia. Anche se in corso di scrittura poi ognuna sviluppa la sua parte in libertà.

FLORA:
Il primo volume è andato benissimo e ci ha dato tante soddisfazioni, la sinossi era di Claudia mentre questa qui è la mia… Ovviamente abbiamo diviso il libro come nel primo caso, raccontando l’inizio dal punto di vista di Daniel e la fine dal punto di vista di Bonnie. Non seguiamo regole fisse, quindi ognuno personalizza la sua parte.

Queste opere sono autoconclusive?

CLAUDIA:
Sì. Sono romanzi brevi quindi anche se il finale a volte è d’impatto, tutta la serie presenta opere autoconclusive e diverse fra loro. Pur essendo tutte ambientate nella Grande Mela.


FLORA:
Sì, esatto. In comune hanno solo tre cose: sono storie d’amore, sono ambientate a New York, sono scritte da me e Claudia.

Cosa potete anticiparci di questa nuova storia?


Una tata per papà teaser di Claudia Crocioni e Flora Gallert

CLAUDIA:
Per la prima volta con Bonnie ho provato a dare un po’ di goffaggine a un mio personaggio. Non è stato semplice, perché Bonnie è sia bella, che emotiva, che buffa. Tutto insieme. Il Daniel di Flora è un papà figone, più maturo e meno impulsivo.

FLORA:
Sarà dolcissima, amarissima… Ma anche divertente!

Quante storie sono previste dalla serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Più possibile.

FLORA:
È un progetto che vogliamo continuare, finché c’è fantasia!

Ancora una domanda: raccontateci una curiosità inerente la vostra collaborazione e ciò che scrivete insieme.
CLAUDIA:
Sono sempre riuscita a far superare ai miei personaggi i complessi di inferiorità che i personaggi di Flora gli hanno arrecato con la loro perfezione (ahah). L’amore li riunisce sempre.

FLORA:
Finora la parte iniziale è toccata sempre a me e il compito di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle (o dei cuori infranti) è sempre toccato a Claudia e mi sono sempre divertita a incasinarle la vita. (come ho detto, abbiamo una trama iniziale che poi si evolve a seconda della nostra ispirazione). Credo proprio che Claudia si vendicherà quando toccherà a me scrivere la seconda parte.

CLAUDIA: Ci puoi giurare!

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Love is a dangerous game” di Giuseppina Vitale per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice Giuseppina Vitale per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Love is a dangerous game“.

«Cosa c’è, piccola? Hai perso la lingua per caso?» sussurrò alzandomi il mento con un dito, avvicinando pericolosamente i nostri visi. «Lo so, faccio questo effetto sulle ragazze.»

Fu il suo tono arrogante e narcisista che mi risvegliò dallo stato di trance in cui ero caduta. Decisi di agire. Chi si credeva di essere quel bellimbusto? Colpii il bicchiere di plastica e rovesciandoglielo in faccia, macchiai in pochi attimi il suo bel faccino da schiaffi e la t-shirt bianca che indossava. I suoi amici estrassero contemporaneamente un fazzoletto dalla tasca dei jeans e all’unisono glielo porsero. «Erick, stai bene?»

Oddio ma erano davvero così stupidi? Come potevano pendere dalle labbra di quell’arrogante?

«Ce l’ho, cretino!» sbottai strofinandomi le mani soddisfatta.

Prese un pacchetto a caso e dopo essersi ripulito rispose: «Mai stato meglio! Felice di saperlo biondina. Sono sicuro che tu sai anche usarla bene quella linguaccia biforcuta che ti ritrovi.»

Mi strattonò per un braccio e in pochi attimi le sue labbra furono sulle mie. La sua lingua si infilò con forza nella mia bocca e la esplorò avida.

Love is a dangerous game di Giusy Vitale

Link: https://www.amazon.it/dp/B072Z2YPL5/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1500558464&sr=1-1&keywords=Love+is+dangerous+game .

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

366: La favola di Donal e Isabel.

“366: La favola di Donal e Isabel” è un’opera che, allo stato attuale, sta spopolando in diverse categorie di vendita on line.

