“Per colpa di un biscotto”, la nuova opera di Monica Portiero.

Per colpa di un biscotto” è la nuova, simpatica e piacevole opera dell’autrice Monica Portiero.

Una storia giovane, moderna, leggera e molto divertente, almeno queste sembrano le premesse, nel leggere la sinossi.

Sono contenta di poterne parlare direttamente con l’autrice che magari ci svelerà qualche retroscena inerente la stessa.

Chi sarà la protagonista di questa storia?

Tra l’altro “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una interessante “Humor Collection” che, a quanto sembra, prevede ben sei storie, tutte autoconclusive e a sé stanti, che l’autrice ci farà conoscere prossimamente.

Ciao Monica, grazie per aver accettato di rispondere alle domande di questa intervista. Vorrei chiederti subito quando è nata l’idea per questa storia e da cosa hai tratto ispirazione per il titolo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie per l’intervista e l’opportunità di parlare di “Per colpa di un biscotto”.

L’idea è nata l’anno scorso mentre parlavo con un’amica. Ridacchiavamo come bambine, sull’onda di una battuta e alla fine è arrivata lei: Pandora.

Io trovo subito i titoli per i romanzi e questo non è stato da meno. In pochi minuti avevo il titolo e la storia completa compresa di finale.

Preciso che per me questo romanzo ha una valenza tutta sua e che i nomi dei protagonisti non sono stati usati a caso ma anch’essi hanno un significato recondito, che in pochissimi potrebbero interpretare.

In verità nulla in questo romanzo è quello che sembra. Sono ambigua? Sì, lo sono, ma non dirò altro.

Perché è colpa di un biscotto?

RISPOSTA:

La colpa è di un biscotto perché… il titolo svela quasi tutto il romanzo e non credo di potermi sbilanciare molto. Diciamo che il “biscotto” sarà la fonte di un grave cruccio per Pandora.

Chi è la protagonista di questa storia? Ce la presenti?

RISPOSTA:

La protagonista della storia è Pandora Bennett, ultratrentenne alle prese con un nuovo lavoro, nuovi colleghi e sempre la solita vita quotidiana che comprende anche la sua grande passione per lo zucchero e la creazione di dolci in generale.

Ha una madre freddina e un marito distratto che detesta la suocera; spesso Pandora si colloca in mezzo tra i due, come un arbitro e cerca di mediare, cosa non proprio semplice.

È una ragazza tranquilla e perbene, un po’ bacchettona, forse. Il suo inghippo inizia e finisce con Alfred, collega di lavoro bellissimo- decisamente bellissimo- scusate se lo ripeto due volte, ma anche qui sta il nodo della questione, titolare di un messaggino inviato per errore a Pandora che giungerà dritto dritto nelle mani della di lei madre. E qui…

In che genere collocheresti l’opera e quali sono le tue aspettative per la sua uscita?

RISPOSTA:

È un genere di romanzo che non ho mai considerato di scrivere, tranne l’esperienza con te che mi stai intervistando, fatta con “La ragazza in mezzo al mare”.

È anche su tua esortazione, che ho deciso di cimentarmi in qualcosa di divertente.

Io sono dotata di un certo spirito di patata (così lo chiama mia mamma) che fa ridere tutti quando meno me l’aspetto e senza aver detto nulla di particolare, secondo me.

Sta di fatto che ho una spiccata ironia, ma non avevo mai pensato di usarla in questo modo, anche se si evince spesso dai miei scritti precedenti. O così mi hanno fatto notare.

Lo colloco nel genere umoristico, non essendo una storia d’amore e neppure una vera commedia (credo).

Ho usato la prima persona, cosa rarissima per me, che prediligo la terza ed è un esperimento che spero faccia divertire chi avrà la voglia di leggermi.

Mi aspetto di aver stimolato, oltre che una riflessione (perché credo che ciò che avviene nel romanzo possa anche essere capitato ad altri nella vita reale) anche qualche risata.

Ho notato che “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una serie intitolata “Humor Collection” che prevede in totale sei storie, tutte autoconclusive e molto divertenti. Ci racconti questo progetto?

