Maria Marano si racconta al Pink Cafè.

L’ho invitata al Pink Cafè per farla bere e sapere tutto di lei! No, scherzo, ovviamente! Maria Marano è una delle giovani autrici che si sta facendo conoscere sul web con intraprendenza e tenacia, tante storie interessanti e una buona promozione artistica e personale.

Mi fa piacere parlare di lei e delle sue opere, perché penso che sia una ragazza in gamba in grado di offrire molto a chi ama leggere.

Alcuni suoi titoli sono davvero interessanti, ancora non ho avuto modo di leggerli, ma Maria sa renderli molto appetibili agli occhi del pubblico.

Magari ce ne parlerà di persona, così potrà presentarli al meglio.

Ciao Maria, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei che cominciassimo da quando hai iniziato a scrivere. Raccontaci cosa hai realizzato e come sei giunta ad autopubblicarti.

RISPOSTA:

Ciao a tutti, grazie a Tiziana per questa bellissima esperienza e opportunità. Scrivo dai tempi delle scuole medie, anche se precisamente la passione per la scrittura vera e propria è nata alle superiori, dove vinsi un concorso di scrittura. Ricordo che dovevamo inventare una storia a tema, trascrivere nero su bianco tutto ciò che la nostra immaginazione ci suggerisse. Devo dire che fu molto bello, un’esperienza che incrementò ulteriormente la mia voglia di creare storie.

Ho provato a proporre i miei lavori a svariate case editrici, ma mi chiedevano soldi e alcuni non mi hanno neanche risposta, ammetto che mi ero demoralizzata quasi del tutto, ma poi granzie al mio fidanzato ho preso in considerazione di autopubblicarmi su Amazon, così eccomi qui!

Ho pubblicato più di un libro, non perché io scriva in modo veloce o frettoloso, ma semplicemente perché avevo rinchiuso tutti i miei sogni una cartella sul pc, ed ora vederli online è una delle più belle cose che possa esistere.

Qual è stata la tua primissima opera letteraria?

RISPOSTA:

La mia primissima storia è stata pubblicata sotto pseudonimo. Trattava un argomento molto delicato, bullismo e stupro di gruppo. Argomenti molto forti e ai giorni nostri, purtroppo, presenti e sempre più in crescita. Però nel mio racconto ho cercato di trasmettere anche la voglia di rialzarsi, accettarsi, dimenticare, ma soprattutto ritornare a vivere. L’amore e l’amicizia sono sentimenti che padroneggiano in questo mio racconto, e successivamente negli altri che poi ho pubblicato a mio nome.

Parlaci dell’opera “Non si è mai troppo soli”.

RISPOSTA:

Questa è un’opera a cui tengo moltissimo, una storia che mi ha fatto emozionare, una storia che ho sentito fin sotto la pelle.

Sadie, una ragazza costretta a subire ogni tipo di violenza dal suo patrigno, una madre assente e un padre scomparso. L’unica cosa che ancora riesce a farla rialzare e andare avanti è la sua sorellina, perché Sadie sa bene che la piccola ha solo lei al mondo. Ma tutto poi cambia quando incontra Hunter, un ragazzo che riesce a guardare oltre le apparenze, un ragazzo determinato ad aiutarla, un ragazzo capace di farla sentire al sicuro, non più sola.

In questo racconto ho cercato di trasmettere a tutte le mie lettrici e lettori che nella vita non bisogna mai arrendersi, che non è un male farsi aiutare, ma soprattutto che l’amore, quello vero, riesce ad abbattere ogni barriera.

Non lasciarmi andare” e “Il mio ossigeno sei tu” sono due opere uscite lo scorso febbraio, hanno a che fare l’una con l’altra o sono due storie a se stanti?

RISPOSTA:

Uscite nello stesso mese, ma “Il mio ossigeno sei tu” è stato scritto molto prima, infatti lo stile è molto diverso. In questa storia parlo di un intreccio tra famiglie, un padre padrone, capace di abusare della sua piccola bambina e della sua figliastra. Parla di due ragazzi legati da un destino avverso, che nell’incontrarsi trovano l’amore e il desiderio di appartenersi e di aiutarsi l’un l’altro. I due protagonisti, Neith e Kendra, molto simili, determinati, passionali e forti.

