“Post sul Cup: (ce n’è per tutti i gusti)”.

Post sul Cup: (ce n’è per tutti i gusti)” è la nuova opera di Silvia Cossio e a quanto pare parleremo di lavoro e di una storia vera.

L’opera uscirà il 21 settembre prossimo su Amazon e probabilmente scatenerà anche delle polemiche o l’interesse di chi vuole sapere davvero come funzionano le cose nel mondo del lavoro in Italia.

Ecco la sinossi.

Il 7 novembre 2011 inizia la mia avventura al CUP. Ancora oggi non mi capacito della fortuna avuta. Avevo messo un’inserzione su un sito per la ricerca del lavoro ed ero stata contattata dall’agenzia che all’epoca si occupava delle assunzioni. Contratto di tre mesi, non molto, con poche prospettive dal momento che non era chiaro a chi dovesse andare l’appalto… Ad ogni modo, rinnovo dietro rinnovo, ricorso dopo ricorso, FINALMENTE arriva il tanto desiderato contratto a tempo indeterminato. Il lavoro è di quelli seri, avendo spesso a che fare con la malattia e la sofferenza, MA il mio carattere allegro, poco incline all’accettazione, ha saputo cogliere il lato divertente di ogni situazione. Alcune parti sembreranno barzellette, ma sono vere! Chiaramente nel libro non faccio nomi e non menziono l’ospedale. Ogni riferimento è puramente casuale, tuttavia se qualcuno si “ritrovasse” in qualche descrizione, si faccia un esame di coscienza…

Post sul Cup (ce n'è per tutti i gusti) di Silvia CossioEstratti:

Appena assunta, ho beccato sto tipo che, provvisto di delega ma non di documenti, pretendeva di avere il referto della moglie. Era piuttosto alterato e, con fare aggressivo, aveva sbattuto il foglio del ritiro sul bancone “Mi dica dov’è scritto che ci vogliono i documenti!” aveva gridato “Me lo dica!” Rigirando il promemoria, aveva notato la scritta in grassetto…  E la mia faccia sorridente aveva preso le sembianze della ciliegina sulla torta.

Rimanendo in tema di stranieri…

Ce ne sono tanti che non parlano l’italiano, ma certe cose le capiscono molto bene, eccome se le capiscono.

Io: “Paga il ticket?”

Paziente: “No, non pago.”

Quando solo fino a pochi istanti prima non riuscivamo a capirci…

Anche le parolacce rientrano nel repertorio delle parole utili. Il porca puttana ben pronunciato in mezzo a un’infinità di parole incomprensibili non ha prezzo!!

Tiziana Iaccarino.

 

 

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“Una tata per papà”, torna il duo Flora Gallert e Claudia Crocioni.

Sono molto contenta di potervi parlare della nuova uscita di queste autrici, perché sono in gamba e molto preparate.

Una tata per papà” è il secondo volume della serie “BitterSweet, New York” della quale era uscito il primo volume dal titolo “Un bacio a 5 stelle” lo scorso Aprile.
Claudia Crocioni, ex responsabile della Omnia One Group Editore e Flora Gallert, una delle autrici più quotate del momento, già collaboravano sia per quanto concerne il lavoro della casa editrice della prima che nella realizzazione di opere letterarie in autoproduzione.
La loro prima opera editoriale scritta a quattro mani era andata alla grande confermando il fatto che la loro collaborazione fosse più che riuscita e ben congeniata.
Sono contenta, quindi, di intervistarle per The Pink Cafè al quale si raccontano in questa intervista esclusiva.


Ciao Claudia e Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono contenta di parlare della vostra nuova opera. Vorrei chiedervi quando è nata l’idea di scrivere una serie completa insieme.
CLAUDIA:
Ho sempre desiderato condividere la scrittura con qualcuno e quando ho conosciuto Flora mi è sembrata la scrittrice ideale a cui proporlo. Già per il solo fatto che c’era molta sintonia sul lavoro.