Per colpa di un biscotto di Monica PortieroRISPOSTA:

Mi sono immaginata più protagoniste donne in vari “episodi” quotidiani e similari a quello descritto in “Per colpa di un biscotto” e mi è venuta voglia di sperimentare una collezione tutta mia, tenendo conto che alla base di “Per colpa di un biscotto” c’è un equivoco.

Ho immaginato una collezione da sei, ma vedrò meglio in seguito.

Spero possa piacere, anche perché da scrittrice western e narrativa contemporanea, il salto ad un genere di scrittura più “lieve” mi affascina e mi spaventa al contempo.

Chissà se il mio senso umoristico piacerà?

Quindi, nei prossimi mesi, ci saranno le altre storie?

RISPOSTA:

Sì. Ne ho alcune pronte, da revisionare. Chi mi segue sa che scrivo da moltissimi anni (circa trenta) e continuamente. I miei romanzi subiscono grandi evoluzioni ma ne ho moltissimi nel cassetto che spero di far emergere nel modo più corretto possibile.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Verrebbe fuori che desidero un po’ di tranquillità per continuare a leggere e scrivere in santa pace.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te di essere sempre così gentile e disponibile e grazie a chiunque legga l’intervista.

Tiziana Iaccarino.

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“Non lasciarmi cadere” di Deborah Wright per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice Deborah Wright per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Non lasciarmi cadere“.

Alex

Un giorno è passato, non una settimana e nemmeno un mese. Semplicemente sono trascorse poco più di ventiquattr’ore dalla sua partenza, da quel bacio del tutto inaspettato.

Quel bacio…

Che diamine! Avevo agito d’impulso, senza pensare. Non mi ero nemmeno reso conto di quanto stava per accadere. Un attimo prima mi stava chiedendo verbalmente scusa, e quello dopo l’avevo immobilizzata e mi ero impossessato della sua bocca. E più mi dilungavo in quel bacio, più sentivo crescere in me il desiderio.

Non mi ero accontentato di un assaggio. Le mani erano corse a sfiorarle quel suo delizioso e delicato viso, ad accarezzarle la pelle morbida e candida, a premerla contro il mio corpo eccitato.

Non avevo saputo resistere alle mie pulsazioni maschili.

Potevo dare la colpa alla mancanza di sonno, al turbamento emotivo che mi aveva causato; ma alla fine l’unico responsabile di quella follia ero io.

Follia sì! Non può essere altrimenti visto che non si è degnata di rispondere alle mie chiamate come invece speravo. Ma in fondo cosa avrei dovuto aspettarmi? Il suo rientro deve essere stato piuttosto impegnativo a livello psicologico e io, non ho di certo alleggerito il suo bagaglio emotivo.

Ho rovinato tutto!

Non lasciarmi cadere di Deborah Wright

Link: https://www.amazon.it/Non-lasciarmi-cadere-Deborah-Wright-ebook/dp/B0742K4Z5P/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1500569218&sr=8-2&keywords=Non+lasciarmi+cadere .

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

“Non avere paura di amare”. Ce ne parla l’autrice.

Ho notato per caso la sua opera e mi sono subito messa in contatto con lei. Si intitola “Non avere paura di amare” e la copertina è davvero deliziosa.

Lucrezia Greco che pubblica come Lucy K.T. è un’autrice che, di certo, si farà apprezzare.

In questa intervista parleremo della storia che racconta nella sua opera e di lei in qualità di autrice, per conoscerla meglio e sapere qualcosa in più della sua vita.

