Jessica Maccario diventa direttore della collana editoriale Starlight di Pub.me.

Jessica Maccario è una delle poche autrici che, a mio avviso, è riuscita a farsi notare sul web grazie alle sue opere letterarie, oltre che tante iniziative di promozione personali e professionali.

Laureata in Beni Culturali Archivistici e Librari a Torino, ha sempre collaborato con case editrici per la parte valutativa dei manoscritti, si è occupata delle pubbliche relazioni e ha continuato nella sua carriera di giovane autrice costante e intraprendente.

Ora è stata scelta dalla nota piattaforma italiana Pub.me per dirigere la collana Starlight che si occuperà di valutare tutte le opere fantasy per la pubblicazione sulla detta piattaforma.

Pub.me, tra l’altro, è un’impresa che sta crescendo in modo molto interessante, in quanto il suo editore, Roberto Incagnoli, ha ideato un progetto che coinvolge professionalmente figure giovani ed entusiaste all’idea della realizzazione di collane editoriali che seguano e accompagnino i giovani autori nella pubblicazione dei loro testi.

Magari parleremo ancora di questa nuova e interessante realtà italiana con le altre direttrici delle altre collane di Pub.me, ma ora ci apprestiamo a conoscere meglio Jessica Maccario.

Ciao Jessica, grazie di aver accettato questa intervista per The Pink Cafè. Vorrei chiederti subito, quando sei nata in qualità di autrice e con cosa hai cominciato?

RISPOSTA:

Ciao Tiziana, grazie a voi per la disponibilità! Ho iniziato a scrivere durante le scuole medie, il mio primo romanzo rosa risale a quegli anni, poi ho continuato a farlo per passione durante le scuole superiori. Lo facevo nei ritagli di tempo, impiegandoci anni a finire un libro. Si può dire che ho cominciato a sentirmi scrittrice solo dopo la pubblicazione del fantasy “Insieme verso la libertà”, scelto da Bibliotheka edizioni durante un concorso. Dopo la sua uscita, mi sono trovata quasi travolta da tutti gli avvenimenti. Molti colleghi mi hanno aiutata a superare le difficoltà e le critiche mi hanno aperto un mondo, perché mi hanno permessa di avvicinarmi all’editing e di capire cosa volesse dire fare un lavoro serio sul proprio scritto, migliorando anche come stile. Solo allora penso di aver compreso cosa volesse dire scrivere e pubblicare. Da allora ho deciso di puntare sul self-publishing, di affidarmi a editor e beta di fiducia, di trattarlo a tutti gli effetti come lavoro. Nei periodi in cui non avevo altri lavori al di là della scrittura, mi mettevo a scrivere ogni giorno, per ore. Il cambiamento, rispetto a prima, è stato notevole per me e mi ha permesso anche di partecipare a tante antologie con altri autori. Dopodiché ho pubblicato il seguito del fantasy, “La spada degli elfi”, e la duologia romantica “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, che mi ha preso mesi di ricerche per quanto riguarda l’ambientazione della storia ad Amsterdam e in Canada e la parte relativa alla lettura di un diario in Francia. Poi sono passata a un libro più corto, il romantic suspense “Io ti libererò”, dove gli sforzi sono stati soprattutto sul mantenere un equilibro tra il rosa e il giallo/thriller.

In questi ultimi mesi, infine, mi sono concentrata sulla versione aggiornata del primo fantasy e sull’uscita del terzo, che conclude la trilogia de “Gli Elementali”.

Che tipo di autrice sei e quale genere prediligi?

RISPOSTA:

I generi che mi hanno spinta a scrivere sono il rosa e il fantasy. Le mie storie sono prettamente romantiche, puntano sul realismo e spesso sui temi sociali. Ad esempio ho trattato i temi dell’omosessualità, dell’emarginazione, della droga, ma anche altri più quotidiani come l’amore, le difficoltà familiari, l’importanza delle amicizie, la solitudine. Emergono anche il mio amore per i libri, i viaggi e la cucina. Con il romantic suspense ho voluto fare un esperimento, perché è un genere che mi piace molto leggere e al quale ho deciso di approcciarmi con il libro “Io ti libererò”. Ne uscirà un altro prossimamente, dal titolo “Io ti salverò”, con protagonisti due personaggi secondari di quel romanzo.

