Francesca Baldacci torna con una simpatica storia: “Cuori (e nuvole) a colazione”.

Francesca Baldacci è una delle scrittrici italiane di maggior successo e soprattutto con una carriera artistica e autorale alle spalle di indiscusso valore.

Giornalista, autrice e sceneggiatrice, ha avuto modo di farsi conoscere in innumerevoli modi. Ha collaborato con riviste femminili a tiratura nazionale, è stata giornalista sportiva e scrittrice a tempo pieno.

Le sue opere letterarie pubblicate sono davvero tantissime sia con case editrici che in regime di autopubblicazione, ma ricordiamo quella di maggior successo: “Vacanze da Tiffany” pubblicata in un primo momento in self-publishing e poi arrivata nelle librerie italiane grazie a Sperling&Kupfer nel 2014, prima di arrivare persino all’estero, tradotta in diversi Paesi. Francesca non si è mai fermata e ha scelto di seguire una strada a doppio binario, fornendo i suoi lavori sia a casa editrici che a piattaforme di autopubblicazione, come dicevamo.

Parliamo in questa intervista della sua opera letteraria autopubblicata dal titolo “Cuori (e nuvole) a colazione: perché l’amore è fatto anche di sorrisi”, in seconda edizione.

Ciao Francesca, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Sono molto contenta di poter parlare di te e della tua opera. Come è nata questa storia dall’inizio?

RISPOSTA:

L’idea mi è stata data, in principio, da Roberta Gregorio, la mia referente alla Chichili Agency, agenzia letteraria tedesca con la quale ho collaborato per qualche tempo alcuni anni fa. Mi ha chiesto di scrivere un breve romanzo chick-lit con tutte le caratteristiche del genere: protagonista svampita, amiche del suo stesso stampo, situazioni grottesche e particolari. Ci ho provato ed è uscito “Nuvole a colazione”, che ha visto la luce come ebook nel 2012. Faceva parte di una collana, che si chiamava “Chick Chick Hurrà”, e ha riscosso un certo successo.

Chi è Fanny, in realtà, la protagonista?

RISPOSTA:

Fanny è una ragazza con la testa fra le nuvole (da qui il titolo della storia), in particolare al mattino, a colazione, appunto. Dal colore che le… nubi assumono in questa parte della giornata, cerca di indovinare come sarà il resto. Fanny è quel tipo di persona che lascia scaricare il cellulare, che dimentica a casa la lista della spesa quando va al supermercato ed è svanita un po’ su tutto, in particolare quando è innamorata (e le sue amiche non sono da meno). Qualche volta finisce addirittura con lo sfruttare queste sue sbadataggini per le proprie strategie d’amore: ma combina un guaio dietro l’altro.

Io penso che al giorno d’oggi siamo un po’ tutte Fanny!

Quali sono le caratteristiche di questa storia che hai classificato come chick lit?

Cuori (e nuvole) a colazione di Francesca Baldacci

RISPOSTA:

L’ho inserita nella “fiction umoristica” perché a mio avviso la prima caratteristica, quella che maggiormente salta agli occhi, è una narrazione veloce e con situazioni buffe. O almeno io spero che lo siano per i miei lettori e le mie lettrici. Per quel che mi riguarda, scrivendola mi sono… divertita. Poi è, chiaramente, una storia d’amore, anche se non tradizionale.

Ho notato che è una seconda edizione. Come mai hai deciso per una seconda pubblicazione? In cosa è cambiata rispetto alla prima?

RISPOSTA:

Ho deciso di ripubblicarla perché nella prima edizione non era stata valorizzata, a mio modesto giudizio, come meritava. In questa nuova versione la storia è molto più lunga perché ci sono diverse situazioni in più, i personaggi sono maggiormente sviluppati anche da un punto di vista psicologico, ne emergono le caratteristiche in maniera più evidente. Credo molto, insomma, in questo restyling.

Ancora una domanda: quali sono i tuoi progetti editoriali. Quali saranno le tue prossime opere letterarie? Dove e come ti vedremo ancora?

RISPOSTA:

Ho mille progetti per la mente. Oltre alla collaborazione quasi fissa con le riviste, per le quali scrivo racconti lunghi e romanzi, penso all’attesissimo sequel di “Vacanze da Tiffany”, che vorrei far uscire entro breve tempo, e anche a un sequel de “Il Principe della Notte”, più altri romanzi nel cassetto.

Anzi, nei cassetti, perché in uno solo non ci stanno tutti!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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“Resto con te” è il bellissimo spin off di “Resta con me”, la parola a Andrew.

Vi ricordate “Resta con me”, l’opera di esordio e di grande successo con la quale si fece scoprire l’autrice Jenny Anastan?

Io sì. Una delle opere più belle che abbia mai letto e non lo dico per fare una sviolinata all’autrice che sto per intervistare, ma perché credo davvero in ciò che dico. Quella storia mi conquistò a tal punto che pensai se ne trovassero raramente di così belle, profonde, coinvolgenti, intense, in giro.