FLORA:
L’idea di collaborare inizialmente è venuta a Claudia e io ne sono rimasta subito entusiasta.

Come è nata, quindi, la serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Il genere che avevamo scelto di sviluppare insieme era il rosa. Con il dolce- amaro abbiamo potuto coniugare i nostri due diversi stili di scrittura.

FLORA:
È nata perché ci stimiamo molto come autrici, a ognuno piace lo stile dell’altra quindi, in seguito, a una delle nostre lunghe chiacchierate al telefono, abbiamo deciso di creare qualcosa insieme.


La prima opera “Un bacio a 5 stelle” è andato alla grande. Come nasce il secondo volume dal titolo “Una tata per papà”?

CLAUDIA:

Come strategia, io e Flora ci dividiamo trame e personaggi. Sulla base di storie inventate da lei e da me prendono vita due personaggi diversi, uno più mentale e irrazionale, l’altro più dolce e rilassato. La trama di «Una tata…» è di Flora, mentre quella di «Un bacio…» la mia. Anche se in corso di scrittura poi ognuna sviluppa la sua parte in libertà.

FLORA:
Il primo volume è andato benissimo e ci ha dato tante soddisfazioni, la sinossi era di Claudia mentre questa qui è la mia… Ovviamente abbiamo diviso il libro come nel primo caso, raccontando l’inizio dal punto di vista di Daniel e la fine dal punto di vista di Bonnie. Non seguiamo regole fisse, quindi ognuno personalizza la sua parte.

Queste opere sono autoconclusive?

CLAUDIA:
Sì. Sono romanzi brevi quindi anche se il finale a volte è d’impatto, tutta la serie presenta opere autoconclusive e diverse fra loro. Pur essendo tutte ambientate nella Grande Mela.


FLORA:
Sì, esatto. In comune hanno solo tre cose: sono storie d’amore, sono ambientate a New York, sono scritte da me e Claudia.

Cosa potete anticiparci di questa nuova storia?


Una tata per papà teaser di Claudia Crocioni e Flora Gallert

CLAUDIA:
Per la prima volta con Bonnie ho provato a dare un po’ di goffaggine a un mio personaggio. Non è stato semplice, perché Bonnie è sia bella, che emotiva, che buffa. Tutto insieme. Il Daniel di Flora è un papà figone, più maturo e meno impulsivo.

FLORA:
Sarà dolcissima, amarissima… Ma anche divertente!

Quante storie sono previste dalla serie “BitterSweet, New York”?
CLAUDIA:
Più possibile.

FLORA:
È un progetto che vogliamo continuare, finché c’è fantasia!

Ancora una domanda: raccontateci una curiosità inerente la vostra collaborazione e ciò che scrivete insieme.
CLAUDIA:
Sono sempre riuscita a far superare ai miei personaggi i complessi di inferiorità che i personaggi di Flora gli hanno arrecato con la loro perfezione (ahah). L’amore li riunisce sempre.

FLORA:
Finora la parte iniziale è toccata sempre a me e il compito di mettere a posto tutti i pezzi del puzzle (o dei cuori infranti) è sempre toccato a Claudia e mi sono sempre divertita a incasinarle la vita. (come ho detto, abbiamo una trama iniziale che poi si evolve a seconda della nostra ispirazione). Credo proprio che Claudia si vendicherà quando toccherà a me scrivere la seconda parte.

CLAUDIA: Ci puoi giurare!

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

“Le bugie hanno le gambe di Chiara”.

È il titolo della sua nuova opera, in uscita il 28 Agosto e subito si parla di lei.

Flora Gallert, amatissima e seguitissima autrice di una generazione che apprezza davvero tanto le storie d’amore moderne e simpatiche che, in fin dei conti, si rivelano adatte a un target di pubblico molto più ampio di quel che immaginiamo, torna a raccontare la sua nuova esperienza letteraria.