L’autrice è Naike Ror. Ho pensato di contattarla per conoscerla meglio e permetterle di parlarci della sua opera, magari di far incuriosire chi ancora non l’ha scoperta e avrebbe piacere di sapere cosa significa quel 366. Ma non solo.

Chi sono Donal e Isabel?

Quando ha cominciato a scrivere Naike Ror? Chi è davvero?

Ho pensato, quindi, di invitarla a fare una chiacchierata per raccontarci di sé e della sua opera che tanto successo sta riscuotendo.

Ciao Naike, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti, innanzitutto, quando hai iniziato a scrivere con l’intenzione di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao a voi! Ho iniziato a scrivere da ragazzina e per quanto riguarda la pubblicazione non ci ho mai maliziato troppo sopra. Ho iniziato nel 2014 facendo tutto con una certa superficialità, approfittando dell’avvento del self-published e senza avere idea di cosa comportasse. Quando per la prima volta ho messo on line un mio scritto l’ho fatto senza avere le basi necessarie, non ero pronta né alle vendite né alle critiche, però ad oggi devo ammettere di essere stata molto fortunata. Ogni esperienza mi ha aiutata a capire cosa fare e come farlo.

Quali sono i generi letterari che prediligi?

RISPOSTA:

Il genere che mi emoziona. Appartengo alla categoria delle lettrici lunatiche, se ho voglia di romance leggo romance, se voglio leggere un horror leggo un horror. Personalmente credo che i generi si distinguano in due grandi categorie: i libri belli e quelli brutti. Sempre secondo il mio parere, ovviamente.

A quale genere appartengono le opere che scrivi?

RISPOSTA:

Ho scritto due serie. La prima (No one likes us) è romance contemporaneo, la seconda (r.u.d.e.) è da catalogare, per quanto sia possibile farlo, nel suspense con venature dark anche se Usheen, il volume 2 della serie, appartiene alla narrativa mentre Royle, volume 1, ha anche ambientazioni young. È un discreto miscuglio di generi insomma.

Parliamo di “366: La favola di Donal e Isabel”.

RISPOSTA:

La favola di Donal e Isabel nasce come primo spinoff di Usheen, per quanto la storia sia ritagliata in modo da non dover necessariamente leggere il volume madre. Volevo realizzare qualcosa che mettesse pace nell’anima di alcuni personaggi e non sarei riuscita a scrivere altro, se non l’avessi fatto. A volte sono gli stessi protagonisti a decidere cosa fare e tu non puoi farci nulla.

Che cos’è questo numero: 366 e perché proprio questo numero?

RISPOSTA:

366 sono i giorni in cui si svolge la favola. È un countdown verso l’epilogo. Come sia uscito fuori, non saprei! Volevo un periodo di tempo giusto per rendere una storia d’amore realistica e un anno e un giorno mi suonava bene.

Donal e Isabel. Chi sono? Cosa racconti di loro in questa storia? C’è Donal in copertina?

RISPOSTA:

366 la favola di Donal e Isabel di Naike RorDonal è il capo della polizia di Derry, una città famosa per essere stata teatro del Bloody Sunday ed è il primo cattolico a ricoprire questa carica. Vive una vita da eremita diviso tra il lutto per la scomparsa della donna che amava, il lavoro e un appartamento estremamente disordinato.

Isabel è una donna che, in una nazione come l’Irlanda del Nord, vive repressa dallo stesso contesto cattolico. Dopo avere vissuto i suoi primi 34 anni da reclusa, decide di rifarsi una vita e incontra sulla sua strada proprio Donal. Se vi aspettate la storia del principe azzurro e della virginale fanciulla che vuole essere salvata non è questo il caso. Isabel è una donna delle pulizie con due figli e tanta voglia di ricominciare. Donal è un coriaceo poliziotto che non sa essere romantico e con del pessimo tempismo. Si cercheranno, si troveranno e proveranno a far funzionare il loro incastro imperfetto.

Sì, il modello sulla cover interpreta alla perfezione la fisionomia di Donal nel suo cambiamento spirituale e fisico.

Chi ha realizzato la bellissima copertina della tua opera?