Mentre “Non lasciarmi andare” è una storia dominata dal destino e da qualcosa di ispiegabilmente surreale. Due ragazzi, Carolyne e Brayan, si incontrano per puro caso, lui dottore e lei paziente, ma tra i due ci sono ricordi e sensazioni passate, che non hanno logica e spiegazione. In questo racconto ho voluto far trasparire il fatto che l’amore duri nel tempo, che quando si ama si è disposti a perdonare, che un tradimento può essere cancellato, che si può cambiare.

E poi c’è stata a Marzo l’uscita dell’opera “Scegli di restare”. Un titolo che colpisce. Ci racconti qualcosa della storia?

RISPOSTA:

È una storia d’amore, nata da un fatale colpo di fulmine. Alessia e Giorgio, lei giovane e con tanti sogni nel cassetto, lui un ragazzo benestante, con un futuro più roseo che mai. Ma le loro vite sono destinate a cambiare, lei incinta di un ragazzo che non ne vuole sapere nulla, mentre la sua famiglia la ripudia e non accetta la sua scelta di tenere il bambino. Lui subisce una perdita grave, i suoi genitori muoiono in un incidente d’auto, costringendo il ragazzo a prendere le redini dell’azienda di famiglia, accantonando definitivamente i suoi sogni. Un incontro casuale, una notte di passione, e tutto cambia.

Giorgio cerca di conquistarla con ogni mezzo, lui è disposto ad amare entrambi incondizionatamente. Dopo una dura lotta, lei cede, ma un incidente sconvolge nuovamente le loro vite. Giorgio rischia di perdere di nuovo qualcuno che ama. Un susseguirsi di emozioni e di sentimenti forti e intensi, una storia ricca di valori.

Quale sarà la tua prossima pubblicazione e di cosa tratterà?

RISPOSTA:

La mia prossima pubblicazione si intitolerà “Il custode del nostro amore”, una storia d’amore, ma nello stesso tempo divertente e con qualche piccola nota di suspance.

Per farvi capire di cosa tratterà, vi lascio la sinossi:

Chiara è una ragazza giovane, esuberante, pasticciona e molto romantica. Crede nel vero amore, quello capace di farti battere forte il cuore e tremare le ginocchia, attualmente però il suo compagno di vita è Eros, un adorabile cane, pigrone e anche molto impiccione.

Chiara vive e lavora a Napoli per una grande casa editrice come curatore editoriale; ama profondamente questo lavoro, ma continua a metterlo a rischio con continui ritardi, purtroppo è più forte di lei, è una ritardataria cronica.

Da sempre è segretamente innamorata del suo collega Alessandro, sino al giorno in cui insperatamente anche lui sembra accorgersi di lei. Finalmente la vita sembra sorriderle, crede di aver trovato la sua anima gemella; finalmente la sua adorata nonnina smetterà di infastidirla con i continui tentativi di maritarla con il primo che capita.

Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, un malinteso con la sua coinquilina la obbligherà a condividere il suo appartamento con un ragazzo, Manuel, un tipo chiuso, irascibile e troppo schietto. Manuel metterà a dura prova il suo autocontrollo e la sua pazienza. Continui litigi e battibecchi non faranno altro che aumentare la reciproca attrazione, che sarà alimentata ulteriormente da Eros, il quale ha visto nella coppia un qualcosa di speciale, qualcosa di unico, qualcosa di vero.

Ma non sarà per nulla facile scalfire il cuore di Manuel, che ha perso completamente la fiducia nelle persone. Non crede più nelle promesse e nelle parole urlate al vento, ma soprattutto nell’amore.

Il custode del nostro amore di Maria Marano

Che genere di autrice sei? Come ti ritieni?

RISPOSTA:

Penso di essere una (neo)scrittrice che ascolta principalmente il suo istinto, e molto spesso mi faccio trasportare dalle emozioni e dai personaggi che descrivo, ritrovandomi perfettamente in loro. Cerco di essere attenta nella forma, anche se spesso commetto errori, ma sto cercando di migliorare e trovare un mio stile. Penso di usare molto la semplicità, anche se le mie storie spesso affrontano temi e situazioni molto difficili, e purtroppo presenti nella vita reale.