Sono molto contenta di poterla intervistare per The Pink Cafè perché, magari, potrà svelarci qualche divertente retroscena di questo suo nuovo lavoro. Chi è Chiara?

La protagonita della sua nuova storia promette di farci divertire, magari di farci sognare, sorridere, emozionare e rilassare, ma parliamone direttamente con l’autrice.

Ciao Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei subito chiederti quando e come è nata l’idea per questa nuova storia.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te per la tua gentilezza e disponibilità. Questa idea è nata più di un anno fa ma non era ancora matura e pronta per essere portata su carta quindi, a metà stesura, ho lasciato il romanzo in pausa, per poi riprenderlo molto tempo dopo, stravolgendo il finale.

Chi è Chiara?

RISPOSTA:

Chiara all’inizio può sembrare molto materiale, frivola ma è solo l’apparenza, perché dentro riscopre di avere valori importanti.

Da cosa è nato il titolo “Le bugie hanno le gambe di Chiara”? Molto carino, devo dire. Sfizioso, originale.

Le bugie hanno le gambe di Chiara di Flora Gallert

RISPOSTA:

Tutto in questa storia è stato difficile, anche il titolo è venuto fuori un pezzetto alla volta e ci ha messo un anno e mezzo a completarsi. Ovviamente si riferisce al fatto che Chiara racconta un bel po’ di bugie.

Puoi anticiparci qualcosa della trama?

RISPOSTA:

Certo. Chiara è una fashion blogger e i social sono il suo mondo, è una ragazza all’apparenza superficiale ma, per amore del padre, decide di dare una svolta alla sua vita, nulla però è come si aspettava e dalla bella villa a Roma si ritrova in un vecchio casolare di campagna a Le Pont-de- Planches.

I lettori dovranno aspettarsi una storia d’amore?

RISPOSTA:

Ovviamente sì.

Cosa vuoi dire a chi ti leggerà?

RISPOSTA:

Spero di regalare un sorriso al lettore e delle piacevoli ore di evasione dai problemi quotidiani.

Ancora una domanda: se infilassi ora una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Spero di poter vivere facendo ciò che più adoro: leggere e scrivere!

Grazie per la tua gentilezza e cordialità e in bocca al lupo!

RISPOSTA:

Crepi il lupo e ancora grazie per tutto!!

Tiziana Iaccarino.

“Per colpa di un biscotto”, la nuova opera di Monica Portiero.

Per colpa di un biscotto” è la nuova, simpatica e piacevole opera dell’autrice Monica Portiero.

Una storia giovane, moderna, leggera e molto divertente, almeno queste sembrano le premesse, nel leggere la sinossi.

Sono contenta di poterne parlare direttamente con l’autrice che magari ci svelerà qualche retroscena inerente la stessa.

Chi sarà la protagonista di questa storia?

Tra l’altro “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una interessante “Humor Collection” che, a quanto sembra, prevede ben sei storie, tutte autoconclusive e a sé stanti, che l’autrice ci farà conoscere prossimamente.

Ciao Monica, grazie per aver accettato di rispondere alle domande di questa intervista. Vorrei chiederti subito quando è nata l’idea per questa storia e da cosa hai tratto ispirazione per il titolo?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana e grazie per l’intervista e l’opportunità di parlare di “Per colpa di un biscotto”.

L’idea è nata l’anno scorso mentre parlavo con un’amica. Ridacchiavamo come bambine, sull’onda di una battuta e alla fine è arrivata lei: Pandora.

Io trovo subito i titoli per i romanzi e questo non è stato da meno. In pochi minuti avevo il titolo e la storia completa compresa di finale.

Preciso che per me questo romanzo ha una valenza tutta sua e che i nomi dei protagonisti non sono stati usati a caso ma anch’essi hanno un significato recondito, che in pochissimi potrebbero interpretare.

In verità nulla in questo romanzo è quello che sembra. Sono ambigua? Sì, lo sono, ma non dirò altro.