Jenny Anastan convinse tutti al punto che venne contattata da case editrici e agenti letterari, corteggiata e apprezzata fino ad arrivare in America con l’opera tradotta in Inglese dal titolo “Stay with me” sotto il marchio Amazon Crossing, l’esclusiva casa editrice americana del noto colosso di e-commerce che sta arrivando davvero dappertutto.

Da quel momento Jenny non si è più fermata, ma ha ponderato molto bene le sue scelte editoriali, riuscendo a farsi apprezzare per la sua coerenza intellettuale e senz’altro per il suo indiscusso talento.

A quell’opera ne sono seguite altre, ma qui vorremmo parlare del decisivo spin-off di “Resta con me”, i cui diritti italiani sono rimasti all’autrice, tra l’altro.

Insomma, tornano Andrew e Zoe e quest’opera ci farà sospirare proprio come quella, perché l’autrice ha deciso di raccontare la storia, con scene inedite e quant’altro, dal punto di vista maschile. Una sfida, ma anche un’idea molto interessante. Che ne dite di scoprire di più in merito a questa novità?

Ciao Jenny, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Avevo davvero voglia di intervistarti per parlare di quest’opera. Innanzitutto, raccontaci come ti è venuta l’idea del POV maschile.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, e grazie a te per la tua disponibilità!

Il Pov maschile di Andrew è una richiesta che spesso mi è stata fatta in questi anni dalle lettrici e da chi aveva amato “Resta con me”, ma non ho mai sentito l’esigenza di scriverla. Non ero pronta. Invece dopo aver pubblicato “Con te non ho paura” a maggio ho avuto lo sprint giusto per metterci mano e ho cominciato a scrivere. Andrew aveva bisogno di raccontare la sua storia.


Chi è realmente Andrew?

RISPOSTA:

Un essere umano con dei pregi e dei difetti, un po’ come tutti noi. Un uomo che crede di essere nel giusto ma che invece si sta solo incasinando la vita. Che ama, ma non sa gestire questo sentimento imprevedibile.

Poi è sexy… ciò non guasta mai.

Cosa troveranno in quest’opera i lettori? Delle scene inedite, una parte di storia di cui si conosce ancora poco?

Resto con te di Jenny AnastanRISPOSTA:

Ho cercato di far vedere la vita di Andrew inserendo parecchi capitoli inediti e cercando di non ripetere troppo le scene già presenti nel primo, solo alcuni episodi importanti sono stati ripetuti. Ed è stato molto complesso, perché scrivere un Pov maschile non è un copia e incolla.

Vedremo Andrew a New York, scopriremo il suo rapporto con Ash e la sua vita di tutti i giorni. Parlerà della sua famiglia, e del suo lavoro. Un Andrew a tutto tondo.

Come è stato parlare dal punto di vista di un uomo? Ti ha dato delle difficoltà?

RISPOSTA:

Per assurdo mi sento molto più a mio agio con i Pov maschili. Mi piace vedere il mondo dal loro punto di vista, spesso mi trovo a preferire il carattere del protagonista piuttosto che quello della protagonista.

Ma raccontaci di Zoe. Come la ritroveremo in quest’opera?

RISPOSTA:

La vedremo dagli occhi di lui, una ragazza fragile che però ha la forza di lottare per le persone che ama. Devo essere onesta, Zoe è il mio primo personaggio femminile, e dopo tre anni posso dire che avrebbe dovuto essere un po’ più cinica e meno arrendevole.

Infine, abbiamo bisogno di sapere a cosa stai lavorando e cosa dovremo aspettarci prossimamente.

RISPOSTA:

Sto lavorando a “Con il cuore a pezzi” che uscirà il 27 dicembre sempre Self pub. Ma ho altri lavori aperti, uno per la Ce in uscita a fine del prossimo anno, e sto buttando le basi per uno sport romance da pubblicare poco prima del Rare di Roma.

Non riesco a stare ferma.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te, e un grazie speciali a tutte.

Tiziana Iaccarino.

“Tutta colpa di Roma” la nuova opera letteraria dello scrittore Dennis Blake.

Ho avuto modo di conoscerlo virtualmente in qualche occasione e ho subito pensato che Dennis Blake, dopo l’esperienza editoriale a quattro mani con Megan L. Collins dal titolo “Ossessione d’amore”, sarebbe tornato a far parlare di sé molto presto.

Infatti, torna alla grande grazie a una nuova pubblicazione dal titolo “Tutta colpa di Roma” che uscirà il 20 Settembre su Amazon.

Dennis Blake scrive da molto tempo, anche se si dedica a romanzi di vario genere, ma ha deciso di utilizzare uno pseudonimo che gli permetta di spaziare i vari ambiti in piena libertà.

Questa storia, ambientata nella città eterna, racconta della storia d’amore tra Dennis e Aurora in un’era moderna, quella dei social network, proprio lì dove i due si incontreranno virtualmente. In un gruppo di lettura, per la precisione, dove avranno modo di conoscersi, di scambiare quattro chiacchiere, di fantasticare sull’esistenza dell’altro, ma diventerà mai un amore reale o resterà nelle fantasie di ciascuno dei due?