Qual è il genere che preferisci leggere e quale quello che, invece, preferisci scrivere?

RISPOSTA:

Amo leggere qualsiasi genere: Rosa, Giallo, Erotico, Storico ecc…Mi piace molto scrivere Romance o Young Adult, ma in questo periodo sto provando anche a scrivere un erotico e non escludo un giallo in un mio prossimo lavoro.

Ancora una domanda: cosa ci aspetta nell’anno nuovo dalla tua produzione letteraria?

RISPOSTA:

Ho un progetto che mi frulla in testa già da un po’, posso solo dire che sarà di certo un Romance, ma diviso tra fantasia e realtà.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

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Una gara tutta Pink per le autrici.

A The Pink Cafè abbiamo pensato di organizzare una gara di cover natalizie in prossimità delle Feste tra le autrici che si proporranno nel nostro gruppo.

Le autrici che faranno parte del nostro gruppo e che pubblicheranno una storia tutta natalizia, quindi, potranno partecipare alla gara di cover che organizzeremo in modo pubblico tra le persone che si proporranno.

Accetteremo nella gara solo le autrici che entraranno a far parte del nostro gruppo su Facebook e che, conseguentemente, si offriranno con la rispettiva cover sotto al post nel quale parliamo di questa iniziativa.

Se raggiungeremo un numero minimo di quattro partecipanti, apriremo un evento pubblico nel quale tutti gli invitati potranno votare la cover che preferiscono sul social.

L’autrice vincitrice ovvero colei che nella gara sarà stata la più votata, avrà diritto a una giornata di promozione sul gruppo e sulla Pagina The Pink Cafè, a un’intervista sul nostro sito e a una sorpresa tutta natalizia di cui non parliamo ancora.

Vi aspettiamo, quindi, al gruppo “The Pink Cafè” e alla nostra gara!

gara natalizia


Per consentire un accesso facilitato al gruppo, vi chiediamo solo di entrare tra i contatti delle due amministratrici: Tiziana Cazziero e Tiziana Iaccarino.
Grazie.

The Pink Cafè, il gruppo è qui.

Link: https://www.facebook.com/groups/1734696166800286/?ref=bookmarks .

Tiziana Iaccarino.

“Io credo in te” di Emanuela Guzzetta per #EstrattInSpiaggia.

L’autrice Emanuela Guzzetta per #EstrattInSpiaggia ci presenta un estratto della sua opera “Io credo in te“.

«Hai dimenticato una cosa.» Sussurra Kaleb.

«Che cosa?» Domanda la ragazza.

Lui si avvicina lentamente al suo viso chiudendo gli occhi. Catherine fissa con attenzione ogni suo movimento ma poi chiude gli occhi e lascia che quelle labbra morbide aderiscano alle sue.

«Ti faccio sentire una cosa.» Sussurra Kaleb allontanandosi leggermente dalle sue labbra ed è allora che prende la sua mano portandosela all’altezza del cuore. Catherine, interdetta, fissa la mano e immediatamente sente il cuore di lui battere all’impazzata.

«Questo succede solo quando sono con te.» Ammette lui fissandola dal basso.

Catherine alza la testa e lo fissa nei suoi occhi grigi. Lui stinge la mano di lei come se fosse qualcosa per lui caro.

Io credo in te di Emanuela Guzzetta

Prossimamente on line!

Grazie e in bocca al lupo!

Tiziana Iaccarino.

Flora Gallert ci racconta la sua avventura editoriale.

Flora Gallert è un’autrice che si è fatta conoscere grazie a una costanza e a una tenacia poco comuni.

In questa intervista potremmo raccontarvi della sua carriera da scrittrice, come abbiamo fatto altre volte, ma ho pensato potesse farle piacere parlare, invece, delle sue esperienze nel dietro le quinte del settore editoriale o meglio in vesti ben diverse da quelle di autrice, perché Flora ha sempre avuto un sogno: aprire una casa editrice e lavorare in questo ambiente.