RISPOSTA:

La cover è stata realizzata dalla Lovely Cover design, ma questa volta devo ringraziare anche alcune ragazze che mi hanno aiutato nella ricerca del modello, contattando diverse agenzie. Volevamo fare qualcosa dal sapore d’oltreoceano, qualcosa d’impatto e spero di essere riuscita nell’intento.

A cosa stai lavorando allo stato attuale, cosa troveremo ancora di te sul web?

RISPOSTA:

Al momento sto lavorando al secondo spinoff di Usheen riguardante l’altro amico di Donal ovvero Sean. Prevedo l’uscita a settembre. Per gli altri progetti ho già steso il programma del 2018 (un suspense, uno young e un romance) e non vedo l’ora di cominciare.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Un editor come Zachary Easton di Tiffany Reisz, una figura professionale vera che mi aiuti a crescere, a lavorare, a sperimentare ma, a essere sincera, è qualcosa che ho già trovato e con cui collaborerò dall’anno prossimo, quindi passo perché per il resto, non posso chiedere di più dalla mia vita da autrice.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per la tua carriera!

Tiziana Iaccarino.

“Autumn in love”, una storia di Flora Gallert.

Come sempre sono molto lenta nella lettura e soprattutto nella realizzazione delle recensioni, perché vorrei scriverle come si deve, ma alla fine posso dirmi soddisfatta, se poi riesco a concludere degnamente una storia, soprattutto se si tratta di una collega che stimo molto come Flora Gallert.

Autumn in love” è una storia che ho iniziato qualche tempo fa e, per quanto breve, ci ho messo molto a concluderne la lettura, a causa della mia pigrizia, ma anche perché, avendo molte storie in lettura, ho rallentato un po’ con tutte.

Vorrei parlarvi di questa storia che è fatta di molto dolore, di emozioni, di vite ai margini della società, di miserie umane e di ragazzi che sembrano abbandonati a se stessi. Qui c’è, in particolare, una coppia di ragazzi che crescono insieme, in una provincia disadattata e piena di difficoltà, tra gente che si droga o si ribella alla propria miseria compiendo atti estremi.

Non vorrei entrare troppo nel dettaglio perché, di solito, sto attenta a non spoilerare, ma questi due ragazzi mi hanno colpito molto.

Ho pensato che ci siano molti giovani ai giorni nostri che vivono nelle loro stesse condizioni familiari disastrate. Questi sono ragazzi che spesso smettono di andare a scuola per lavorare, magari per farsi coinvolgere nei lavori “di strada”, quelli del malaffare per portare dei soldi facili a casa, ma si evince che c’è sempre un sentimento di fondo. Il sentimento verso la famiglia di origine, verso gli amici, verso le persone a loro care, quelle a loro sempre vicine, quelle a loro complici, quelle che si sostengono, comunque vada la vita.

A volte, in questi ambienti disastrati, dove la strada diventa la casa di giovani che hanno avuto un’infanzia e un’adolescenza davvero difficili, accadono anche dei miracoli legati ai sentimenti. A volte sboccia l’amore più pulito e innocente, quello fatto delle cose più semplici, quello che vuole tenere il resto del mondo fuori all’involucro invisibile che si costruiscono per difendere i loro sentimenti ed è proprio ciò che accade tra Daniel e Jennifer. Un amore prima infantile, poi adolescenziale, in seguito maturo, che cresce, si aiuta, si apprezza, si sostiene, si rende conto di quanto l’altro sia importante e di quanto lo si voglia accanto a sé.

Autumn in love di Flora GallertQuesta storia mi ha sconcertata in certi punti e fatto riflettere in altri, per le tematiche sociali trattate, molto forti e, allo stesso tempo, attuali. Non è semplice immedesimarsi nei protagonisti se non si è vissuto in situazioni tanto disastrate come le loro, all’interno di famiglie sfasciate e circondati da persone che vivono alla giornata.

Il titolo “Autumn in love” riporta il periodo dell’anno in cui comincia tutto per i protagonisti, l’autunno rimandato alla loro frequentazione, ai loro sentimenti, al loro voltare pagina, alla loro nuova vita. Titolo azzeccato, trama interessante. Troppo breve, ma molto attuale. Tristemente attuale.