Ciao Dennis, grazie per aver accettato questa intervista. Allora, ti chiedo in primis, come nasce questa storia e da cosa è nato il titolo “Tutta colpa di Roma”.

RISPOSTA:

Nasce tutto da un’esperienza personale, da un’emozione vissuta in prima persona. Ho chiuso gli occhi ed ho lasciato che a parlare fosse il cuore. A volte la vita ci mette su binari che non scegliamo e che non sentiamo come nostri… il destino sa essere molto beffardo. Ecco… chiudendo gli occhi ci si può riappropriare di sogni intimi e profondi che si coltivano da bambini e allora tutto cambia colore e può mutare in visione.

Chi sono i protagonisti Dennis e Aurora? Esistono davvero?

RISPOSTA:

Nelle mie storie ci sono personaggi presi sempre dalla vita reale: amici, parenti o me stesso, in prima persona.

Come mai hai deciso di ambientare questa storia nella tua città? Pensi al romanticismo che emana ancora la città eterna?

Tutta colpa di Roma di Dennis Blake

RISPOSTA:

Per la prima volta una città diventerà protagonista e sarà determinante per lo svolgimento della trama. Amo Roma ed ho sempre desiderato in qualche modo darle voce. Ora credo di esserci riuscito in modo divertente e originale ma saranno le lettrici poi a darmene conferma. Le ambientazioni che tratto, le curiosità legate a molti luoghi saranno l’occasione per scoprire angoli nascosti della Città Eterna. Sono certo che anche i romani doc troveranno cose che non conoscono.

Dennis e Aurora si conoscono virtualmente. Credi sia possibile innamorarsi di una persona tramite i social o comunque usando internet?

RISPOSTA:

Come dicevo tutto nasce da un’esperienza personale e da un’emozione. Ma in fondo la storia di Dennis e Aurora è la storia di tutti, perché è la storia di un sogno e tutto lo abbiamo coltivato almeno una volta nel cuore. Basta uno sguardo, un sorriso, una frase… e un incontro diventa destino.

Non voglio chiederti se i due si incontreranno, ma lasciaci sognare ancora un po’… cosa ti ha spinto a raccontare una storia come questa?

RISPOSTA:

La necessità di immortalare su carta e rendere in qualche modo eterna un’emozione che non volevo andasse persa. Ci sono storie che vanno raccontate. Personaggi che devono vivere. Se la vita reale non permette di farlo, resta la scrittura.

C’è qualcosa di autobiografico in quest’opera, visto che il protagonista maschile si chiama Dennis come te?

RISPOSTA:

Sì, c’è sempre molta vita nei miei romanzi. Fin da piccolo ho sempre avuto il bisogno profondo di raccontarmi… di scrivere storie per buttare fuori tutta la mia emotività. Ora sono già al lavoro su un nuovo romanzo. Questa volta andrò a illuminare il mio passato.

Cosa ti aspetti che dica il pubblico quando leggerà questa storia? Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

RISPOSTA:

Sono certo che leggendo “Tutta colpa di Roma”, per un attimo tutte le paure, le fragilità lasceranno spazio al sentimento e al sogno. Per un attimo Dennis, Aurora e Roma scalderanno i cuori e disegneranno negli occhi un sorriso.

Ricordiamo che “Tutta colpa di Roma” uscirà il 20 Settembre su Amazon, ma è già in pre-ordine.

Link: https://www.amazon.it/Tutta-colpa-Roma-Dennis-Blake-ebook/dp/B075K7F6WC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1505474137&sr=8-1&keywords=Tutta+colpa+di+Roma .

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“C’era una volta a New York”, sta tornando in libreria Cecile Bertod!

Cecile Bertod è una delle autrici italiane più quotate del panorama editoriale italiano. Un nome che è diventato anche un marchio e per qualcuno una garanzia, perché le sue opere sono apprezzatissime e l’autrice è molto stimata.

Sono contenta di sapere che torna alla grande con una nuova pubblicazione di cui ci ha raccontato in varie occasioni anche sul web, attraverso dirette live e post. Lei, in pratica, è un’artista molto social e si fa apprezzare per la sua verve e la sua intraprendenza.

C’era una volta a New York” uscirà il 5 Ottobre in tutte le librerie italiane e nei migliori store on line.

Qui scopriamo una Cecile che si è data da fare a raccontare una storia che attraversa il globo: da Parigi a New York con una protagonista un po’ particolare: Sophie. Chi è, in realtà, questa donzella dovrà affrontare una serie avventurosa di eventi prima di arrivare all’amore?

Ciao Cecile, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti come è nata questa storia che sembra essere completamente diversa dalle precedenti. Mi sbaglio?

RISPOSTA:

Ciao! Be’… oddio, non saprei. Diversa forse nello stile, parliamo di uno storico e non più di un contemporaneo, ma restano inalterate l’ironia e la bieca considerazione che ho del genere umano e dei cappellini con le piume, argomento per cui prevedo di inserire un’appendice al libro: “piume e ciliegie, compendiario di stile per un sabato sera lontano da gaffe e inutili interrogatori al commissariato”.