Ciao Lucrezia, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere e a pensare che avresti potuto anche pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao, grazie a voi per l’ospitalità e per le belle parole introduttive. Allora, torniamo un po’ indietro negli anni, esattamente alle scuole medie quando il mio professore d’italiano, ogni anno mi sceglieva per comporre poesie. Ho iniziato e scrivere i miei pensieri con le poesie. A Febbraio di quest’anno ho sentito il forte impulso di mettere nero su bianco un sogno che avevo fatto e di lì ne è nato un piccolo romanzo. All’inizio non ho scritto per pubblicare, poi mi sono detta perché no? Volevo riuscire a raggiungere questo nuovo entusiasmante obiettivo e ci sono riuscita. Arrivarci non è stato facile, ho lavorato per mesi all’editing e alla pulizia del testo. Perché ho rispetto per gli altri e per coloro che acquisteranno il mio romance.

Cosa ti ha spinto a raccontare la tua prima storia, e quale è stata?

RISPOSTA:

Una forte emozione di riavvicinarmi alla scrittura, in una nuova veste. La mia prima storia è “Non avere paura di amare”.

Ora parliamo del titolo “Non avere paura di amare”. Cosa racconti in questa storia?

RISPOSTA:

Non avere paura di amare di Lucy K.T.Il mio romanzo parla di una storia d’amore, da come si può intuire dal titolo. All’inizio non sarà facile lasciarsi andare a questo meraviglioso sentimento. Ci saranno segreti e complotti da svelare e non mancheranno i nemici. Cosa dovete aspettarvi? Emozioni, suspance e colpi di scena.

Chi sono i protagonisti: Emily e Mark?

RISPOSTA:

Mi hanno chiesto, in una precedente intervista, di descrivere i miei protagonisti con tre aggettivi ciascuno. Emily: dolce, gentile e intelligente. Mark: forte, coraggioso e determinato. Entrambi non si fidano più dell’amore a causa di un passato doloroso. Saranno l’uno la salvezza dell’altra, piano piano apriranno il loro cuore fidandosi reciprocamente.

Classifichi la tua opera come un romanzo rosa?

RISPOSTA:

Sì, assolutamente un rosa contemporaneo.

Se ti dovessi definire come autrice, quale sarebbe l’aggettivo che useresti?

RISPOSTA:

Una romantica sognatrice.

Raccontaci il motivo per il quale hai deciso di firmarti Lucy K.T.

RISPOSTA:

Dovete sapere che in famiglia nessuno mi chiama con il mio vero nome. Fin da bambina sono sempre stata chiamata Lucy, appunto, quasi nessuno mi chiama Lucrezia, neanche gli amici o forse in rare occasioni; anche loro utilizzano dei nomignoli, dai quali ho creato le restanti lettere K e T. Leggere il mio nome di battesimo era come se non fossi io, mentre Lucy K.T. rispecchia esattamente me.

A cosa stai lavorando ora? Cosa pubblicherai prossimamente?

RISPOSTA:

Per ora sono ferma con la scrittura, ma non nascondo di avere altre due trame per la testa che vogliono venire fuori, i personaggi vogliono parlare. Inizierò a scrivere con calma quest’inverno o poco prima. Abbiamo due trame diverse ed entrambe forti, una vi farà piangere. Mi sono emozionata io stessa a pensare ad alcune scene drammatiche. Devo seguire l’ispirazione che mi dà il cuore. Saranno due storie diverse, amori, rapporti fraterni, intrighi e segreti non mancheranno anche qui.

Ancora una domanda che è la stessa che faccio a tutte le autrici: se ora infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Bellissima domanda, vorrei potermi realizzare con un pizzico di fortuna in più magari.

Grazie di cuore.

Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Cristina Vichi ci racconta le sue storie tutte per sognare.

Cristina Vichi è una giovane e intraprendente autrice che si sta facendo notare con la pubblicazione di opere davvero molto carine.
La sua prima opera pubblicata è stata “Celeste” (della serie “L’Ardore di una donna” Vol. 1), cui è seguita la storia dal titolo “Destini ingannati”, a seguire “Celeste” (“La forza di una Regina” Vol. 2), “E se poi te ne penti?!”, “Celeste” la duologia completa all’inizio di quest’anno e “Tander: dentro di noi l’energia dei fulmini”.
Parliamo con l’autrice in modo da conoscerla meglio e farci raccontare qualcosa di più delle sue opere.