Perché è colpa di un biscotto?

RISPOSTA:

La colpa è di un biscotto perché… il titolo svela quasi tutto il romanzo e non credo di potermi sbilanciare molto. Diciamo che il “biscotto” sarà la fonte di un grave cruccio per Pandora.

Chi è la protagonista di questa storia? Ce la presenti?

RISPOSTA:

La protagonista della storia è Pandora Bennett, ultratrentenne alle prese con un nuovo lavoro, nuovi colleghi e sempre la solita vita quotidiana che comprende anche la sua grande passione per lo zucchero e la creazione di dolci in generale.

Ha una madre freddina e un marito distratto che detesta la suocera; spesso Pandora si colloca in mezzo tra i due, come un arbitro e cerca di mediare, cosa non proprio semplice.

È una ragazza tranquilla e perbene, un po’ bacchettona, forse. Il suo inghippo inizia e finisce con Alfred, collega di lavoro bellissimo- decisamente bellissimo- scusate se lo ripeto due volte, ma anche qui sta il nodo della questione, titolare di un messaggino inviato per errore a Pandora che giungerà dritto dritto nelle mani della di lei madre. E qui…

In che genere collocheresti l’opera e quali sono le tue aspettative per la sua uscita?

RISPOSTA:

È un genere di romanzo che non ho mai considerato di scrivere, tranne l’esperienza con te che mi stai intervistando, fatta con “La ragazza in mezzo al mare”.

È anche su tua esortazione, che ho deciso di cimentarmi in qualcosa di divertente.

Io sono dotata di un certo spirito di patata (così lo chiama mia mamma) che fa ridere tutti quando meno me l’aspetto e senza aver detto nulla di particolare, secondo me.

Sta di fatto che ho una spiccata ironia, ma non avevo mai pensato di usarla in questo modo, anche se si evince spesso dai miei scritti precedenti. O così mi hanno fatto notare.

Lo colloco nel genere umoristico, non essendo una storia d’amore e neppure una vera commedia (credo).

Ho usato la prima persona, cosa rarissima per me, che prediligo la terza ed è un esperimento che spero faccia divertire chi avrà la voglia di leggermi.

Mi aspetto di aver stimolato, oltre che una riflessione (perché credo che ciò che avviene nel romanzo possa anche essere capitato ad altri nella vita reale) anche qualche risata.

Ho notato che “Per colpa di un biscotto” è la prima opera di una serie intitolata “Humor Collection” che prevede in totale sei storie, tutte autoconclusive e molto divertenti. Ci racconti questo progetto?

Per colpa di un biscotto di Monica PortieroRISPOSTA:

Mi sono immaginata più protagoniste donne in vari “episodi” quotidiani e similari a quello descritto in “Per colpa di un biscotto” e mi è venuta voglia di sperimentare una collezione tutta mia, tenendo conto che alla base di “Per colpa di un biscotto” c’è un equivoco.

Ho immaginato una collezione da sei, ma vedrò meglio in seguito.

Spero possa piacere, anche perché da scrittrice western e narrativa contemporanea, il salto ad un genere di scrittura più “lieve” mi affascina e mi spaventa al contempo.

Chissà se il mio senso umoristico piacerà?

Quindi, nei prossimi mesi, ci saranno le altre storie?

RISPOSTA:

Sì. Ne ho alcune pronte, da revisionare. Chi mi segue sa che scrivo da moltissimi anni (circa trenta) e continuamente. I miei romanzi subiscono grandi evoluzioni ma ne ho moltissimi nel cassetto che spero di far emergere nel modo più corretto possibile.

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa ci tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Verrebbe fuori che desidero un po’ di tranquillità per continuare a leggere e scrivere in santa pace.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

RISPOSTA:

Grazie a te di essere sempre così gentile e disponibile e grazie a chiunque legga l’intervista.

Tiziana Iaccarino.