Questo in realtà è il mio primo romanzo rosa, anche se verrà pubblicato solo oggi, e difatti Cecile Bertod era il nome del personaggio femminile del romanzo. Ora invece sarà per ovvi motivi Sophie Riou. Come nasce, sarò sincera, non lo so, ma credo abbiano influito vodka, zitellaggio indiscriminato e l’assenza del Wifi.

Da cosa e da dove nasce il titolo “C’era una volta a New York”?

RISPOSTA:

Mi piaceva l’idea: “C’era una volta”. Evocativo, poi tutto sommato sempre meglio di “l’uomo che entrò dall’oblò e si infilò nel mio baldacchino”. Poi mi dicevano che “Via col vento” era stato già preso, la cosa lì per lì mi ha un po’ spiazzata, ho cercato di andare sul sicuro, sai. Una di quelle frasi mai sentite… E poi ho aggiunto New York.

Chi è realmente Sophie?

RISPOSTA:

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Sophie è una donna sfigata. Ma tanto. È la vittima di questo romanzo scapestrato. La becchiamo in un momento difficile, uno di quei “mi scusi, sono momentaneamente occupata”. Parentesi temporale che in questo caso comprende un sequestro non autorizzato dalla media borghesia, orrore e raccapriccio, una crociera non prevista verso il nuovo mondo e la terribile, involontaria, imperdonabile distruzione di un delizioso ombrellino da passeggio. In poche parole: Sophie è un personaggio a un passo dall’esaurimento nervoso. Ondeggia tra le onde in attesa del suo momento di rivalsa. Cova vendetta divorando tartine al salmone. Come non comprenderla? Quell’ombrellino era nuovo!

Io sono curiosa di chiederti se hai mai tratto ispirazione dalla tua vera vita, nel corso di questi anni, durante la stesura dei tuoi romanzi.

RISPOSTA:

Di continuo, purtroppo. E considerando quello che scrivo non è neanche troppo dignitoso ammetterlo. Apre uno scorcio sulla drammaticità dei miei incontri sentimentali di questi ultimi anni.

Qual è il romanzo che ti rispecchia meglio e quello al quale, invece, sei più legata?

RISPOSTA:

Quello che mi rispecchia meglio uscirà a febbraio e quindi ne parleremo magari a febbraio – risata malefica – quello a cui sono più legata è di sicuro “Tutto ma non il mio tailleur”, che oggi invece ha preso il titolo della novella (compresa nel romanzo) e cioè “Nessuno tranne te”. La mia Trudy occuperà sempre un piccolo pezzettino del mio cuore. Forse perché sono l’unica in grado di capirla davvero. Ha bisogno di me per sopravvivere.

Sei un’autrice legata all’idea che arrivare in libreria sia fondamentale per chi scrive?

RISPOSTA:

Ma diciamo che aiuta molto. Ecco, se arrivassi in salumeria potrei mettere in difficoltà il rivenditore e creare un po’ di confusione nell’acquirente. Una di queste volte mi piacerebbe arrivare in una fumetteria per generare panico tra i lettori disseminando aneddoti raccapriccianti su Spiderman e l’uso improprio della lingerie da passeggio.

Cosa desiderava Cecile quando è nata come autrice e ha cominciato a farsi conoscere da un vasto pubblico di lettori?

RISPOSTA:

Che domande! Un brasiliano oliato in perizoma zebrato come qualsiasi autrice di rosa che si rispetti. Pfiu!

Ho notato spesso che, in questo ambiente, ci sono realtà davvero contrastanti: c’è chi aspira ad arrivare in libreria e chi, invece, preferisce restare self. Perché, secondo te, esistono realtà tanto contrastanti?

RISPOSTA:

Perché ci sono contro in entrambe. E c’è chi preferisce la libertà prima di ogni cosa, quindi restare self, chi invece vive ancora secondo quella vecchia concezione di autore da etichetta e sogna la libreria. Io credo che ci sia del giusto in entrambe, ma anche che entrambe siano mosse da un unico denominatore. Ogni autore vuole arrivare a quanti più lettori possibili, poi dietro può esserci qualsiasi motivazione, soldi, fama, condivisione, bisogno di sentirsi parte di un insieme, trovare un mezzo all’apparenza innocuo per far sapere a mezzo mondo che il tuo ex ce l’ha piccolo come un timido girino con la raucedine. Insomma, il vero problema è perché se scrive, poi i mezzi di diffusione sono ovviamente quelli che ti consentono più facilmente di perseguire quell’obiettivo.

Cosa significa per un autore arrivare in libreria? Raccontaci i pro e i contro, se ce ne sono, ovviamente.