Ciao Cristina, grazie per aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Comincio con il chiederti quando hai iniziato a scrivere con la voglia di pubblicare.
RISPOSTA:
Ciao Tiziana, grazie a te per avermi contattato, mi fa molto piacere rispondere alle tue domande.
Ho iniziato a scrivere nell’ottobre del 2014, anche se inizialmente non pensavo di pubblicare. La storia di Celeste mi occupava la mente da anni, finché i personaggi sono diventati ingestibili, direi prepotenti, e ho sentito l’esigenza di dargli una dimensione tridimensionale. Da quel momento non ho più smesso di scrivere.

Vorrei chiederti di raccontare della tua duologia intitolata “Celeste”. Chi è questa protagonista? Cosa racconti in questa storia? Di che genere è?
RISPOSTA:
“Celeste” è la mia opera d’esordio, è il romanzo che mi ha scatenato la voglia di scrivere.
Lei è un’eroina forte, ribelle e caparbia. Il suo carattere moderno contrasta con l’epoca in cui è ambientato il romanzo, persino gli altri personaggi ne rimangono sconvolti; il mio intento è stato quello di creare una protagonista che rimanesse impressa, spero di esserci riuscita.
In un tempo in cui gli uomini pensavano di sottomettere le donne e fare di loro ciò che volevano, Celeste si ribella al suo destino e ribalta il corso della sua vita. Lei terrà testa a qualsiasi uomo incrocerà il suo cammino e non crederà mai di essergli inferiore. Fra intrighi di corte, segreti e tradimenti, Celeste incontrerà l’amore, ma il carattere indomito di lei e quello strafottente di lui complicheranno non poco la relazione.
Sebbene entrambi i romanzi siano autoconclusivi, nel sequel ci sono alcuni spoiler di quanto avvenuto nel primo volume. Non è nato come una duologia, ho voluto scrivere il sequel perché non riuscivo a lasciare andare la protagonista, avevo voglia di vivere un’altra avventura insieme a lei.
Questo romanzo non è uno storico, anche se spesso viene confuso per tale. Non ci sono, infatti, riferimenti al tempo in cui si svolgono le vicende, e i luoghi sono inventati. Devo ammettere di aver ancora difficoltà a collocarlo in un genere preciso, direi rosa/avventura.

Parliamo ora di “E se poi te ne penti?!” Raccontaci in breve la trama. Cover carinissima, tra l’altro!
RISPOSTA:
61KGuHr-BcL._SY346_Con “E se poi te ne penti?!” ho voluto sperimentare il genere rosa/humor e personalmente mi sono divertita molto a scriverlo.
È impostato in modo particolare perché, in base alla scelta iniziale della protagonista “Tornare a casa a studiare” o “ Prendere l’aperitivo con le amiche”, ci saranno due storie raccontate in parallelo. Ciò sta a significare che qualsiasi scelta facciamo, anche la più piccola e apparentemente insignificante, ha delle ripercussioni sulla nostra vita. Andando avanti le storie diventano tre; da un filone all’altro alcuni eventi cambiano drasticamente, altri avvengono in modo diverso, alcuni non accadono.
Ci sono due personaggi che ruotano intorno alle scelte della protagonista: Patrick, un ricco e affascinante dentista che adora Viola, e Daniel, un ragazzo timido e impacciato, con il pregio/difetto di dire sempre quello che pensa. È attraverso Daniel che viene fuori il lato comico del romanzo.
La Cover è opera della mia editor e grafica Emanuela Navone, che approfitto per ringraziare.