Quando mi raccontò questo desiderio, pensai fosse un’impresa tanto affascinante quanto ardua perché, come ben saprete, l’editoria tradizionale italiana non naviga in buone acque, anche se si spera sempre che le cose cambino in meglio.

In Italia saprete che la pressione fiscale è molto alta, che i rischi per un giovane imprenditore sono tanti, che i libri sono difficili da vendere, che le tasse sono enormi, per cui credo che una scelta del genere sia sempre molto coraggiosa e interessante.

In attesa di realizzare questo sogno, Flora ha avuto occasione di arricchire il suo curriculum e soprattutto le sue esperienze nel settore.

Prima è arrivata la proposta della Omnia One Group Edizioni per una collaborazione diretta con l’editore e, in seguito, dalla piattaforma pubme.me sulla quale si autopubblicava già come autrice, ma sarà lei stessa a raccontarci questa parte delle sue attività.

Ciao Flora, grazie per aver accettato questa intervista. Sono molto contenta di poterne parlare, perché penso tu stia facendo un percorso formidabile in questo settore. Io sono la prima a dire sempre che è fondamentale l’esperienza, non solo in qualità di autori, ma nel dietro le quinte di questo lavoro. La scrittura, infatti, come ho sempre detto, è un lavoro a tutti gli effetti.

Vorrei chiederti, innanzitutto, come e da dove nasce la tua voglia di diventare editore.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, innanzitutto grazie per la tua bellissima presentazione!

La mia voglia di diventare editore nasce dal mio amore per i libri e per la scrittura, sono sempre stata affascinata da tutto il processo che c’è dietro le quinte e che porta un manoscritto a diventare bestseller. Devo ringraziare il self publishing, perché mi ha dato la possibilità di toccare con mano tutti i passaggi, proprio perché nel self sei editore di te stessa. Mi piaceva scrivere, ma mi piaceva anche scegliere la cover e curare tutta la fase di marketing. Per me non è mai stato un peso la promozione dei miei libri, ma un vero piacere. Infatti, quale autore ha successo? Chi si diverte con i propri protagonisti e potrei citare Marilena Barbagallo e le sue Krum Chat (divertentissime), Ava Lohan con le sue card e te… con il tuo Rasoio e Ceretta!

Quando ti è arrivata la prima proposta di collaborazione editoriale dalla Omnia One Group Edizioni, cosa hai pensato? Hai accettato subito?

RISPOSTA:

Allora, diciamo che è avvenuto tutto in modo casuale: io e la mia collega stavamo chattando (anzi… spettegolando) e a un certo punto abbiamo iniziato a parlare del mondo dell’editoria. Le ho raccontato un po’ della mia esperienza di autrice e della mia voglia di lavorare nel mondo dell’editoria. Lei, allora, mi ha proposto di presentare una relazione e così sono entrata a far parte dello staff.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Omnia One Group Edizioni?

RISPOSTA:

Il mio ruolo era (al momento non collaboro più con questa CE) quello di aiutare gli autori nella promozione, utilizzando soprattutto i social.

So che hai scritto anche una storia a quattro mani con l’editore Claudia Crocioni. Da dove e come è nata questa idea?

RISPOSTA:

È nata per puro divertimento e perché io e Claudia siamo sempre state in sintonia e perché entrambe amiamo scrivere.

Successivamente hai ricevuto una nuova proposta di collaborazione dalla piattaforma pubme.me sulla quale ti autopubblicavi e avevi già esperienza. Cosa ti è stato chiesto?

RISPOSTA:

Mi è stato chiesto di gestire una collana, di scegliere il genere che desideravo e di darle un nome.

Qual è il tuo ruolo, allo stato attuale, all’interno della redazione pubme.me?

RISPOSTA:

Gestisco la collana occupandomi di tutto: valutazione manoscritti, editing e creazione copertina (in questi ultimi due campi mi affido a dei professionisti validi tra cui Miriam Rizzo in qualità di editor e Loredana –https://www.facebook.com/lgbookcovers/ – che è la grafica delle bellissime cover).