Tiziana Iaccarino.

Sara Purpura e la sua scalata al successo.

Sara Purpura è un’autrice di successo amata e apprezzata per le sue opere e la sua grande energia intellettuale.

Siciliana appassionata e intraprendente, grande dimestichezza con la scrittura e una passione smisurata per il romance, Sara ha esordito molto tempo fa con l’opera dal titolo “Profumo di Zagara” e non si è più fermata fino a farsi apprezzare ovunque sul web.

Le sue opere sono state tutte molto amate: “Profumo di Zagara”, “Oltre il buio (il prequel)”, “La mia luce sei tu”, “Il dono della felicità” e “Come il sole di notte”.

Le ho chiesto di poterla intervistare, perché penso che Sara possa raccontarci molto bene la sua carriera e la sua esperienza in questo settore. È un’autrice molto seguita, apprezzata, a volte criticata, ma per questo ancora più forte e interessante e soprattutto di esperienza.

Ciao Sara, ti ringrazio per aver accettato questa mia intervista.

1. Comincio col chiederti quando hai iniziato a scrivere precisamente e cosa hai realizzato.

sarapurpuraRISPOSTA:

Ciao Tiziana e ciao a tutte.
Rispondo alla tua prima domanda.
Scrivo da sempre. Da piccola avevo i miei diari, le mie poesie… non riuscivo mai a fermarmi, avevo bisogno di mettere ordine dentro di me attraverso la scrittura. Produco romanzi da quando avevo sedici anni. Sono ovviamente storie molto acerbe che ogni tanto rileggo con tenerezza, ma che hanno senz’altro contribuito al mio percorso da autrice. La scrittura è un dono, però è anche sacrificio e allenamento. Più si scrive e più brave si diventa. Il coraggio di rendere pubbliche le mie storie mi è venuto tardi. Ho pubblicato la mia prima storia a trent’anni, ma non lo rimpiango. Sono convinta che ogni cosa arrivi a suo tempo.

2. La tua prima opera letteraria era…?

RISPOSTA:

La mia primissima opera letteraria è stata “Profumo di zagara”. Il romanzo narra la triste vicenda di una donna palermitana costretta ad abbandonare la sua terra, dopo aver subito un abuso sessuale nell’ambito familiare. È una storia di riscatto a me molto cara, che ho pubblicato con una piccola CE digitale e che ha trovato il riscontro che meritava un po’ più tardi, quando ho deciso di ripubblicarla da self.


3. So che, prima di passare, al self publishing, di cui vorrei parlare in seguito, eri sotto contratto con una casa editrice. Ci racconti la tua esperienza? È stata l’unica casa editrice con cui hai pubblicato?

RISPOSTA:

Bah… tutto fa brodo e anche in questo caso non rimpiango nulla. Ho imparato tanto, sono cresciuta insieme alla Genesis e, se dovessi tornare indietro, probabilmente firmerei di nuovo quel contratto, tuttavia il modo del self, al momento, è il mio porto sicuro.
Ho i miei lettori che mi seguono con affetto, e purché si decida di fare le cose in maniera professionale, essere un’autrice indipendente non toglie nulla al buon livello che si augura di trovare il lettore in un romanzo. Credo molto nel self e non perché – come qualcuno ha detto – per me è un ripiego. Vi è sempre una scelta dietro le proprie.Questa attualmente è la mia. Non è detto che se avessi un’alternativa io la prenderei. Così, giusto per dire…

4. Pubblicazione digitale o tradizionale, vantaggi e svantaggi?

RISPOSTA:

Entrambe. Oggi un’autrice self può decidere di affidarsi al digitale e di produrre anche il cartaceo. Lo trovo stupefacente.
C’è chi è ancora legato alla carta, perché privare il lettore di questo piacere? Quindi io produco entrambi i formati.
Sapere che i miei libri arrivano nelle case dei miei lettori mi riempie di orgoglio. A volte mi chiedo se questo non sia più importante di arrivare sugli scaffali delle librerie. Forse sì…

Continua a leggere Sara Purpura e la sua scalata al successo.