Quando hai cominciato a collaborare con case editrici per la valutazione e promozione degli emergenti?

RISPOSTA:

Nel 2012, quando ho visto che Libro Aperto cercava valutatori. Inizialmente ne sapevo poco, ho cercato di dare il mio contributo principalmente come lettrice, poi ho iniziato a capire cosa cercavano gli editori e in particolare l’esperienza con la Butterfly mi ha aiutata molto, Argeta è una persona seria e mette il cuore in tutto quello che fa, le sono grata per le occasioni che mi ha dato. Sono rimasta con lei fino allo scorso anno e per un certo periodo anche con la Ruota edizioni. Ho preso parte infine ad altri comitati di valutazione nati in occasioni di contest creati in collaborazione con dei blog, tutte esperienze che rifarei da capo.

Parlaci ora dei tuoi romanzi. Scegline uno in particolare di cui parlare e dicci perché dovremmo leggerlo.

RISPOSTA:

È difficile sceglierne uno soltanto, ma quello a cui sono più affezionata è senza dubbio “In volo con te”, che continua nel seguito “Questo viaggio è per sempre”, il libro in cui ho messo maggiormente me stessa. La protagonista è Giulia, una donna che si trova ad affrontare la partenza del marito e la necessità di spiegare alla sua adorata bimba il loro rapporto e il motivo per cui se n’è andato: la sua omosessualità. Nel corso dei due libri si vede l’evoluzione dei sentimenti della donna, dalla rabbia alla sofferenza, dalla sua fragilità alla forza che le persone attorno le danno per rimettersi in gioco sia nella vita privata che in quella lavorativa. Inoltre è stato bello parlare di amore e caratterizzare i vari personaggi. Penso che il sentirsi diverso o essere trattato tale dalla società sia un tema importante sul quale riflettere. Questa duologia ne racchiude tanti e mi ha permesso di mettere molte parti di me, è una storia che invoglia a riflettere ma che si pone anche come romantica.

Tu sei un’appassionata di genere fantasy, vero?

foto Jessica

RISPOSTA:

Sono una lettrice onnivora, ma il fantasy è tra le letture che ho sempre prediletto, insieme al rosa. Ho amato molte saghe, sia epic che urban fantasy, adoro le ambientazioni che creano gli scrittori e trovo che sia il genere in cui i personaggi possono essere caratterizzati meglio. Due serie che ho divorato in pochissimo tempo e che si aggiudicano i primi posti della mia classifica personale sono Night Huntress di Jeaniene Frost e The Dark Elements di Jennifer Armentrout.

Come scrittrice mi sono avvicinata a questo genere durante le scuole superiori, in un periodo in cui sentivo il particolare bisogno di distaccarmi dalla mia realtà e di pensare a un mondo inventato, che mi facesse sognare un po’. Dall’inizio alla fine della scrittura della trilogia sono passati più di dieci anni, intervallati da mesi in cui mi sono dedicata interamente ad altri libri, infatti lo stile e l’ideazione del primo libro sono molto differenti nel secondo e ancora di più nel terzo. Motivo per cui ho deciso di fare un aggiornamento del primo, per cercare di risistemarlo con gli occhi di adesso. Questa storia parla di amore, amicizia ma soprattutto della vita degli Elementali, creature del bosco con la capacità di controllare un elemento (aria, acqua, terra e fuoco), di cui il protagonista Peter conosce l’esistenza in modo abbastanza casuale, scoprendo che la sua migliore amica Angelica gli ha sempre tenuto nascosto il suo segreto.

Le vicende si fanno più intricate nel terzo e ultimo libro, “L’amore non si arrende”, in uscita il 19 di novembre. Qui i personaggi che entrano in gioco sono tanti, le relazioni cambiano, si svelano altri segreti e le vicende si svolgono in parallelo in due diverse città. Il libro termina con una visione di questi personaggi anni dopo, per far capire al lettore cos’è accaduto, ma il finale lascia un velo di mistero.

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