RISPOSTA:

Per un autore non lo so, per me significano solo grandissima ansia da prestazione, nausea, vomito, morte apparente. Che poi tu lo sai come sei fatto, che ti metti a fare? Lo scrittore! Ecco, brava, no, davvero Cecile. Complimenti. E ancora peggio, lo scrittore in libreria. Cioè non lo scrittore da angolo, tipo azalea, vaso decorativo. Lo metti lì su una scrivania, spolveri di domenica. E intanto lui sta lì a battere, battere, battere. Ogni tanto passa qualcuno: ma ancora? Te lo vuoi trovare un lavoro serio? E lui: ma io sono uno scrittore! Già, solo che lo sa solo lui. Però ecco, a suo modo è fortunato, perché resta convinto, non c’è nessuno che può contraddirlo, nessuno l’ha letto. Nessuno smetterà mai di leggerlo. Quindi in sostanza, non rischia neanche un flop. Meno di zero c’è solo zero. È lo scrittore perfetto! L’irriducibile, intramontabile sconosciuto. L’uomo che scavalca le vette dell’immaginazione spinto da biscottini al burro e tazze di tè liofilizzato. Se entri in libreria invece è finita. Per sempre. Basta un errore e cadi giù dalla mensola. E nessuno ti raccoglie. Diventi carta straccia da bidone. Ah… che immagine agghiacciante. Finire in un bidone, e ho solo 34 anni! Di tutte le cose che speravo, il bidone non l’avevo mai preso in considerazione, ecco.


Cosa consiglieresti a una nuova autrice che vorrebbe farsi notare?

RISPOSTA:

Non so… è una domanda complessa. Tanto per iniziare, farsi notare da chi? Lettori? Case editrici? Colin Morgan? Perché per la terza potrei essere poco d’accordo e ho origini calabresi, che tra le tante prerogative genetiche sono accomunati da una inspiegabile predisposizione per il peperoncino e i fucili a piombini. No, così, io ho avvisato…

Ancora una domanda: cosa ti aspetta in seguito? Ci saranno altre pubblicazioni entro quest’anno o per il prossimo?

RISPOSTA:

Febbraio l’ultima. Dopodiché stop. Esatto, proprio stop. Stop a tempo indeterminato. Ho deciso di aspettare, per ricominciare, che sia come dico io, che questo sia quello che voglio davvero in ogni suo aspetto, non solo in parte. Ho deciso che conto più io, io scelgo sempre me, perché se non mi scegliessi io non mi sceglierebbe nessuno. E così lotto per me, ma lotto davvero per me, sempre. Per fare in modo che quello che sono e faccio sia come volevo che fosse all’origine, anche disposta a chiudere per sempre un capitolo se non c’è modo di dargli il finale che desideravo. Non per forza costretta a continuare. Ma poi perché? Per cosa? Non è un obbligo scrivere, non lo è davvero, è invece un obbligo volersi bene, rispettarsi. Ed è quello che intendo fare anche stavolta. Senza fare l’impossibile pur di restare, senza farmi del male. E se non deve essere questo il mio destino, cioè scrivere, saluterò questo mondo con un sorriso, senza rimpianti. Tutto sommato ho raggiunto già più di quanto avrei mai sognato di vedere.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Le scrittrici Corinne Savarese e Lidia Ottelli pubblicano un’opera a quattro mani.

Chi ama leggere e segue le nuove leve, conosce bene i loro nomi, perché Corinne Savarese e Lidia Ottelli sono due dei nomi più noti della giovane letteratura italiana contemporanea.

La prima si è fatta apprezzare grazie alla stesura di opere molto divertenti, di genere comico che sono state in vetta alle classifiche di vendita più note nella categoria Humour. Ricordiamo i suoi titoli più apprezzati “Cara cognata, ti odio!” uscita nel 2013 e “Finché suocera non ci separi” pubblicata nel 2014 per poi arrivare a due opere molto apprezzate dai titoli “(Es)senza di te” e “Una str…ega sotto l’albero” pubblicate all’interno della collana digitale YouFeel dalla Rizzoli fino alla nuova autoproduzione dal titolo “Mister Cupido”.

Lidia Ottelli, invece, ha un percorso leggermente diverso. Dopo il boom di consensi ottenuti dalla sua prima opera “Odio l’amore, ma forse no” è approdata in tutte le librerie d’Italia sotto la targa Newton & Compton Editori, diventando una delle autrici italiane più apprezzate. A questa storia, infatti, sono seguite anche: “Fino all’ultimo battito” ed “Emma in Love” pubblicate sempre dalla stessa casa editrice.

Adesso le due autrici hanno deciso di scrivere una storia a quattro mani di cui scopriremo presto il titolo e la trama e ne parlano a The Pink Cafè, in questa doppia intervista.

Ciao ragazze, grazie per aver accettato di raccontare questa vostra nuova avventura letteraria. Vorrei chiedere a entrambe quando è avvenuto e come è stato il vostro incontro.

CORINNE:

Ciao Tiziana. Prima di tutto permettimi di ringraziarti per questo salotto letterario che hai creato. Per noi è un enorme piacere.

Io e Lidia ci siamo scoperte all’alba delle nostre carriere editoriali. A quei tempi non c’erano tutte le uscite che ci sono adesso e tra di noi ci si conosceva tutte. È stata subito simpatia reciproca. Il genere si assomigliava e ci siamo prese fin dall’inizio.

LIDIA:

Ciao, grazie a te per l’invito.

Il nostro incontro è partito molti anni fa. Io conoscevo Corinne tramite il mio blog e da lì, abbiamo subito avuto un feeling letterario incredibile.