So che hai creato una vera e propria collana per la piattaforma, chiamandola collana floreale dal tuo nome. Come è stata accolta questa idea dai responsabili della pubme.me e dagli autori?

RISPOSTA:

Nessuno si è opposto, avevo piena libertà di scelta, Floreale nasce dall’unione del mio pseudonimo e del mio nome (Flora+Alessandra).

Quante proposte di valutazione ricevete ogni giorno?

RISPOSTA:

Dipende dai giorni e anche dal periodo, in alcuni giorni me ne arrivano di più perché, magari, c’è qualche sponsorizzazione in atto!

Come basi le tue valutazioni sui manoscritti che ricevi?

RISPOSTA:

Solitamente li valuto io però, vista la quantità, ho chiesto aiuto a persone fidate, che mi conoscono. Una di queste è mia sorella, molto appassionata di letteratura e che al momento frequenta il corso di laurea in Lettere Moderne. Lei mi prepara una scheda riassumendomi il manoscritto, la sua opinione, la coerenza semantica e stilistica.

So che hai scelto anche una grafica bravissima, Loredana di LG Book Covers, la quale realizzerà tutte le cover per le pubblicazioni della tua collana. Direi una scelta eccellente. Ti va di parlarcene?

RISPOSTA:

Loredana è bravissima, una persona molto disponibile che ha capito fin da subito quali sono le mie esigenze. Le sue cover sono fantastiche e hanno riscosso un vero successo.

Tra l’altro, tu ricopri anche un ruolo fondamentale, a mio avviso: sei una promotrice social molto in gamba. Utilizzerai queste tue qualità anche per gli autori che scegli di pubblicare?

Collana floreale di Flora Gallert.

RISPOSTA:

Grazie! Infatti quella della promozione è la parte che preferisco, io entro in atto dopo la pubblicazione del romanzo (delle scelte di marketing – ovviamente – vengono fatte anche prima: sono molto importanti il titolo, la cover e la sinossi).

Ancora una domanda: se ora infilassi una mano nel cassetto dei tuoi sogni, cosa tireresti fuori per prima?

RISPOSTA:

Essendo comunque all’inizio di questa esperienza, non posso ancora prevedere il mio futuro. La mia speranza resta, quindi, quella di poter continuare a lavorare nel mondo dell’editoria, potermi dedicare a esso completamente e poter vivere con i libri.

Grazie per la tua cortese disponibilità e in bocca al lupo per tutto!

Tiziana Iaccarino.

Giulia Martani ci racconta la sua carriera artistica tra set fotografici e scrittura.

Giulia Martani è una ragazza bellissima che ha saputo districarsi sempre molto bene tra i set fotografici che frequentava in qualità di modella e la scrittura, gli studi di Giurisprudenza e la passione per l’arte.

La sua prima opera letteraria si intitola “Nero ma non troppo” ed è stata pubblicata da Sensoinverso Edizioni nel 2011, prima di quella che è stata la sua opera più nota dal titolo “Benzina” con Lettere Animate nel 2012 e poi “La gatta che si credeva una bambina” per EdiGiò per arrivare ad “Angelo del fango” per Il Rio Edizioni e all’opera “La praticante” sempre con la stessa casa editrice.

Qualche giorno fa è uscita la nuova edizione dell’opera “Benzina” con Rio Edizioni e per questa occasione ne parliamo al Pink Cafè.

Tra l’altro, Giulia è stata tanto cortese da accettare, tempo fa, anche il mio invito a diventare il volto di Lanty, il mio personaggio letterario più divertente dalla serie chick lit “Lanty&Cookies” e ne sono molto contenta, perché si è prestata con gentilezza e simpatia, ma anche molta professionalità ed entusiasmo a questa proposta.

Ciao Giulia, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei chiederti subito quando hai iniziato a scrivere con il sogno di pubblicare.

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a te! Ho iniziato a scrivere fin da bambina, ma ho iniziato a pensare seriamente alla pubblicazione sono alle superiori, quando ho partecipato per la prima volta a concorsi e antologie, proponendo dei racconti brevi.

La tua prima opera pubblicata è stata “Nero ma non troppo”, vero? Qual era la trama?