“Whatever happens”: qualunque cosa accada. Una storia giovane e moderna.

Ho apprezzato questa storia dalle sue prime pagine. Per quanto l’autrice abbia confessato che era stata un’opera giovanile che ha recuperato in seguito, per svilupparla in un racconto più articolato (infatti, potrete trovare alla fine dell’eBook la versione breve della storia stessa con la quale aveva partecipato a un concorso molti anni fa), io ho trovato, come sempre, il suo stile impeccabile, risoluto, riconoscibile in quanto molto bene articolato, ricco di dettagli interessanti (e chi mi conosce, sa bene che amo le descrizioni) e soprattutto con una proprietà di linguaggio poco comune.

Quando acquisto un’opera di Monica Portiero vado a colpo sicuro, perché conosco il suo stile, so bene che sia in grado di creare storie diverse da quelle che si trovano in giro, ma soprattutto che sono raccontate con minuzia e professionalità e un grado di conoscenza degli argomenti che tratta sempre molto alto.

La Portiero ha sempre affermato che, oltre ad amare la scrittura, adora la lettura, è una persona molto preparata, professionale, intraprendente e attenta al dettaglio. Legge molto, si informa, si documenta, si prepara, studia. Un vero scrittore è tale soprattutto se ha una preparazione adeguata alla sua tenace voglia di migliorare, di sviluppare una carriera degna di nota.

Questa autrice scrive divinamente. Io la consiglio a chi ama le storie ben fatte, diverse dalle solite e soprattutto bene articolate, dove si nota da subito che la scrittrice è veramente brava e preparata.

LA STORIA.

La storia di Dot e Aiden mi ha colpito molto, in quanto mi sono detta dall’inizio, come poi si viene a scoprire nella storia stessa, che doveva essere accaduto qualcosa di rilevante il 4 Aprile, per le vicende narrate tra i due protagonisti. Questa data ricorre in tutto il racconto ma, alla fine dell’eBook, si scoprirà avere una certa rilevanza anche per l’autrice.

Dot e Aiden fanno parte di un gruppo musicale: i The Mask e vivono le stesse emozioni tra alti e bassi.

Dot che, in realtà, si chiama Gloria, è una chitarrista talentuosa, da sempre innamorata di Aiden, e subirà un cambiamento dall’inizio alla fine, diventando una persona consapevole di sé, dei suoi sentimenti e di ciò che può offrirle la vita e la carriera. Aiden è fidanzato con Casey, una ragazza stupida, viziata, capricciosa, ma soprattutto appiccicosa, troppo per i gusti dei componenti del gruppo, anche se nessuno osa replicare, neanche il manager dei ragazzi, Frank. Tutti tacciono, in pratica innanzi alla presenza fin troppo invadente della ragazza. Aiden, però, non ne sembra davvero innamorato, anche se va avanti per la sua strada e non può minimamente immaginare cosa lo aspetti in seguito.

Dot custodisce un segreto che la lega al ragazzo e soprattutto alla data: 4 Aprile.

Non voglio spoilerare, perché dovrete scoprire che cosa è successo in quella data e perché Dot ha tutte le intenzioni di nascondere il suo segreto. Ma la domanda è: ce la farà al prospetto di Aiden? Un ragazzo tanto attraente e volitivo, forte e osannato dalle fans da far perdere la testa a qualunque donna gli possa girare attorno?

Whatever happens di Monica Portiero

Questa storia è giovane, fresca, moderna (per quanto l’autrice abbia confessato di averla scritta molti anni fa) e sicuramente adatta a un pubblico che ama le opere leggere, di un certo tipo, ma soprattutto intraprendenti e ben scritte.

Se avessi potuto mettere dieci stelle, lo avrei fatto. Ripeto, ormai per me Monica Portiero è una garanzia e ogni volta che esce una sua opera io la compro a colpo sicuro, soprattutto se essa appartiene al genere che piace a me, come in questo caso.