Io ho letto tutto di lei e lei di me. Mi piace il suo stile e mi piace come affronta il mondo letterario.

Diciamo che il mio blog, è stato l’artefice di questo incontro.

Come e da chi è partita l’idea di scrivere una storia a quattro mani?

CORINNE:

Io e Lidia abbiamo avuto sempre un rapporto molto diretto, senza troppi giri di parole. Ricordo bene il giorno in cui le scrissi: “Ho un’idea pazza che mi frulla per la testa… scriviamo un libro a quattro mani, io e te. Che ne pensi?” Non dovetti nemmeno convincerla. Fu immediata. Dopo cinque minuti eravamo al telefono a buttare giù la trama, a grandi linee, che poi ha preso forma col passare del tempo. È stato un divertimento assoluto!

LIDIA:

L’idea è stata di Corinne. Mi scrisse su WhatsApp semplicemente un “voglio scrivere a 4 mani, che ne dici?”

Io dissi subito di sì.

Abbiamo iniziato dal nulla, senza pensare a nulla. Abbiamo inventato una storia che si è evoluta ogni capitolo.

Lo so, siamo pazze! Ma le cose improvvise sono le migliori.

Come si intitola la vostra storia e a quale genere appartiene?

Non so se odiarti o amarti di L.Ottelli e C.Savarese

CORINNE:

Il titolo originale era un altro. Generalmente io mi innamoro dei titoli. Spesso capita addirittura che scriva un romanzo a partire da un titolo, ma qui è stato diverso. Chi mi conosce (e Lidia l’ha scoperto e mi ha odiata fino all’osso, credo) sa che sono molto pignola, così un giorno la poveretta, non potendone più del mio analizzare ogni cosa, mi scrisse “Corinne! Non so se odiarti o amarti!” ovviamente fu molto velata, ma sono sicura avrebbe voluto strozzarmi. È per questo che ci vogliamo così bene.

LIDIA:

Il genere è un Contemporary Romance molto divertente.

Il titolo è “Non so se odiarti o amarti”.

Ti racconto un piccolo aneddoto. Inizialmente il titolo non era questo. Un giorno, mentre facevo l’editing, scrissi un post su Facebook a Corinne. “Corinne, non so se odiarti o amarti”.

Lei mi contattò immediatamente dicendomi: mi piace quello come titolo.

Da lì, il titolo è cambiato.

Potete raccontarci qualche aneddoto che riguarda quest’opera? Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questo connubio?

CORINNE:

Come tu sai, Tiziana, io scrivo di notte, perché con quattro figli di giorno mi è quasi impossibile lavorare. Be’, con Lidia ci siamo fatte delle risate incredibili al telefono. Ore intere per ogni capitolo, per delinearne la trama, con continue interruzioni per colpa mia. Lidia ha avuto una pazienza infinita, ma è stata davvero un’avventura che non dimenticherò.

Ps: l’abbigliamento dettagliato del pompiere stripper è tutto merito di Lidia, perché io, all’alba della mia età, non sono ancora mai andata a vedere uno strip, ma ho promesso che recupererò presto. Prestissimo.

LIDIA:

Aneddoti ce ne sono mille! Ci siamo chiamate infinite volte, abbiamo scritto tutte le trame per ogni capitolo via cellulare o via Facebook. Al telefono facevamo un sacco di risate. Abbiamo messo un insieme di situazioni che ci sono capitate e altre che sarebbe meglio evitare…

Ogni volta che finivamo un capitolo, ce lo spedivamo e ridevamo e facevamo commenti stupidi, che è meglio censurare.

Se doveste definirvi come autrici, quale aggettivo usereste?

CORINNE:

Mmm, non saprei, davvero. Posso lasciare che mi definiscano le lettrici?

LIDIA:

Difficile… forse versatile.

Qual è il vostro genere letterario preferito?

CORINNE:

Vado a periodi, in base alle emozioni che ho al momento e a quello di cui ho bisogno per superarlo. Passo dalle commedie romantiche alla narrativa. Ho una vita abbastanza piena e ricca e non sempre mi riesce di leggere romanzi troppo pesanti, anzi, mi aspetto che la lettura sia per me un mondo dove rifugiarmi, che mi faccia stare bene.

LIDIA:

Io amo follemente urban fantasy e il paranormal. Mi piace il mistero del fantasy.

Infine, raccontateci un sogno, uno qualunque, che vorreste realizzare e al quale non avete avuto ancora modo o tempo di dedicarvi.

CORINNE:

Il mio sogno nel cassetto è arrivare a scrivere una sceneggiatura per un film o una serie tv. È solo un sogno, però. Ma sognare non costa nulla…

LIDIA:

Il mio sogno l’ho realizzato quando ho visto il mio libro in libreria. Ora ho altri sogni, ma sono più personali e forse più noiosi.

Grazie ancora per l’ospitalità! Saluto tutti i tuoi lettori a cui vorrei dire che il Self Publishing non è poi quella brutta bestia che tutti pensano che sia.

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, Tiziana, è stato un piacere essere tua ospite.

Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per la tua carriera e alla prossima.