RISPOSTA:

Esatto, “Nero ma non troppo” è una raccolta di racconti noir, il cui filo conduttore è la suspense che pervade ogni storia, dall’inizio alla fine…e il finale, rigorosamente a sorpresa!

La tua opera più nota, però, forse, rieditata in seconda edizione, tra l’altro in questi giorni, si intitola “Benzina”. Ti va di raccontarci quale tema predominante affronti in questa storia?

Benzina II Edizione di Giulia Martani

RISPOSTA:

Benzina” è un libro a me particolarmente caro, non solo perché è il mio primo romanzo, ma soprattutto per la tematica che affronta, che è a dir poco attuale e drammatica: il bullismo tra i banchi di scuola, in particolare quello al femminile, a mio avviso il più subdolo e pericoloso. Ilaria, la protagonista del libro, racconta la sua vicenda a ritroso dal carcere minorile, dove si trova reclusa per aver commesso un gesto gravissimo: ha bruciato la scuola con della benzina. Eppure, un tempo Ilaria era una quattordicenne ingenua, timida e secchiona, starà al lettore scoprire quali terribili e traumatici eventi l’hanno sconvolta al punto di portarla a commettere un gesto talmente efferato. La voce narrante della studentessa ripercorre la drammatica vicenda a partire dal primo giorno di scuola superiore, proseguendo poi con un clima sempre più serrato, che porterà al tragico epilogo.

Un altro titolo molto interessante è “La praticante”. Era autobiografica? Ricordo che tu frequentavi la facoltà di Giurisprudenza e hai voluto, in parte, raccontare i disagi dei praticanti in questo campo, vero?

RISPOSTA:

Sì, “La praticante” è un libro a metà strada tra il legal thriller e la commedia nera, ed è dedicato a tutti i praticanti avvocato di ieri, oggi e domani, nonché ai giovani precari in generale…In parte è autobiografico perché anch’io, come la protagonista, sono stata un praticante avvocato, ma fortunatamente nello studio legale dove ho svolto il praticantato non sono stati commessi omicidi! Ho voluto un po’ enfatizzare certi aspetti della vita del giovane praticante, per stigmatizzarli e offrire spunti di riflessione per il lettore. Conclusa l’esperienza universitaria, Francesca parte piena di entusiasmo e inizia a svolgere il praticantato presso uno studio legale, dove si scontra con la dura realtà, che non è esattamente quel mondo magico e fatato che immaginava di trovare, dopo l’agognata laurea. Rimane ben presto delusa, perché si accorge che non è tutto rose e fiori, anzi l’attività di praticante è svolta gratuitamente o tutt’al più sottopagata. Oltretutto c’è un’impiegata bella e attraente che sottrae denaro allo studio che, in un susseguirsi di tensione, si trasformerà nella scena del crimine, nonché teatro delle indagini e preda del cinismo della tv del dolore.

Come sei riuscita a gestire gli impegni tra set fotografici in qualità di modella con la scrittura e poi gli studi?

RISPOSTA:

Portare avanti attività così diverse tra loro è stato un po’ complicato, anche perché ci sono ancora dei pregiudizi legati al lavoro di fotomodella, che talvolta può essere considerato poco compatibile con professioni più “austere” o intellettuali.

Qual è il settore a cui preferisci dedicarti?

RISPOSTA:

Mi appassionano entrambi, sono due modi per esprimere la propria personalità ma, guardando in prospettiva, sicuramente metto al primo posto la scrittura, che è un’attività più “a lungo termine”. Potrei immaginarmi intenta a scrivere anche a novant’anni, mentre posare come modella, dopo una certa età sarebbe certamente più difficile, anche se non impossibile!

Se dovessi descriverti con quattro aggettivi, quali useresti?

RISPOSTA:

Ironica, spiritosa, lunare (per via del colorito) e… glutenfree!

Continua a leggere Giulia Martani ci racconta la sua carriera artistica tra set fotografici e scrittura.

Al “The Pink Cafè” parleremo con l’autrice Elisabetta Lugli a cui sarà dedicato un evento esclusivo.