Complimenti!

Tiziana Iaccarino.

Le scrittrici Corinne Savarese e Lidia Ottelli pubblicano un’opera a quattro mani.

Chi ama leggere e segue le nuove leve, conosce bene i loro nomi, perché Corinne Savarese e Lidia Ottelli sono due dei nomi più noti della giovane letteratura italiana contemporanea.

La prima si è fatta apprezzare grazie alla stesura di opere molto divertenti, di genere comico che sono state in vetta alle classifiche di vendita più note nella categoria Humour. Ricordiamo i suoi titoli più apprezzati “Cara cognata, ti odio!” uscita nel 2013 e “Finché suocera non ci separi” pubblicata nel 2014 per poi arrivare a due opere molto apprezzate dai titoli “(Es)senza di te” e “Una str…ega sotto l’albero” pubblicate all’interno della collana digitale YouFeel dalla Rizzoli fino alla nuova autoproduzione dal titolo “Mister Cupido”.

Lidia Ottelli, invece, ha un percorso leggermente diverso. Dopo il boom di consensi ottenuti dalla sua prima opera “Odio l’amore, ma forse no” è approdata in tutte le librerie d’Italia sotto la targa Newton & Compton Editori, diventando una delle autrici italiane più apprezzate. A questa storia, infatti, sono seguite anche: “Fino all’ultimo battito” ed “Emma in Love” pubblicate sempre dalla stessa casa editrice.

Adesso le due autrici hanno deciso di scrivere una storia a quattro mani di cui scopriremo presto il titolo e la trama e ne parlano a The Pink Cafè, in questa doppia intervista.

Ciao ragazze, grazie per aver accettato di raccontare questa vostra nuova avventura letteraria. Vorrei chiedere a entrambe quando è avvenuto e come è stato il vostro incontro.

CORINNE:

Ciao Tiziana. Prima di tutto permettimi di ringraziarti per questo salotto letterario che hai creato. Per noi è un enorme piacere.

Io e Lidia ci siamo scoperte all’alba delle nostre carriere editoriali. A quei tempi non c’erano tutte le uscite che ci sono adesso e tra di noi ci si conosceva tutte. È stata subito simpatia reciproca. Il genere si assomigliava e ci siamo prese fin dall’inizio.

LIDIA:

Ciao, grazie a te per l’invito.

Il nostro incontro è partito molti anni fa. Io conoscevo Corinne tramite il mio blog e da lì, abbiamo subito avuto un feeling letterario incredibile.

Io ho letto tutto di lei e lei di me. Mi piace il suo stile e mi piace come affronta il mondo letterario.

Diciamo che il mio blog, è stato l’artefice di questo incontro.

Come e da chi è partita l’idea di scrivere una storia a quattro mani?

CORINNE:

Io e Lidia abbiamo avuto sempre un rapporto molto diretto, senza troppi giri di parole. Ricordo bene il giorno in cui le scrissi: “Ho un’idea pazza che mi frulla per la testa… scriviamo un libro a quattro mani, io e te. Che ne pensi?” Non dovetti nemmeno convincerla. Fu immediata. Dopo cinque minuti eravamo al telefono a buttare giù la trama, a grandi linee, che poi ha preso forma col passare del tempo. È stato un divertimento assoluto!

LIDIA:

L’idea è stata di Corinne. Mi scrisse su WhatsApp semplicemente un “voglio scrivere a 4 mani, che ne dici?”

Io dissi subito di sì.

Abbiamo iniziato dal nulla, senza pensare a nulla. Abbiamo inventato una storia che si è evoluta ogni capitolo.

Lo so, siamo pazze! Ma le cose improvvise sono le migliori.

Come si intitola la vostra storia e a quale genere appartiene?