Un saluto a tutte le lettrici – Corinne.

Tiziana Iaccarino.

“Giuditta. Il paradigma dell’amore” di Giada Castigli per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice Giada Castigli per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Giuditta. Il paradigma dell’amore“.

Torno a casa tremante per il freddo, Gaia è in camera sua a studiare, io farò la stessa cosa, per non pensare. Eppure, anche quando si prova a tenere la mente impegnata, il cervello inizia a fare strane associazioni e, inevitabilmente, ti ricorda il motivo che muove tutta quell’agitazione dentro il corpo. Provo a placare la tachicardia con una tisana, tentativo inutile. Prendo più volte il telefono e altrettante volte lo metto a posto, senza utilizzarlo. Ho voglia di vederlo. Il “no” detto qualche ora fa è stata una forzatura per sembrare più forte di quanto io sembri, più forte di quanto io mi senta. Voglio apparire controllata come Nicole, sicura delle decisioni che prendo, voglio dimostrare a Gabriel che andrò avanti anche senza di lui e che se lui mi vuole sul serio dovrà venire a riprendermi più e più volte. Solo allora cederò.Bugiarda. Sono una bugiarda, pessima peraltro, perché forse posso convincermi di ingannare lui, almeno per un po’, ma non posso prendermi gioco di me stessa neppure per un secondo. Ora che sono qui, davanti al suo cognome stampato sul citofono, chiudo gli occhi, provo a ripensarci facendo qualche passo indietro, alla fine soccombo e premo quel pulsante sperando che nessuno risponda.

«Chi è?»

Pronuncio il mio nome, supero il cancello del portico, poi l’ascensore, la porta di casa socchiusa. Lui è in piedi ad aspettarmi. Il mio sorriso imbarazzato e immediatamente l’abbraccio di Gabriel che mi sprona a respirare a pieni polmoni, dopo un’apnea durata settimane. L’aria che mi entra nel petto è troppa e mi fa girare la testa. Sono felice. Sono sempre felice con lui, anche quando ho mille motivi per non esserlo. Lui è la mia gioia ma io non sono la sua, io rappresento soltanto la dose di antidepressivo occasionale.

«Quanto mi sei mancata» dice con quel suo accento romano. Io me ne resto in silenzio. Come dovrei rispondere a una bugia? Perché so che quella lo è. La nottata passata nel suo letto mi basta per resettare tutto, sono tornata la Giuditta di prima, felice di accontentarmi di quei rari momenti d’amore bugiardi.

Giuditta. Il paradigma dell'amore di Giada Castigli

Link: https://www.amazon.it/Giuditta-paradigma-dellamore-Giada-Castigli-ebook/dp/B073RNZC49/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1500573479&sr=8-1&keywords=giuditta+il+paradigma+dell%27amore .

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

“Just a second” di K.J. Roxy per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice K.J. Roxy per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Just a second”.

Dal Capitolo Uno.

Max.

Ogni volta che guardo questo cazzo di armadietto, penso che dovrei buttare quella merda di roba di cui sono entrato in possesso la scorsa settimana.

Al locale Juz mi aveva giurato che sarebbe stata l’ultima volta, che non avrei dovuto più reggergli il gioco. Quel pezzo di merda mi fotte sempre.

Un finocchio travestito da puttana mi mancava nel repertorio di famiglia. Ora sono al completo.

Dimentico sempre che questo armadietto è difettoso. Lo chiudo solo con una botta bene assestata in centro, ma lo sto ammaccando andando avanti di questo passo e la facoltà di ingegneria potrebbe chiedermi una sorta di risarcimento per i danni.

Bastardi.

Mi stanno dissanguando con le tasse universitarie e sto perdendo un mucchio di tempo per trovare una soluzione che non c’è, perché non ho più tempo da buttare sui libri.

Credo che rinuncerò. Stanotte ho pure un altro appuntamento, di quelli da portarsi il malloppo e scappare. Non potevo rinunciare.

«Ehi, Max!»

Qualcuno mi batte una pacca sulla spalla e neanche mi volto, perché ho già riconosciuto la voce di Alec. Lui è già avanti, rispetto a me, si sta quasi per laureare. Sarà un ingegnere con le contropalle. È un bravo ragazzo, gliel’ho sempre detto e lo sostengo, per quanto posso.

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Cover

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

“Io credo in te” di Emanuela Guzzetta per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice Emanuela Guzzetta per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Io credo in te“.

«Hai dimenticato una cosa.» Sussurra Kaleb.

«Che cosa?» Domanda la ragazza.

Lui si avvicina lentamente al suo viso chiudendo gli occhi. Catherine fissa con attenzione ogni suo movimento ma poi chiude gli occhi e lascia che quelle labbra morbide aderiscano alle sue.

«Ti faccio sentire una cosa.» Sussurra Kaleb allontanandosi leggermente dalle sue labbra ed è allora che prende la sua mano portandosela all’altezza del cuore. Catherine, interdetta, fissa la mano e immediatamente sente il cuore di lui battere all’impazzata.

«Questo succede solo quando sono con te.» Ammette lui fissandola dal basso.