E ora la tua opera più recente “Tander: dentro di noi l’energia dei fulmini”. Mi sembra di capire che si tratti di un fantasy. Vero?
RISPOSTA:
Sì, “Tander” è un Urban Fantasy. Per realizzare quest’opera mi sono inventata i Tander, esseri soprannaturali in grado di assorbire energia elettrica nel proprio corpo, e le Dee della Natura, donne mortali con la capacità di “rubare” energia ai Tander per annientarli. Vi è poi la Natura, intesa come ente soprannaturale che gestisce l’Universo.
All’interno di queste dinamiche, che vengono spiegate in modo approfondito nel romanzo, ho voluto una storia d’amore pericolosa e mortale. Erkan è un Tander dotato di un grande autocontrollo, ma ciò che sente per Niki è ingestibile persino per lui. Sa bene che le emozioni sono mortali, sprigionano onde di energia elettrica fatali agli umani, lui non può lasciarsi andare. La passione fra Erkan e Niki sarà così trattenuta, i due si allontaneranno battibeccandosi spesso; finché lui non le racconterà chi è; poi accadrà l’inevitabile…

Qual è il genere letterario che ti appartiene di più e nel quale ti senti più a tuo agio?
RISPOSTA:
Non lo so ancora. Mi piace molto spaziare fra più generi, vedere dove mi porta la storia. Devo ammettere che più di una volta mi sono trovata persino in difficoltà nel collocare il romanzo nel genere giusto.
Non so se in futuro mi dedicherò a un genere specifico, per ora ho tanta voglia di sperimentare.

Qual è l’opera che, secondo te, è stata maggiormente apprezzata dal pubblico?
RISPOSTA:
Penso “Celeste: L’Ardore di una Donna”. Devo ammettere, però, che finora il self-publishing non mi ha portato molta fortuna. Non so ancora l’esito di “Tander” , sembra sia partito bene, speriamo!

Stai lavorando a una nuova opera, in questo momento?
RISPOSTA:
Sto editando un paranormal dark insieme alla mia editor, inoltre ho un nuovo rosa in stesura.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel tuo cassetto dei sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?
RISPOSTA:
«Cosa hai visto questa volta nel cielo?».
Niki si alzò sulle punte dei piedi e raggiunse il suo orecchio.
«Non c’è più nulla da cercare nel cielo… tutto ciò che voglio è qui».
(Da “Tander: Dentro di noi l’energia dei fulmini”)
Ci sono mille cose che vorrei, in realtà, qualcuna me la guadagnerò giorno dopo giorno; però sono circondata da un marito e tre figli che mi amano, e se penso a questo mi sembra di avere tutto.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!
RISPOSTA:
Grazie a te, Tiziana, per avermi dato questa opportunità. Ti abbraccio.

Tiziana Iaccarino.

Un club pink? Direi più voglia di raccogliersi in tondo.

file5421245874248Ciao a tutti!
Oggi si apre il club letterario “The Pink Cafè” e siamo orgogliose, sia io che Tiziana Cazziero di aprire le danze, metaforicamente parlando, ma se questo fosse un locale vero e proprio, direi “aprire le porte” e inaugurare la nostra prima serata insieme.
Non sappiamo quando e come sia nata precisamente questa idea. Il Pink Cafè è un gruppo che si è ampliato nel tempo e ha accolto e raccolto molte autrici, rigorasamente donne, non perché abbiamo qualcosa contro gli uomini, ma abbiamo pensato per una volta, egoisticamente, forse, a noi… pink ladies, quelle a cui piace fantasticare di più, sognare, mettersi in gioco, ma non troppo sul serio e se si può ironizzare, quindi diventare persino irriverenti e poco avvezze ai convenevoli di ogni genere, meglio ancora. Fatto sta che questo club immaginario ci ha permesso di conoscere tante persone straordinarie, tutte accomunate dalla voglia di condividere la passione per l’arte e, in particolar modo, per la scrittura.
Scrivere, dopotutto, ci permette di raccontare meglio il nostro animo e ciò che ce lo smuove in qualche modo, di far sapere agli altri come interpretiamo il mondo che ci circonda e come vorremmo che fosse, magari riassumendolo semplicemente in una storia scritta.
Questo benvenuto personale è dedicato a chi ci segue e soprattutto a chi ci sostiene e farà parte dell’idea che “club letterario” significa “sogno comune”, ogni tanto da brindare, ogni tanto da annusare, assaggiare, gustare, magari descrivere, raccontare, per continuare a divertirsi facendo ciò che amiamo.

Tiziana Iaccarino.