Non so se odiarti o amarti di L.Ottelli e C.Savarese

CORINNE:

Il titolo originale era un altro. Generalmente io mi innamoro dei titoli. Spesso capita addirittura che scriva un romanzo a partire da un titolo, ma qui è stato diverso. Chi mi conosce (e Lidia l’ha scoperto e mi ha odiata fino all’osso, credo) sa che sono molto pignola, così un giorno la poveretta, non potendone più del mio analizzare ogni cosa, mi scrisse “Corinne! Non so se odiarti o amarti!” ovviamente fu molto velata, ma sono sicura avrebbe voluto strozzarmi. È per questo che ci vogliamo così bene.

LIDIA:

Il genere è un Contemporary Romance molto divertente.

Il titolo è “Non so se odiarti o amarti”.

Ti racconto un piccolo aneddoto. Inizialmente il titolo non era questo. Un giorno, mentre facevo l’editing, scrissi un post su Facebook a Corinne. “Corinne, non so se odiarti o amarti”.

Lei mi contattò immediatamente dicendomi: mi piace quello come titolo.

Da lì, il titolo è cambiato.

Potete raccontarci qualche aneddoto che riguarda quest’opera? Cosa dovranno aspettarsi i lettori da questo connubio?

CORINNE:

Come tu sai, Tiziana, io scrivo di notte, perché con quattro figli di giorno mi è quasi impossibile lavorare. Be’, con Lidia ci siamo fatte delle risate incredibili al telefono. Ore intere per ogni capitolo, per delinearne la trama, con continue interruzioni per colpa mia. Lidia ha avuto una pazienza infinita, ma è stata davvero un’avventura che non dimenticherò.

Ps: l’abbigliamento dettagliato del pompiere stripper è tutto merito di Lidia, perché io, all’alba della mia età, non sono ancora mai andata a vedere uno strip, ma ho promesso che recupererò presto. Prestissimo.

LIDIA:

Aneddoti ce ne sono mille! Ci siamo chiamate infinite volte, abbiamo scritto tutte le trame per ogni capitolo via cellulare o via Facebook. Al telefono facevamo un sacco di risate. Abbiamo messo un insieme di situazioni che ci sono capitate e altre che sarebbe meglio evitare…

Ogni volta che finivamo un capitolo, ce lo spedivamo e ridevamo e facevamo commenti stupidi, che è meglio censurare.

Se doveste definirvi come autrici, quale aggettivo usereste?

CORINNE:

Mmm, non saprei, davvero. Posso lasciare che mi definiscano le lettrici?

LIDIA:

Difficile… forse versatile.

Qual è il vostro genere letterario preferito?

CORINNE:

Vado a periodi, in base alle emozioni che ho al momento e a quello di cui ho bisogno per superarlo. Passo dalle commedie romantiche alla narrativa. Ho una vita abbastanza piena e ricca e non sempre mi riesce di leggere romanzi troppo pesanti, anzi, mi aspetto che la lettura sia per me un mondo dove rifugiarmi, che mi faccia stare bene.

LIDIA:

Io amo follemente urban fantasy e il paranormal. Mi piace il mistero del fantasy.

Infine, raccontateci un sogno, uno qualunque, che vorreste realizzare e al quale non avete avuto ancora modo o tempo di dedicarvi.

CORINNE:

Il mio sogno nel cassetto è arrivare a scrivere una sceneggiatura per un film o una serie tv. È solo un sogno, però. Ma sognare non costa nulla…

LIDIA:

Il mio sogno l’ho realizzato quando ho visto il mio libro in libreria. Ora ho altri sogni, ma sono più personali e forse più noiosi.

Grazie ancora per l’ospitalità! Saluto tutti i tuoi lettori a cui vorrei dire che il Self Publishing non è poi quella brutta bestia che tutti pensano che sia.

Grazie a entrambe per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Grazie a te, Tiziana, è stato un piacere essere tua ospite.

Ti faccio il mio più grande in bocca al lupo per la tua carriera e alla prossima.

Un saluto a tutte le lettrici – Corinne.

Tiziana Iaccarino.