Catherine alza la testa e lo fissa nei suoi occhi grigi. Lui stinge la mano di lei come se fosse qualcosa per lui caro.

Io credo in te di Emanuela Guzzetta

Prossimamente on line!

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

E se non ne avete abbastanza… #EstrattInSpiaggia!

Questa calda estate vi terrà compagnia con tanto di ventilatori, condizionatori, ghiaccioli, gelati e bibite rinfrescanti, ma non solo, perché al Pink una ne pensiamo e milioni ne facciamo!

Dopo le interessanti interviste pubblicate ad alcune delle autrici più quotate del panorama editoriale italiano moderno e ci terrei a mettere in corsivo quel moderno, perché a noi piace tenerci al passo con i tempi e seguire le mode, le tendenze, magari i gusti del pubblico, magari le scelte delle persone che amano leggere e scrivere, che seguono l’istinto e la voglia di sognare ancora e sempre, eccoci arrivati a una nuova iniziativa.

Bene, dicevo… dopo una raffica entusiasmante di interviste… con cui riprenderemo dopo la pausa estiva, vi proponiamo una serie di Estratti da Spiaggia, ovvero alcune autrici che hanno voglia di farvi conoscere, attraverso un estratto di soli 20 righi, la loro opera e di invogliarvi a scoprire le storie che hanno scritto.

Qualunque siano i vostri gusti e in qualunque modo leggiate: dal digitale al cartaceo, sappiate che un modo si trova sempre, perché gli apparecchi di ultima generazione ci permettono di essere connessi davvero ovunque.

Cosa aspettate allora, a scoprire le autrici che vi proponiamo?

Troverete domani gli #EstrattInSpiaggia e siamo convinte che le autrici saranno tutte all’altezza delle vostre aspettative.

estrattinspiaggia

Questa estate rilassatevi e godetevi una, mille avventure attraverso i racconti dei personaggi creati dalle nostre brave autrici.

Buona estate a tutti!

Tiziana Iaccarino.

Sefora Coppini ci racconta la sua opera “Una magnifica fusione”.

Ho conosciuto virtualmente e molto per caso Sefora Coppini. Come capita spesso, ci si imbatte in autrici molto interessanti che si prestano tanto per la propria attività artistica. Scrivono e si sottopongono a esperienze che insegnano loro a percorrere il lungo e articolato sentiero dell’editoria moderna.

Sefora potrà parlarci di sé in questa intervista e della sua opera che è una vera e propria scommessa con se stessa e per ciò che sognava e aspirava.

Racconta una storia seria, forte, di impatto e certamente molto interessante, ma sarà lei stessa a permetterci di entrare nella vita dei suoi personaggi.

Ciao Sefora, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Ti chiedo quando e come hai cominciato a scrivere seriamente, pensando di poter pubblicare?

RISPOSTA:

Ho iniziato a scrivere “Una magnifica fusione” a giugno del 2015. Ho sempre amato leggere e scrivere, ma non ho mai pensato seriamente alla possibilità di pubblicare, fin quando non ho trovato il coraggio di far leggere il mio manoscritto alla mia migliore amica. È stata lei ad incoraggiarmi, così ho iniziato ad inviare a delle case editrici il mio manoscritto e una piccola CE era particolarmente interessata alla pubblicazione.

Quanto tempo ci hai impiegato a scrivere “Una meravigliosa fusione”? Ho notato che è una storia abbastanza corposa.

RISPOSTA:

Non molto, ho scritto la storia più o meno in tre mesi.

Chi è esattamente Annie, la protagonista femminile e quali trascorsi ha?

RISPOSTA:

Annie è una donna dolce, sensibile e caparbia, ottiene tutto ciò che ha con fatica e duro lavoro. Ha un passato doloroso in quanto da piccola assiste alla morte dei genitori, avvenuta in un incidente stradale. Crescerà in un orfanotrofio dove incontrerà quello che diventerà il suo migliore amico, Pino. Questi diventeranno il punto fermo l’uno dell’altra e il loro legame resterà forte e indissolubile.

Invece chi è Marco, il protagonista maschile?

RISPOSTA:

Marco è un bellissimo, giovane e ricco figlio di papà, abituato ad avere tutte le donne ai suoi piedi pronte ad assecondare ogni sua richiesta. Tutte tranne una…

Tu credi che l’amore possa cambiare in meglio la vita delle persone e soprattutto aiutarle a superare ogni ostacolo?

Una magnifica fusione di Sefora Coppini

RISPOSTA:

Io sono un’inguaribile romantica e sì, credo che l’amore, quello vero, possa cambiare la vita delle persone. Sono convinta che un legame basato su sentimenti veri e autentici, sia in grado di superare ogni ostacolo.

A quale genere appartiene la tua opera e tu che tipo di autrice ti reputi?

RISPOSTA:

Il genere a cui appartiene è New Adults. Io mi reputo una sognatrice e spero un giorno di poter diventare una brava autrice, una di quelle che fa sognare ad occhi aperti.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Quello di riuscire a pubblicare un mio romanzo con un’importante casa editrice, come dicevo prima sono una gran sognatrice!

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.