Lunedì 5 Giugno intervistiamo l’autrice Elisabetta Lugli che è uscita a Maggio con il suo romanzo “La libreria degli amori impossibili” (Newton & Compton Editori), vincitore del concorsoIl mio esordio”.

Elisabetta ci parlerà della sua passione per la scrittura, del concorso, della vittoria, di questo magnifico libro (è bellissimo toccarlo con mano!) e della libreria degli amori impossibili.

Apriremo, in concomitanza con l’intervista anche un evento eccezionale, estivo, per chi ama la lettura e portarsi un bel libro sotto l’ombrellone.

Potrete partecipare, infatti, all’evento con il quale The Pink Cafè premierà i suoi estimatori e chi ne fa parte, per vincere una copia del romanzo “La libreria degli amori impossibili”.

La libreria degli amori impossibili di Elisabetta Lugli

Siete pronti?

L’evento verrà aperto già domenica 4 Giugno!

Tiziana Iaccarino.

Quanto conta e cosa comporta oggi essere un “influencer”?

È probabile che abbiate notato questa parola negli ultimi tempi legata alle blogger e al mondo social, perché la parola “influencer” sta entrando nel nostro vocabolario sempre più spesso.

Chi è e cosa fa un “influencer”?

Tutti noi siamo sempre più “social”, ormai, in quanto navighiamo, chattiamo, smanettiamo al cellulare con costanza e tenacia, intraprendenza e divertimento. A volte lo facciamo per semplice hobby, perché ci piace, tra selfie e socializzazione, per condividere dei momenti particolari della nostra vita o magari un’attività, una passione, un lavoro, una moda o una preferenza per qualcosa, altre volte perché magari, ci siamo accorti di avere molti consensi sul web e per chi magari scrive o fa attività di blogging (ovvero è un blogger e scrive con costanza, sperando che una serie di collaborazioni artistiche possano diventare dei dettagli interessanti sul curriculum), ecco che siamo portati a diventare anche degli “influencer”.

L’influencer, in ambito social, è quella persona che adopera in modo continuativo e creativo il web attraverso l’interazione mediatica nei social network a cui è iscritto, raccogliendo consensi, “like”, condivisioni, seguaci, amici, contatti e magari anche proposte lavorative (perché no?).

Quando una persona, quindi, diventa molto seguita, raccogliendo sui social migliaia, centinaia e a volte anche milioni di persone che diventano fedeli estimatori, contatti attivi e pure “amici social” ecco che si diventa, automaticamente, degli “influencer” ovvero delle persone che, essendo tanto seguite e magari potendo influenzare, in qualche modo, l’opinione altrui, diventando un esempio da seguire o magari consigliando determinate attività (come l’acquisto di prodotti o altro), assumono una rilevanza particolare fino a diventare anche molto note, almeno sul web.

Avete mai sentito dire che questa o quella persona è diventata un “influencer” grazie al suo blog, alla sua passione per la moda, l’arte, la musica, la scrittura, la pittura e tanto altro? Bene, quelle persone magari hanno cominciato, un passo alla volta, a farsi seguire permettendo a un pubblico di internauti di interagire con loro, di entrare nella loro vita, di farsi osservare, scrutare, studiare, apprezzare, consigliare, coinvolgendo l’interesse e l’interazione sociale di altri.

Se si è appassionati di un settore specifico, se ci si vuole aprire uno spazietto personale, partendo da un blog e proseguendo sui social, per parlare di un determinato argomento, si può diventare degli “influencer” nel momento in cui si attira l’attenzione di un pubblico sempre maggiore.

Chi ama la moda, può parlare di tendenze in quel settore, chi i libri delle novità letterarie, della critica, della scrittura, chi la musica di tanto altro così come di molte altre forme artistiche e di qualunque tipo di settore che raccolga consensi e una buona attività per la socializzazione.

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C’è chi parla, in giro, anche di “influencer marketing” quando si diventa tanto socialmente seguiti da poter svolgere un’attività lavorativa, soprattutto se ingaggiati da qualche azienda o cliente che vuole pubblicizzare un prodotto.

Tiziana Iaccarino.